sabato 12 ottobre 2019

... e comunque un anno di attesa è proprio lungo!

Ieri ti è arrivata la mail decisamente importante:


Ma tu l'hai vissuta quasi come una presa per il culo: ti fanno le congratulazioni per esserti registrato all'IronMan Italy per settembre del 2020, mentre per te è quasi una sconfitta.
Dovevi andarci quest'anno, a Cervia!
Dovevi essere là tre settimane fa a ritirare la tua medaglia.
E invece ti sei spaccato qualche osso tre mesi fa e hai dovuto rimandare.

Per carità, ben venga che ti hanno concesso questa possibilità di poter rimandare l'iscrizione (con quello che costa).
Ma oggi non riesci ad essere galvanizzzato come quando facesti l'iscrizione un anno fa. Sei un po' più freddino sull'argomento.
Non ti preoccupi di certo: questa tua mancanza di entusiasmo pensi sia un atteggiamento normale. In questi mesi hai avuto veramente tante cose a cui pensare, alcune veramente importanti che stanno modificando alcuni aspetti della tua vita.
E lo sport è andato un attimo in secondo piano.

Nonostante la tua forma migliore sia piuttosto lontana, hai ricominciato ad allenarti decentemente in questi mesi.
Corri bene, pedali benino e nuoti sotto la tua sufficienza, ma hai ripreso la tua routine di allenamento quasi giornaliero.
Per ora hai partecipato ad un trail qualche settimana fa (stai scrivendo il report) e hai in previsione solo l'amata mezza maratona di Lodi.
Non hai voglia di fare progetti a medio-lungo termine.

Oggi c'è Kona.
Magari seguendo la diretta Facebook, ritrovi l'ispirazione!

sabato 5 ottobre 2019

Lavoro presso: me stesso!

Oggi è il tuo compleanno, e il destino ti ha regalato le dimissioni dal tuo posto di lavoro.
Chiariamo: non è che l'hai scelto, ti ci sei ritrovato costretto.

E quindi, dopo molti mesi in cui sapevi che stavi andando in quella direzione, alla fine è arrivato il momento e, per cause di forza maggiore, ieri hai firmato le dimissioni e da settimana prossima sarai un ingegnere libero professionista.
Dovrai abbandonare tredicesima, quattordicesima, contributi e bonifico sicuro al dieci del mese per addentrarti nella selva oscura della partita iva, dei versamenti contributivi e delle fatture pagate random.

E questo ti ha fatto vacillare.
Non l'età, che pure 45 anni sono un traguardo piuttosto importante, ma il cambio di paradigma lavorativo.
Oggi ti senti non più vecchio, ma più fragile, più insicuro.

Certo, non è una tragedia.
Non sei con il culo a terra: hai una laurea piuttosto prestigiosa e un quasi ventennio si esperienza lavorativa (anche se specifica in un settore piuttosto in crisi).
Hai già una base minima di lavoro garantita e un po' di prospettive che aspettano di maturare.
Ma per raggiungere il tenore di vita che eri riuscito a garantire finora alla tua famiglia dovrai sbatterti molto, sperando di poterlo mantenere.

Cerchi di ripeterti che magari questa situazione ti porterà buone cose.
Ricevere guai è ricevere fortuna, diceva il saggio.
E tu fino a ieri ne eri convinto.
Da domani ne sarai convinto.
... ma non oggi.
Oggi ti è rimasto in bocca il gusto amaro dei 45 anni.

domenica 11 agosto 2019

Il ragazzo con la valigia

Non è proprio come quel "gratta e vinci" dal titolo altisonante di Turista per sempre, ma almeno un pochino gli si avvicina.


L'estate 2019 sarà ricordata in futuro da te e dalla biondina con profondo fastidio.
Per te sarà l'estate del brutto incidente in bicicletta, ma anche delle importanti novità dal punto di vista lavorativo (per adesso solo negative, poi chissà... un cambiamento così radicale, in futuro potrà rivelarsi positivo) e delle conseguenti incertezze economiche.
Per la biondina sarà l'estate del serio intervento chirurgico a livello ginecologico che ha subito un mese fa circa. Programmato, inevitabile, senza strascichi importanti, ma comunque molto invasivo e
impattante.
E dal punto di vista famigliare la situazione dei nonni non è per niente rosea, visto il crescente impegno che la biondina deve infondere per la loro gestione.

