martedì 1 gennaio 2019

Battere la fiacca 2018 edition

I pettorali/dorsali sono una delle fisse di chi fa sport come il tuo.
L'espressione "attaccarsi un numero" è sinonimo di partecipare ad una gara, ma è anche l'obbiettivo per cui dedichi buona parte del tuo tempo libero.
La partecipazione alle gare è il metro con cui misuri quella parte della tua vita che è sì secondaria, certo, ma anche dannatamente gratificante.
Gratificante però solo se tua moglie non fa più gare di te. Perchè sennò diventa frustrante.


In questa foto ci sono tutti i vostri numeri del 2018: a sinistra ci sono i tuoi, mentre a destra quelli della biondina.
Ti ha battuto 8 a 7.
In questo duemiladiciottimo piuttosto stitico in quanto a gare sportive (ma in generale stronzo anche sotto molti aspetti) hai partecipato a tre granfondo (Sant'Angelo, Zavattarello e Casteggio), due gare di corsa su strada (Mezza di Lodi e Ecomaratona del Basso Lodigiano) e due triathlon (Sprint di Osiglia e Olimpico di Pietra Ligure).
La biondina invece ha fatto anche lei solo due gare FIDAL (mezze maratone di Lodi e Pavia) ma ha partecipato a ben sei gare classificabili come Trail Running. D'altronde, si sa, lei non è donna da strada.

Nei giorni in cui su FaceBook fioriscono i video riassuntivi di Strava o i grafici di VeloViewer per l'anno appena passato, anche te riporti su queste pagine il consuntivo, più che altro come monito e spròno per il futuro.


Sono tutti volumi al di sotto dei tuoi standard.
Rispetto all'anno scorso mancano 330 km di corsa, 500 km di bici e 20 di nuoto.
Certo, quest'anno c'è in più la voce attrezzatura fitness, ma è solo accessoria rispetto ai tuoi obiettivi.
A margine, fa ridere che sei riuscito a scalare 15 metri nuotando!
E se qualcuno obiettasse che questi dati sono solo quantità, purtroppo anche la qualità non è che è messa meglio.

Per concludere col botto questo lagnoso post maniavantrista di inizio anno, segnali che in questo momento sei nel punto più basso della tua condizione fisica da molti anni a questa parte (che dicembre tra stiramento, influenze intestinali e vaccate varie è passato pigro come un impiegato parastatale).

Bon! Basta così, che sennò ti deprimi più di quanto tu già non sia.
Come medicina, visto che l'appetito vien mangiando, adesso chiudi il blog e vai subito su ENDU.net ad iscriverti a qualche gara random.
La collezione di pettorali langue!

martedì 18 dicembre 2018

Pettìneo

Hai chiuso il post precedente sui tuoi allenamenti di Crossfit, inneggiando alla tua fikaggine, lodando la tua forma fisica e convincendoti che questa tua trovata ti porterà solo vantaggi e miglioramenti.
Ma neanche per il cazzo!

Una decina di giorni fa, verso la fine dell'allenamento (quindi a muscolatura bella calda, non è stato quello il problema), durante l'esecuzione di un affondo frontale con la gamba sinistra in avanti, hai sentito chiaramente una fitta lancinante alla parte alta della gamba destra in estensione.
Sciorinando improperi e massaggiandoti la parte offesa, hai terminato l'allenamento e sei tornato a casa con foschi presagi nel cuore. La tua autodiagnosi di quanto accaduto, vista la sintomatologia e dopo il classico consulto con il dott. Google (si, lo sai, non si fa, ma da qualche parte bisogna pur cominciare), ti portava a pensare ad uno strappo al quadricipite. A seconda della gravità della lesione si prospettavano fino a 30 giorni di riposo assoluto, percorsi di riabilitazione e opportuni interventi fisioterapici. L'ipotesi di lesione di terzo grado, con necessità di intervento chirurgico, era francamente fuori discussione, anche con un grado di apprensione più elevato del tuo.

