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martedì 11 agosto 2020

Ricominciamo a scrivere

Non scrivi da gennaio, e anche negli ultimi mesi precedenti non è che eri un fulmine di guerra...

I motivi sono principalmente due: il meno tempo e la meno voglia. Meno tempo perchè il tuo lavoro ha avuto un'importante modifica, meno voglia perchè semplicemente stai invecchiando...

Però ti sei accorto che ti manca scrivere. Sei pigro ad iniziare, ma quando parti poi ti lasci trascinare dal flusso, ed alla fine ti fa star bene.

Mettiamola così: complice il periodo di ferie, ti sei preso l'impegno di scrivere ancora, e alla sera prima di andare a dormire troverai qualche ora da dedicare a questa cosa. Anche perchè in un futuro prossimo ci sarà mooolto da scrivere riguardo al motivo principale per cui esiste questo blog: la tua passione per lo sport e il triathlon.

Questo è un piccolo restarting point (racchiuso in un lungo post che ne contiene molti) in cui vuoi recuperare un po' le fila del discorso e riassumere brevemente alcune delle cose importanti che sono successe in questa prima parte dell'anno più infame nella storia degli anni infami.

Keep Calm e ricominciamo a scrivere... finchè non ti stufi di nuovo.



10 anni di blog

Il 3 luglio scorso megliointre compiva dieci anni. Partito come blog famigliare per celebrare la nascita di tuo figlio (e del te padre) è diventato negli anni cosa altra. E in questo post qui spiegavi pressappoco cosa è successo in questo tempo. E' il caso di celebrarlo e di onorarlo ripartendo da qui.



Lo studio di ingegneria

Come hai accennato con un post carico di amarezza, dalla fine del 2019 non sei più dipendente, ma sei un ingegnere libero professionista. Cambiamento molto importante, e carico di aspettative. Dal punto di vista economico sei quasi certo che sarà un passo indietro, almeno nel breve periodo di un paio d'anni circa. Saprai essere più preciso alla fine dell'anno, quando tirerai la riga dei conti (quella virtuale di excel) e capirai quanto ti rimane del fatturato. Ci sono comunque anche degli innegabili vantaggi tra cui riporti il miglioramento netto dei rapporti con quello che era il tuo datore di lavoro e che ora è il tuo committente principale, e la flessibilità del tuo orario di lavoro.

Ma principalmente l'inizio di una nuova collaborazione con l'associazione ANEPLA in cui credi molto e che speri possa evolversi in qualcosa di più strutturato. AD MAIORA!!



Non ce n'è Coviddi!

Non puoi non parlare di questo tsunami che, per la tua generazione, potrà e in parte già ha avuto un impatto devastante pari ad una crisi post bellica.

La tua famiglia finora non ha avuto lutti diretti, pur abitando a ridosso della prima zona rossa. Conosci persone che invece la malattia e la morte l'hanno toccata con mano (a partire da Mattia, il paziente uno).

Che altro dire... potresti fare un elenco lungo (e triste) come una quaresima di brutte cose che il coronavirus ti ha messo sulle spalle: il lock-down, la crisi economica e sociale, l'annullamento della tua già misera vita sociale, tutte le gare sportive cancellate (quasi), l'odiata mascherina...

Ma tra tutte le conseguenze, una di quelle che pesa di più alla tua famiglia e alla biondina in particolare è che da sei mesi non può assistere come si deve sua mamma ricoverata in casa di riposo.

Le prospettive nel breve periodo non sono molto buone. Continuerà ad andare ancora un po' male, prima che, finalmente, andrà tutto bene!



La crapata

Un fatto che ti è successo in questo periodo di emergenza sanitaria devi riportarlo bene, perchè è stato molto importante e significativo.

E' il 03 marzo, Codogno è già zona rossa e qualche giorno dopo partirà il lock-down per tutta l'Italia. In questa pesante situazione di emergenza sanitaria, ti alzi dal letto come tutte le mattine poco prima delle 7 per andare in ufficio, ma dopo aver fatto tre passi verso il bagno ti si spegne un interruttore nel cervello e cadi come un fico maturo. All'indietro. Sbattendo la testa contro il pavimento. La botta ti procura un taglio in testa, perdi i sensi e in pochi secondi inondi le piastrelle del tuo preziosissimo sangue.

E qui le cose si fanno fosche, perchè te non ricordi nulla di quei secondi (hai solo un'immagine distinta di te qualche minuto dopo seduto a terra nel tuo sangue, per avere la memoria totalmente recuperata dovrai aspettare qualche ora dopo al pronto soccorso) e tua moglie e tuo figlio, svegliati dalla botta, hanno dovuto affrontare lo shock di vederti a terra svenuto in un lago di sangue (e di urina, che lo svenimento provoca anche questo). Chiamare l'ambulanza per farti portare in ospedale in quei giorni di crisi è stato complicato. Sei finito al Pronto Soccorso di Pavia in cui nelle 36 ore prima di dimetterti ti hanno ricucito, ti hanno fatto due tac al cervello e una ecografia a cuore e carotidi.

Questo alla fine è tutto quello che hai da raccontare, perchè anche agli esami che hai fatto successivamente non è emerso niente di anomalo. Tutti i medici che hai incontrato (compreso cardiologo e neurologo) propendono per un fatto sporadico di abbassamento repentino di pressione, magari dovuto a problemi legati alla digestione.

Fatto sta che te lo saresti tranquillamente evitato, soprattutto in un momento di emergenza sanitaria come quello. E la povera biondina ha perso qualche anno di vita dallo spavento.



Scuola on line

Se per voi adulti il periodo di quarantena è stato duro, per un bambino di 11 anni (compiuti tra l'altro chiuso in casa) è qualcosa di devastante. Cancellati gli incontri con gli amici, la partita all'oratorio, la squadra di calcio, le gare di atletica, le feste di compleanno, gli incontri di catechismo, tutto.

E' rimasta solo la scuola, da seguire on-line.

Di questo secondo quadrimestre si tramanderanno i video su youtube delle maestre, le dispense da stampare, le mail da inviare il venerdì con le scansioni dei compiti, le verifiche con l'autovalutazione. E poi le urla tue e di sua madre nel tentativo di vederlo impegnato e concentrato.