Era quindi inevitabile che le vacanze sarebbero andate in secondo piano.
Ma non per il Luca.

Visto che la vostra prospettiva vacanziera era traballante, speravate di riuscire a mandarlo almeno al campo estivo dell'oratorio, che eravate sicuri si sarebbe divertito un mondo, invece (vista la sua esperienza non molto positiva del campo scuola invernale) non ne ha voluto sapere.
Ma per fortuna Luca, tra i suoi conoscenti, è un bambino benvoluto, con molti amici che se lo contendono.
Anche tra i genitori dei suoi amici è apprezzato per l'educazione.
E questo fatto, oltre a renderci orgogliosi oltremisura, gli ha procurato nel mese di luglio ben tre vacanze a scrocco con tre suoi amici.


12-16 luglio Sanremo (IM)
Con Pietro, nostro vicino di casa, e la sua famiglia.
La mamma di Pietro (che ha due anni meno di Luca ed è un ottimo calciatore) è stata, oltre che vicina di casa, amica d'infanzia della biondina.
Dopo un periodo di alcuni anni in cui si erano perse di vista, anche perchè Erica era andata ad abitare a Milano, si sono ritrovate e i legami si sono riallacciati. E Luca e Piero sono diventati buoni amici.
E' sceso in Liguria con i nonni che andavano per un fine settimana lungo e, partito il venerdì dopo pranzo, è tornato sempre con i nonni martedì mattina.
Vista la presenza anche della sorella Didi, di qualche anno più grande, che si è presa la responsabilità di seguirli un po', hanno passato qualche giorno nel residence tra amici.
Tra amici nel senso che uscivano di casa alla mattina e assieme a Edo, Maty, Reby, Jacopo ed altri hanno creato una compagnia e scorrazzavano tra la piscina del residence, gli appartamenti dei bambini dell'altra palazzina, la spiaggia, il giardino comune, e praticamente tornavano per andare a dormire.


E' tornato entusiasta, felice di aver conosciuto nuovi amici e un nuovo modo di vivere le vacanze con tanti bambini della sua età o quasi.


20-23 luglio Forte dei Marmi (LU)
Con Matteo, suo compagno di classe e di squadra di calcio, e la sua famiglia.
I due sono molto affiatati e hanno già fatto una piccola vacanza insieme tre anni fa quando hanno partecipato alla Dolomiti Superbike la biondina e suo papà Jacopo (anch'esso Speedy Bike).


E' sceso al mare con la famiglia ed è tornato a casa martedì mattina con il papà che doveva lavorare.
Giornate piene di mare, sabbia, biciclette e stupidera.


Culminate con la telefonata di lunedì sera in cui, in lacrime, sia lui che Matteo vi supplicavano di lasciarlo al mare anche per il resto della settimana.
Ma non si poteva, anche perchè gli inviti non erano ancora finiti...


25 luglio - 3 agosto Val di Rabbi (TN)
Con Ale, amico (ma che te lo dico a fare), e la sua famiglia. Come succede da due anni a questa parte.


Il Prof (soprannome che oramai è stato sdoganato anche tra le maestre) più che un amico si può dire quasi un cugino acquisito. E, come un cugino, se lo sono portato in montagna per dieci giorni anche in presenza dei nonni Rosetta e Battista.
In un collage ci mettiamo la giornata in piscina a Molveno, le bici noleggiate sulla ciclabile di fianco al torrente Noce, la passeggiata sul ponte sospeso, la partita a bowling e il parco avventura.


Poi il due agosto siete saliti in montagna anche voi due (tre con Billy) e avete passato una notte in un B&B per tornare a casa domenica sera, dopo aver fatto due giornate belle piene che hanno compreso anche una gita al Lago di Tovel, una al rifugio Malghette. E la spettacolare serata del sabato, con cena alla Malga Stablasolo, con passeggiata notturna per tornare a valle, rischiarati dalla lampada frontale e da un cielo stellato come se ne vedono pochi.





E poi, finalmente, settimana prossima le VOSTRE vacanze: si va in montagna con tutta la famiglia!

lunedì 22 luglio 2019

STOP

Ci sono volute più di due settimane prima che trovassi la voglia di parlarne, e anche adesso ti da un fastidio scriverne che non avete idea, ma fa parte del percorso per far passare almeno in parte l'incazzatura.