Visto che da qualche tempo conoscete un buon fisioterapista che ha già messo le mani addosso sia a tua moglie che a tuo figlio (si, anche un bambino di 9 anni può aver bisogno di una sistematina, per una brutta storia di colpi di frusta da caduta nei corridoi di scuola durante l'intervallo), l'hai contattato e sei andato nel suo studio a farti vedere.
La sua diagnosi autorevole (e non campata in aria come la tua) è stata invero più clemente: stiramento del muscolo pettìneo.
Che è sta cosina qui.


Si tratta di un muscolo grosso e di forma quadrilatera, la cui origine è al di sopra del forame otturatorio in corrispondenza della cresta pettinea. Le sue fibre proseguono latero-inferiormente fino a raggiungere la linea pettinea posta inferiormente alla base del piccolo trocantere.
Qualunque cosa intenda Wikipedia con questa definizione che sa tanto di supercazzola.

Comunque.
Quattro giorni di riposo assoluto, poi ricominciamo con lo stretching e il nuoto, e dopo una settimana aggiungiamo anche palestra con esercizi in isometria per i muscoli interessati.
Oggi che stai chiudendo e pubblicando questo post la situazione è ancora fluida, e non sai bene la fine della storia. Fino un paio di giorni fa, eri molto ottimista: ti eri quasi scordato dell'infortunio e mordevi il freno dalla voglia di ricominciare a correre. Oggi (dopo un'altra visita e massaggio dal fisioterapista) non hai dolore, ma un fastidio che ti insegue, anche quando stai a riposo.

E quindi prosegui la road-map che hai studiato con il fisioterapista, che ti impone ancora qualche giorno di stop, tanto da arrivare a tre settimane senza correre.
Ti stai muovendo con circospezione, quasi camminando sulle uova, ma è necessario, per evitare di indebolire un muscolo che potrebbe avere un infortunio in un momento molto meno opportuno di adesso che sei lontanissimo dalla stagione delle gare.
Metti di stirarti ancora tipo a luglio, quando sarai lì a ammucchiare chilometri su chilometri nel tuo picco di carico.
Non osi pensarci.

Il problema più grave adesso è che per un paio di settimane non hai fatto allenamenti intensivi ne di corsa ne di bici, in un periodo prenatalizio in cui solo a respirare ingrassi.

domenica 9 dicembre 2018

Crossfit

Il tuo anno migliore, atleticamente parlando, ad oggi è il 2017.
Due 70.3 fatti discretamente, un olimpico a cannone, due granfondo molto veloci, uno sprint, una mezza maratona ottima, e la tua migliore prestazione in assoluto sulla maratona.
Tanta roba.
E, analizzando la stagione, ti sei convinto che uno dei motivi di quel picco di forma, sia stato il tuo allenamento invernale, quando hai inserito nella tua routine il crosswim e lo spinning in palestra.

Alla luce di questa tua convinzione, e in previsione di quell'appuntamento, hai deciso che anche quest'inverno il tuo allenamento subirà delle modifiche, e più precisamente due sedute di palestra alla settimana per rinforzare, stabilizzare, potenziare e migliorare.


Alla palestra Area23 del tuo paesello ti eri già iscritto nel tardo cretaceo, appena sposato, prima di decidere che il futuro era il triathlon e di abbandonare i pesi per le vasche in piscina.
Allora andavi, senza troppi risultati, a sollevar manubri (o far finta di pedalare sulla spinbike guardando i culi delle ragazze che facevano i corsi di zumba), oggi vai a fare principalmente crossfit.

Due appuntamenti alla settimana da 50 minuti (che tu fai precedere da almeno un'altra mezz'oretta di allenamento cardio) in gruppo con l'istruttore (numero massimo per corso 18 persone, ma quando c'è sold-out è davvero un casino) a spingere, alzare, tirare, saltare, sollevare, eccetera ecceterone. In una parola: a sudare.

