lunedì 5 novembre 2018

Laus Half Marathon - Lodi 28/10/2018

Quattro partecipazioni su quattro edizioni, un piccolo record di cui sei orgoglioso (per le altre si veda qui).
Soprattutto se anche le condizioni atmosferiche non erano granché e correre la mezza di Lodi è stato più complicato del solito.


Bel gruppone dei Podisti Sant'Angelo e alla mezza di casa, tra veterani ed esordienti, si era un piccolo esercito, con cui hai fatto un sacco di foto prima della partenza, come quella qui sopra.
Qui non pioveva ancora, ma appena partita la gara, il tempo ha dato il meglio di se e vi ha inondato trasformando alcuni passaggi in guadi piuttosto corposi.
Tipo così.



Eh si, c'era anche la biondina, che ha corso con Mario e Carlo per lunghi tratti, e ha portato a casa la seconda mezza in poco meno di un mese (ad inizio ottobre Pavia) poco sotto l'ora e cinquanta.
Ottimo lavoro bionda!

Te sei in un periodo di scarsa brillantezza e di poca preparazione generale, ed eri ben conscio di non poter neanche lontanamente avvicinare gli ottimi 92 - 93 minuti delle passate edizioni.
Fortunatamente anche il Batta era della tua idea, e avete deciso di correre assieme sul passo dei cinque al chilometro. La piacevole sorpresa è stata che in griglia di partenza avete affiancato anche Cesare, che ha corso con voi la prima metà della gara, prima che la maratona da lui corsa la settimana prima presentasse il conto e lo facesse rallentare.
Ecco riunito l'eroico trio della Compagnia della Pietra!


Per il resto si segnala acqua a secchiate (quasi al livello del tuo record del disagio alla mezza di Monza) e il solito divertimento del correre non da solo, ma con un pard con cui condividere un po' di vaccate, tipo la Posa da Esaltato ™.


Alla fine hai portato a casa un 101 minuti di tutto rispetto e un mezzo raffreddore.

Poteva andare peggio.
Poteva piovere.

martedì 16 ottobre 2018

Ecomaratona del Basso Lodigiano - Senna Lodigiana (LO) 07/10/2018


Questa foto, che campeggia come immagine di copertina della pagina FB della manifestazione, è l'emblema del camminare nella bassa lodigiana.
Si vede l'argine del Po, si vede che il paesaggio è quello della pianura coltivata intensivamente, si vede un cippo che segna la Via Francigena.

Con un paesaggio così "banale" è dura pensare ad organizzare un'ecomaratona.
Le più famose nel nord italia sono quella del Chianti a Siena, del Barbaresco e del Tartufo Bianco d'Alba, del Ventasso sull'appennino emiliano, di Cervia, ecc.
Perchè mai uno dovrebbe andare a correre una ecomaratona a Senna Lodigiana?

Perchè con entusiasmo e passione (e anche un po' di incoscienza) gli organizzatori sono riusciti a mettere insieme un percorso comunque stimolante, vario e divertente.
Naturalmente molto facile dal punto di vista altimetrico, ma comunque ben bilanciato tra asfalto e sterrato, ben segnalato, con ristori ottimi ed abbondanti, e con quell'aria rilassata e amichevole della corsa tra amici.

E ok, e questo in generale. Ma nello specifico perchè proprio te, che in questo momento non eri assolutamente preparato per correre una maratona (o per lo meno non lo eri come l'anno scorso) ti sei sottoposto a questa penitenza?
Soprattutto per amicizia.


Quel gran figo di Cesare (principe umano della genìa degli uomini di ferro), insieme al suo gruppo, ha fortemente voluto questa manifestazione, e partecipare è stato il modo migliore per ringraziarlo.
Lui e tutto il gruppo podisti dello SportFrog Senna.

Fabio, Simone, Cesare e Alfio
Tornando alla gara in se, sono riusciti ad esprimere tutto il meglio che il vostro territorio sa mettere a disposizione:
Il paesaggio forse monotono, ma affascinante della campagna coltivata.

Alcuni scorci del Lambro e del grande fiume Po.

E, a tal proposito, una passaggio di qualche centinaia di metri sulla spiaggia sabbiosa del Po ha messo a dura prova chi è abituato a correre solo su asfalto.

