lunedì 11 marzo 2019

4 Hoods Junior

Secondo post consecutivo che non parla di sport.
Un piccolo evento ultimamente, un po' perchè fai comunque fatica a scrivere in generale (mancanza di tempo e di stimoli), e poi questa storia ti piace tantissimo e dovevi assolutamente riportarla.

Partiamo da tutta la passione per i fumetti che hai in parte anche passato a tuo figlio.
Attraversiamo alcuni ragionamenti sul piacere dell'avventura scatenati da una vignetta del Rrobe.
Planiamo sulle gite da veri maschi a Cartoomics in generale e alle processioni allo stand Bonelli in particolare.
E arriviamo ai 4 Hoods (si legge FORUDZ).

Esattamente un anno fa usciva il primo numero di questa nuova collana dedicata al mondo young, e visto che i tempi sembravano maturi, l'hai comperato con l'idea di leggerlo assieme a Luca.
L'illuminazione è stata una delle pagine centrali (del numero 0) in cui si spiegava come si poteva disegnare facilmente i protagonisti.


Il passo successivo, mentre seguivate le avventure che uscivano in edicola, è stato quello di realizzare voi un fumetto, dal soggetto fino ai colori, in cui il protagonista fossero Luca e i suoi amici.
L'obbiettivo principale per tuo figlio (galvanizzato dalla recente visita a Cartoomics), era quello di "presentarlo" a Bonelli Editore la prima volta utile.

E allora avete scritto il soggetto (quasi tutto suo):



avete fatto i layout delle tavole (avete saltato la fase della sceneggiatura, che francamente ti sembrava troppo, e Luca si sarebbe annoiato a morte):


avete fatto le matite (quasi tutte Luca):


avete chinato (questo è il lavoro che hai fatto quasi interamente te) e avete colorato le tavole (con l'aiuto speciale anche della mamma):


Queste ultime settimane, dopo qualche tempo di stallo dovuto anche alla fine della presentazione in edicola delle storie nuove, avete dovuto fare tour de force per finire il lavoro in tempo, perchè non si era dimenticato del suo intento principale e voleva portarlo alla fiera del fumetto per "farglielo vedere a Sergio Bonelli" (beata innocenza).
Sabato pomeriggio siete andati a Cartoomics, ma essendo le pubblicazioni di 4Hoods sospese, non c'erano dei veri e propri firmacopie dedicati. Ma tu speravi nella benevolenza del Rrobe (che è l'ideatore dei personaggi) che era presente sabato pomeriggio allo stand dedicato a Dylan Dog.

E' andata bene: avete fatto pochissima fila (che le code veramente importanti erano per i disegni dedicati di Stano e di Roi) e Roberto è stato gentilissimo.
Vi ha dedicato qualche minuto, molti complimenti e un disegnino di Verde.


Sono stati solo pochi minuti (in cui lui naturalmente non ha spiaccicato parola, se non un semplice "ciao") ma è stata per lui un'emozione veramente forte, e non ha ancora smesso di raccontare a tutti i suoi conoscenti dei complimenti che gli ha fatto Recchioni, quello che ha inventato i 4Hoods.

Qui di seguito, per chi vuole farsi due risate, il fumetto completo.
















Extra e commento dell'autore:
- Gli eroi sono Luca (naturalmente il capo del gruppo), Isabel (la sua ex??!?!??!?? fidanzata), Viola (la sua amica di scuola che non hai mai capito perchè non l'ha voluta fare viola, creando confusione) e il suo amico Ale (quello che facendo la figura del pasticcione risolve la situazione).
- Il perfido re Gigno è il nonno Virginio, detto il brontolone (da qui brontoworld).
- Rocky il terribile 38° è una sua citazione di Fantozzi e si riferisce ad uno dei cani del nonno.
- La principessa Becky è un'altra dei cani del nonno, un cucciolino ai tempi dell'inizio della storia.
- La barca di K-Way solido è una roba talmente WTF che fa il giro a assume una sua dignità inappuntabile.
- Risolvere il climax finale a colpi di scorregge è una cosa che poteva venire in mente solo al regista di Alvaro Vitali o ad un bambino. Che forse sono la stessa cosa.

