mercoledì 16 agosto 2017

Triathlago Sprint - Osiglia (SV) 13-08-2017

Erano passati più di tre anni dalla tua ultima partecipazione ad una gara sprint. Precisamente in Val Tidone a Nibbiano nel giugno 2014.
Ma a pensarci bene, non è che non hai più gareggiato perchè lo sprint non ti piaccia, solo che impegnare una giornata intera per fare una gara di poco più di un'ora, ti sembra di perdere tempo.
Ci voleva un'occasione speciale.
E' arrivata in vacanza.

Poi ne parlerai, ma anche quest'anno le tue vacanze le stai facendo a rate, in piccole porzioni di tre giorni alla volta, e stai andando a Pietra Ligure (SV).
Già l'anno scorso, durante le tue splendide uscite in bici da corsa nelle Alpi marittime, eri passato sulle rive del laghetto di Osiglia, ma stavolta hai fatto in modo di essere presente il giorno dello sprint, organizzato dal triathlon Savona.


Accompagnato stavolta da tutta la famiglia, hai finalmente potuto attendere la partenza della tua gara con calma e tranquillità, ed entrare in zona cambio già bardato a puntino.


Subito la svolta della gara. L'uso della muta è facoltativo, e la temperatura dell'acqua, anche se siamo a 750 m sul mare, è perfetta per nuotare anche con il solo body. Visto che si tratta di solo 750 m, decidi che il tempo perso a togliere la muta non vale la candela della spinta idrostatica dello stessa, e, a differenza della maggioranza dei partenti, la muta la lasci nello zaino.
Forse non la tua pensata migliore.
A tua discolpa si dirà che la distanza totale è stata di un chilometro e non di tre quarti, ma alla fine 20'19" tra nuoto e T1 non sono 'sto gran tempo. Soprattutto se aggiungiamo la spiacevole sensazione di essere superati a velocità doppia dalle ragazze partite nella batteria successiva alla tua.


Poi, come al solito, sulla bici ti diverti come un matto.
Percorso a bastone, andata in discesa e ritorno in salita, con alcuni tratti in falsopiano.
Tiri il gruppo quando sei in piano, in discesa qualcuno ti passa, ma in una salita relativamente pedalabile come questa, da farsi quasi tutta con il 52, ti sei preso le tue soddisfazioni superando secchi quelli che prima facevano i fenomeni.

La corsa è stata una buona prova, considerando che nel percorso a bastone nel lungolago hai affrontato un totale di sei salite non impegnative, ma che facevano assomigliare la frazione ad una corsa in montagna.
La progressione finale è stata veramente entusiasmante, e arrivato al traguardo ti sei pentito di non aver cominciato a spingere prima, perchè eri convinto di averne ancora tanta.


La classifica finale ti piace veramente tanto: 71° su 250 partecipanti totali, ma soprattutto 11° tra i 37 partecipanti della categoria M1
Ma la cosa di cui vai più fiero è che, dopo esserti messo lì a fare tutti i tuoi bravi conti sui tempi intermedi, hai fatto registrare il 46° tempo assoluto in bici.
A 43 anni, in una classifica dominata da YoutB, Junior e Senior.


La gara durante il periodo di ferie, è proprio quella ciliegina sulla torta della vacanza ideale.

giovedì 3 agosto 2017

Aronam3n - 30/07/2017 Arona (NO)

Fare tre sport uno dietro l'altro è complicato, ma a te sembrava non bastare.
Allora stavolta ti sei inventato la frazione zero e hai fatto diventare uno sforzo enorme anche il solo arrivare alla partenza.


Mezzo ironman di Arona, a cui hai già partecipato due anni fa, con un buon risultato.
E anche stavolta come allora sei partito all'alba di domenica scorsa per poter partecipare, che star fuori a dormire una notte è abbastanza complicato da organizzare. Ma a peggiorare la situazione c'è che almeno due anni fa c'era anche la biondina ad accompagnarti, mentre stavolta eri in perfetta solitudine.
Macchina pronta al sabato sera con bici e zaino già caricati, e la gentilissima addetta dell'organizzazione che ti attende all'apertura della zona cambio alle 5,30 di domenica mattina con il tuo pettorale, perchè la consegna pacchi gara viene effettuata per tutti solo il pomeriggio del sabato.
Solo che devi aver combinato non sai quale pasticcio con la sveglia del cellulare e invece di suonare alle quattro (4 di notte!!) non ha proprio suonato. Sei lì nella fase più profonda del sonno che la biondina ti sveglia di soprassalto: sono le cinque.

Panico & bestemmie.