Qualche single track nei purtroppo limitati boschetti in golena.

Un bellissimo tratto sulle rive della roggia Venere, e del suo parco.

Sulle piste ciclopedonali tra i vari paesini della bassa.

E anche all'interno di una delle ville storiche della zona: Villa Litta.

Il tutto ricalcando il più possibile il più famoso percorso di fede della zona, usato dai pellegrini che dal nord si vogliono recare a Roma: la Via Francigena.

Per ultimo, due parole sulla tua prestazione.
Partito con un carico di foschi presagi (tra cui anche l'ultima spiaggia del "al limite mi ritiro"), nella pancia di un gruppetto di amici simpatici riesci, tra alti e bassi, a tenere un dignitosissimo passo di 5'20" al km.
Ma naturalmente non può durare, e il muro dei 35 km è inesorabile, massiccio e spietato. Impossibile superarlo indenni. Sembra Cannavaro ai mondiali del 2006.
E ti ritrovi a camminare e corricchiare per i restanti sette km finali.


Totale di quattro ore e due minuti. Il tuo tempo peggiore ever.
Ma poi te e la maratona avete fatto pace, che pare che se anche in difficoltà stringi i denti e la finisci, comunque l'hai onorata.


venerdì 5 ottobre 2018

Casco sempre in piedi

Dopo aver comprato la bici da crono, anche l'attrezzatura dovrebbe essere all'altezza della figaggine del mezzo.
Ci sono in commercio dei portaborracce spaziali: aerodinamici e/o che addirittura ti permettono di bere restando in posizione sulle prolunghe.
Ci sono indumenti e scarpe con materiali e finiture che riducono al minimo l'impatto dell'aria.
Ci sono delle ruote che solo loro ti costano come una bici di media qualità.

Ma soprattutto c'è un mondo sterminato per quanto riguarda i caschi.

Viste le spese che hai affrontato ultimamente, non era tra le tue priorità acquistare un casco nuovo, ma ci ha pensato la biondina, che per il tuo compleanno di oggi ti ha fatto un regalo graditissimo.




Diresti che non passa inosservato ...
Oggi non stavi nella pelle, e in pausa pranzo hai provato l'accoppiata bici e casco nuovi. C'è da dire che gli sguardi dei pochi ciclisti che hai incrociato, tradivano una punta di divertimento misto a sufficienza.
Ma dove vuole andare questo? Chi si crede di essere?

E te, con questo casco spaziale, come ti senti?

Ti senti Harder, Better, Faster, Stronger come il terzo dei Daft Punk:

Ti senti fortissimo come Hurricane Polimar:

Ti senti un predestinato a salvare il mondo come uno a caso tra Koji Kabuto, Actarus, Tetsuya, e tutti gli altri piloti di robottoni degli anime:

Ti senti indistruttibile come Alex Murphy:

Ti senti fichissimo come il Bono Vox di Achtung Baby:

... ma soprattutto ti senti un coglione come Ciclope.

mercoledì 3 ottobre 2018

Una signora bici

Le bici da corsa sono come delle belle donne.
Sembra una similitudine banale, ma seguite il ragionamento, è meno scontato di quanto sembra.

Quando stai con una donna, gli obbiettivi possono essere due: o ti vuoi divertire, o vuoi fare con lei un tratto lungo della tua strada.
Occupiamoci per adesso del secondo caso.

Non importa come il destino vi ha fatto conoscere, se si è trattato di un colpo di fulmine repentino o un rapporto iniziato magari con diffidenza, ma che cresce giorno per giorno con la conoscenza e il rispetto.
La donna perfetta è quella bella ed affidabile.

Deve essere bella, anzi bellissima (almeno ai tuoi occhi), ma ancora più importante è il tuo rapporto con lei. Perchè la donna di cui ti innamori è quella fatta apposta per te: quando stai con lei non devi sentirti "scomodo" o costretto. Devi sentirti libero di esprimere al meglio il tuo essere, ed il vostro connubio deve essere armonioso.

Certo, ci saranno anche i momenti in cui non sarà tutto rose e fiori, e condividere il cammino sarà faticoso. In quei momenti vorresti piantarla lì e dire: Basta! non possiamo più andare avanti, finiamola qui!
Ma tu lo sai che, se è quella giusta, dopo l'incazzatura (il più delle volte dovuta solo a stanchezza) tu sarai ancora lì a cercarla. Perchè non puoi fare a meno di lei.