Luca il lunedì e Leonora il giovedì, in questi primi due mesi di crossfit hanno trasformato la tua vecchia carcassa da quella massa informe e molliccia che era, in una macchina da guerra (sort of).
Ora sai cos'è un burpees, una military press, un super-hollow, un L-sit, un jumping-jack, e il tuo bagaglio culturale delle cose inutili si è ampliato enormemente.

All'inizio l'impatto è stato molto, molto duro per te. Affrontare un nuovo sport è stato come ripartire da zero. Certo, avevi resistenza, ma in quanto a forza (escluse le gambe) stavi a zero: piegamenti sulle braccia non pervenuti, addominali fatti male, trazioni alla sbarra impossibili e flessioni inguardabili.
A chi ti chiedeva come stava andando il corso, tu rispondevi che era in parte frustrante, e che questa idea di fare palestra è stata per te un bel bagno di umiltà. Non stai esagerando: un bagno di umiltà perchè sei abituato agli sguardi stupiti ed ammirati di quelli a cui racconti delle tue avventure sportive nell'endurance, che ti fanno sentire un mezzo superman, ma in una sala con altri ragazzi a far flessioni, ti accorgi che sei solo l'ultimo dei cretini.

C'è da dire che ora ti stai prendendo un po' di soddisfazioni, e pur essendo uno dei più vecchi del gruppo, adesso stai comodamente nella media. E là dove non arrivi con la forza, sopperisci con la grinta, che in quanto a resistenza e voglia di sudare, 'sti ragazzini hanno solo da imparare.

Sei convinto che questa tua incursione del mondo della palestra ti potrà portare un po' di forza e stabilità, cose che ti saranno poi utilissime dalla primavera dell'anno prossimo quando si comincerà ad aumentare i carichi di lavoro.
Per ora però è una bella esperienza: divertente, stimolante e utile a capire i tuoi limiti fisici e a spostarli un briciolino più in là.

martedì 27 novembre 2018

4 Chiese Trail (oppure 3) - Loano (SV) 18/11/2018

Quando uno va sempre nello stesso posto a fare le ferie, d'estate, d'inverno, e anche in bassa stagione, (come un week end di fine novembre), i casi sono due: ho ha comprato una seconda casa per le vacanze e, a volte obtorto collo, ci va anche quando vorrebbe andare da un'altra parte, oppure gli piace proprio tanto e ci scappa appena ha una scusa plausibile.
Settimana scorsa la scusa per andare due giorni a Pietra Ligure, è quella che preferite in famiglia: fare sport. In particolare un bel trail per la biondina.


Che voleva andarci già l'anno scorso, ma ha dovuto accontentarsi di una gita in giornata due settimane prima della gara per correre la "prova" (ne avevi scritto qui). Stavolta invece siete riusciti ad incastrare tutto bene e avete fatto uno di quei fine settimana che vi piacciono tanto.

Partiti venerdì sera dopo il lavoro con la macchina piena, perchè oltre a voi tre, c'era anche il cane Billy e la zia stordita. Naturalmente, tra spuntino in autogrill e viaggio, avete solo il tempo di sistemare l'appartamento (sempre messo a disposizione dall'amica Ro) ed è ora di andare a letto. Ma l'avevate fatto apposta, in modo da darti la possibilità di vivere il tuo momento di sport il sabato mattina quando, poco dopo l'alba, sei uscito per correre circa un'ora e mezza sul lungomare.
Con un panorama simile:




Il resto della giornata, bella ma fredda per colpa di un vento importante che non ha smesso di spazzare la costa per tutto il giorno, lo avete passato facendovi una bella passeggiata nei boschi attorno a Verezzi, mangiando focaccia sulla spiaggia di Loano, passeggiando per i carrugi e ritirando pettorale e pacco gara per il giorno dopo.