In attesa che a tuo figlio vengano ancora voglia e idee per creare un altro fumetto, e aspettando le nuove storie di 4Hoods, ti godi questa cosa che avete fatto insieme, e cercherai di coltivare la sua passione per queste cose che vi accomunano.

mercoledì 30 gennaio 2019

La prima volta da solo: il campo scuola dell'oratorio

I giorni di ferie tra Natale e capodanno, il Luca li ha passati per la prima volta in vita sua senza i genitori, al campo scuola dell'oratorio in montagna.


Non era la prima volta che stava qualche giorno senza di voi: ci sono state le vacanze con il suo amico Ale e la sua famiglia, e ancora prima (quando era molto piccolo) i giorni al mare con i nonni.
Ma stavolta è stato proprio un altro campionato, con i chiari e gli scuri della nuova avventura.

Partiamo col dire che qualche mese fa, quando è partita l'idea di andare al campo scuola per la prima volta, lui era il più entusiasta dell'universo. Aveva già sentito i racconti dei suoi due amici che erano andati al capo estivo, e voleva fortissimamente imitarli. Aveva anzi convinto buona parte dei suoi compagni della squadra di calcio per fare un bel gruppone.
Addirittura si era sfiorato il caso diplomatico quando si era cominicato a parlare delle camere: io voglio stare con tizio, caio non lo voglio, ma sempronio mi ha detto che viene solo se sta in camera con me, e via di questo tono.
Poi è arrivato metà dicembre e le cose si sono fatte piano piano meno sicure. Diceva che era contento di andare, ma anche un po' preoccupato perchè voi non c'eravate.
Evabbè, ci stà, vi dicevate.
Conoscete bene il pollo e il suo carattere accidioso ed insicuro.

Ma quello che ha dato il colpo fatale alle sue sicurezze è stato che la notte di Natale l'ha passata tutto il tempo a vomitare.
Una bella influenza gastrointestinale che lo ha impegnato in sessioni sul cesso regolarmente ogni mezz'ora dalle 10 di sera alle 8 di mattina.
Quindi, oltre alle paturnie standard dell'andare in montagna da solo, probabilmente si è aggiunta la paura di stare male nuovamente. E quindi il 27 dicembre, alle sette di mattina, mentre tutti ridevano e scherzavano salendo sul pullman, lui è partito piagnucolando e dicendo che gli faceva male la pancia.

Te e la biondina vi ripetevate di restare tranquilli, che c'erano degli adulti al seguito: gente con esperienza nei confronti dei bambini (a cominciare da don Mario) che sa affrontare sia i malanni che la malinconia.
Ma quando vedi tuo figlio andarsene sul pullman mentre singhiozza, e sentirlo al telefono che ti dice che non gli piace tanto e che gli fa ancora male la pancia, non ti lascia tranquillo.

Fortunatamente hai sentito al telefono un paio di volte anche il don e il buon Giuseppe (uno degli adulti di cui sopra) e ti confermavano che, a parte quando telefonava a casa e si faceva venire il magone, il resto del tempo era sereno e giocava con gli altri bambini.
Hai anche qualche foto a dimostrazione.


Qualche altra nota di colore.
Per colpa di un entusiasmo e di una partecipazione superiore alle aspettative del don, si sono trovati praticamente in over-booking e hanno dovuto adattarsi alle dimensioni della struttura prenotata.
Uno dei risultati è stato che la camera del Luca, pensata per quattro ospiti, conteneva otto bambini, tra cui Luca, Ale e Paolo in tre nel lettone.
E questa situazione di simpatico caos.


Conseguenze di queste camere diversamente ordinate, sono state le divertentissime operazioni di apertura delle valige al ritorno, dove la maggioranza dei bambini si sono trovati calzini spaiati, mutande in più, accappatoi dei colori diversi rispetto alla partenza, e un sacco di roba in meno.
Tutti, meno il Luca, che a lui il disordine in camera dava fastidio, ed è tornato con tutto in ordine.

Alla fine però a sentir lui l'esperienza nel complesso si è dimostrata negativa.
Hai provato e stai provando a farlo ragionare, dicendogli che è stato sfortunato perchè non stava ancora molto bene, e che quest'estate sarà molto più divertente. Ma per ora dice che quest'estate non vuole andare al campo scuola.
Non dispero di fargli cambiare idea, e sono sicuro che un giorno mi ringrazierà.
Perchè queste esperienze sono tesori che da adulto ricorderà con gioia.