In trenta secondi ti passa per la testa tanta di quella rabbia e frustrazione che non pensavi possibile.
Dovevo essere lì adesso.
Ci vuole un ora e un quarto ad arrivare, non ce la farò mai.
Che coglione!
Vado lo stesso, magari riesco a partire con le ultime batterie.
Ma cosa vado a fare, mi arrendo.
Vado solo a ritirare il pacco gara e me ne torno a casa.
Dai, forse ce la faccio ...
Deciso che l'ultima impressione è quella che conta, parti e ti fiondi in autostrada. Sperando che non ci fossero autovelox e infrangendo decine di articoli del codice della strada, arrivi in poco meno di un'ora. Trovi parcheggio subito, anche se piuttosto lontano dalla partenza, ma non hai tempo di pensarci: sono le 6,25 e la tua batteria parte alle 6,50.
Arrivi alla segreteria e ti fai dare la busta con il pettorale, il pacco gara non hai tempo di ritirarlo.
La zona cambio ha appena chiuso, ma ti fanno entrare ancora vestito come sei partito da casa.
Posizionata la bici ti metti in angolino a indossare il body e la muta, che essendo già tutto sudato è un'impresa complicata.
Non trovi il deposito borse, e perdi altri minuti preziosi correndo come un pirla con la muta calata in vita.
Arrivi alla partenza e ti fai aiutare con la zip della muta quando ormai siete già con i piedi in acqua.
Il giudice di gara da il via che tu ti stai mettendo ancora occhialini e cuffia.
Praticamente parti che sei già stanco.
Uff ...

Sei talmente stordito (e naturalmente non hai potuto assistere al briefing) che non ti accorgi che il nuoto comprende due giri con uscita all'australiana, e alla prima uscita, come si vede nella foto, ti sei tolto occhialini e cuffia tra gli sguardi divertiti e perplessi degli altri atleti e del pubblico che ti avevano inquadrato per quel ciuoto che sei.


Alla fine 37 minuti per i 1.900 m sono un buon risultato.

La zona cambio è un delirio quanto è stretta (come avete notato, questa è l'unica volta che non hai la classica foto della bici pronta, ma non ne avevi il tempo).

Sei soddisfatto del tempo in bici (pochi secondi di differenza rispetto al tempo di due anni fa): hai spinto bene nella prima parte in pianura sul lungolago, hai superato senza affanno la prima salita importante del percorso, e hai tenuto botta in tutta quella serie di strappi e rilanci della seconda parte.
E hai ottenuto la benedizione del sancarlone a pochi chilometri dall'arrivo.


Ma come accade troppo spesso ultimamente (ci dovrai lavorare molto per le prossime gare) il disastro è stata la corsa. I primi tre giri passano senza infamia ma con un continuo peggioramento del passo medio, che da 4'45" arriva a 5'15". Ma poi ti si spegne la luce, e devi camminare per troppo tempo nell'ultimo giro.
Il caldo, certo, e la frazione impegnativa in bici, ma soprattutto il fatto di essere partito già stanco alla mattina, di non esserti potuto alimentare bene (nella concitazione ti sei perfino dimenticato di preparare i gel per il run) e soprattutto la frazione zero che ti ha tolto energie e tranquillità.


Tempo finale di 5h 22' e la conferma della confort zone della metà classifica.
Non sarebbe neanche troppo male come risultato, ma non puoi assolutamente esserne contento.
Con una frazione run appena decente, potevi portare a casa dieci minuti in meno.


Ma alla fine, se conti che già il fatto di essere riuscito a partire è un ottimo risultato, è tutto ok.



P.S.
... e comunque si, sei un coglione!

lunedì 17 luglio 2017

Mini vacanza in Val Pusteria

Ricorda un po' quello che è successo un anno e mezzo fa a Firenze, quando il Max e la biondina hanno corso la maratona e le due famiglie insieme ne hanno approfittato per una minivacanza e per tifare i due eroi. Solo che te avevi un febbrone da cavallo, il bimbo è stato male tutta notte e anche la biondina era piuttosto fuori forma. Poi il risultato sportivo lo hanno portato a casa lo stesso, ma quella gita in casa tua è ricordata con un po' di fastidio.
... ecco, stavolta è andata molto meglio.

Venerdì pomeriggio eravate voi tre più la zia stordita, e la famiglia di Jacopo, l'altro SpeedyBikers che ha condiviso la gara con la biondina. Tra l'altro suo figlio Matteo è in classe insieme a Luca, quindi non vedevano l'ora di incontrarsi e fare una minivacanza insieme. E questo è un'ottima cosa, che un ottenne, se ha un compagno di giochi con cui va d'accordo, è meno fastidioso.

Dopo un viaggetto tranquillo ma per niente rilassante (che sono comunque quattro ore comode, mica la strada dell'orto) arrivate a Brunico all'ora di cena. Alloggiate in pieno centro, in zona a traffico limitato all'hotel Krone.
C'è solo i tempo di sistemare le valige, cenare e fare una passeggiata per il centro. Non conoscevi il paese e pensavi che le sue dimensioni più da cittadina che da paese fossero un difetto ma invece è proprio splendida, con le sue chiese tipiche, il castello, la passeggiata al cimitero di guerra e il centro da cartolina.
Bonus: in una delle piazze centrali quella sera c'era un concerto della banda di paese; non hai potuto fermarti molto ad ascoltarli, ma erano fichissimi nei loro costumi tradizionali e dei gran manici musicalmente.


Il giorno dopo la biondina e Jacopo partono presso per andare alla partenza a Villabassa ad incontrarsi con gli altri SpeedyBike, che alla fine erano un bel gruppetto di dieci ciclisti (solo una femmina) e quasi tutti hanno alloggiato insieme in un appartamento comune. Tipo colonia estiva di ragazzi.