Al sabato sera cena frugale in una trattoria di Finale Ligure. Il Pinolo Barz8, oltre ad avere il nome simpa, è un posticino incantevole, che probabilmente in estate può sembrare anonimo in confronto alle trattorie all'aperto sul lungomare, ma in questa bassa stagione fa risaltare la sua atmosfera rustica e di design.


Finalmente la domenica mattina della gara.
Appuntamento a Verzi, frazione di Loano, alle mattina presto insieme ad Ironbatta.
Si, perchè è venuto anche il compagno di mille allenamenti tuoi, e degli ultimi trail della biondina, che si è fatto la vascata di due ore e un quarto di macchina la mattina presto per essere presente a questa corsa per caviglie forti.
Il problema è che il vento forte della sera prima è semplicemente aumentato, creando apprensione nei partecipanti e problemi all'organizzazione. Problemi che vanno da alberi abbattuti sul percorso poco tempo prima dello start e tendoni e docce divelti e inutilizzabili.

Vabbè, noi si va lo stesso no?

... ma certo che si!!
Allora, la formazione è questa: la biondina e Ironbatta a correre la 20 km con 1400 md+ (la quattro chiese trail), la zia Monia sul percorso della 13 km con 800 md+ (le chiese sono solo tre) e tu, il Luca e Billy, a camminare dietro chi corre.

C'è da dire che anche se non ci speravi molto, e c'è stato un momento in cui era molto stanco (e quindi molto noioso: hai esercitato tutta la tua pazienza), Luca è riuscito a camminare per tutto il percorso della 13 km. Certo, siete arrivati abbondantemente dopo il servizio scopa, ma siete stati entrambi molto contenti di esserci riusciti.
Non è banale per un bambino di 9 anni.


Considerate anche che i percorsi erano veramente molto impegnativi. Il Batta che non lo conosceva, è rimasto colpito dalla durezza del percorso, con passaggi veramente impegnativi dal punto di vista tecnico.
Menzione d'onore alla zia stordita che in una gara dal sottotitolo solo per caviglie forti si è presentata con una placca e delle viti nella caviglia, ricordo di un bel infortunio di quasi una anno fa da cui si sta riprendendo (sportivamente parlando) solo da poco tempo. Inarrestabile!

Poi, mestamente, finita la gara si ritorna verso la palude padana, la sua umidità e il suo cielo color cemento.
Con le gambe piene di acido lattico, ma gli occhi pieni di azzurro.

giovedì 15 novembre 2018

La lunga rincorsa

Se l'ostacolo da superare è grande, bisogna prendere una rincorsa lunga.
... ecco, tu hai preso una rincorsa lunga un anno.

E questo dovrebbe far capire quanto è enorme (per te) questa nuova avventura.


La prima cosa che viene in mente vedendo questa immagine è che si, come da appunto sul computer la richiesta di proroga per Pairana l'hai protocollata in tempo, e che si, la tastiera ha quasi vent'anni e dopo aver fatto la foto ti sei accorto che faceva schifo e l'hai lavata.
Ma soprattutto quei due oggetti li in basso ti dicono che hai fatto un bonifico bancario, ed hai usato i dati della tua tessera FITRI.

Il primo ottobre alle ore 16 (neanche al click day, ma proprio al click second) ti sei collegato al sito e ti sei iscritto a IRONMAN Cervia del 21 settembre 2019.


Ok, prendiamoci tutti un secondo per capire l'enormità della cazzata fatta ...

...

...

... fatto?

Ecco, te le dimensioni dell'impresa non l'hai ancora compresa.
Cioè si, ci hai provato a figurarti cosa significherà affrontare la gara e (soprattutto) l'allenamento che ti porterà a quest'appuntamento, ma oscilli senza sosta tra l'esaltazione e la disperazione più nera.