Parafrasando il poeta:
Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 10 anni.
Gesù, ma chi li ha?

martedì 1 gennaio 2019

Battere la fiacca 2018 edition

I pettorali/dorsali sono una delle fisse di chi fa sport come il tuo.
L'espressione "attaccarsi un numero" è sinonimo di partecipare ad una gara, ma è anche l'obbiettivo per cui dedichi buona parte del tuo tempo libero.
La partecipazione alle gare è il metro con cui misuri quella parte della tua vita che è sì secondaria, certo, ma anche dannatamente gratificante.
Gratificante però solo se tua moglie non fa più gare di te. Perchè sennò diventa frustrante.


In questa foto ci sono tutti i vostri numeri del 2018: a sinistra ci sono i tuoi, mentre a destra quelli della biondina.
Ti ha battuto 8 a 7.
In questo duemiladiciottimo piuttosto stitico in quanto a gare sportive (ma in generale stronzo anche sotto molti aspetti) hai partecipato a tre granfondo (Sant'Angelo, Zavattarello e Casteggio), due gare di corsa su strada (Mezza di Lodi e Ecomaratona del Basso Lodigiano) e due triathlon (Sprint di Osiglia e Olimpico di Pietra Ligure).
La biondina invece ha fatto anche lei solo due gare FIDAL (mezze maratone di Lodi e Pavia) ma ha partecipato a ben sei gare classificabili come Trail Running. D'altronde, si sa, lei non è donna da strada.

Nei giorni in cui su FaceBook fioriscono i video riassuntivi di Strava o i grafici di VeloViewer per l'anno appena passato, anche te riporti su queste pagine il consuntivo, più che altro come monito e spròno per il futuro.


Sono tutti volumi al di sotto dei tuoi standard.
Rispetto all'anno scorso mancano 330 km di corsa, 500 km di bici e 20 di nuoto.
Certo, quest'anno c'è in più la voce attrezzatura fitness, ma è solo accessoria rispetto ai tuoi obiettivi.
A margine, fa ridere che sei riuscito a scalare 15 metri nuotando!
E se qualcuno obiettasse che questi dati sono solo quantità, purtroppo anche la qualità non è che è messa meglio.

Per concludere col botto questo lagnoso post maniavantrista di inizio anno, segnali che in questo momento sei nel punto più basso della tua condizione fisica da molti anni a questa parte (che dicembre tra stiramento, influenze intestinali e vaccate varie è passato pigro come un impiegato parastatale).

Bon! Basta così, che sennò ti deprimi più di quanto tu già non sia.
Come medicina, visto che l'appetito vien mangiando, adesso chiudi il blog e vai subito su ENDU.net ad iscriverti a qualche gara random.
La collezione di pettorali langue!

martedì 18 dicembre 2018

Pettìneo

Hai chiuso il post precedente sui tuoi allenamenti di Crossfit, inneggiando alla tua fikaggine, lodando la tua forma fisica e convincendoti che questa tua trovata ti porterà solo vantaggi e miglioramenti.
Ma neanche per il cazzo!

Una decina di giorni fa, verso la fine dell'allenamento (quindi a muscolatura bella calda, non è stato quello il problema), durante l'esecuzione di un affondo frontale con la gamba sinistra in avanti, hai sentito chiaramente una fitta lancinante alla parte alta della gamba destra in estensione.
Sciorinando improperi e massaggiandoti la parte offesa, hai terminato l'allenamento e sei tornato a casa con foschi presagi nel cuore. La tua autodiagnosi di quanto accaduto, vista la sintomatologia e dopo il classico consulto con il dott. Google (si, lo sai, non si fa, ma da qualche parte bisogna pur cominciare), ti portava a pensare ad uno strappo al quadricipite. A seconda della gravità della lesione si prospettavano fino a 30 giorni di riposo assoluto, percorsi di riabilitazione e opportuni interventi fisioterapici. L'ipotesi di lesione di terzo grado, con necessità di intervento chirurgico, era francamente fuori discussione, anche con un grado di apprensione più elevato del tuo.

Visto che da qualche tempo conoscete un buon fisioterapista che ha già messo le mani addosso sia a tua moglie che a tuo figlio (si, anche un bambino di 9 anni può aver bisogno di una sistematina, per una brutta storia di colpi di frusta da caduta nei corridoi di scuola durante l'intervallo), l'hai contattato e sei andato nel suo studio a farti vedere.
La sua diagnosi autorevole (e non campata in aria come la tua) è stata invero più clemente: stiramento del muscolo pettìneo.
Che è sta cosina qui.