Il tuo appuntamento top della stagione, e probabilmente l'apice della tua vita sportiva, l'Iron Man di Cervia a cui eri iscritto per settembre, ti è sfuggito di mano per un incidente.
Domenica 07 luglio, di ritorno da un giretto in bici, quasi arrivato a casa sei caduto rovinosamente sull'asfalto e ti sei fratturato un po' di ossa.


E' andata più o meno così:
Dopo qualche giorno di riposo forzato per colpa di un impedimento famigliare  di cui parlerai presto (speri) domenica mattina sei uscito per fare un centinaio di km in bici. Parti presto e giri in oltrepò bello tranquillo. Quasi arrivato a casa, però, ti accorgi che non arrivi a vedere le tre cifre sul garmin e decidi di fare l'ultimo giretto in collina a Miradolo. Scollinata l'ultima salita, rallenti per bere ma, mentre sei distratto e con una mano sola sul manubrio, una buca nell'asfalto di sbilancia e cadi malamente sul lato sinistro.

Il casco, ragazzi. IL CASCO SEMPRE!!

Trafila di Pronto Soccorso, ecografia, radiografia, esami, e torni a casa con una importante dotazione di antidolorifici e una diagnosi di frattura estremo distale clavicola sx e quattro costole fratturate a vario livello di scomposizione.


In questo momento stai affrontando un oceano di menate che per colpa dell'incidente stanno minando la tua vita normale: lavoro, famiglia, vacanze, casa.
Magari si possono immaginare le difficoltà (spoiler: no, non potete immaginarlo, siamo a livelli di sfiga tale da richiedere un esorcismo per la famiglia) ma adesso la cosa che ti da più fastidio in assoluto è il dover rinunciare allo sport.

Eri in un buon momento di forma, stavi facendo un ottimo periodo di carico ed eri soddisfatto delle sensazioni che ti davano gli allenamenti combinati e lunghi. E invece è arrivato questo stop nel momento peggiore.
Quaranta giorni di riposo assoluto vuol dire ricominciare a fare sport a fine agosto, ad un mese da Cervia.
Impensabile affrontare un IronMan in queste condizioni e con l'incognita di come potrà rispondere la spalla nel nuoto.

E quindi è arrivato lo stop come da titolo del post.
Inevitabile e dolorosissimo.
Il 2019 doveva essere l'anno dell'IronMan.
Sarà l'anno del BrokenMan

MNNGLPTTN

mercoledì 26 giugno 2019

Scuròn Night Trail - Carpaneto Piacentino (PC) 22/06/2019

Occasione ghiottissima quella di sabato sera scorso: la tua prima gara trail e il ritorno alla corsa insieme per te e la biondina dopo ben otto anni (mezza maratona di Verona di febbraio 2011).
Perchè si, certe campestri che corri nel circondario sono paragonabili a dei trail, ma mai ti era successo di appuntarti un numero su strade sterrate. E anche il fatto di gareggiare con la biondina, c'erano stati anche esempi recenti di gare in cui vi siete iscritti tutti e due, ma ad esempio alla mezza di Lodi dell'anno scorso vi siete salutati alla partenza e vi siete rivisti all'arrivo, mentre stavolta si pensava di correre insieme.
Tra l'altro esordio con il botto, perchè se è vero che non erano tantissimi chilometri e il percorso non era impossibile (rispetto a certe gare che fa la biondina), si parla di correre tra boschi e colline al buio, visto la partenza alle 9 di sera.


Tutta colpa dei Night Trail e della brutta gente che frequenta la biondina. Erano riusciti a convincerla a fare il percorso intero della maratona, e addirittura a convincerti che fosse una buona idea correre con lei una 42 km con i pochi lunghi di corsa che hai nelle gambe in questo momento, con il rischio che poi ti possa rimanere addosso la cotta per settimane, mentre sei li ad accumulare allenamenti combinati per l'IronMan.
Poi, per tua fortuna, molta gente ha deciso per altre gare, e allora, non avendo più la compagnia che vi immaginavate, avete deciso di correre la mezza.


Prima di andare avanti: tutto questo è stato possibile perchè Luca è stato a dormire per la prima volta in dieci anni a casa dei nonni a San Colombano. E anche quello meriterebbe un post a parte, in cui parlare della serata al bar del paese col nonno a veder giocare a scopa d'assi a coppie (e ampliare il proprio portafoglio di parolacce), dei cani che avrebbe portato anche a letto, del Diario di una schiappa letto assieme alla nonna, delle mance, ecc.
Facciamo che basta quest'accenno.