A lui probabilmente rimarrà il grande rammarico di aver perso tutte le emozioni legate alla fine di un ciclo importante come quello delle scuole elementari. Perchè nulla lo ripagherà della grave perdita emotiva della fine della quinta, dell'abbracciare i suoi compagni e del ringraziare le sue splendide maestre.


sabato 5 ottobre 2019

Lavoro presso: me stesso!

Oggi è il tuo compleanno, e il destino ti ha regalato le dimissioni dal tuo posto di lavoro.
Chiariamo: non è che l'hai scelto, ti ci sei ritrovato costretto.

E quindi, dopo molti mesi in cui sapevi che stavi andando in quella direzione, alla fine è arrivato il momento e, per cause di forza maggiore, ieri hai firmato le dimissioni e da settimana prossima sarai un ingegnere libero professionista.
Dovrai abbandonare tredicesima, quattordicesima, contributi e bonifico sicuro al dieci del mese per addentrarti nella selva oscura della partita iva, dei versamenti contributivi e delle fatture pagate random.

E questo ti ha fatto vacillare.
Non l'età, che pure 45 anni sono un traguardo piuttosto importante, ma il cambio di paradigma lavorativo.
Oggi ti senti non più vecchio, ma più fragile, più insicuro.

Certo, non è una tragedia.
Non sei con il culo a terra: hai una laurea piuttosto prestigiosa e un quasi ventennio si esperienza lavorativa (anche se specifica in un settore piuttosto in crisi).
Hai già una base minima di lavoro garantita e un po' di prospettive che aspettano di maturare.
Ma per raggiungere il tenore di vita che eri riuscito a garantire finora alla tua famiglia dovrai sbatterti molto, sperando di poterlo mantenere.

Cerchi di ripeterti che magari questa situazione ti porterà buone cose.
Ricevere guai è ricevere fortuna, diceva il saggio.
E tu fino a ieri ne eri convinto.
Da domani ne sarai convinto.
... ma non oggi.
Oggi ti è rimasto in bocca il gusto amaro dei 45 anni.

giovedì 31 maggio 2018

Nozze di cristallo

L'anno scorso abbiamo festeggiato i 25 (venticinque, si avete letto bene) anni di fidanzamento.
Quest'anno festeggiamo i 15 (quindici, si c'è scritto così e non mi sono sbagliato) anni di matrimonio.
La data non me la posso dimenticare, che me la sono anche tatuata su un braccio, e comunque, per maggiore sicurezza, a suo tempo ho fatto in modo che coincidesse con il compleanno della biondina, che ricordare una data è più semplice che ricordarne due.
E quindi oggi festeggiamo le nostre nozze di cristallo.


Su questo punto non c'è molta chiarezza, che alcune tradizioni indicano 15 anni come le nozze di porcellana e il cristallo per i 20, ma non è questo il punto. Va bene il cristallo proprio per la forte simbologia.
Un cuore puro, limpido, cristallino.
Ci rappresenta perfettamente.

Quindici anni fa esteriormente eravamo sicuramente molto più giovani, ma più belli ho dei dubbi, che io mi sento più a mio agio con me stesso adesso che allora, e la biondina (anche se non ci crede) ha ora una bellezza matura che mi attira tantissimo.
Ma al di là del dato anagrafico quello che ci unisce adesso, quello che abbiamo costruito insieme in questi 15 anni, è qualcosa di prezioso che va al di là del peso del tempo.


E il sorriso di quei ventenni magari ora ha qualche piccola ruga di espressione ai lati delle labbra, ma è più limpido e luminoso.
Cristallino.

Ti amo biondina.
Grazie perchè porti questo anello da quindici anni.

... e buon compleanno.

venerdì 16 marzo 2018

Stephen Hawking

Oxford, 8 gennaio 1942 – Cambridge, 14 marzo 2018




Hawking è riconosciuto come una delle menti più brillanti dei nostri tempi e tu hai un paio di suoi libri nella tua libreria, posizionati tra i libri di fantascienza (soprattutto Asimov) e lo scaffale di varia. Il primo è Dal Big Bang ai buchi neri, libro illuminante che hai amato moltissimo, letto la prima volta attorno ai 20 anni nel pieno della fase in cui ti attirava la divulgazione scientifica, soprattutto fisica ed astronomica. L'hai letteralmente divorato ad una prima lettura per poi dargli altri passaggi negli anni successivi, affascinato dalla cruda bellezza della fisica, ma comunque rassicurato dalla prosa chiara e scorrevole.
Quella magia, quell'equilibrio tra rigore e divulgazione, non l'hai mai più ritrovato (con un'unica eccezione meritevole: i saggi del tuo amato e già citato Isaac).
I tuoi limiti però si sono palesati con il secondo libro: L'universo in un guscio di noce che, pur avendo bellissime illustrazioni esplicative, non sei mai riuscito a finirlo in quanto troppo complicato (in realtà il motivo principale è che effettivamente è un libro al di fuori della tua portata di comprensione: sono necessarie basi fisiche molto più solide delle tue).
Ora, non è che vuoi passare per quel divoratore di saggi scientifici che non sei: questa tua fase erudita è durata relativamente poco, visto che la tua soglia di attenzione alla lettura è progressivamente scemata (infatti ora leggi principalmente fumetti).

Tutto questo ti serve a spiegare che la grandezza dell'uomo e del suo lavoro la comprendi e l'apprezzi tantissimo. Ammiri e cerchi di fare tuo quell'atteggiamento razionale e positivo, tipico degli uomini di scienza e di cultura.

A proposito di uomini geniali: in un'intervista aveva citato quell'altro spirito illuminato che era Einstein:
Io non posso concepire un Dio che ricompensa e punisce le sue creature, e che esercita una volontà simile a quella che noi sperimentiamo su noi stessi. Nè so immaginarmi e desiderare un individuo che sopravviva alla sua morte fisica: lasciamo che di tali idee si nutrano, per paura o per egoismo, le anime fiacche. A me basta il mistero della vita, la coscienza e il presentimento della mirabile struttura del mondo in cui viviamo, insieme con lo sforzo incessante per comprendere una particella, per piccola che sia, della Ragione che si manifesta nella natura.

Grazie Stephen, per averci indicato la via, con il tuo lavoro e la tua vita.

giovedì 8 marzo 2018

L'Italia di destra

Non sei nè un politico nè un giornalista.
Ti interessi poco di politica, se non quel minimo che ti serve per il tuo lavoro, che ti porta spesso in contatto con amministrazioni locali di vario ordine e grado.
Puoi dirlo schiettamente: te di politica non ne capisco un cazzo. Infatti hai votato PD.