Portando all'estremo la metafora: se fosse una donna, la tua Cervélo R3, sarebbe proprio una donna da sposare.





Ecco ...
... poi ci sono le escort di lusso.

Sono le donne più belle, le strafighe.
Quelle che, quando le vedi, se sei un sano maschio eterosessuale, non puoi fare a meno di girarti con lo sguardo ebete.

Naturalmente se le vuoi avere il prezzo è moooolto alto.
Se ti vuoi accompagnare con una di queste, ti devi rassegnare ad una vita senza compromessi.
Sono rigidissime, ma sanno farti perdere la testa.
Ti promettono prestazioni estreme, ma anche tu devi avere il fisico per soddisfarle, altrimenti farai solo brutte figure.
Hanno un fisico mozzafiato, e tu puoi perderti tra le loro curve sinuose.

Portando all'estremo la metafora: signore e signori, ecco a voi la tua nuova bici da crono.




Alla tenera età di 44 anni, ti sei fatto l'amante!

domenica 30 settembre 2018

Night trailers

Nel tuo circondario i gruppi di podisti affiliati FIASP sono tantissimi, quasi uno per ogni paese. Ognuno di questi gruppi ha la sua manifestazione in cui ci tiene a fare bella figura, a volte anche più di una all'anno, e devono essere sempre più belle e partecipate di quella del paese vicino.
E ogni domenica, quando ci sono le campestri, alla fine c'è sempre la classifica dei gruppi più numerosi. E le premiazioni solitamente si tratta di cesti enogastronomici ...

Alla luce di queste considerazioni, uno si aspetterebbe competitività tra i gruppi; le invidie e le inimicizie tipiche del tifo campanilistico dell'Italia dei comuni. Ma invece (al di là di alcuni episodi ridicoli, soprattutto relegati alla vecchia guardia) c'è un bel clima tra tutti i runners della bassa. Ci si conosce tutti, si è amici e si scherza, ci si diverte, ci si aiuta e le corse sono un pretesto per stare insieme e sorridere con gli altri.
(Tranne le staffette. Ma tanto lì vince sempre il Casale, che gli vuoi dire ...)

Ecco, in questo clima di divertimento e condivisione, da qualche anno il mercoledì sera (o il giovedì, dipende dagli impegni), c’è la bella consuetudine di ritrovarsi tutti gli amanti del trail running dei gruppi vicini a San Colombano all'ora del tramonto per correre in collina almeno un'oretta con la pila frontale.
Un night trail.


Ci sono di tutti i gruppi: Codogno, San Colombano, Sant'Angelo, Senna Lodigiana, Casalpusterlengo, ma anche gente che, invitata dagli amici, arriva dalla provincia di Cremona o da Piacenza.
Te eri già qualche anno che ne sentivi parlare e, come al solito, pensavi che questi erano dei pazzi. Poi, come tutte questo tipo di cose, quest'anno ci avete provato (te e la biondina, naturalmente) e vi è piaciuto un casino.
Le regole sono: ci si trova allo stadio di San Colombano all'ora stabilita sulla chat di WA (solitamente il mercoledì alle 20,30), si fa un bel selfie e poi si parte verso le colline. Si prediligono strade sterrate, boschetti da attraversare, passi da scollinare e vigneti da affiancare a seconda dall’estro del capocorsa (solitamente il Miglia o Basilio, che sono praticamente a casa loro).


C'è ormai tutta una toponomastica della fatica che avete imparato a conoscere molto bene: la salita dei lupi, la madonna del latte, la salita dei boschi, el ravarìn, la discesa della croce, la scalinata del santuario, ecc...


Il minimo è 11-12 km, ma spesso verso la fine il gruppo si divide e c'è un manipolo di ardimentosi che si sorbisce qualche altra salita e qualche altro chilometro.
Alla fine ci si ritrova al punto di partenza , e lì comincia il bello della serata. Dopo una doccia per tutti nel giardino della casa di Basilio (i maschi con la canna del giardino sotto il pergolato dei kiwi, le ragazze nel bagno privato), per chi vuole c'è il terzo tempo dove si mangia e ci si reintegra nella vicina birreria.
Quest’estate la media si è attestata attorno ai 15 podisti ad uscita, con picchi di 22, ma anche l'uscita in 5 del giorno prima di Ferragosto.