Ma d'altronde il momento era arrivato.
Alla data dell'Ironman avrai due settimane meno di 45 anni. Se volevi farlo, questo è il momento giusto; aspettare ancora sarebbe controproducente.
Molte cose remano contro. Il lavoro è un grosso punto di domanda per il futuro, e la situazione famigliare è sempre più incasinata, con la biondina che fa i salti mortali a seguire i nonni.
Ma ad una certa bisogna buttare il cuore oltre l'ostacolo e inseguirlo di slancio, nonostante tutto.

In questi mesi invernali hai deciso di startene calmino, rimanere in forma ma non forzare, con l'obbiettivo di cominciare all'inizio dell'anno prossimo con allenamenti specifici e, soprattutto, a mettere chilometri su chilometri sulla tua nuova bici da crono.

Ci sarà tempo per parlare dell'allenamento, delle tue aspettative, delle gare di avvicinamento, della vita dell'atleta e delle sensazioni collegate.
Per ora questo post è solo un gesto scaramantico.

Qui comincia questa luuuuunga rincorsa coma da titolo del post che ti porterà a superare di slancio l'ostacolo.
Una cosa epica, tipo questa:


lunedì 5 novembre 2018

Laus Half Marathon - Lodi 28/10/2018

Quattro partecipazioni su quattro edizioni, un piccolo record di cui sei orgoglioso (per le altre si veda qui).
Soprattutto se anche le condizioni atmosferiche non erano granché e correre la mezza di Lodi è stato più complicato del solito.


Bel gruppone dei Podisti Sant'Angelo e alla mezza di casa, tra veterani ed esordienti, si era un piccolo esercito, con cui hai fatto un sacco di foto prima della partenza, come quella qui sopra.
Qui non pioveva ancora, ma appena partita la gara, il tempo ha dato il meglio di se e vi ha inondato trasformando alcuni passaggi in guadi piuttosto corposi.
Tipo così.



Eh si, c'era anche la biondina, che ha corso con Mario e Carlo per lunghi tratti, e ha portato a casa la seconda mezza in poco meno di un mese (ad inizio ottobre Pavia) poco sotto l'ora e cinquanta.
Ottimo lavoro bionda!

Te sei in un periodo di scarsa brillantezza e di poca preparazione generale, ed eri ben conscio di non poter neanche lontanamente avvicinare gli ottimi 92 - 93 minuti delle passate edizioni.
Fortunatamente anche il Batta era della tua idea, e avete deciso di correre assieme sul passo dei cinque al chilometro. La piacevole sorpresa è stata che in griglia di partenza avete affiancato anche Cesare, che ha corso con voi la prima metà della gara, prima che la maratona da lui corsa la settimana prima presentasse il conto e lo facesse rallentare.
Ecco riunito l'eroico trio della Compagnia della Pietra!


Per il resto si segnala acqua a secchiate (quasi al livello del tuo record del disagio alla mezza di Monza) e il solito divertimento del correre non da solo, ma con un pard con cui condividere un po' di vaccate, tipo la Posa da Esaltato ™.


Alla fine hai portato a casa un 101 minuti di tutto rispetto e un mezzo raffreddore.

Poteva andare peggio.
Poteva piovere.

martedì 16 ottobre 2018

Ecomaratona del Basso Lodigiano - Senna Lodigiana (LO) 07/10/2018


Questa foto, che campeggia come immagine di copertina della pagina FB della manifestazione, è l'emblema del camminare nella bassa lodigiana.
Si vede l'argine del Po, si vede che il paesaggio è quello della pianura coltivata intensivamente, si vede un cippo che segna la Via Francigena.

Con un paesaggio così "banale" è dura pensare ad organizzare un'ecomaratona.
Le più famose nel nord italia sono quella del Chianti a Siena, del Barbaresco e del Tartufo Bianco d'Alba, del Ventasso sull'appennino emiliano, di Cervia, ecc.
Perchè mai uno dovrebbe andare a correre una ecomaratona a Senna Lodigiana?