Si tratta di un muscolo grosso e di forma quadrilatera, la cui origine è al di sopra del forame otturatorio in corrispondenza della cresta pettinea. Le sue fibre proseguono latero-inferiormente fino a raggiungere la linea pettinea posta inferiormente alla base del piccolo trocantere.
Qualunque cosa intenda Wikipedia con questa definizione che sa tanto di supercazzola.

Comunque.
Quattro giorni di riposo assoluto, poi ricominciamo con lo stretching e il nuoto, e dopo una settimana aggiungiamo anche palestra con esercizi in isometria per i muscoli interessati.
Oggi che stai chiudendo e pubblicando questo post la situazione è ancora fluida, e non sai bene la fine della storia. Fino un paio di giorni fa, eri molto ottimista: ti eri quasi scordato dell'infortunio e mordevi il freno dalla voglia di ricominciare a correre. Oggi (dopo un'altra visita e massaggio dal fisioterapista) non hai dolore, ma un fastidio che ti insegue, anche quando stai a riposo.

E quindi prosegui la road-map che hai studiato con il fisioterapista, che ti impone ancora qualche giorno di stop, tanto da arrivare a tre settimane senza correre.
Ti stai muovendo con circospezione, quasi camminando sulle uova, ma è necessario, per evitare di indebolire un muscolo che potrebbe avere un infortunio in un momento molto meno opportuno di adesso che sei lontanissimo dalla stagione delle gare.
Metti di stirarti ancora tipo a luglio, quando sarai lì a ammucchiare chilometri su chilometri nel tuo picco di carico.
Non osi pensarci.

Il problema più grave adesso è che per un paio di settimane non hai fatto allenamenti intensivi ne di corsa ne di bici, in un periodo prenatalizio in cui solo a respirare ingrassi.

domenica 9 dicembre 2018

Crossfit

Il tuo anno migliore, atleticamente parlando, ad oggi è il 2017.
Due 70.3 fatti discretamente, un olimpico a cannone, due granfondo molto veloci, uno sprint, una mezza maratona ottima, e la tua migliore prestazione in assoluto sulla maratona.
Tanta roba.
E, analizzando la stagione, ti sei convinto che uno dei motivi di quel picco di forma, sia stato il tuo allenamento invernale, quando hai inserito nella tua routine il crosswim e lo spinning in palestra.

Alla luce di questa tua convinzione, e in previsione di quell'appuntamento, hai deciso che anche quest'inverno il tuo allenamento subirà delle modifiche, e più precisamente due sedute di palestra alla settimana per rinforzare, stabilizzare, potenziare e migliorare.


Alla palestra Area23 del tuo paesello ti eri già iscritto nel tardo cretaceo, appena sposato, prima di decidere che il futuro era il triathlon e di abbandonare i pesi per le vasche in piscina.
Allora andavi, senza troppi risultati, a sollevar manubri (o far finta di pedalare sulla spinbike guardando i culi delle ragazze che facevano i corsi di zumba), oggi vai a fare principalmente crossfit.

Due appuntamenti alla settimana da 50 minuti (che tu fai precedere da almeno un'altra mezz'oretta di allenamento cardio) in gruppo con l'istruttore (numero massimo per corso 18 persone, ma quando c'è sold-out è davvero un casino) a spingere, alzare, tirare, saltare, sollevare, eccetera ecceterone. In una parola: a sudare.

Luca il lunedì e Leonora il giovedì, in questi primi due mesi di crossfit hanno trasformato la tua vecchia carcassa da quella massa informe e molliccia che era, in una macchina da guerra (sort of).
Ora sai cos'è un burpees, una military press, un super-hollow, un L-sit, un jumping-jack, e il tuo bagaglio culturale delle cose inutili si è ampliato enormemente.

All'inizio l'impatto è stato molto, molto duro per te. Affrontare un nuovo sport è stato come ripartire da zero. Certo, avevi resistenza, ma in quanto a forza (escluse le gambe) stavi a zero: piegamenti sulle braccia non pervenuti, addominali fatti male, trazioni alla sbarra impossibili e flessioni inguardabili.
A chi ti chiedeva come stava andando il corso, tu rispondevi che era in parte frustrante, e che questa idea di fare palestra è stata per te un bel bagno di umiltà. Non stai esagerando: un bagno di umiltà perchè sei abituato agli sguardi stupiti ed ammirati di quelli a cui racconti delle tue avventure sportive nell'endurance, che ti fanno sentire un mezzo superman, ma in una sala con altri ragazzi a far flessioni, ti accorgi che sei solo l'ultimo dei cretini.