Ti sei fatto un'idea di quello che è successo negli ultimi anni che ha portato alle elezioni di domenica scorsa, e vuoi riportarlo qui, nello spirito che ti ha sempre distinto nel tuo blog: questo è, giusto o sbagliato, il tuo personalissimo pensiero odierno. Qualcuno potrebbe non essere d'accordo. Ma probabilmente neanche te tra qualche anno ti ritroverai più in quello che scrivi ora. Quindi, portate pazienza.

Un'ultimo avvertimento: molti di questi concetti sono mutuati (se non copiati) da corsivi e opinioni che hai letto in queste ultime ore, scritti da analisti e giornalisti di area sinistra che, giustamente, lo fanno di lavoro e sono più bravi di te. Alcuni esempi: Luca Sofri e Enrico Sola de Il Post.
Lo sai, si chiama bias cognitivo, ed è molto dannoso se uno lo subisce senza esserne cosciente. Ma tu hai la presunzione di capirne il meccanismo e di fottertene. Anche qui, portate pazienza.



L'altro giorno le elezioni politiche hanno stabilito che più del 70% degli italiani ha votato per un partito o movimento o apertamente di destra o assimilabile a essa per programmi, metodo politico e totale disinteresse per valori come la solidarietà e la tolleranza.
In Italia nel 2018, insomma, è drammaticamente in minoranza chi ritiene di avere bisogno della sinistra e di ciò che storicamente promette: giustizia sociale, solidarietà, equità, tolleranza, laicità, diritti.

Devi fartene una ragione: l'Italia non vuole quello che vuoi tu.

Alcuni provano a parlare di errori in campagna elettorale, di persone sbagliate che hanno affossato il partito o di scelte politiche che avrebbero potuto cambiare il risultato o quantomeno arginare la sconfitta. No, non credi sia questo il punto.
D'altronde quello che stà succedendo non è tanto diverso dall'America di Trump, dall'Inghilterra della Brexit, dall'estrema destra che spopola in Austria e altri paesi europei.

Qualcuno dirà che invece è tutto un fuoco di paglia, che lo scontro degli ultimi mesi tra fascisti e antifascisti è solo folklore, che tanto i fascisti (Casapound, Forza Nuova e compagnia briscola) alla fine hanno preso solo le briciole delle urne.
Anche questo è vero solo in parte, perchè se anche non è corretto chiamarli fascisti, i leghisti, i cinquestelle e i fratelliditalia lo sono nelle proposte e nello spirito. Se vi fa più comodo, chiamiamole destre populiste, ma è un esercizio di sterile semantica.

Quello che ti da più da pensare è che forse non è colpa di Renzi, delle divisioni interne della sinistra, della campagna elettorale sbagliata, degli errori degli ultimi governi o di altro, è che proprio la sinistra sembra essere passata di moda. I voti che la sinistra ha perso in queste elezioni non sono astensionismo, voto di protesta o disaffezione alla politica. Semplicemente una considerevole fetta di Italia si è guardata intorno e ha scelto una delle tante destre populiste disponibili.
Oh, magari hanno ragione loro, ma sei abbastanza sicuro di no.

A questo punto sei discretamente pessimista: non si può muovere guerra ai mulini a vento, e non si può far cambiare idea a breve alla stragrande maggioranza degli italiani. Occorre aspettare, aspettare ed aspettare. Allineati e coperti.
Forse tra un bel po' di anni potremo tornare a costruire qualcosa, se ci saremo ancora.

Te sei fortunato. Sei italiano, maschio, etero, benestante, con un lavoro e in buona salute.
Prevedi nei prossimi anni, per le persone al di fuori di queste categorie (e quindi più deboli), ingiustizie, violenza di stato, riduzione dei diritti, più povertà, più confini e meno libertà.

Winter has come!
Pazientiamo, che sarà lungo.

lunedì 28 agosto 2017

Buon primo compleanno, Billy!

Tanti auguri a teeee,
tanti auguri a teeeeeeeee ...

Cominciamo da un simpatico aneddoto.
Quando a gennaio siete andati a fare una gita di due giorni al mare, su facebook hai postato un selfie di voi tre con il cane Billy (con voi da poco meno di un mese) con la scritta: Il primo selfie in tre e mezzo.
Qualche ora dopo hai dovuto modificare il post specificando che il mezzo è il cane, perchè qualcuno (in perfetta e comprensibilissima buonafede) aveva preso la frase come un annuncio un po' sghembo dello stato interessante della biondina.


Al tempo vi siete fatti una sana risata (il secondo figlio? No, no, #megliointre) ma in effetti, dopo qualche mese in cui Billy è entrato in casa vostra, un approfondimento va fatto.

Quando (in una fredda e buia sera di dicembre) siete andati a prenderlo, per scegliere tra i tre cani della cucciolata non avevate altro criterio se non la fortuna. Billy e i suoi due fratelli erano fisicamente identici.
E in quei dieci minuti in cui siete stati in quella stanza, non hanno dato particolare segno di interesse per i nuovi arrivati umani; continuavano a giocare tra di loro, prendendo in bocca tutto quello che trovavano.
Billy è stato l'unico che, mentre li chiamavate, ha provato ad avvicinarsi almeno un poco a voi.
Sembrava il più tranquillo.
... sembrava.
Poi si è visto come è finita, con un piccolo uragano per casa totalmente fuori controllo e talmente spericolato da rompersi una zampa saltando.

Ad oggi, piccolo inventario dei danni che ha creato (che tra cose che ha completamente distrutto o solo rovinato, non si salva nulla): matite, mollettoni per capelli, pupazzetti, calzini, mutande, cover del cellulare, giochi vari del Luca, il cinturino di un tuo orologio, pupazzi magnetici da frigorifero, soprammobili vari, il vostro copriletto ...
Poi, questi sono i suoi giochini (quelli attualmente in uso, perchè molti non sono più esistenti in quanto distrutti), che potete trovare dappertutto: nella sua cuccia, sui vostri letti, in cortile, nel piatto doccia.

Quel ratto enorme è leggermente inquietante.

Tra questi quello che usa più spesso è quella specie di cordone con la palla di gomma attaccata. E' già il terzo che gira per casa (perchè gli altri li ha già distrutti), e lui, oltre a morderlo là dove la plastica è più dura, per portarlo in giro se lo infila come una cravatta. DA SOLO.