Perchè con entusiasmo e passione (e anche un po' di incoscienza) gli organizzatori sono riusciti a mettere insieme un percorso comunque stimolante, vario e divertente.
Naturalmente molto facile dal punto di vista altimetrico, ma comunque ben bilanciato tra asfalto e sterrato, ben segnalato, con ristori ottimi ed abbondanti, e con quell'aria rilassata e amichevole della corsa tra amici.

E ok, e questo in generale. Ma nello specifico perchè proprio te, che in questo momento non eri assolutamente preparato per correre una maratona (o per lo meno non lo eri come l'anno scorso) ti sei sottoposto a questa penitenza?
Soprattutto per amicizia.


Quel gran figo di Cesare (principe umano della genìa degli uomini di ferro), insieme al suo gruppo, ha fortemente voluto questa manifestazione, e partecipare è stato il modo migliore per ringraziarlo.
Lui e tutto il gruppo podisti dello SportFrog Senna.

Fabio, Simone, Cesare e Alfio
Tornando alla gara in se, sono riusciti ad esprimere tutto il meglio che il vostro territorio sa mettere a disposizione:
Il paesaggio forse monotono, ma affascinante della campagna coltivata.

Alcuni scorci del Lambro e del grande fiume Po.

E, a tal proposito, una passaggio di qualche centinaia di metri sulla spiaggia sabbiosa del Po ha messo a dura prova chi è abituato a correre solo su asfalto.

Qualche single track nei purtroppo limitati boschetti in golena.

Un bellissimo tratto sulle rive della roggia Venere, e del suo parco.

Sulle piste ciclopedonali tra i vari paesini della bassa.

E anche all'interno di una delle ville storiche della zona: Villa Litta.

Il tutto ricalcando il più possibile il più famoso percorso di fede della zona, usato dai pellegrini che dal nord si vogliono recare a Roma: la Via Francigena.

Per ultimo, due parole sulla tua prestazione.
Partito con un carico di foschi presagi (tra cui anche l'ultima spiaggia del "al limite mi ritiro"), nella pancia di un gruppetto di amici simpatici riesci, tra alti e bassi, a tenere un dignitosissimo passo di 5'20" al km.
Ma naturalmente non può durare, e il muro dei 35 km è inesorabile, massiccio e spietato. Impossibile superarlo indenni. Sembra Cannavaro ai mondiali del 2006.
E ti ritrovi a camminare e corricchiare per i restanti sette km finali.


Totale di quattro ore e due minuti. Il tuo tempo peggiore ever.
Ma poi te e la maratona avete fatto pace, che pare che se anche in difficoltà stringi i denti e la finisci, comunque l'hai onorata.


venerdì 5 ottobre 2018

Casco sempre in piedi

Dopo aver comprato la bici da crono, anche l'attrezzatura dovrebbe essere all'altezza della figaggine del mezzo.
Ci sono in commercio dei portaborracce spaziali: aerodinamici e/o che addirittura ti permettono di bere restando in posizione sulle prolunghe.
Ci sono indumenti e scarpe con materiali e finiture che riducono al minimo l'impatto dell'aria.
Ci sono delle ruote che solo loro ti costano come una bici di media qualità.

Ma soprattutto c'è un mondo sterminato per quanto riguarda i caschi.

Viste le spese che hai affrontato ultimamente, non era tra le tue priorità acquistare un casco nuovo, ma ci ha pensato la biondina, che per il tuo compleanno di oggi ti ha fatto un regalo graditissimo.




Diresti che non passa inosservato ...
Oggi non stavi nella pelle, e in pausa pranzo hai provato l'accoppiata bici e casco nuovi. C'è da dire che gli sguardi dei pochi ciclisti che hai incrociato, tradivano una punta di divertimento misto a sufficienza.
Ma dove vuole andare questo? Chi si crede di essere?