La mezza, dicevamo.
Consegnato il figlio ai nonni, si va in direzione Piacenza, mentre si scatena un grosso temporalone. Previsto e passeggero, certo, ma non per questo meno preoccupante.
Arrivati con largo anticipo, avete tutto il tempo di iscrivervi, prepararvi, e far passare il tempo nel palazzetto dell'organizzazione, dove assistete ad alcune partite di bocce. Quello sport a suo modo affascinante, dove arzilli nonnetti (alcuni con seri problemi di obesità) con divise quantomeno imbarazzanti lanciano bocce e bestemmie.
All'ora della partenza il cielo si è aperto, e la temperatura è l'ideale per correre. Vi trovate in un centinaio sotto il gonfiabile della partenza e, dopo un breve briefing, con pochi minuti di ritardo rispetto alle 21, si parte.

La tua idea è quella di stare comodo. Ti sei detto che rimarrai tutto il tempo dietro alla biondina, al suo passo, e pensi di fare una passeggiata di salute. E per un primo tratto è in effetti così: nella parte piana chiacchierate un po' con gente che conoscete e ti guardi in giro tranquillo e rilassato. Poi comincia la salita, e ti accorgi che il passo della biondina è decisamente impegnativo per te.
Arriva il buio, e alla luce delle pile frontali vi inoltrate nei boschi.
La compagnia con cui avevate corso finora si è disciolta, e tranne poche luci che si intravedono in lontananza, correte in perfetta solitudine.
Il tratto in discesa al buio in una fitta vegetazione mette a dura prova le gambe, mentre l'ultimo tratto in pianura in un bosco mette a dura prova la testa. Per fortuna eravate in due a darvi un po' di sostegno morale, ma immagini l'alienazione data dalla combinazione stanchezza - isolamento che avranno provato quelli della maratona in quel punto.

Galvanizzati dall'aver superato alcune persone nel tratto in salita, e non essere stati ripresi successivamente, stringete i denti nell'ultimo tratto veloce e giungete all'arrivo con un tempo di tutto rispetto. Ma la sorpresa è tanta, quando l'addetto al rilevamento tempi vi dice che la biondina è la prima donna.

DISCLAIMER:
Si, era una gara molto locale, con pochi partecipanti, e le donne veramente veloci del circondario non hanno partecipato. Quindi sapete che il valore di questo primo posto è estremamente relativo. Però, come vi hanno fatto notare gli amici del night trail, chi non partecipa ha sempre torto. Perciò, con estrema soddisfazione, la biondina prende e porta a casa.


Ecco, da qui in avanti bisogna riportate dell'unico aspetto negativo di tutta la serata. Al nostro arrivo gli organizzatori erano spariti, perchè sono dovuti correre sul percorso ad aiutare un bel po' di atleti che si sono persi. Si capirà poi che in alcuni tratti alcuni [sciocchini] avevano spostato le balise (hai imparato un nuovo termine del trail running: deriva dal francese e significa segnale, etichetta) e mandato al diavolo la gara di molti atleti che puntavano alla vittoria. Non si sa se con l'intendo di nuocere o per goliardia, ma questi atti fanno il pari con l'odio che hai visto nel ciclismo, e ancora di più ti sembra una cosa senza senso.

Purtroppo per voi, questa cosa si è tramutata anche in un' attesa infinita per la premiazione, che si è svolta solo all'una e mezza, quando alle 23,45 era già arrivata la terza donna.
Capite certamente il problema delle persone disperse al buio, ed aiutare queste aveva sicuramente la priorità, ma con un'organizzazione più presente e una persona in più all'arrivo informata sui podi e le premiazioni, vi avrebbero risparmiato almeno un'ora e mezza di attesa.

A questo punto qualcuno avrebbe anche potuto pensare: ma vista la situazione, e visto che avete dovuto aspettare così tanto, non potevate semplicemente andarvene a casa?
Sicuramente si poteva abbandonare, e infatti il podio della mezza maschile alla fine non l'anno fatto, perchè gli uomini sono più furbi e non avevano voglia di aspettare.
Ma onestamente, si poteva rinunciare al salame e alla bottiglia di gutturnio del primo premio?