C'è da dire che ora ti stai prendendo un po' di soddisfazioni, e pur essendo uno dei più vecchi del gruppo, adesso stai comodamente nella media. E là dove non arrivi con la forza, sopperisci con la grinta, che in quanto a resistenza e voglia di sudare, 'sti ragazzini hanno solo da imparare.

Sei convinto che questa tua incursione del mondo della palestra ti potrà portare un po' di forza e stabilità, cose che ti saranno poi utilissime dalla primavera dell'anno prossimo quando si comincerà ad aumentare i carichi di lavoro.
Per ora però è una bella esperienza: divertente, stimolante e utile a capire i tuoi limiti fisici e a spostarli un briciolino più in là.

martedì 27 novembre 2018

4 Chiese Trail (oppure 3) - Loano (SV) 18/11/2018

Quando uno va sempre nello stesso posto a fare le ferie, d'estate, d'inverno, e anche in bassa stagione, (come un week end di fine novembre), i casi sono due: ho ha comprato una seconda casa per le vacanze e, a volte obtorto collo, ci va anche quando vorrebbe andare da un'altra parte, oppure gli piace proprio tanto e ci scappa appena ha una scusa plausibile.
Settimana scorsa la scusa per andare due giorni a Pietra Ligure, è quella che preferite in famiglia: fare sport. In particolare un bel trail per la biondina.


Che voleva andarci già l'anno scorso, ma ha dovuto accontentarsi di una gita in giornata due settimane prima della gara per correre la "prova" (ne avevi scritto qui). Stavolta invece siete riusciti ad incastrare tutto bene e avete fatto uno di quei fine settimana che vi piacciono tanto.

Partiti venerdì sera dopo il lavoro con la macchina piena, perchè oltre a voi tre, c'era anche il cane Billy e la zia stordita. Naturalmente, tra spuntino in autogrill e viaggio, avete solo il tempo di sistemare l'appartamento (sempre messo a disposizione dall'amica Ro) ed è ora di andare a letto. Ma l'avevate fatto apposta, in modo da darti la possibilità di vivere il tuo momento di sport il sabato mattina quando, poco dopo l'alba, sei uscito per correre circa un'ora e mezza sul lungomare.
Con un panorama simile:




Il resto della giornata, bella ma fredda per colpa di un vento importante che non ha smesso di spazzare la costa per tutto il giorno, lo avete passato facendovi una bella passeggiata nei boschi attorno a Verezzi, mangiando focaccia sulla spiaggia di Loano, passeggiando per i carrugi e ritirando pettorale e pacco gara per il giorno dopo.


Al sabato sera cena frugale in una trattoria di Finale Ligure. Il Pinolo Barz8, oltre ad avere il nome simpa, è un posticino incantevole, che probabilmente in estate può sembrare anonimo in confronto alle trattorie all'aperto sul lungomare, ma in questa bassa stagione fa risaltare la sua atmosfera rustica e di design.


Finalmente la domenica mattina della gara.
Appuntamento a Verzi, frazione di Loano, alle mattina presto insieme ad Ironbatta.
Si, perchè è venuto anche il compagno di mille allenamenti tuoi, e degli ultimi trail della biondina, che si è fatto la vascata di due ore e un quarto di macchina la mattina presto per essere presente a questa corsa per caviglie forti.
Il problema è che il vento forte della sera prima è semplicemente aumentato, creando apprensione nei partecipanti e problemi all'organizzazione. Problemi che vanno da alberi abbattuti sul percorso poco tempo prima dello start e tendoni e docce divelti e inutilizzabili.

Vabbè, noi si va lo stesso no?

... ma certo che si!!
Allora, la formazione è questa: la biondina e Ironbatta a correre la 20 km con 1400 md+ (la quattro chiese trail), la zia Monia sul percorso della 13 km con 800 md+ (le chiese sono solo tre) e tu, il Luca e Billy, a camminare dietro chi corre.

C'è da dire che anche se non ci speravi molto, e c'è stato un momento in cui era molto stanco (e quindi molto noioso: hai esercitato tutta la tua pazienza), Luca è riuscito a camminare per tutto il percorso della 13 km. Certo, siete arrivati abbondantemente dopo il servizio scopa, ma siete stati entrambi molto contenti di esserci riusciti.
Non è banale per un bambino di 9 anni.