Bisogna dire subito che si tratta di una cosa molto informale partita da un'idea di un ristretto gruppo di San Colombano, ma soprattutto dalle due anime principali: Basilio e il Miglia.
Sono loro che conoscono tutte le vigne e i boschetti della collina come le loro tasche, sono loro l'anima del gruppo WhatsApp, ma è soprattutto grazie alla disponibilità ed accoglienza di Basilio e sua moglie Enrica che tutto questo è così divertente.
Fare la doccia sotto il pergolato di kiwi ad agosto tutti sudati con l'acqua fredda è una goduria enorme.
Ma il vero colpo da professionista è stato nelle ultime uscite di settembre, quando l'aria si fa più freschina e la doccia all'aperto diventa una faccenda da veri eroi, allora Basilio che fa? collega la canna all'acqua calda. Meglio delle terme!


L'ultima parola per il closing party.
L'ultimo terzo tempo della stagione ha travalicato il semplice concetto di reintegro di sali minerali, ed è diventato una vera e propria festa stile capodanno, con la tavolata gigante per tutti gli amici con salame, pizza, focacce, formaggio, e poi tantissime torte, il tutto innaffiato da litri di birra e vino.
Basilio ed Enrica stavolta non solo vi hanno aperto le porte di casa loro, ma addirittura  vi hanno fatto sentire come in una famiglia.

La famiglia dei night trailer.


All'anno prossimo!!

martedì 25 settembre 2018

Granfondo di Casteggio (PV) - 23/09/2018


Quest'anno hai partecipato a ben tre granfondo, quelle del trittico organizzato dal gruppo Edilferramenta di Sant'Angelo Lodigiano. Un piccolo record per te. Ma soprattutto, dopo aver sempre gareggiato sulle distanze corte o medie, stavolta volevi fortissimanente terminare un percorso lungo.
E ce l'hai fatta eh, hai portato a casa un bel 135 km con 2200 md+, per te record di distanza (perchè parli, parli, ma non avevi mai pedalato per più di 120 km in unica uscita) e dislivello di altissimo livello.
Ma questa gara va raccontata perchè, oltre ad essere stata durissima, è stata costellata di situazioni improbabili.
Il nocciolo della questione è che di solito è normale che ci sia un po' di differenza tra official time e real time, ma oggi hai battuto i record: 6h e 11' contro 5h e 28'.
Perché? Cos'è successo in quei 40 minuti?
I motivi sono due forature e uno svenimento. A cui, fortunatamente, hai solo assistito.

Cominciamo a dire che, anche se ci hai provato, il gruppo degli Speedy Bike quest'anno non ti ha seguito nelle GF in bici da corsa (anche se molta gente si è tolta delle belle soddisfazioni in MTB) e quindi sei andato a correre da solo. Organizzazione ottima, con il gusto di vedere i partecipanti moltiplicati rispetto all'edizione dell'anno scorso (hanno terminato la gara in 600, contro 160), c'è giusto il tempo di scambiare due parole con Mauro in griglia (vi siete divisi subito, che lui ha optato per il percorso corto), e poi alle 9 e mezzo si parte.


La differenza fondamentale rispetto all'anno scorso è banalmente il tempo: nebbia, acqua e temperature bassine, contro l'estate aggressiva di questo pazzo agostembre.
La prima metà della gara scorre via tranquilla, con delle belle salitone che conosci molto bene, ma che non ti permettono di fare gruppo e ti spremono lentamente. Ti fermi qualche secondo ai due ristori che incontri e ne approfitti per bere coca cola, riempire le borracce di acqua e sali e mangiare frutta disidratata e crostata.