Voi ve la siete presa più comoda e dopo giro a pisciare il cane (eh già, c'è anche Billy), abbondante colazione, struscio nel paese per negozietti e salto in panetteria, vi spostate anche voi per quella mezz'oretta di macchina verso l'arrivo della gara.
Villabassa probabilmente negli altri 364 giorni dell'anno è un sonnecchioso paesino, ma il giorno della gara è leggermente incasinato: parcheggi enormi appena fuori dal pese, tensostrutture e stand ovunque che vendono la qualunque abbia un minimo interesse per il cicloamatore, elicotteri di emergenza, televisioni nazionali e non. E ovunque mountain bike.
Passate un paio di ore prima in un prato appena fuori dal paese a godervi il panorama, poi vi avvicinate all'arrivo per fare il tifo agli Speedy tutti e ai vostri due eroi in particolare.


La biondina ha già scritto un pò di impressioni sulla gara a questo link.
L'unica cosa che hai da dire tu è che con una giornata simile, un'organizzazione di questo tipo e un percorso così bello tra queste montagne, ti è venuta una voglia di MTB che è meglio che non ci pensi.

Vista la giornata bellissima dal punto di vista meteorologico, e visto che i due atleti sono sì stanchi, ma hanno ancora addosso la botta di adrenalina che li sostiene, decidete di passare qualche ora al lago di Dobbiaco. Un piccolo paradiso in terra dove i tre più giovani della cumpa (almeno nell'animo) si fanno anche un bel giro in pedalò.


Tornati in albergo i tre giovanotti di prima si fanno anche una mezz'oretta di piscina e si va a cena.
La serata purtroppo finisce lì, perchè mentre state mangiando si scatena un temporalone di breve durata, ma che vi fa restare seduti al bar a bere amari e a chiacchierare.
I bambini invece in camera a giocare con le carte Pokemon, raus!

La domenica mattina ti prendi un'ora solo per te e alle sette vai a correre.
Il primo pezzo accompagnato dalla zia stordita, poi in perfetta solitudine sulla pista ciclabile che attraversa tutta la val Pusteria in direzione est.
Non è stato un allenamento per il prossimo mezzo ironman.
... cioè, anche, che dodici chilometri con salite non si buttano via. Ma più che altro è stato, nel suo piccolo, un entrare nella natura per annusarla, guardarla, viverla e sudarla.


Poi il resto della giornata, prima di incolonnarvi sulla Brennero in direzione casa (che il traffico della domenica pomeriggio è importante, e ci avete messo un'ora in più dell'andata), lo passate attorno al lago di Braies. Il tempo è rimasto comunque buono, a dispetto delle previsioni della vigilia, e avete fatto una bellissima passeggiata. L'unico neo della giornata è che l'area era zeppa di turisti, e nei punti in cui il sentiero si stringeva, bisognava disputarsi la precedenza.
Vabbè, qui di foto c'è solo l'imbarazzo della scelta, tra ritratti seri e stupidate.


Per concludere: come (quasi) sempre capita, la gara sportiva è si un appuntamento importante per chi la disputa, ma è anche un'ottima scusa per una vacanza spettacolare, spesso in compagnia di buoni amici.

martedì 11 luglio 2017

Dolomiti SuperBike - 08/07/2017 Villabassa (BZ) - Il racconto della biondina

Almeno una volta l'anno lasci la tastiera volentierissimo all'altro pezzo della famiglia per raccontare risultati sportivi importanti.
Quest'anno tocca addirittura alla MTB, perchè l'appuntamento clou per lei è una delle più importati gare a livello internazionale in uno degli scenari più spettacolari al mondo. Se ne parlava qui.
Brava biondina!




Un'emozione indescrivibile, dal primo all'ultimo chilometro.
La pelle d'oca, anche con un caldo insolito per la montagna, non mi ha mai abbandonata.
Le tante paure di non essere all'altezza spazzate via dai paesaggi mozzafiato.
La gestione in solitaria che mi spaventava vissuta invece come un viaggio interiore dove si dimenticano le cose brutte.
Il crederci quando nei falsi piani spingi alla grande ed in salita superi un bel po' di griglie rosa con la consapevolezza che poi nelle discese tecniche ti riprendono.
Termino questa esperienza con un tempo di tutto rispetto (4h 04' considerando un ingorgo che mi rubato quasi dieci minuti giù dalla bici) con il sorriso sulle labbra.
Ho esplorato la leggenda.
Un particolare grazie alla mia famiglia (Billy compreso) che mi ha accompagnato ed incoraggiato
.. e che dire, il mio sogno più grande: rifarlo con mio marito.
Grazie anche a Jacopo e alla sua famiglia per la compagnia in questi due giorni, alla mia amica Monia sempre presente alle mie avventure ed agli Speedy Bike che mi hanno convinta a partecipare.



giovedì 22 giugno 2017

Papà e figlio alla "gara" di nuoto

Ma per te che sei abituato a gare che durano cinque ore e mezzo come quella di due settimane fa, una gara che dura 39 secondi l'avevi mai fatta? No, vero.
Ecco, domenica te e il bimbo avete esordito nel fantasmagorico mondo delle gare di nuoto.
E lui ti ha bastonato.