Poi c'è da riportare il sistema che avete trovato per la notte. Perchè lui è talmente biondina-dipendente, che dormirebbe sempre nel vostro letto attaccato a tua moglie, e allora la sera, dopo il giretto in cortile per i bisognini, devi dividere la zona giorno dove dorme lui dalla zona notte con una rete metallica bloccata da dei pesi. E alla mattina, appena sente suonare la tua sveglia, si precipita appoggiato alla rete (che se non ti alzi alla svelta a toglierla, ti sveglia anche il quartiere a fianco).
Quindi si fa gli ultimi dieci minuti di coda del sonno in mezzo a voi due. Addio intimità mattutina ...

Che ci tocca fare ...

Ma al di là di tutti questi aspetti più o meno simpatici, c'è da dire che Billy è diventato un pezzo della vostra famiglia.
Dispensa leccate e affetto in quantità enorme, e vi stupisce sempre con la sua intelligenza e vitalità.

Buon primo compleanno Billy.
Grazie per essere il nostro migliore amico.


lunedì 29 maggio 2017

Incidente sul percorso


Allora, questa è complicata.
Stavi scrivendo un post, preannunciato da questo, in cui (pigliandoti simpaticamente per il culo come tuo stile) cercavi di lamentarti della tua preparazione in vista della tua imminente gara. Un po' di sano maniavantrismo.
Ma, così impari, la sfiga ti ha superato da destra a duecento all'ora e ha voluto darti un motivo serio per preoccuparti, e sabato mattina, mentre eri fuori con la bici da corsa, hai fatto un bell'incidente. La tua faccia contro il lunotto posteriore di una macchina.
... e ha vinto lui.

Tra una settimana intraprenderai (dopo quasi una due anni dall'ultima volta) l'avventura del triathlon lungo: domenica 4 giugno al Lovere per prendere parte a un 70.3
Pensi di essere discretamente pronto. Questi ultimi due mesi hai fatto un buon lavoro.
Sabato l'ultimo giro in bici lungo per poi cominciare un bello scarico. Previsti 95 km con un millino di dislivello da fare con Alberto, un ragazzo appena conosciuto del gruppo SpeedyBike che, oltre alla MTB, non disdegna i chilometri su asfalto.
Mentre si tornava a casa, belli soddisfatti della mattinata, ad un incrocio dove da strada comunale si passa su una provinciale, la macchina davanti a voi frena di colpo e te, che eri distratto, te ne accorgi troppo tardi. Non eri troppo veloce, ma di spazio sulla destra non ce n'era e la tamponi, finendo di faccia contro il lunotto posteriore.
Tutto successo in una frazione di secondo, da quando ti accorgi del fattaccio a quando ti ritrovi a terra, ma hai stampato sulla retina un fotogramma nitidissimo di qualcosa di piccolo e bianco, come un sassolino, che vola all'altezza dei tuoi occhi e finisce per terra.
Infatti le prime parole che pronunci mentre ti stai rialzando da terra sono: cazzo, ho perso un dente!
Non solo: il mento ha un bel taglio che sanguina copiosamente.

Il guidatore della macchina scende subito a sincerarsi della tua incolumità e si dimostra molto gentile dichiarandosi disponibile ad accompagnarti al pronto soccorso o a casa.
Sulla dinamica non dice niente (forse perchè anche lui spaventato, o forse perchè ha capito che quella frenata brusca e senza reale motivo era un po' pericolosa) e anzi minimizza il danno che inevitabilmente hai fatto al posteriore della sua macchina (un bel graffio inciso con la leva del cambio e un bozzo sulla carrozzeria a forma del tuo mento). Dopo qualche minuto, dove vede che non ho bisogno di aiuto (anche perchè c'era Alberto che non ti ha abbandonato), vi lasciate con una stretta di mano e scuse reciproche. E ti è andata bene che hai incontrato una persona ragionevole, sennò oltre al danno la beffa e ti toccava pagare le spese della macchina.

La biondina viene in macchina a prenderti (qui saluti Alberto che se ne ritorna a casa con i tuoi ringraziamenti per la pazienza) e arrivati a casa fai il bilancio della situazione. La notizia bella è che la bici non ha praticamente nulla, se non il manubrio storto e qualche graffio in più. La notizia meno bella (non brutta) è la tua faccia.


Incisivo laterale superiore sinistro spezzato a metà e la ferita sul mento che necessita di alcuni punti di sutura.
Ma a questo punto sei stato fortunato, perchè al PS in poco più di mezz'ora ti mettono cinque punti, ti fanno l'antitetanica e sei apposto, si faccia vedere dal medico tra dieci giorni per togliere i punti.
Inoltre il tuo dentista di fiducia, dopo la tua telefonata a casa a mezzogiorno di sabato, ti dice di andare in studio alle due e mezza che te lo riattacca.


Operazione di ricostruzione riuscita e il tuo splendido sorriso ora è ancora pronto a mietere ragazze.

Impressionanti le analogie (di più, possiamo dire uguaglianze) tra questo incidente e quello che era successo al bimbo quasi tre anni fa.
Bicicletta, dente, mento.
Adesso è lui che ti piglia per il culo.

Considerazione conclusiva seria: cazzo, basta solo un attimo di distrazione.
Dopo le notizie tragiche di questi ultimi giorni (Scarponi, Hayden, Julia Wiellehner), ti accorgi di quanto siano fragili i ciclisti sulla strada.
Serve attenzione, concentrazione, occhio vigile e prudenza.
Ma poi non basta, serve anche taaaaaanta fortuna.

Considerazione conclusiva molto meno seria: cazzo, te domenica devi fare una gara.
Dal punto di vista fisico non ti sei fatto praticamente niente, ma hai un taglio suturato sul mento (che in teoria ti sconsiglierebbe di entrare in acqua dopo soli 8 giorni dall'incidente) e un po' di dolori vari al collo e soprattutto una botta al quadricipite destro che non sai quanto siano compatibili con un mezzo ironman.
Boh, ad oggi pensi che la partecipazione non sia a rischio, ma per quanto riguarda il risultato, sei molto perplesso ...
(esempio di maniavantrismo di livello pro!)

Ecco, ora anche tu hai ricevuto il battesimo della strada.
Preferivi restare ateo.

mercoledì 1 marzo 2017

Quarto di secolo

Il detto anno bisesto, anno funesto non mi piace per niente (anche se a ben vedere ha un fondo di verità: il 2016 è stato veramente un anno cornuto).