...e poi, ma quando vi ricapita l'occasione della foto sul gradino più alto?


giovedì 16 maggio 2019

Triathlon medio Candia - 12/05/2019 Candia Torinese (TO)

Ritorni alle distanze considerevoli nel triathlon (in previsione dell'appuntamento) con la partecipazione ad un medio che è a metà tra un allenamento importante e la gara da tirare per soddisfazione personale.
Alla fine una gara ottima, sotto molti punti di vista.


Posto ed organizzazione.
Location non proprio vicinissima (circa 160 km) e partenza della gara alle 8, e quindi, come tutte le altre volte, partenza da solo alle quattro di notte di domenica mattina per poter essere pronto all'apertura della zona cambio.
Ma stavolta è andato tutto bene (non come due anni fa) e sei rimasto piacevolmente colpito dalla bellezza del posto. Il piccolo lago è un incanto, e la struttura che vi ha accolto è ottima: sarebbe stata una perfetta giornata anche per moglie e figlio, tra passeggiate, percorso avventura, piscina e tutto il resto.


La giornata alla fine è stata molto fredda in acqua, molto ventosa in bici e assolata in corsa.
Ma se anche l'acqua era fredda con la muta non si stava male, e il lago era pulito e completamente calmo.
Ma se anche hai pedalato spesso controvento, te lo sei proprio goduto questo percorso fondamentalmente piatto e incorniciato dalle Alpi vicinissime ed innevate.
Ma anche se hai corso sotto il sole, e ti sei scottato il coppino, il percorso in mezzo al parco (quasi un trail) da ripetere quattro volte è stato stimolante.
Alla fine poi menzione d'onore al personale dell'organizzazione, composto quasi interamente da ragazzi giovani. Epico in questo senso il ristoro in corsa in cui tutti ti incitavano e con la musica a palla cantavano e ballavano.

Risultato sportivo
Per riscontro cronometrico e sensazioni durante e dopo la gara, questo è stato il triathlon medio che ti ha dato più soddisfazioni della tua carriera.
Il nuoto niente da dire. E' qualche mese che ti alleni da solo in piscina (non segui più il corso dei masters) e stai puntando sull'allungamento della distanza e sul solo stile libero. Certo, è un allenamento più noioso rispetto al corso di prima, ma senti che sei sulla strada giusta. Infatti in gara non sei mai andato in affanno e hai affrontato i tuoi quasi due chilometri in scioltezza e uscendo dall'acqua con ancora tantissimo margine a livello di resistenza. Passo 1'49" per 100m.
In bici è stato l'esordio della tu nuova crono, e 32,8 km/h di media con tutto quel vento e 600md+, sono un ottimo risultato, visto che si sta parlando di 80 km. Una cosa da sottolineare e di cui eri molto preoccupato fino a qualche mese fa, è che il passaggio da una bici normale a quella da crono non ti ha dato fastidio. Pensi di aver trovato una buona posizione, che ti permette di fare tanti chilometri in spinta senza stancarti molto a livello di schiena, e si sa quanto questo sia importante in gare endurance.


La corsa era un percorso a bastone da ripetere quattro volte. Tracciato che sembra banale, ma il fondo quasi totalmente non asfaltato e 100md+ in totale lo hanno reso insidioso. Bene: non hai mai camminato! Neanche per bere ai ristori, hai corso per tutti i 20 km ad un passo che è si diminuito, ma che mediamente si è piazzato a 4'56" al km.
Tempo totale 4h 38'.
La classifica dice 89° su 232 assoluto; 18° su 56 categoria M2.
E le gambe ti dicono: dai, se vuoi ne abbiamo ancora un po'.
Cosa puoi volere di più?

Compagnia
E dopo anni di gare da solo, sia a livello di compagnia nella giornata, che a livello di atleti amici in gara, stavolta della tuo seppur piccola squadra eravate in tre a gareggiare.
Tra l'altro tutti e tre con il fikissimo body nuovo con la scritta Pianeta Acqua, il cognome e la scritta ITA, proprio come i pro.
Federico è una vecchia conoscenza, che ha partecipato con te anche ad altre due gare (il tuo esordio nel medio e l'olimpico di due anni fa). Triatleta di lungo corso, che ha già esordito nella distanza lunga e che tra due mesi va ad Amburgo per l'IM.
L'altro pazzo è Andrea, finora ottimo nuotatore master e forte runner che quest'anno ha deciso di esordire nel triathlon e, dopo aver partecipato (come tutte le persone normali) alla distanza sprint di Andora, ha deciso di esagerare e correre un medio due settimane dopo. Tra l'altro con il tempo pazzesco di 4h30'.