Scollinato il passo Penice, la discesa è lunga e con asfalto discreto, ma in una curva vedi fermi a bordo strada due persone: un ragazzo con in mano la ruota della sua ragazza che implora quelli che passano se hanno una cartuccia d'aria compressa o una pompa per la camera d'aria. Ti impietosisci e ti fermi ad aiutarli. I ragazzi sono disperati ed incazzati, perchè in 65 km hanno già bucato tre volte: una lui (Manuele) e due lei (Aisling, irlandese), hanno finito le cartucce e stanno montando l'ultima camera d'aria. Con la tua pompettina del Decathlon li aiuti, ma forse la foga, la rabbia o semplicemente la poca dimestichezza, Manuele deve aver pizzicato la camera d'aria, che infatti mentre sta montando la ruota sulla bici, esplode con quel suo sibilo agghiacciante.
Lei praticamente era in lacrime, mentre lui, con la tipica pragmaticità latina, si profonde in creativissime bestemmie.
Allora, ultima spiaggia, gli regali la tua, ma stavolta la montate insieme, e sembra che regga.
Alla fine, quando ripartite, loro ti ringraziano moltissimo, ma vi perdete subito di vista, perchè lei si deve fermare ancora a sistemare il freno.
Ma tutto questo non è bastato, perchè guardando la classifica vengono classificati come DNF. Speri fortemente che questo ritiro alla fine sia dovuto ad altri fattori, tipo la stanchezza unita alla frustrazione per la giornata storta, perchè se si sono fermati per un altra foratura, la prossima Granfondo che puoi consigliargli è quella di Lourdes.

Pensi di aver perso circa una decina di minuti in tutto, poi riparti, finisci la discesa e attacchi la penultima salita. E' circa l'una di pomeriggio, e cominci a soffrire come un cane per colpa del caldo. In cima alla salita l'ultimo ristoro è un miraggio e bevi tanto e riempi la borraccia. Qui comincia un tratto di circa una ventina di km di leggera e costante discesa che ti fa volare. Ma sei sempre da solo, e l'impossibilità di condividere lo sforzo con qualcuno ti pesa assai.

Attacchi l'ultima salita che sono circa le due con 115 km nelle gambe, e in quel segmento che Strava chiama salita di Sant'Eusebio (1,5 km al 10%) sei praticamente al limite. Il caldo è opprimente, non gira un filo d'aria e, tra vigne e campi coltivati, il sole è implacabile.
Mentre stai peccando in pensieri e parole, ti accorgi che quel ragazzo sulla bici a un centinaio di metri davanti a te ha qualcosa che non va. Sale a zig zag ma in modo scomposto, e ad un certo punto, scende dalla bici e barcollando si sdraia a bordo strada alla striminzita ombra di un cespuglio.
Ti fermi subito e ti accorgi che lui è un po' oltre al limite che stavi raggiungendo tu. Non ha perso conoscenza, e infatti ti parla, ma respira affannosamente ed è bianco come un lenzuolo. E' straniero, forse americano (anche lui! che coincidenza!) e in un italiano stentato e confuso, ti dice che si sente debole e sfinito. Una macchina che stava passando in senso opposto si ferma a porgere aiuto, e tu chiedi loro di avvisare l'ambulanza che avevi visto qualche km prima assieme al servizio tecnico della gara. In effetti siete fortunati e ci mette poco ad arrivare. Tu nel frattempo stai con lui (scoprirai dopo che si chiama Matthew) e fai quel poco che puoi: gli bagni la testa con la tua poca acqua rimasta, gli sollevi le gambe e lo rassicuri. Gli infermieri dell'ambulanza caricano lui e la sua bici, per portarlo non sai dove, ma scommetti che dopo una bella flebo e qualche oretta di riposo, ora sta meglio di te.

Bene, è ora di ripartire e finire questi benedetti venti chilometri che mancano all'arrivo.
Tutti da solo, naturalmente.

L'ultima sorpresa della giornata sono i crampi. Non avevi mai provato i crampi ai quadricipiti, e sono stati talmente forti che ti sei dovuto fermare a bordo strada a due (due! vi rendete conto?) km dall'arrivo per sciogliere i muscoli della gamba sinistra.
Alla fine passi sotto l'arco che sono arrivati quasi tutti.
La classifica inflessibile dice 215° su 227 totali, ma il tuo real time parla di una posizione attorno al 185°.


Se dovessi dare un voto alla tua gara guardando solo il cronometro, sarebbe un'impietosa insufficienza grave.
Però vediamola così: è il tuo record di chilometri pedalati e quasi record per quanto riguarda il dislivello, in una giornata veramente difficile per la temperatura e in una stagione non molto brillante. Più che una gara è diventata un'esperienza, che ti servirà in futuro per questo tipo di distanze.