Al 29 febbraio ci voglio un sacco di bene, perché è il nostro anniversario di fidanzamento (come avevo scritto anche qui). E quest'anno, anche se il 29 non c'è, è una data più speciale del solito perchè sono 25 anni da quella sera del nostro primo bacio. E per l'occasione, come non succedeva appunto da quando avevo vent'anni, sono tornato a scrivere in rima.


Venticinque anni

Due ragazzi, due studenti
si conoscono per caso
all'inizio un po' sfuggenti
ma si piacciono, così a naso.

All'inizio lei è perplessa:
lui è grassoccio e un po'sfigato
stargli insieme è una scommessa,
ma alla fine l'ha baciato.

Le famiglie dan consensi:
sono due bravi ragazzotti,
se li guardi dopo pensi,
questi due son proprio cotti.

Il diploma l'anno dopo
lei comincia a lavorare,
lui invece ha un altro scopo:
ingegner vuol diventare.

Così cresce questa coppia
molti alti e pochi bassi,
la felicità raddoppia,
son sicuri i loro passi.

Finita l'università
anni spesi per studiare
il giorno dopo lui che fa?
dritto dritto a lavorare.

Si risparmiano quattrini,
si delinea qui il futuro
cosa serve ai due piccini?
una casa, di sicuro.

Lui progetta, poi realizza
e la casa si modella
alla fine tranquillizza:
E' finita! E' proprio bella!

Ora il giorno più importante
ci crederesti tu?
Lei in bianco, lui elegante,
ma la più bella è la Lulù.

Qualche anno in solitaria
la felicità è il destino.
Il futuro però varia:
che ne dici di un bambino?

Nove mesi di tormento
il parto può sembrare un dramma
ma la bionda è un portento
e il giorno dopo è una mamma.

Qui comincia l'avventura
della famiglia Giandelli
questa unione certo dura:
guarda come sono belli!

Venticinque compleanni
da quel primo appuntamento
tante gioie, alcuni affanni,
me ne auguro altri cento!


Questa composizione aveva l'incarico di leggerla il bimbo ieri sera alla sua mamma. O meglio, ha cominciato a leggerla, ma poi continuava ad incartarsi, e allora l'ho finita io.
Si è fatto perdonare con la sua "poesia", che ha voluto scrivere per imitarmi. Tale padre tale figlio.
Solo che io sono due settimane che sono in ballo a comporre quartine di endecasillabi a rima alternata, mentre lui ha scritto la sua poesia in dieci minuti un giorno durante l'intervallo di scuola.



La riporto qui di seguito, non tradotta ma compresa di errori che sono la parte più tenera e divertente.

La filastrocca di mamù

Due amici due studenti
che si incontrano alle scuole
ma cuale in ca(so) forse per le maestre
o pure per l'amorre
che barre forte nel loro cuore.

Lei fa tutto e di più
ci aiuta sempre ma anche di più
povera mamma con la nonna che sta male
e allora la aiutiamo di più io e il papà
con la nonna li daremo una mano per sempre.




Poesia, fiori e torta. Manca qualcosa?

Si biondina, manca la mia riconoscenza.
Per essere il centro della nostra vita e la roccia della nostra famiglia.
Una roccia un po' traballante ultimamente, ma non certo per colpa tua.
Terremoti esterni sconquassano la nostra tranquillità.
Ma il nostro amore no.
Quello non trema.

lunedì 26 dicembre 2016

Benvenuto Billy

Tu e tua moglie avete sempre amato gli animali in generale e i cani in particolare.
Il tuo retaggio è quello di essere contadino nell'animo, e quello della biondina non è tanto diverso.
Alcuni tuoi post che parlano di animali e della vita bucolica, prima tua e poi del bimbo, li si trovano qui, quo e qua.

Come hai scritto altre volte tu sei nato e cresciuto insieme ai cani da caccia e da cortile. E anche la biondina ha alcune foto piccolissima che a malapena si reggeva in piedi, di fianco a dei bellissimi spinoni che erano più alti di lei. E anche quando vi siete conosciuti, si può dire che da quasi subito non siete mai stati in due, ma quasi sempre in tre.
La Lulù, quanto gli avete volto bene!
E quanto avete sofferto quando se n'è andata.
Talmente tanto che avete voluto aspettare un po' a prendere in casa un altro cane. Poi avete avuto altri problemi a cui pensare, e siamo arrivati a più di due anni e mezzo senza un amico peloso che gira per la casa.
Oddio, ci sarebbe il gatto Giorgio, ma quello è un'altra cosa. Ti perdoneranno gli ultrà dei felini, ma a te il gatto non ti ha mai dato quello che ti può dare un cane. Pensi che un cane sia intelligente, il gatto "solo" furbo.
E comunque, di una cosa sei sempre stato sicuro, e la biondina ti da ragione: tu e lei siete le persone che siete anche perchè siete cresciuti in un ambiente pieno d'amore e stimoli. Potrà sembrare una cazzata a chi non conosce l'argomento, ma crescere a contatto con degli animali da compagnia ti insegna l'amore, il rispetto, l'amicizia e la responsabilità.

Fine del pistolotto moralisticheggiante.

Ora avete deciso che i tempi erano maturi, e per Natale, avete deciso di far entrare in casa vostra un nuovo amico. Avete fatto molte ricerche tra canili, allevamenti e amici cinofili.
Avevate scelto Lola, cagnolino di quattro anni adorabile con il padrone in trasferimento in Spagna, e che non avrebbe potuto più tenerla. Era venuta anche un week-end in prova a casa vostra, stregandovi letteralmente e incantandovi con la sua dolcezza. Ma alla fine il suo padrone ha trovato il modo di portarsela con lui nella sua nuova casa, e vi ha spezzato il cuore.
Ma oramai eravate ancora più decisi che non potevate restare ancora senza amici pelosi, e dieci giorni fa è arrivato Billy.


Un pinscher di quattro mesi acquistato in un allevamento nel circondario (ma senza pedigree), che è la copia in miniatura della Lulù.
In questi dieci giorni con voi si è adattato benissimo, e tolti i primi giorni di spaesamento e diffidenza da parte sua, ora ha imparato a farsi voler bene ed è diventato il centro della casa.
La sua immensa voglia di affetto e contatto umano l'hanno reso l'ombra della biondina, e la sua vitalità ne ha fatto il compagno di giochi perfetto per il bimbo.