E' già dall'inizio della stagione di nuoto che il tuo coach Federico ti incalza con la proposta di partecipare a qualche gara di nuoto del circuito master che si tengono durante l'anno nelle vicinanze.
Tu hai sempre rifiutato, perchè di impegni sportivi il sabato e la domenica ne hai già a bizzeffe, senza dover perdere mezze giornate nelle strutture sportive delle città attorno, e poi fondamentalmente perchè in acqua sei una schiappa.
Fin quando si tratta di fare un paio di km di nuoto a stile nella prima frazione di un triathlon (magari con la muta), te la porti a casa, ma fare un 50 o 100 metri con tuffo, virata e cuore in gola, non è alla tua portata. Immaginatevi addirittura una gara  con uno stile diverso o misto. Cioè, è uno sport completamente diverso da quello che affronti solitamente tu.

Ma quest'anno, per la chiusura dell'anno di scuola nuoto, gli istruttori si sono inventati 'sta cosa della manifestazione finale, che inevitabilmente ha la forma e il sapore della gara. Principalmente servirebbe per i bambini e i loro genitori, ma in coda si "esibiscono" anche i partecipanti al corso di nuoto per adulti e i master.

Prima parliamo però del bimbo. Il duo Fede e Laura ti avevano già detto durante l'anno che il bimbo era bravo, e volevano spostarlo nella corsia di quelli più evoluti. Ma lui, che a farlo uscire dalla sua confort-zone gli viene il coccolone, aveva nicchiato, adducendo la scusa che non voleva lasciare solo il suo amico Ale. Attraverso garbate minacce siete riusciti a trovare un compromesso, e gli ultimi due mesi si fa almeno gli ultimi dieci minuti di lezione nella vasca dei grandi. In queste ultime settimane lo stimolo per migliorarsi è stato che si doveva allenare per la gara, ed è sembrato funzionare. Negli ultimi giorni pensava solo alla "gara" e a come sarebbe finita.

Alle due e mezza si presentano in vasca un'orda di bambini e in cinque batterie in ordine crescente di livello di nuoto, si esibiscono tutti nella loro corsia di 25 metri. Nelle prime batterie naturalmente c'era chi si faceva aiutare dagli allenatori e chi usava i braccioli o i galleggianti.
Poi nella penultima batteria si presenta il bimbo.


Al di là del tempo di reazione paragonabile a quello di un bradipo (dopo il via, guarda con occhio interrogativo la Laura in acqua come a dire: che devo fare?) ti sembra che nuoti benino: bello allungato e con una bracciata efficace. Certo, l'anno prossimo dovrà lavorare principalmente sulla respirazione, ma sei contento di come l'hai visto.
Speri ardentemente che questa esperienza, compreso il fatto di essere arrivato quasi primo nella sua batteria, lo faccia appassionare al nuoto e che gli dia qualche stimolo in più in questo senso, perchè ora come ora preferisce giocare a calcio, e il nuoto lo fa una volta alla settimana solo perchè hai insistito tanto.


Finiti i ragazzi ci sono gli adulti e poi il main event del pomeriggio: la batteria dei master.
Come dicevi prima, due vasche da fare praticamente in apnea. Il fiato e la forza non ti mancano, quello che latita totalmente è lo stile.
Infatti alla partenza succede esattamente quello che temevi: col tuffo si spostano gli occhialini e te li ritrovi all'altezza della bocca per tutti i cinquanta metri, dandoti anche dei problemi con la respirazione.
Inoltre, visto che la visuale è approssimativa, sbagli totalmente la virata.
Arrivi quarto, a dieci secondi dal primo (che, per onor di cronaca, ha la metà dei tuoi anni e un passato recente di agonista).
Probabilmente vali di più di quei 39 secondi, ma comunque ti sei divertito lo stesso.


Avresti anche il video della performance, ma preferiresti evitare ...

Comunque, il bimbo si è divertito molto, te pure, e vorresti cogliere l'occasione per ringraziare pubblicamente coach Federico e tutto il suo staff di ragazzi giovani, simpatici e competenti.

Viva i Nuotatori Milanesi!
Viva la piscina di Sant'Angelo Lodigiano!


giovedì 8 giugno 2017

Campionato Italiano di Triathlon Medio - 04/06/2017 Lovere (BG)

Il titolo dovrebbe incutere quantomeno rispetto: cavoli, hai partecipato al campionato italiano di specialità, quindi vuoi dire che sei fortissimo. Come giocare a calcio in serie A.
Ecco, no.
Al campionato italiano possono partecipare più o meno tutti, solo che oltre a te e altri centinaia di amatori, ci sono quelle poche dozzine di élite che si menano per il titolo. Anche questo aspetto, questa comunanza di sforzi, questo avvicinamento orizzontale, è uno degli aspetti fichissimi del triathlon e altri sport di lunga distanza.


Visto che sei uno sfigato, e (per i soliti motivi famigliari) non sei riuscito a far combaciare la gara con una piccola vacanza per la tua famiglia, ti tocca partire da solo all'alba, per poter essere presente all'apertura della zona cambio. E anche stavolta non conosci nessuno che faccia la gara con te.
Peccato, perchè Lovere è veramente un bel posticino, e avrebbe meritato qualche ora di riposo e spensieratezza anche per la biondina, invece è rimasta a casa.
Viaggio tranquillo, parcheggio comodo e organizzazione puntuale. Hai tutto il tempo di fare le cose per benino tra ritiro pettorali, zona cambio, un paio di foto, vestizione e il bisogno grosso (che l'agitazione della gara serve anche a questo).