Belle le sensazioni (nuove per te, almeno nel triathlon) di avere qualcuno che ti ritira il pettorale il giorno prima, di salutare ed incitare in gara qualcuno della tua squadra, di chiacchierare all'arrivo e condividere birra e pasta party.


Dopo questa gara, hai nuovi elementi per impostare il tuo allenamento in previsione della distanza lunga.
Ma soprattutto hai una nuova medaglia di cui andare particolarmente fiero.

venerdì 19 aprile 2019

Buon compleanno Luca

A modo tuo
Andrai, a modo tuo
Camminerai e cadrai, ti alzerai
Sempre a modo tuo

Sarà difficile chiederti scusa
Per un mondo che è quel che è
Io nel mio piccolo tento qualcosa
Ma cambiarlo è difficile
Sarà difficile
Dire tanti auguri a te
A ogni compleanno
Vai un po' più via da me


mercoledì 10 aprile 2019

Ciclisti Vs Autisti

Vita del ciclista da strada.
O dello scusarsi anche quando si ha ragione.

Partiamo facendo qualche esempio (immagini easy, non hai messo la roba più pesa) su quanto è rilla e pacifica la convivenza tra i ciclisti e gli autisti:


Qualcuno dirà:
Si vabbè, ma questo è l'internet che polarizza tutto, baby. Anzi, è peggio: è FaceBook. In Real Life non è certo così.

No, non è vero che nella vita reale è meglio. Anzi, c'è l'aggravante che fuori dallo schermo del telefonino, le conseguenze sono tangibili.
L'apice l'hai vissuto qualche domenica fa in cui hai partecipato alla Granfondo Valtidone, dove hai assistito a due fatti piuttosto indicativi.

Prima di tutto, dopo una ventina circa di chilometri, in un tratto di discesa, in una curva quasi a tornante qualche "sciocchino" ha versato dell'olio sull'asfalto. Impossibile ipotizzare a qualcosa di diverso dal dolo: l'olio è stato versato sul ciglio più a monte della strada, in modo che colando formasse una bella striscia su tutta la carreggiata, impossibile da evitare. Te e quelli assieme a te siete passati indenni perchè una delle moto della scorta tecnica si è fermata qualche metro prima a segnalare il pericolo (insieme anche a un giudice di gara) e arrivato quasi fermo in curva sei passato fuori dalla carreggiata, sull'erba. Ma hai poi saputo che molti sono stati quelli caduti, e quando sei passato te c'era ancora un ragazzo seduto per terra sul ciglio in attesa probabilmente dell'ambulanza, che si teneva il braccio e la spalla in modo preoccupante.

L'altra cosa che ti ha dato da pensare è che mentre stavate percorrendo un tratto della provinciale (strada molto larga) e voi eravate praticamente tutti in fila indiana, senza ingombrare troppo la strada, da una macchina che veniva in senso opposto un ragazzo vi ha apostrofato con parole di maleducazione, il dito medio fuori dal finestrino e il clacson come una sirena in defcon 2.

Certo, i due episodi sono molto diversi tra loro: il primo poteva avere (e in parte ha avuto) conseguenze gravi e i profili del reato, mentre il secondo non è andato al di là della goliardata.
Però ti hanno confermato quanto già pensavi da tempo: c'è gente intollerante a livello impensabile là fuori, soprattutto con i ciclisti. E anche recentemente sono stati riportati casi di cronaca di risse tra ciclisti e autisti per il clacson di troppo, la parolaccia di ritorno, il vieni qui che ti spacco il muso.
E alla fine, a pensarci bene, i profili di pericolo sono due: la fragilità insita nello sbilanciamento di forza tra i ciclisti e gli automobilisti (o, all'estremo, i camionisti) e il fatto che spesso gli animi si accendono per una precedenza, una'occhiataccia, una parola detta male, o un gesto frainteso.

La tua ricetta per sopravvivere in questa giungla che è la strada provinciale, è la combinazione di questi due atteggiamenti: prudenza e basso profilo.

Prudenza sempre che si traduce (oltre che con la banale attenzione) nell'evitare strade troppo trafficate, stare il più possibile a destra della carreggiata, non partecipare a gruppi numerosi (preferisci pedalare in due, massimo tre) e facendo ballare l'occhio (come si dice dalle tue parti).