Per ora si contano due calzini rotti, le cerniere di due giubbotti rovinate, qualche pisciatina in giro per casa e un peluche sbrindellato.

Questo è il nostro cuore, Billy. Tieni, mordicchia anche questo.

martedì 31 maggio 2016

Mamma stai in felicità

Letta così suona come il renziano #staiserena, ma è tutta un'altra storia.
E' un augurio semplice, strano ma anche bellissimo. E il bimbo è riuscito con il suo candore a sorprendervi un'altra volta.


In questi giorni è entrato nel tunnel del compleanno della sua mamma e ha preparato gli inviti per la festa da dare ai nonni, ha preparato le decorazioni per addobbare la cucina,


e ha disegnato un altro biglietto di auguri in cui è presente lui e il gatto Giorgio.


Il tuo regalo naturalmente non è stato bello come quello del bimbo, ma è stato apprezzato


soprattutto la dedica.


Tanti auguri per i tuoi 42 anni.
Tanti auguri per i vostri 13 anni di matrimonio.

mercoledì 18 maggio 2016

Mostre stellari

Forse sei un pochino monotematico, sempre a parlare delle stesse cose.
... sbagliato, stavolta non stai parlando di sport.
Stai parlando di Star Wars!

SIGLA!


Su queste pagine virtuali hai scritto del mondo inventato da Lucas già un sacco di volte, a partire dagli albori del 2011 fino alla recente recensione del risveglio della forza. Tanto che non sarebbe inutile creare il tag apposito. Ma soprattutto è sulla tua bacheca di facebook, che è tutto un susseguirsi di lego SW, video, link, foto e molto altro, e qualcuno ne avrà anche abbastanza.

Prima dell'uscita dell'ultimo film, hai talmente rotto il pazzo,
che qualche caro amico te l'ha fatto notare con questa grafica.
Ma visto che è una cosa che, a livelli diversi, avete in comune te e il bimbo, fatevene una ragione perchè andiamo a riparlarne.

Dopo la mostra su SW a cui hai assistito nel lontano 2005 assieme alla biondina, i tempi erano maturi per portare anche il bimbo a visitare la sua prima mostra, e l'occasione perfetta si è presentata con una combo eccezionale: Star Wars in mostra: dal fumetto al cinema ... e ritorno allo Spazio WOW (il museo del fumetto a Milano).


Mostra piccola ma molto interessante e ben fatta, dove tu hai apprezzato tantissimo la parte fumetto, con disegni originali (tra cui uno stupendo quadro del maestro Manara che ha fatto diventare Ray ancora più bella di quello che è) e la storia delle pubblicazioni da Marvel a Dark Horse e ritorno.
Questa parte il bimbo l'ha saltata a piè pari, com'era prevedibile, ma è stato ipnotizzato dalle statue presenti (vorresti portarti a casa e esporre in salotto un certo blocco di grafite) e soprattutto dai diorami LEGO.


La sorpresa finale è stata che all'uscita c'erano dei veri cavalieri jedi e sith che insegnavano ai bambini presenti a maneggiare una spada laser, o anche solamente per fare una foto ricordo.
C'era un Darth Maul eccezionale con un costume perfetto in ogni dettaglio e una cazzimma all'altezza del personaggio.


E per finire un Darth Vader altero e spaventoso, che con la sua sola presenza e senza bisogno di dire una sola parola (anche se aveva l'effetto sonoro del ben famoso respiro) creava il vuoto attorno a se. Il bimbo da solo non voleva assolutamente avvicinarsi a lui, e hai dovuto prenderlo in braccio per fare la foto di rito.


Menzione speciale al di fuori della mostra: la presenza nell'area libri del museo di quadri e statue di un certo livello, raffiguranti idoli assoluti dei fumetti e della televisione della tua infanzia.
Qui ad esempio ti sei ritratto con colui che lotta contro il male, combatte solo la malvagità (e se avete più di 30 anni, scommetti che questa frase l'avete letta cantando).


venerdì 13 maggio 2016

La biondina tatuata

Con questa storia del logo (o simbolo, o pittogramma, o disegnino, o wathever) del triathon che campeggia sul blog, l'hai fatto a fette a buona parte dei tuoi conoscenti circa un paio di anni fa.
Hai spiegato la sua genesi.
Poi è diventato il simbolo di questo blog.
E infine te lo sei tatuato.

Ma non è ancora finita.
Perchè anche la biondina ha perso la sua verginità in fatto di pelle inchiostrata, ed ora avete un'altra cosa in comune.


Ma il disegno che si è fatta tatuare sulla caviglia destra dal buon Aldo non è proprio identico al tuo, perché lei non va molto d'accordo con l'acqua. E quindi gli omini sono solo due: quello che pedala e quello che corre.

Forse è poco modesto dirlo, ma è bellissimo e risalterà durante le pedalate in MTB,

si farà notare durante le uscite in bici da corsa,

attirerà l'attenzione mentre correrà sull'asfalto,

e farà bella mostra di se durante le corse su sterrato (anche se bisognerà litigare con le calze a compressione).


Ma soprattutto questo tatuaggio è talmente figo e rappresentativo delle passioni della biondina che illuminerà anche le serate eleganti.


Anche se a pensarci bene: serate eleganti? ... ma quando mai!!

giovedì 21 aprile 2016

Il cuginetto

La biondina è figlia unica e quindi da quella parte la famiglia non è molto grande. Ma almeno tu hai una sorella che ha sempre sostenuto, a differenza tua, che è meglio in quattro.
Quindi il bimbo ha già sperimentato quattro anni fa la sensazione di avere una cuginetta.
Qui la cronaca, e qui altre considerazioni ottime per far salire la glicemia.
Ed ora è arrivato il cuginetto maschio.

Ci ha messo un po' a convincersi (tua sorella era in ospedale da quattro giorni) ma, come l'altra volta, arrivati al punto è schizzato fuori. Poco più di mezz'ora di tempo da quando si sono rotte le acque al taglio del cordone.
E anche questo, come sua sorella, ha stregato tutto il reparto con la sua prestanza fisica. Quattro chili e quattro di peso per cinquantasei centimetri di lunghezza.
La mamma sta bene, lui è bello come il sole e voi gli volete già bene.