Nel frattempo il cielo, che era già brutto e copriva le montagne attorno, si guasta del tutto e alla partenza della prima batteria élite donne comincia a piovere.
Alle otto precise parti anche tu e della pioggia francamente fottesega.


Il lago ha una temperatura perfetta ed è calmo come un olio. La frazione a nuoto scorre via tranquilla, solo che te sei un incapace e riesci (non sai come sia possibile) a nuotare 200 metri più di quanto dovuto. Potrebbe anche essere un problema del Garmin, ma non ne sei sicuro.

Uscito dal lago cominci a capire l'andazzo: sarà una gara resa complicata dalla pioggia.
Il percorso lungolago è spettacolare, e la salita di 5,5 km (400mD+) da ripetere due volte con relativa discesa sarebbero stati una frazione molto tosta ma entusiasmante.
Il fatto di averne percorso circa due terzi sotto una pioggia scrosciante l'ha invece trasformato in una battaglia epica.

Nubifragio fa rima con:
- estremo disagio
- in discesa si va adagio
- il meteo è malvagio
- la tua gara fa naufragio


Pensando a queste belle cose, affronti con terrore la discesa su una strada che è diventata un guado, le scarpe sono come delle piscine e vedi attorno a te gente che batte i denti e trema di freddo, perchè non aveva indossato niente sopra il body.
Mettiamoci anche un paio di tuoni dalle parti del giro di boa a Sarnico, e si capisce perchè in più occasioni hai seriamente pensato al ritiro.


Arrivato alla T2 ha smesso di piovere, ma ti aspettano una bel paio di Asics piene d'acqua che non vedono l'ora di essere indossate.
Vabbè, ormai sei qui e vuoi portare a termine il tuo impegno.
Scoraggiante però il fatto che mentre tu uscivi dalla zona cambio e ti immettevi nel circuito run, passavi proprio di fianco all'arrivo nel momento esatto in cui Molinari arrivava al traguardo. Poco meno di quattro ore e tu devi fare ancora 20 km a piedi.
Che amarezza.

Il primo dei cinque giri sul lungolago scorre tranquillo, e ti senti bene a girare sui 4'40". Poi il sole comincia a picchiare forte e l'umidità che sale dall'asfalto in alcuni tratti ti toglie la gioia di vivere.
Reggi egregiamente fino all'ultimo giro, dove inevitabilmente cali di molto il ritmo e percorri qualche centinaio di metri camminando ai ristori.


L'arrivo è come sempre una botta di adrenalina enorme che ti fa passare la sensazione di stanchezza, anche solo per pochi istanti.

Alla fine il tuo 5h31' è un tempo onestissimo, se ponderato con la difficoltà del percorso bike e del clima infame.
Peccato per quel minuto in più rispetto al traguardo psicologico delle cinque ore e mezza. Ad occhio e croce è quello che hai impiegato per la pisciatina appena partita l'ultima frazione.
Però, dai, potevi tenertela ...


Sei molto soddisfatto di questa gara.
La classifica la guardi fino ad un certo punto, e il tuo 322° posto su 571 generale (85° posto su 141 di categoria), visto il livello generale dei partecipanti è un buon risultato.
Tenuto conto anche del fatto che il 10% dei partenti si è ritirato.


... aahhh, come ti sei divertito!!

lunedì 29 maggio 2017

Incidente sul percorso


Allora, questa è complicata.
Stavi scrivendo un post, preannunciato da questo, in cui (pigliandoti simpaticamente per il culo come tuo stile) cercavi di lamentarti della tua preparazione in vista della tua imminente gara. Un po' di sano maniavantrismo.
Ma, così impari, la sfiga ti ha superato da destra a duecento all'ora e ha voluto darti un motivo serio per preoccuparti, e sabato mattina, mentre eri fuori con la bici da corsa, hai fatto un bell'incidente. La tua faccia contro il lunotto posteriore di una macchina.
... e ha vinto lui.

Tra una settimana intraprenderai (dopo quasi una due anni dall'ultima volta) l'avventura del triathlon lungo: domenica 4 giugno al Lovere per prendere parte a un 70.3
Pensi di essere discretamente pronto. Questi ultimi due mesi hai fatto un buon lavoro.
Sabato l'ultimo giro in bici lungo per poi cominciare un bello scarico. Previsti 95 km con un millino di dislivello da fare con Alberto, un ragazzo appena conosciuto del gruppo SpeedyBike che, oltre alla MTB, non disdegna i chilometri su asfalto.
Mentre si tornava a casa, belli soddisfatti della mattinata, ad un incrocio dove da strada comunale si passa su una provinciale, la macchina davanti a voi frena di colpo e te, che eri distratto, te ne accorgi troppo tardi. Non eri troppo veloce, ma di spazio sulla destra non ce n'era e la tamponi, finendo di faccia contro il lunotto posteriore.
Tutto successo in una frazione di secondo, da quando ti accorgi del fattaccio a quando ti ritrovi a terra, ma hai stampato sulla retina un fotogramma nitidissimo di qualcosa di piccolo e bianco, come un sassolino, che vola all'altezza dei tuoi occhi e finisce per terra.
Infatti le prime parole che pronunci mentre ti stai rialzando da terra sono: cazzo, ho perso un dente!
Non solo: il mento ha un bel taglio che sanguina copiosamente.