... e poi con queste azioni da buon samaritano, chissà quanti punti karma hai guadagnato!!

martedì 18 settembre 2018

Siano benedette le vacanze

Tanto per postare qualcosa di bello su queste pagine, che è da un po' che non scrivi più, buttiamo lì qualche foto delle tue vacanze.
Perchè si, siete stati in montagna qualche giorno, e quelle erano le vostre ferie principali, ma poi fortunatamente c'è stato anche altro. Forse un po' faticoso perchè tutto spezzettato, ma alla fine è stata un'annata soddisfacente.

Val di Rabbi

Dopo la montagna a metà luglio, all'inizio di agosto Luca è andato una settimana intera in montagna con il suo amico Ale e la sua famiglia. Per lui, come anche l'anno scorso, è stata una cosa enorme. Hanno passeggiato, hanno giocato a carte, hanno giocato a pallone, hanno fatto il bagno al lago, hanno letto tutti i giorni la gazzetta dello sport per vedere la campagna acquisti della loro amata Juve, hanno fatto mezz'ora di compiti (ben mezz'ora in una settimana!).


Poi siete andati a prenderlo, e avete fatto due notti in un B&B tu, la biondina, la zia stordita e Billy.
E in una cinquantina d'ore ci hai fatto stare una camminata nella valle, una passeggiata in un meleto didattico, un'escursione nella forra del torrente Novella, un trail autogestito alla mattina presto (13 km 700 md+ con i bastoncini) e una cena pantagruelica in baita.


Ma soprattutto tra i maschi della compagnia (sia i piccoli che i grandi) siete andati la domenica pomeriggio a fare un rafting guidato nel torrente Noce.
Esperienza fantastica, e anche i piccoli si sono divertiti e non si sono certo tirati indietro, neanche quando c'è stato da buttarsi nell'acqua gelata e nuotare per qualche metro.





Pietra Ligure

Oltre al giro a fine maggio per l'Olimpico, ad agosto sei andato stessa spiaggia stesso mare per altre due volte: subito prima di ferragosto (quando hai fatto lo sprint di Osiglia) e a fine mese per chiudere la stagione.
Visto che non siete stati troppo tempo, non avete avuto tempo di fare qualche gita nei dintorni (come spesso fate per andare in Francia) e siete rimasti tra Pietra e Finale.
Da segnalare solo un bel giretto lungo in bici alla mattina e nuoto in acque libere al pomeriggio.
Questa sì che è vita!



Giornata al lago

Dove si può andare un pomeriggio/sera a fare una gita con tutta la famiglia con al massimo un'ora e mezza di macchina?
Il 16 agosto siete andati a Sirmione, e dopo aver passato il pomeriggio in spiaggia a nuotare e navigare col pedalò, alla sera avete fatto una bellissima passeggiata in uno dei borghi più belli del circondario, e a cui tu sei particolarmente legato per il tuo esordio nel triathlon olimpico.


Il 22 agosto invece lago d'Iseo. Siete andati a Monte Isola con il traghetto e il bagno l'avete fatto anche se il cielo era proprio brutto (e infatti due gocce di pioggia poi le avete prese) ma l'escursione al santuario della Madonna della Ceriola in cima all'isola è stata proprio bellissima.
E anche la passeggiata serale ad Iseo è stata una bella scoperta, per voi che non la conoscevate.



Travo, Val Trebbia

Fuori tempo massimo (era già il 9 settembre) ma è obbligatorio parlarne, perchè in una di quelle vostre giornate in cui unite sport e natura, la biondina ha partecipato al Trail delle Pietre (percorso da voi già ben conosciuto ma in versione invernale, vedi qui e qui) e voi avete fatto prima un giro sulle rive del Trebbia, poi avete visitato il sito archeologico con la ricostruzione del villaggio neolitico. Luca è proprio nella fase in cui a scuola sta studiando questi periodi storici, ed è rimasto entusiasta, tanto che ha fatto stampare le foto che ha scattato per portarle alla sua maestra di storia.


E mentre voi vi sollazzavate con la cultura, la biondina dava un'altra prova della sua cazzutaggine e arrivava quinta assoluta tra le donne e salendo sul podio. Non hai foto sue dell'arrivo, perchè è arrivata venti minuti prima di quanto aveva preventivato, e quindi s'attacca ... così la prossima volta impara a correre così forte!