Basso profilo che, specialmente in un momento storico come questo, è visto come un atteggiamento da sfigato, ma che secondo te è fondamentale per evitare episodi spiacevoli.
Se vi capita di incrociare fenomeni che chiedono insistentemente di spostarsi, anche se voi non ne state occupando molta più dello stretto necessario, tu lasci strada facendo un gesto di scuse.
Alle rotonde e agli incroci ti fermi e dai la precedenza a chi l'ha senza cercare di passare comunque come se ti fosse dovuto per il fatto di essere in bici.
Se incroci quello che ti supera mandandoti platealmente a cagare, anche solo perchè per superarti ha dovuto perdere dieci secondi del suo preziosissimo tempo, eviti di rispondergli urlandogli dietro, come invece fanno molti tuoi colleghi più sanguigni.

Riassumendo: chiedi scusa anche quando hai ragione.
Ti sei sempre trovato bene, e finora hai disinnescato quelle che potevano essere situazioni dove da una banale discussione si arriva a chissachè.

Che tanto hai una mascolinità risolta, e non senti il bisogno di fare il maschio alfa quando sei in strada.

lunedì 25 marzo 2019

Granfondo di Valtidone - 24/03/2019 Pianello Val Tidone (PC)

La classicissima Granfondo di Sant'Angelo Lodigiano (che tu hai già fatto sette volte nel corso della tua carriera di ciclista) quest'anno pianta baracca e burattini e si trasferisce nell'oltrepò piacentino.
Dietro questo spostamento ci sono vari motivi, che vanno dall'organizzativo, al politico, alla sicurezza e anche semplicemente alla voglia di cambiare, ma c'è da dire che il buon Vittorio e la sua famiglia (anima dietro la squadra Edilferramenta e dietro queste Granfondo) hanno ottenuto un buon risultato in termini di partecipazione e di critica che si sono proprio meritati.

Ma la novità assoluta per te non è tanto questa della nuova location, ma che stavolta a pedalare non eri come al solito nè da solo nè con la biondina, ma con un bel gruppetto di SpeedyBike che si sono convinti a lasciare a casa le ruote grasse e pedalare sull'asfalto.


In griglia vi siete trovati in nove più l'infiltrato Carlo il Cacciavite, che non ha gareggiato, ma si è pedalato un tratto di strada per farvi compagnia.
L'atmosfera era totalmente rilassata, e ai tempi proprio non volevate pensaci, anche perchè c'erano degli esordi assoluti sulle granfondo su strada, e quindi si è decisi di ignorare il Garmin e pedalare con calma.
Si è partiti tutti dal fondo dell'ultima griglia e avete percorso i 107 km e 2000 m di dislivello aspettandovi sulle cime delle salite, trasformando i ristori in apericene, ridendo e scherzando.
C'è stato anche il tempo per farsi i selfie acrobatici.


Inevitabilmente sull'ultima salita le magagne di chi non era molto allenato sono uscite tutte, e c'è stata gente che ha sofferto veramente tanto.
Però ci siamo aspettati tutti a circa tre chilometri dall'arrivo, perchè la voglia di passare sotto il gonfiabile in parata urlando HipHip Hurrà per gli Speedy era più forte dell'arrivare in fondo alla classifica cronometrica.


Ora qualche considerazione personale.
Il tuo allenamento finora sta andando bene.
Hai mollato due settimane fa la palestra e ora stai cominciando a fare sul serio con i carichi di lavoro per quanto riguarda la corsa e la bici. Per ora in bici riesci ad andare ancora poche ore a settimana, in attesa del cambio dell'ora legale, ma sei proprio contento delle ultime tue uscite e di questa granfondo in particolare. Certo, l'hai fatta con calma (nel senso che ti sei fermato alcune volte a riposare) ma comunque in quanto a chilometri e dislivello non era di certo una passeggiata, e quando ti sei voluto testare in salita sul passo Caldarola e in quel tratto in piano a metà percorso, hai visto che le gambe hanno risposto molto bene.


In vista dell'obbiettivo (siamo a sei mesi giusti giusti) diresti che il lavoro invernale è stato utile.
Ora non resta che far riposare la bici da corsa, montare in sella alla crono e menare come se non ci fosse un domani!

lunedì 11 marzo 2019

4 Hoods Junior

Secondo post consecutivo che non parla di sport.
Un piccolo evento ultimamente, un po' perchè fai comunque fatica a scrivere in generale (mancanza di tempo e di stimoli), e poi questa storia ti piace tantissimo e dovevi assolutamente riportarla.