Il guidatore della macchina scende subito a sincerarsi della tua incolumità e si dimostra molto gentile dichiarandosi disponibile ad accompagnarti al pronto soccorso o a casa.
Sulla dinamica non dice niente (forse perchè anche lui spaventato, o forse perchè ha capito che quella frenata brusca e senza reale motivo era un po' pericolosa) e anzi minimizza il danno che inevitabilmente hai fatto al posteriore della sua macchina (un bel graffio inciso con la leva del cambio e un bozzo sulla carrozzeria a forma del tuo mento). Dopo qualche minuto, dove vede che non ho bisogno di aiuto (anche perchè c'era Alberto che non ti ha abbandonato), vi lasciate con una stretta di mano e scuse reciproche. E ti è andata bene che hai incontrato una persona ragionevole, sennò oltre al danno la beffa e ti toccava pagare le spese della macchina.

La biondina viene in macchina a prenderti (qui saluti Alberto che se ne ritorna a casa con i tuoi ringraziamenti per la pazienza) e arrivati a casa fai il bilancio della situazione. La notizia bella è che la bici non ha praticamente nulla, se non il manubrio storto e qualche graffio in più. La notizia meno bella (non brutta) è la tua faccia.


Incisivo laterale superiore sinistro spezzato a metà e la ferita sul mento che necessita di alcuni punti di sutura.
Ma a questo punto sei stato fortunato, perchè al PS in poco più di mezz'ora ti mettono cinque punti, ti fanno l'antitetanica e sei apposto, si faccia vedere dal medico tra dieci giorni per togliere i punti.
Inoltre il tuo dentista di fiducia, dopo la tua telefonata a casa a mezzogiorno di sabato, ti dice di andare in studio alle due e mezza che te lo riattacca.


Operazione di ricostruzione riuscita e il tuo splendido sorriso ora è ancora pronto a mietere ragazze.

Impressionanti le analogie (di più, possiamo dire uguaglianze) tra questo incidente e quello che era successo al bimbo quasi tre anni fa.
Bicicletta, dente, mento.
Adesso è lui che ti piglia per il culo.

Considerazione conclusiva seria: cazzo, basta solo un attimo di distrazione.
Dopo le notizie tragiche di questi ultimi giorni (Scarponi, Hayden, Julia Wiellehner), ti accorgi di quanto siano fragili i ciclisti sulla strada.
Serve attenzione, concentrazione, occhio vigile e prudenza.
Ma poi non basta, serve anche taaaaaanta fortuna.

Considerazione conclusiva molto meno seria: cazzo, te domenica devi fare una gara.
Dal punto di vista fisico non ti sei fatto praticamente niente, ma hai un taglio suturato sul mento (che in teoria ti sconsiglierebbe di entrare in acqua dopo soli 8 giorni dall'incidente) e un po' di dolori vari al collo e soprattutto una botta al quadricipite destro che non sai quanto siano compatibili con un mezzo ironman.
Boh, ad oggi pensi che la partecipazione non sia a rischio, ma per quanto riguarda il risultato, sei molto perplesso ...
(esempio di maniavantrismo di livello pro!)

Ecco, ora anche tu hai ricevuto il battesimo della strada.
Preferivi restare ateo.

martedì 23 maggio 2017

Mettere le mani avanti


Il maniavantrismo (detto anche "... ma tanto farò schifo ...") è quella raffinata arte in cui eccellono per inclinazione genetica tutti gli atleti amatori.
Consiste sostanzialmente nella pratica di sottovalutare la propria preparazione atletica in vista di un appuntamento importante e/o sopravvalutare sistematicamente le difficoltà dell'impresa sportiva che si andrà ad affrontare.
Lo scopo (consapevole o inconsapevole) di questo atteggiamento è duplice: da una parte è una sorta di attitudine scaramantica volta ad accaparrarsi i favoritismi della dea fortuna, da una parte è un bieco tentativo di pretattica in modo da stupire poi il conoscente con risultati molto superiori a quelli pronosticati (oppure, nei casi patologici, dare indicazioni false all'avversario diretto).

Ad un primo distratto sguardo potrebbe sembrare un sano e auspicabile atteggiamento di umiltà, di precisa conoscenza dei propri limiti e di accettazione degli stessi.
Ma non fatevi ingannare, non esiste persona meno umile e più egocentrica dell'amatore medio: in genere un ultraquarantenne che ha scoperto lo sport di endurance da pochi anni dopo una vita sedentaria e, strafatto di endorfine, si sente un dio in terra.

Alcuni esempi:

Sto pensando di non presentarmi domenica mattina alla maratona. Mi sono allenato malissimo e l'ultimo lungo l'ho finito proprio sulle ginocchia. Poi questa caviglia mi ha dato parecchi problemi nelle ultime settimane e sicuro in gara sarà un problema.
... guarda, se vado è solo perchè mi dispiace perdere i soldi dell'iscrizione.
Stamperà il suo PB con dieci minuti meno della sua ultima prestazione.