E te, con questo casco spaziale, come ti senti?

Ti senti Harder, Better, Faster, Stronger come il terzo dei Daft Punk:

Ti senti fortissimo come Hurricane Polimar:

Ti senti un predestinato a salvare il mondo come uno a caso tra Koji Kabuto, Actarus, Tetsuya, e tutti gli altri piloti di robottoni degli anime:

Ti senti indistruttibile come Alex Murphy:

Ti senti fichissimo come il Bono Vox di Achtung Baby:

... ma soprattutto ti senti un coglione come Ciclope.

mercoledì 3 ottobre 2018

Una signora bici

Le bici da corsa sono come delle belle donne.
Sembra una similitudine banale, ma seguite il ragionamento, è meno scontato di quanto sembra.

Quando stai con una donna, gli obbiettivi possono essere due: o ti vuoi divertire, o vuoi fare con lei un tratto lungo della tua strada.
Occupiamoci per adesso del secondo caso.

Non importa come il destino vi ha fatto conoscere, se si è trattato di un colpo di fulmine repentino o un rapporto iniziato magari con diffidenza, ma che cresce giorno per giorno con la conoscenza e il rispetto.
La donna perfetta è quella bella ed affidabile.

Deve essere bella, anzi bellissima (almeno ai tuoi occhi), ma ancora più importante è il tuo rapporto con lei. Perchè la donna di cui ti innamori è quella fatta apposta per te: quando stai con lei non devi sentirti "scomodo" o costretto. Devi sentirti libero di esprimere al meglio il tuo essere, ed il vostro connubio deve essere armonioso.

Certo, ci saranno anche i momenti in cui non sarà tutto rose e fiori, e condividere il cammino sarà faticoso. In quei momenti vorresti piantarla lì e dire: Basta! non possiamo più andare avanti, finiamola qui!
Ma tu lo sai che, se è quella giusta, dopo l'incazzatura (il più delle volte dovuta solo a stanchezza) tu sarai ancora lì a cercarla. Perchè non puoi fare a meno di lei.

Portando all'estremo la metafora: se fosse una donna, la tua Cervélo R3, sarebbe proprio una donna da sposare.





Ecco ...
... poi ci sono le escort di lusso.

Sono le donne più belle, le strafighe.
Quelle che, quando le vedi, se sei un sano maschio eterosessuale, non puoi fare a meno di girarti con lo sguardo ebete.

Naturalmente se le vuoi avere il prezzo è moooolto alto.
Se ti vuoi accompagnare con una di queste, ti devi rassegnare ad una vita senza compromessi.
Sono rigidissime, ma sanno farti perdere la testa.
Ti promettono prestazioni estreme, ma anche tu devi avere il fisico per soddisfarle, altrimenti farai solo brutte figure.
Hanno un fisico mozzafiato, e tu puoi perderti tra le loro curve sinuose.

Portando all'estremo la metafora: signore e signori, ecco a voi la tua nuova bici da crono.




Alla tenera età di 44 anni, ti sei fatto l'amante!

domenica 30 settembre 2018

Night trailers

Nel tuo circondario i gruppi di podisti affiliati FIASP sono tantissimi, quasi uno per ogni paese. Ognuno di questi gruppi ha la sua manifestazione in cui ci tiene a fare bella figura, a volte anche più di una all'anno, e devono essere sempre più belle e partecipate di quella del paese vicino.
E ogni domenica, quando ci sono le campestri, alla fine c'è sempre la classifica dei gruppi più numerosi. E le premiazioni solitamente si tratta di cesti enogastronomici ...

Alla luce di queste considerazioni, uno si aspetterebbe competitività tra i gruppi; le invidie e le inimicizie tipiche del tifo campanilistico dell'Italia dei comuni. Ma invece (al di là di alcuni episodi ridicoli, soprattutto relegati alla vecchia guardia) c'è un bel clima tra tutti i runners della bassa. Ci si conosce tutti, si è amici e si scherza, ci si diverte, ci si aiuta e le corse sono un pretesto per stare insieme e sorridere con gli altri.
(Tranne le staffette. Ma tanto lì vince sempre il Casale, che gli vuoi dire ...)