Considerate anche che i percorsi erano veramente molto impegnativi. Il Batta che non lo conosceva, è rimasto colpito dalla durezza del percorso, con passaggi veramente impegnativi dal punto di vista tecnico.
Menzione d'onore alla zia stordita che in una gara dal sottotitolo solo per caviglie forti si è presentata con una placca e delle viti nella caviglia, ricordo di un bel infortunio di quasi una anno fa da cui si sta riprendendo (sportivamente parlando) solo da poco tempo. Inarrestabile!

Poi, mestamente, finita la gara si ritorna verso la palude padana, la sua umidità e il suo cielo color cemento.
Con le gambe piene di acido lattico, ma gli occhi pieni di azzurro.

giovedì 15 novembre 2018

La lunga rincorsa

Se l'ostacolo da superare è grande, bisogna prendere una rincorsa lunga.
... ecco, tu hai preso una rincorsa lunga un anno.

E questo dovrebbe far capire quanto è enorme (per te) questa nuova avventura.


La prima cosa che viene in mente vedendo questa immagine è che si, come da appunto sul computer la richiesta di proroga per Pairana l'hai protocollata in tempo, e che si, la tastiera ha quasi vent'anni e dopo aver fatto la foto ti sei accorto che faceva schifo e l'hai lavata.
Ma soprattutto quei due oggetti li in basso ti dicono che hai fatto un bonifico bancario, ed hai usato i dati della tua tessera FITRI.

Il primo ottobre alle ore 16 (neanche al click day, ma proprio al click second) ti sei collegato al sito e ti sei iscritto a IRONMAN Cervia del 21 settembre 2019.


Ok, prendiamoci tutti un secondo per capire l'enormità della cazzata fatta ...

...

...

... fatto?

Ecco, te le dimensioni dell'impresa non l'hai ancora compresa.
Cioè si, ci hai provato a figurarti cosa significherà affrontare la gara e (soprattutto) l'allenamento che ti porterà a quest'appuntamento, ma oscilli senza sosta tra l'esaltazione e la disperazione più nera.

Ma d'altronde il momento era arrivato.
Alla data dell'Ironman avrai due settimane meno di 45 anni. Se volevi farlo, questo è il momento giusto; aspettare ancora sarebbe controproducente.
Molte cose remano contro. Il lavoro è un grosso punto di domanda per il futuro, e la situazione famigliare è sempre più incasinata, con la biondina che fa i salti mortali a seguire i nonni.
Ma ad una certa bisogna buttare il cuore oltre l'ostacolo e inseguirlo di slancio, nonostante tutto.

In questi mesi invernali hai deciso di startene calmino, rimanere in forma ma non forzare, con l'obbiettivo di cominciare all'inizio dell'anno prossimo con allenamenti specifici e, soprattutto, a mettere chilometri su chilometri sulla tua nuova bici da crono.

Ci sarà tempo per parlare dell'allenamento, delle tue aspettative, delle gare di avvicinamento, della vita dell'atleta e delle sensazioni collegate.
Per ora questo post è solo un gesto scaramantico.

Qui comincia questa luuuuunga rincorsa coma da titolo del post che ti porterà a superare di slancio l'ostacolo.
Una cosa epica, tipo questa:


lunedì 5 novembre 2018

Laus Half Marathon - Lodi 28/10/2018

Quattro partecipazioni su quattro edizioni, un piccolo record di cui sei orgoglioso (per le altre si veda qui).
Soprattutto se anche le condizioni atmosferiche non erano granché e correre la mezza di Lodi è stato più complicato del solito.


Bel gruppone dei Podisti Sant'Angelo e alla mezza di casa, tra veterani ed esordienti, si era un piccolo esercito, con cui hai fatto un sacco di foto prima della partenza, come quella qui sopra.
Qui non pioveva ancora, ma appena partita la gara, il tempo ha dato il meglio di se e vi ha inondato trasformando alcuni passaggi in guadi piuttosto corposi.
Tipo così.



Eh si, c'era anche la biondina, che ha corso con Mario e Carlo per lunghi tratti, e ha portato a casa la seconda mezza in poco meno di un mese (ad inizio ottobre Pavia) poco sotto l'ora e cinquanta.
Ottimo lavoro bionda!