Questo triathlon olimpico è solo un allenamento in vista del 70.3 che farò tra un mese. Oggi voglio solo divertirmi e provare gli automatismi senza tirarmi il collo. E' inutile e controproducente andare a tutta oggi con il rischio di farmi male. Sai che c'è, magari faccio solo nuoto e bici, poi mi ritiro dalla corsa per non esagerare.
Farà di tutto per restare con i migliori e arriverà quarto di categoria, per poi collassare dallo sforzo appena superato il traguardo.

Ma attenzione a non farvi ingannare.
Se l'amatore ama esagerare in prudenza prima della performance, stranamente dopo l'arrivo sarà colpito dalla sindrome del pescatore, quella strana legge fisica per cui il pesciolino attaccato all'esca, nei racconti al bar diventerà uno squalo.


N.B.
Questo è solo il cappello introduttivo di una cosa che stai scrivendo, ma la premessa è diventata talmente lunga e gustosa che si è meritata un post a parte.
Nei prossimi giorni farai il tuo attuale e personalissimo atto di maniavantrismo.

giovedì 27 aprile 2017

Triathon Olimpico di Milano - Segrate (MI) 23/04/2017

E' presto in stagione, non è il tuo appuntamento clou, devi farlo solo come allenamento per le gare più lunghe che farai in estate, non sei ancora in forma ...
... quindi in teoria te la prendi comoda e ti godi questa garetta come un allenamento combinato di qualità, giusto?
... poi ti danno un pettorale, due temporary tatoo per braccia e polpaccio (e quello al polpaccio non ti è ancora andato via adesso, ma di cos'è fatto? uranio impoverito?), adesivi per bici e casco e una cuffia con un numero scritto sopra, e allora cosa fai? fai il timido?
No, non ce la fai.


Al mare dei milanesi, a poco più di mezz'ora di strada da casa tua, domenica mattina ti sei presentato con tutta la famiglia al seguito, che tanto era una bella giornata e il parco giochi dell'idroscalo è quantomeno garanzia di qualche ora di divertimento per il bimbo (e con tutto il verde che c'è, anche Billy ha di che annusare).
Almeno quelle due orette tra arrivo e partenza, con preparazione, zona cambio e vestizione, hai avuto compagnia. Una compagnia a tratti imbarazzante, come si vede nelle prime due foto di seguito.




Sfortunatamente per loro hanno voluto anche assistere alle fasi salienti della tua gara, e quindi sono rimasti nei dintorni di zona cambio e arrivo quasi tutto il pomeriggio. Un ringraziamento speciale alla biondina che si è sorbita tutto il pomeriggio con un cane (al guinzaglio) e un bimbo che volevano andarsene lontano da tutta quella gente.

Adesso parliamo della gara.
Com'è facile immaginare, la location è perfetta per una gara di questo tipo.
Spazi ampi ed attrezzatissimi per tutta la logistica.
Acqua senza onde nè corrente, dove deviare dal percorso ideale è praticamente impossibile.
Tratto in bici a bastone su strada provinciale a quattro corsie con strada chiusa al traffico.
Circuito a piedi ampio e veloce, con parte in ombra.
Con queste premesse, il percorso totale ha come caratteristica principale quella di essere velocissima.


La tua batteria (la prima, che il ranking è ancora inspiegabilmente decente), parte all'una e l'impatto con l'acqua gelida del lago ti toglie per un attimo il fiato. Sei ritornato ad essere padrone delle tue estremità (soprattutto i piedi) soltanto verso la metà del nuoto, quando la circolazione periferica ha ricominciato a funzionare. L'unico problema l'uscita dall'acqua su pontile galleggiante, non tanto per la difficoltà si issarsi a braccia, ma per il fatto che siete arrivati contemporaneamente allo stesso in una trentina, e il poco spazio rende tutto difficoltoso.
Un passo di 1'39"/100m è degno della tua mediocrità natatoria.


Il circuito bici è un tratto di strada provinciale da ripetere per 6 volte. Un totale di 37km senza neanche un metro di salita. Tolti i primi tre chilometri circa che eri solo, poi hai fatto tutto il resto intruppato in vari gruppi a cui hai dato anche il tuo contributo. Addirittura negli ultimi due giri, il treno si era trasformato in un unico grande gruppone che ti permetteva di andare sempre a forte velocità, ma che rendeva i rilanci ai giri di boa trafficati e quindi pericolosi.
Velocità media di 39,1 km/h.
Adesso scrivo a Cassani e gli chiedo se ha bisogno per i prossimi mondiali a crono.


Depositata la bici, è l'ora della verità. Perchè è facile andare forte sui pedali, ma è quando devi infilarti le Asics che si vede la differenza tra un buon triathleta e uno sborone. Te ne avevi ancora, e hai corso se non in scioltezza, quantomeno in controllo, con una soddisfacente progressione sul finale.
Un 4'24" di passo medio per fare 10 km. In un triathlon olimpico è praticamente un sogno.


Il tempo totale è di 2h11'15".
E' il tuo PB, ma è un risultato difficilmente paragonabile ai tuoi precedenti, vista la particolarità del percorso.
Il risultato per te più clamoroso, guardando i tempi di tutti i partecipanti, è che ti sei ritrovato ben lontano dalla tua solita metà classifica, ma piazzato 25° su 117 in categoria M1.