Benvenuto Nik, diventeremo grandi amici.

martedì 19 aprile 2016

Sette


Seven Years Old
Tanti auguri bimbo dal tuo papà e dalla tua mamma.

venerdì 29 gennaio 2016

Elogio alla banda - Ultima parte


Nascosti nelle pieghe di questo blog ci sono alcune pagine (non molte in verità) in cui parli di una delle tue passioni più vecchie.
Una passione che è nata quando avevi otto anni e che hai portato avanti tra alti e bassi fino ad oggi che ne hai quarantuno.
Se volete, rileggete i post con etichetta banda e soprattutto quelli con il titolo Elogio alla banda - Parte ...
Di questi ultimi ne hai pubblicato tre, ma nelle bozze di blogger ne hai almeno altri quattro che non sei mai riuscito a finire. Ora però li salti tutti e pubblichi direttamente l'ultima parte.

Si, perchè come si è capito questo è un addio. O almeno un lungo arrivederci.
Cercherai ora di spiegare i tuoi sentimenti.

Ultimamente molte cose hanno girato zoppe e ti sei ritrovato per un lungo periodo di tempo in un limbo di sospensione spaziotemporale in cui te e la tua famiglia siete finiti in un loop alienante. Ora le cose sembrano andare meglio, ma i miracoli non esistono.
Alcune cose sono fuori dalla tua giurisdizione, e non puoi farci molto.
Stai cercando di combattere per quello che riesci a migliorare, per tutto il resto hai molta pazienza, e questo dovrà bastarti.
Tra le cose che stati cercando di fare adesso, c'è quello che si potrebbe definire come "alleggerirsi", operazione necessaria perchè tu di carattere sei un accumulatore seriale. Questo atteggiamento lo hai sia con le cose più stupide e materiali, che con alcuni aspetti importanti della tua vita.
E quindi in questa fase della tua vita stai cercando di capire quali tra le cose che fai, puoi continuare a farle con soddisfazione, piacere e senza pesare troppo su chi ti sta intorno.
Tra le cose che stai lasciando andare ci sono cose solo economicamente impegnative come una serie a fumetti che segui da vent'anni, e cose che ti impegnano troppo tempo e che usi ormai poco, come la gestione della casetta in collina.

Ed ora è arrivato il momento di rinunciare alla banda.
E' già dallo scorso settembre che non partecipi più alla vita del gruppo, e ti sei perso la festa dell'uva, il concerto di Santa Cecilia, la festa annuale con la mangiata tutti insieme, il concerto di Natale e la piva la vigilia per le vie del paese.

Ad essere onesti, il tempo lo si potrebbe anche trovare, perchè si tratta di un paio d'ore il mercoledì sera e qualche servizio il sabato o la domenica, ma poi ci sarebbero i sabato pomeriggio a preparare il palco, gli impegni che comportano la funzione di capobanda, quelli legati al consiglio direttivo, l'incarico di tesoriere, ecc. Purtroppo ultimamente hai disertato sempre più spesso questi appuntamenti, che sono l'anima di un volontariato come questo. E non è giusto, soprattutto nei confronti degli altri componenti della banda.
Lo dici subito te, prima che arrivi qualche simpatico: eh però, il tempo per andare a correre e tutte quelle altre cose le trovi, vero? Si, è vero, sempre meno di quanto vorresti o sarebbe necessario, ma il tempo da dedicare allo sport lo trovi e non ci vuoi rinunciare.
Purtroppo o per fortuna ti sei scelto uno sport che necessita di tempo, impegno e dedizione.
A ben guardare è quello che richiede anche il far parte di una banda.
Sono in conflitto, non puoi fare bene tutti e due e devi scegliere.
In questo momento della tua vita hai scelto di rinunciare alla banda.

Ti piange il cuore, perchè alla banda ci vuoi bene. Fa intimamente parte della tua vita e sei la persona che sei anche grazie agli insegnamenti ed agli amici che ne fanno e ne facevano parte.
Te ne esci in polemica con nessuno, se non con te stesso.

Dopo trentatré anni di onorata carriera, l'altra sera, dopo l'assemblea annuale dei soci, hai rassegnato le dimissioni dal consiglio ed hai annunciato che abbandoni il gruppo per un tempo indefinito.
Però la divisa te la tieni. Che non si sa mai ...

Lunga vita alla banda!!

martedì 10 novembre 2015

Tutto ciò che ti serve ora

Il momento può anche essere duro ...
Il lavoro può anche girare da schifo ...
Può anche essere che ti pesi fare qualsiasi cosa ...
La salute di chi ti sta intorno può traballare con diversi gradi di intensità e incertezza ...
Addirittura può essere che i tuoi due / tre punti fermi comincino a scricchiolare ...

... ma ieri sera tuo figlio è andato a dormire tutto allegro e stamattina quando l'hai svegliato ti ha risposto con uno splendido sorriso.

E allora non hai bisogno di nient'altro.


lunedì 12 ottobre 2015

Potrebbe andar peggio

Piccolo sfogo con l'intento di chiarire e scusarti della tua latitanza su queste pagine.



Brutto periodo questo.
Sei schiacciato da più parti da problemi di qualsiasi tipo, e inevitabilmente alla sera non è che hai molta voglia e tempo per metterti al computer. E scrivere delle cose che ti succedono cercando di divertire e divertirti come tenti di fare di solito, ti risulta pesante.

La cosa più grossa che in questo momento la tua famiglia sta affrontando è lo stato di salute di tua suocera, fino a qualche mese fa pilastro e punto di riferimento soprattutto per la biondina ma di tutti in generale. Purtroppo un problema alla schiena ha reso necessario un intervento piuttosto importante alle vertebre, ma ad oggi, passato poco più di un mese dal suo ingresso in ospedale, una serie di complicazioni sia legate all'operazione che ad altre problematiche recenti, non permettono di capire quale sarà la sua evoluzione clinica.
Non sapete quando verrà dimessa dalla clinica per poter cominciare la riabilitazione in un'altra struttura magari più vicina a casa vostra. Ma soprattutto non sapete in che condizioni e con che livello di autosufficienza.
Aggiungiamoci che l'ospedale è a circa 40 km da casa vostra tra macchina e metropolitana nel traffico milanese, e capirete che livello di stanchezza fisica e spirituale voi (ma soprattutto la biondina) avete sulle spalle.