Te sei in un periodo di scarsa brillantezza e di poca preparazione generale, ed eri ben conscio di non poter neanche lontanamente avvicinare gli ottimi 92 - 93 minuti delle passate edizioni.
Fortunatamente anche il Batta era della tua idea, e avete deciso di correre assieme sul passo dei cinque al chilometro. La piacevole sorpresa è stata che in griglia di partenza avete affiancato anche Cesare, che ha corso con voi la prima metà della gara, prima che la maratona da lui corsa la settimana prima presentasse il conto e lo facesse rallentare.
Ecco riunito l'eroico trio della Compagnia della Pietra!


Per il resto si segnala acqua a secchiate (quasi al livello del tuo record del disagio alla mezza di Monza) e il solito divertimento del correre non da solo, ma con un pard con cui condividere un po' di vaccate, tipo la Posa da Esaltato ™.


Alla fine hai portato a casa un 101 minuti di tutto rispetto e un mezzo raffreddore.

Poteva andare peggio.
Poteva piovere.

martedì 16 ottobre 2018

Ecomaratona del Basso Lodigiano - Senna Lodigiana (LO) 07/10/2018


Questa foto, che campeggia come immagine di copertina della pagina FB della manifestazione, è l'emblema del camminare nella bassa lodigiana.
Si vede l'argine del Po, si vede che il paesaggio è quello della pianura coltivata intensivamente, si vede un cippo che segna la Via Francigena.

Con un paesaggio così "banale" è dura pensare ad organizzare un'ecomaratona.
Le più famose nel nord italia sono quella del Chianti a Siena, del Barbaresco e del Tartufo Bianco d'Alba, del Ventasso sull'appennino emiliano, di Cervia, ecc.
Perchè mai uno dovrebbe andare a correre una ecomaratona a Senna Lodigiana?

Perchè con entusiasmo e passione (e anche un po' di incoscienza) gli organizzatori sono riusciti a mettere insieme un percorso comunque stimolante, vario e divertente.
Naturalmente molto facile dal punto di vista altimetrico, ma comunque ben bilanciato tra asfalto e sterrato, ben segnalato, con ristori ottimi ed abbondanti, e con quell'aria rilassata e amichevole della corsa tra amici.

E ok, e questo in generale. Ma nello specifico perchè proprio te, che in questo momento non eri assolutamente preparato per correre una maratona (o per lo meno non lo eri come l'anno scorso) ti sei sottoposto a questa penitenza?
Soprattutto per amicizia.


Quel gran figo di Cesare (principe umano della genìa degli uomini di ferro), insieme al suo gruppo, ha fortemente voluto questa manifestazione, e partecipare è stato il modo migliore per ringraziarlo.
Lui e tutto il gruppo podisti dello SportFrog Senna.

Fabio, Simone, Cesare e Alfio
Tornando alla gara in se, sono riusciti ad esprimere tutto il meglio che il vostro territorio sa mettere a disposizione:
Il paesaggio forse monotono, ma affascinante della campagna coltivata.

Alcuni scorci del Lambro e del grande fiume Po.

E, a tal proposito, una passaggio di qualche centinaia di metri sulla spiaggia sabbiosa del Po ha messo a dura prova chi è abituato a correre solo su asfalto.

Qualche single track nei purtroppo limitati boschetti in golena.

Un bellissimo tratto sulle rive della roggia Venere, e del suo parco.

Sulle piste ciclopedonali tra i vari paesini della bassa.

E anche all'interno di una delle ville storiche della zona: Villa Litta.

Il tutto ricalcando il più possibile il più famoso percorso di fede della zona, usato dai pellegrini che dal nord si vogliono recare a Roma: la Via Francigena.

Per ultimo, due parole sulla tua prestazione.
Partito con un carico di foschi presagi (tra cui anche l'ultima spiaggia del "al limite mi ritiro"), nella pancia di un gruppetto di amici simpatici riesci, tra alti e bassi, a tenere un dignitosissimo passo di 5'20" al km.
Ma naturalmente non può durare, e il muro dei 35 km è inesorabile, massiccio e spietato. Impossibile superarlo indenni. Sembra Cannavaro ai mondiali del 2006.
E ti ritrovi a camminare e corricchiare per i restanti sette km finali.


Totale di quattro ore e due minuti. Il tuo tempo peggiore ever.
Ma poi te e la maratona avete fatto pace, che pare che se anche in difficoltà stringi i denti e la finisci, comunque l'hai onorata.