Partiamo da tutta la passione per i fumetti che hai in parte anche passato a tuo figlio.
Attraversiamo alcuni ragionamenti sul piacere dell'avventura scatenati da una vignetta del Rrobe.
Planiamo sulle gite da veri maschi a Cartoomics in generale e alle processioni allo stand Bonelli in particolare.
E arriviamo ai 4 Hoods (si legge FORUDZ).

Esattamente un anno fa usciva il primo numero di questa nuova collana dedicata al mondo young, e visto che i tempi sembravano maturi, l'hai comperato con l'idea di leggerlo assieme a Luca.
L'illuminazione è stata una delle pagine centrali (del numero 0) in cui si spiegava come si poteva disegnare facilmente i protagonisti.


Il passo successivo, mentre seguivate le avventure che uscivano in edicola, è stato quello di realizzare voi un fumetto, dal soggetto fino ai colori, in cui il protagonista fossero Luca e i suoi amici.
L'obbiettivo principale per tuo figlio (galvanizzato dalla recente visita a Cartoomics), era quello di "presentarlo" a Bonelli Editore la prima volta utile.

E allora avete scritto il soggetto (quasi tutto suo):



avete fatto i layout delle tavole (avete saltato la fase della sceneggiatura, che francamente ti sembrava troppo, e Luca si sarebbe annoiato a morte):


avete fatto le matite (quasi tutte Luca):


avete chinato (questo è il lavoro che hai fatto quasi interamente te) e avete colorato le tavole (con l'aiuto speciale anche della mamma):


Queste ultime settimane, dopo qualche tempo di stallo dovuto anche alla fine della presentazione in edicola delle storie nuove, avete dovuto fare tour de force per finire il lavoro in tempo, perchè non si era dimenticato del suo intento principale e voleva portarlo alla fiera del fumetto per "farglielo vedere a Sergio Bonelli" (beata innocenza).
Sabato pomeriggio siete andati a Cartoomics, ma essendo le pubblicazioni di 4Hoods sospese, non c'erano dei veri e propri firmacopie dedicati. Ma tu speravi nella benevolenza del Rrobe (che è l'ideatore dei personaggi) che era presente sabato pomeriggio allo stand dedicato a Dylan Dog.

E' andata bene: avete fatto pochissima fila (che le code veramente importanti erano per i disegni dedicati di Stano e di Roi) e Roberto è stato gentilissimo.
Vi ha dedicato qualche minuto, molti complimenti e un disegnino di Verde.


Sono stati solo pochi minuti (in cui lui naturalmente non ha spiaccicato parola, se non un semplice "ciao") ma è stata per lui un'emozione veramente forte, e non ha ancora smesso di raccontare a tutti i suoi conoscenti dei complimenti che gli ha fatto Recchioni, quello che ha inventato i 4Hoods.

Qui di seguito, per chi vuole farsi due risate, il fumetto completo.
















Extra e commento dell'autore:
- Gli eroi sono Luca (naturalmente il capo del gruppo), Isabel (la sua ex??!?!??!?? fidanzata), Viola (la sua amica di scuola che non hai mai capito perchè non l'ha voluta fare viola, creando confusione) e il suo amico Ale (quello che facendo la figura del pasticcione risolve la situazione).
- Il perfido re Gigno è il nonno Virginio, detto il brontolone (da qui brontoworld).
- Rocky il terribile 38° è una sua citazione di Fantozzi e si riferisce ad uno dei cani del nonno.
- La principessa Becky è un'altra dei cani del nonno, un cucciolino ai tempi dell'inizio della storia.
- La barca di K-Way solido è una roba talmente WTF che fa il giro a assume una sua dignità inappuntabile.
- Risolvere il climax finale a colpi di scorregge è una cosa che poteva venire in mente solo al regista di Alvaro Vitali o ad un bambino. Che forse sono la stessa cosa.

In attesa che a tuo figlio vengano ancora voglia e idee per creare un altro fumetto, e aspettando le nuove storie di 4Hoods, ti godi questa cosa che avete fatto insieme, e cercherai di coltivare la sua passione per queste cose che vi accomunano.