Ecco, in questo clima di divertimento e condivisione, da qualche anno il mercoledì sera (o il giovedì, dipende dagli impegni), c’è la bella consuetudine di ritrovarsi tutti gli amanti del trail running dei gruppi vicini a San Colombano all'ora del tramonto per correre in collina almeno un'oretta con la pila frontale.
Un night trail.


Ci sono di tutti i gruppi: Codogno, San Colombano, Sant'Angelo, Senna Lodigiana, Casalpusterlengo, ma anche gente che, invitata dagli amici, arriva dalla provincia di Cremona o da Piacenza.
Te eri già qualche anno che ne sentivi parlare e, come al solito, pensavi che questi erano dei pazzi. Poi, come tutte questo tipo di cose, quest'anno ci avete provato (te e la biondina, naturalmente) e vi è piaciuto un casino.
Le regole sono: ci si trova allo stadio di San Colombano all'ora stabilita sulla chat di WA (solitamente il mercoledì alle 20,30), si fa un bel selfie e poi si parte verso le colline. Si prediligono strade sterrate, boschetti da attraversare, passi da scollinare e vigneti da affiancare a seconda dall’estro del capocorsa (solitamente il Miglia o Basilio, che sono praticamente a casa loro).


C'è ormai tutta una toponomastica della fatica che avete imparato a conoscere molto bene: la salita dei lupi, la madonna del latte, la salita dei boschi, el ravarìn, la discesa della croce, la scalinata del santuario, ecc...


Il minimo è 11-12 km, ma spesso verso la fine il gruppo si divide e c'è un manipolo di ardimentosi che si sorbisce qualche altra salita e qualche altro chilometro.
Alla fine ci si ritrova al punto di partenza , e lì comincia il bello della serata. Dopo una doccia per tutti nel giardino della casa di Basilio (i maschi con la canna del giardino sotto il pergolato dei kiwi, le ragazze nel bagno privato), per chi vuole c'è il terzo tempo dove si mangia e ci si reintegra nella vicina birreria.
Quest’estate la media si è attestata attorno ai 15 podisti ad uscita, con picchi di 22, ma anche l'uscita in 5 del giorno prima di Ferragosto.


Bisogna dire subito che si tratta di una cosa molto informale partita da un'idea di un ristretto gruppo di San Colombano, ma soprattutto dalle due anime principali: Basilio e il Miglia.
Sono loro che conoscono tutte le vigne e i boschetti della collina come le loro tasche, sono loro l'anima del gruppo WhatsApp, ma è soprattutto grazie alla disponibilità ed accoglienza di Basilio e sua moglie Enrica che tutto questo è così divertente.
Fare la doccia sotto il pergolato di kiwi ad agosto tutti sudati con l'acqua fredda è una goduria enorme.
Ma il vero colpo da professionista è stato nelle ultime uscite di settembre, quando l'aria si fa più freschina e la doccia all'aperto diventa una faccenda da veri eroi, allora Basilio che fa? collega la canna all'acqua calda. Meglio delle terme!


L'ultima parola per il closing party.
L'ultimo terzo tempo della stagione ha travalicato il semplice concetto di reintegro di sali minerali, ed è diventato una vera e propria festa stile capodanno, con la tavolata gigante per tutti gli amici con salame, pizza, focacce, formaggio, e poi tantissime torte, il tutto innaffiato da litri di birra e vino.
Basilio ed Enrica stavolta non solo vi hanno aperto le porte di casa loro, ma addirittura  vi hanno fatto sentire come in una famiglia.

La famiglia dei night trailer.


All'anno prossimo!!