E questo è più o meno tutto!
Ci vediamo, estate!
... e mi raccomando: non perdiamoci di vista! Fatti sentire: chiama ogni tanto!!
(seee, tanto lo sai che per un anno sparisce...)

sabato 1 settembre 2018

Triathlago Sprint - Osiglia (SV) 12-08-2018

Poco triathlon quest'anno, l'avevi già detto in tempi non sospetti.
E infatti sei qui a parlare (dopo tre settimane, ma quando vai in ferie ti piace sconnetterti anche dall'internet) della tua seconda e ultima gara del 2018. E, guarda te, dopo l'olimpico di Pietra Ligure, sei tornato ancora a pochi chilometri da lì per lo sprint di Osiglia.

Zona Cambio state of mind!

Anche stavolta, come l'anno scorso, hai fatto coincidere qualche giorno di vacanza al mare di Pietra Ligure con la gara, in modo da passare una bella giornata al lago, che sembrerà strano quando stai al mare, ma è molto apprezzato da tutto il resto della famiglia.

Dalla faccia non sembra ... ma invece ha apprezzato.

Ma, ma, ...
c'è qualcosa di strano in questa foto ...
e il tuo fichissimo body blu e giallo di Pianeta Acqua, che fine ha fatto?
E questa è (l'ennesima) parte in cui fai la figura del coglione, o per lo meno dello sbadato.

Siete partiti per il mare alla sera di qualche giorno prima, e l'idea tua era di farti un giretto in bici non troppo impegnativo la mattina successiva presto per le strade dell'entroterra. Ma prima di andare a letto, mentre ti accingevi a preparare vestiti ed attrezzatura per la sgambata del giorno dopo, la biondina ti ha visto cambiare espressione e, bianco come un lenzuolo, dire con un filo di voce: Ho dimenticato a casa la borsa del triathlon.
Dopo i primi momenti di smarrimento (in cui uno valuta anche le opzioni estreme del non faccio la gara o del mi faccio 400 km di andata e ritorno), capisci che il danno è sì grave ma non irreparabile. Fortunatamente scarpe da bici e casco erano in un'altra borsa e quindi li avevi, però ti mancava tutto il vestiario e la muta. Per la muta decidi che ne farai a meno, tanto è altamente improbabile che sia obbligatoria, ma serve assolutamente un body. Il giorno dopo, dopo accurate ricerche su internet e svariate telefonate a negozi di sport in generale e ciclismo in particolare, ricorri all'ultima spiaggia e trovi un body della tua misura al Decathlon di Vado Ligure.  Che poi, a dirla tutta, sarà sì un entry level, ma si è dimostrato meno peggio di quello che temevi.
Per tutte le altre cose che c'erano nella borsa (cappello, gel, portapettorale, ecc) decidi che farai come fanno a Piacenza. Farai senza.

Bon, adesso che hai finito di renderti ridicolo, parlerai un po' della gara.
Il lago era spettacolare, e pensi che nuotare con la muta alla fine sarebbe stato un vero supplizio, tanto era piacevole la temperatura.
750 m in poco meno di 15 min. Mediocrità natatoria confermata.


Il percorso in bici ti piace molto, con quel tratto in discesa all'andata che ti permette di tirare il fiato, e il ritorno in salita non eccessiva che ti da la possibilità di recuperare quelli che fanno i fenomeni nella prima metà.
Quasi 32 km/h di media con 250 m di dislivello sono per te un discreto risultato.


In corsa non eri brillantissimo, e hai sofferto più di quanto ti aspettassi l'allegro profilo altimetrico, e quindi nella foto successiva la faccia e lo stile di corsa non sono proprio da incorniciare ...
4'48" al chilometro. Bravo ma non si impegna.


Alla fine il risultato parla di 99° posto in classifica su 280.
Va benissimo così, che il tuo obbiettivo di stare nella metà giusta della classifica l'hai ampiamente raggiunto, e poi la brillantezza agonistica non è il tuo obbiettivo, quest'anno.

Per finire, visto che solo 20 km da pedalare erano un po' pochini, appena finita la gara hai fatto la tua personalissima quarta frazione bike.



...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...