Che dire, sei senza parole per descrivere quanto sei contento del risultato.
Se il buongiorno si vede dal mattino (aggiungiamoci anche la granfondo e la staffetta), questo sarà un anno carico di soddisfazioni sportive!

Considerazione finale.
Stavolta non eri il solo Pianeta Acqua presente alla competizione. E complimenti enormi al tuo compagno di squadra Federico, che ha fatto praticamente il tuo tempo (solo due minuti in più), con la differenza che il suo obbiettivo stagionale è l'esordio nella distanza IronMan.
Se le premesse sono queste ...


venerdì 14 aprile 2017

Sport in famiglia: ad ognuno il suo

Questo post è la sintesi perfetta nel contesto di un blog che parla di sport e famiglia.
Sabato scorso è stata una giornata che ha visto contemporaneamente te, la biondina e (questa è la novità) anche il bimbo impegnati nei vostri sport preferiti.



Staffetta 12x1/2ora FIASP
La tua parte è quella più banale. Come tante altre volte (vedi qui l'ultima) hai corso per il tuo gruppo Podisti di Sant'Angelo la staffetta 12x1/2ora in un percorso ad anello del parco TAV di Somaglia (LO). Velocemente le regole: squadra da 12 atleti che hanno 30 minuti di tempo ciascuno per correre nel circuito, la squadra che fa più giri vince.
Te hai occupato la penultima frazione dalle 18 alle 18,30 e hai fatto (per le tue capacità) un piccolo capolavoro. Che qui l'età avanza, ma staffetta dopo staffetta il tuo risultato continua a migliorare, e stavolta sei riuscito a correre 7,5 km (18 giri), con un passo di 4'05" al km. Una roba da fuori di testa.
Una sudata da bestia, ma il tuo è stato il risultato migliore del gruppo, e di questo te ne bulli estremamente (anche se gli eroi del giorno sono stati Angelo e Lorenzo, che si sono fatti due frazioni a testa).



Gravel Race Lodi - Lecco - Lodi
Nella staffetta di cui hai parlato sopra, di solito la frazione tra le 17 e le 17,30 (in cui è obbligatoria la presenza femminile) era quella della biondina. Quest'anno però lei non c'era, perchè ha passato quasi tutto il giorno in sella alla sia MTB. Come l'anno scorso, si è fatta poco più di 160 km sulle strade bianche di fianco all'Adda e ai canali tra Lodi e Lecco. Un bel gruppone di gente che conosceva e di nuove amicizie, una bellissima giornata di primavera e tanti bei chilometri di strade bianche.
La buona notizia è che i problemi legati ai bassi valori di emoglobina (che riportavi qui) sembra che si stiano risolvendo (al netto dei problemi di digestione dei pesantissimi integratori di ferro) e pedalare e correre stanno ritornando ad essere momenti di benessere psicofisico e non più frustranti.
Bueno. Ottime sensazioni per affrontare con serenità la preparazione per poi andare a luglio alla Dolomiti Super Bike.





Il bimbo e il calcio (la Junior e la Juve)
Il bimbo, come tutti i sabati pomeriggio di autunno e di primavera, ha giocato con la sua squadra (C.S.I. Junior Calcio asd Sant'Angelo Lodigiano) il girone C del campionato Primi Calci 2009, Lega Nazionale Dilettanti - Delegazione Provinciale di Lodi (che scritta così sembra una roba seria). Adesso è nel girone di ritorno che finirà a maggio, nel frattempo c'è anche qualche torneo serale nei paesi vicini a cui la squadra sta partecipando.
E' un bell'impegno per lui e per voi genitori, tra i due allenamenti a settimana e le partite in casa e in trasferta.
Ma a lui piace tantissimo.
Aveva cominciato a giocare in difesa (difensore centrale), ma ora sta stabilmente in porta.
La squadra nel complesso è un mezzo disastro: perdono circa l'80% delle partite e anche se si vedono alcuni progressi, a volte assistere alle partite può essere demoralizzante.
Ma loro no, loro sorridono sempre.
Anche sabato scorso, quando hanno perso tutti e quattro i tempi da 10 minuti conto la squadra di San Martino in Strada.





Ma non è finita qui. Perchè per il suo compleanno (che festeggerà settimana prossima), il suo amico del cuore Ale gli ha voluto regalare una partita della Juve.
(Ah già, sembra che il bimbo sia juventino. Vabbè, nessuno è perfetto.)
E quindi finita la loro partita, il papà di Ale li ha portati a Torino per Juve - Chievo.
Per lui è stata una serata magica: ha visto per la prima volta uno stadio di calcio, ha visto segnare una doppietta a Higuain, ha ricevuto in regalo una sciarpa della juve, e si è riempito il cuore di belle sensazioni.


Tornato a casa all'una di notte (e si era fatto buona parte del viaggio di ritorno addormentato secco sul sedile della macchina) mentre lo stavi aiutando a mettere il pigiama ancora con gli occhi chiusi ti ha detto:
"Siam venuti fin qui, siam venuti fin qui,
per vedere segnare Higuain!!!"


(Grazie ancora a Loredana e Lorenzo per lo splendido regalo che gli avete fatto)