Ma non basta.
Al lavoro (argomento di cui non parli mai su queste pagine) la situazione non è rosea e tra qualche settimana è previsto un periodo di cassa integrazione generalizzato, che oltre ad interessare la produzione, toccherà anche l'amministrazione e la dirigenza, e quindi anche tu sarai interessato dalla cosa. Nuvole fosche si stagliano all'orizzonte. Vedremo se si tratta solo di un temporale passeggero, o se la barca è a rischio. Urge trovare un piano B.

Per ultimo anche la tua valvola di sfogo, lo sport, ti da qualche grattacapo. Ti stai allenando con costanza anche se con meno volume di carico, ma hai un ginocchio che ti fa male. Non è quello operato due anni fa, ma appunto perchè conosci le sensazioni, hai paura che quei dolori che senti siano sintomo di una lesione al menisco mediale.

Si, lo sai, non c'è niente di irreparabile, e potrebbe sempre andar peggio.
Ma se non si mette a piovere, ti fa un piacere.

venerdì 25 settembre 2015

Il bimbo ha fatto l'upgrade

Messi da parte i grembiulini azzurri e sbarazzini dell'asilo, è ora della blusina nera e seriosa delle scuole elementari.



Lunedì 14 settembre 2015 il bimbo ha varcato per la prima volta nel portone delle scuole elementari del vostro paese. Reso invincibile dalla forza del T-Rex stampato sul suo zaino, è entrato in classe baldanzoso, accompagnato dagli applausi degli altri bambini delle classi superiori che facevano ala nel corridoio per salutare i primini.
A te, che con la sua mamma l'hai accompagnato in classe quel primo giorno, già l'applauso degli altri bambini ti aveva spedito diretto su Plutone, il pianeta del magone.
Ma lui no, lui era emozionato ma felice.
Lui aveva gli occhi scintillanti per la nuova classe, per le nuove maestre, per i banchi staccati gli uni con gli altri, per la lavagna, per la matita nuova con il fiocchetto che ha trovato sul banco (regalo delle maestre), per i cartelloni con le lettere dell'alfabeto appesi alle pareti, per tutte quelle novità che lo attendevano ed attraevano.
Appena entrati si è seduto sull'ultimo banco della classe e quando il papà e la mamma sono usciti dall'aula gli ha fatto un bel sorriso.
E il fatto che il caso lo avesse diviso dai suoi amici della classe dell'asilo, e che non conosceva nessun compagno (tranne qualche bambino visto nelle altre sezioni dell'asilo, alla squadra di calcio, o al corso di nuoto), non lo hanno spaventato, come invece è successo ad altri bambini che hanno pianto al momento del distacco.
Per ora è contento.
Non ha ancora avuto problemi, se non un piccolo capriccio lunedì mattina che ha chiesto alla sua mamma di tenerlo a casa che era stanco.
Ma era lunedì, e al lunedì anche i grandi starebbero sotto le coperte. Chi può biasimarlo?

Ora è entrato in un mondo fatto di quadernoni di italiano, di libri di matematica, di quaderni dei compiti. Un mondo impegnativo, sicuramente più complicato, ma anche divertente e stimolante.

Semplicemente, è cresciuto.
E tu puoi solo fare un passo indietro, e guardarlo orgoglioso e felice percorrere la sua strada.

mercoledì 9 settembre 2015

L'amicizia ai tempi dell'asilo

Il bimbo tra qualche giorno inizierà la scuola elementare.
Scuola nuova, amici nuovi, maestre nuove. Insomma, una nuova avventura.
Entusiasmante, certo, ma anche incognita e per questo a tratti spaventosa.

Ma ora vogliamo parlare di quello che si sta lasciando alle spalle.
Esperienze, sensazioni e persone che, anche se non saranno più parte costante della sua quotidianità, fanno ora parte del suo bagaglio emotivo e del suo vissuto.
La maestra annalisaportapazienza, le suore, l'aula della classe verde, il refettorio, i giochi del cortile, tutte le cose belle e importanti che ha imparato.
Ma soprattutto gli amici dell'asilo.


L'amicizia ai tempi dell'asilo è un'esperienza totalizzante.
Quando si hanno tre anni e si comincia a relazionarsi con persone della tua stessa età, non si hanno filtri, né preconcetti, né esperienze. Non sai quali sono i tuoi gusti e inclinazioni, pertanto non puoi sapere quale tra quei circa dieci bambini della tua classe con la tua età, può essere quello con cui legare di più e condividere più profondamente i prossimi tre anni.

... eppure ...

Eppure capita che al primo giorno dell'asilo a tre anni (beh, forse non era proprio il primo, diciamo il secondo va') il bimbo ti parla del suo amico Ale. E che l'ultimo giorno a sei anni si sono salutati abbracciandosi e baciandosi.
Il bimbo ha molti amici, alcuni amici per la pelle e un amico del cuore.
Sono sempre stati inseparabili, e questa loro forte amicizia è stata il puntello a cui si sono appoggiati anche nei momenti più difficili. Sono stati di grande aiuto uno per l'altro, e insieme sono cresciuti e maturati molto di più di come avrebbero potuto fare divisi.
Quando il bimbo era in crisi e non voleva andare all'asilo (soprattutto al secondo anno) riuscivi a convincerlo che l'asilo era un posto bello ricordandogli il suo amico Ale.
D'altronde anche Ale a casa continuava a nominare il suo amico quasi come un eroe, tanto che se il suo papà lo sgridava, lui di tutta risposta gli diceva: allora io glielo dico al mio amico Luca!

Era inevitabile che l'amicizia continuasse anche fuori dell'asilo, e si sono trovati a condividere anche altre passioni, come il nuoto, in un primo momento (ma è durato poco), o il calcio successivamente (e ancora adesso).


E poi feste di compleanno, gite, serate in pizzeria, e anche giornate e cene a casa di uno o dell'altro.


Ora le loro strade si divideranno.
O almeno, non saranno più in classe insieme alle elementari, perchè il bimbo non farà il tempo pieno, mentre Ale invece si. Uno nella sezione C e l'altro nella A.
Certo, si vedranno ancora. A scuola nei momenti comuni, a calcio, e come amici "puri" in altre occasioni.

E tu speri che la purezza della loro amicizia odierna, che durerà forse una vita o che scemerà con l'età, sia sempre di aiuto e supporto a loro due, come lo è stato in questi tre bellissimi anni di scuola dell'infanzia.