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martedì 28 settembre 2021

IronMan Cervia 18/09/2021


Un sogno che è durato tre anni.
Da quando (era il 1 ottobre 2018) ti iscrivevi al tuo primo Triathlon distanza lunga, e iniziavi una lunga rincorsa verso l'arco con la M pallinata in cima.
Sapevi che sarebbe stata lunga, questa rincorsa, ma non immaginavi così tanto.

E comunque si: era già buio, erano già passate le otto e mezza di sera, ma lo speaker alla fine l'ha detto:
Massimo, YOU ARE AN IRONMAN!!!

Diamo scontato tutto il prima.
Diamo per scontate le settimane con 16 ore di allenamento, i quattro chili persi in sei mesi, i sabato mattina sempre fuori in bici, ogni maledetto mercoledì, gli allenamenti in vasca che sono arrivati a un picco di 5 km, le ripetute in pista in Z4, i giorni in cui correvi alla mattina alle 6 e pedalavi alla sera alle 6, le ripetute in bici sulla provinciale per Santa Cristina in Z5, i rulli a luglio...
Diamo per scontato che il tuo IronMan lo hai affrontato e conquistato in questi lunghi mesi di preparazione, e che a Cervia sei andato solo a ritirare la medaglia, che tutto quello che c'era da dimostrare l'avevi già dimostrato a te stesso.

Diamolo pure per scontato, ma comunque tra te e la tua medaglia di Finisher c'erano ad aspettarti quei 226km da nuotare, pedalare e correre.
E adesso parliamo di questi.
Con una premessa: volevi scrivere questo post dividendolo in due parti distinte e contrastanti, esattamente come i sentimenti che hai provato a gara finita. Senza arrivare a scrivere il paragrafo chiamato Bicchiere Mezzo Pieno Edition ed inevitabilmente il suo complementare, sei sicuro che comunque i due sentimenti sono ben presenti.
Alla fine si capirà il perchè e tireremo le somme.

I momenti prima della partenza sono sempre quelli più impegnativi dal punto di vista emozionale.
Un crescendo che parte con il controllo della bici che fa ancora buio, con l'attesa seduto sulla sdraio della spiaggia a guardare l'alba in solitudine e quasi in meditazione, con l'incontro con gli altri ragazzi della squadra, con l'intruppamento nelle transenne, con la musica che parte dalla banda che suona l'Inno, alle power song come Thunderstruck che ti mandano a palla il cuore che sei ancora fermo, con l'infilarsi nella tua corsia, e finisce con il fischio del giudice di gara che ti da il via.

Quel primo passo al di là del tappeto è un'emozione che, seppur l'hai provata altre volte, stavolta ti ha travolto e tramortito. Per fortuna l'occhiale da nuoto nasconde l'occhio gonfio.

SWIM
Il nuoto l'hai fatto come dovevi. La media di 2 minuti ogni 100 metri è quello che ti serviva per rimanere rilassato e in controllo per tutta l'ora e 17 minuti. Il mare era tranquillo tranne gli ultimi 400 metri, quando ti sei girato perpendicolare alla spiaggia, che l'onda lunga ti alzava e abbassava dandoti quella brutta sensazione di mal di mare. Fortuna che eri quasi arrivato, che se avessi dovuto nuotare più tempo in quella situazione, probabilmente saresti uscito dall'acqua con la nausea da uomo di pianura.


L'unico problema nel nuoto sono state le meduse.
Un sacco di meduse piccole e innocue che ti davano la sensazione dei nuotare nel BubbleTea, ma all'interno di queste ne hai beccate un paio magari diverse che ti hanno urticato il polso sinistro e il collo. Quella sul collo, complice anche il bordo della muta e l'acqua salata, non ti ha dato molto fastidio, ma ti ha lasciato un bel segno rosso.

   





BIKE
La zona cambio è interminabile. Un tappeto rosso lungo 600 metri corso a piedi nudi con la famiglia e gli amici che ti incitano.


Finita la T1 hai le uniche foto con la bici che ti ha fatto Lorenzo, e sono le foto più belle che hai di tutta la giornata.



La frazione in bici la puoi definire come una tranquilla seduta di allenamento lunga.
180km pedalati con il cuore quasi sempre tra i 120 e i 130 bpm. Primo pezzo carino di fianco alle saline, molto bello il passaggio a Forlimpopoli e molto apprezzata la salita di Bertinoro, che sembrava di essere sulle tue colline dell'Oltrepò pavese.
Il resto dei 180, su una strada a scorrimento veloce chiusa al traffico per il vostro passaggio non era molto stimolante, ma assolutamente funzionale a quello che dovevate fare.
Qui ti sei alimentato regolarmente e hai bevuto sia le tue tre borracce con i sali, che una bottiglia di Gatorade (forse questo è stato un primo errore: hai bevuto troppo e mischiato cose che magari non stavano bene insieme).
Gli ultimi 20 km hai dovuto spingere un po' di più che tornando verso il mare hai trovato vento in direzione ostinata e contraria.

Quel totale di 5 ore e 33 minuti (32km/h) ti inorgoglisce un bel po', e pensi di aver fatto un buon lavoro.





RUN
E qui arriva la parte amara.
L'arrivo in T2 ti fa bene a corpo e spirito. Rivedi Lorenzo che ti fa le foto, c'è l'incitamento del pubblico (che tu richiedi ad alta voce, come si vede nelle foto) e ci sono gli speaker che ti salutano. Va tutto come deve andare.


Il primo giro di 10 km lo fai in un passo tra i 5'30" e i 5'40". L'ideale.
Saluti gli atleti che incontri e che conosci e anche il pubblico. Mangi un gel, e ti idrati. Sceglierai di bere la cola ai ristori, convinto che un po' di bollicine ti facciano bene e ti aiutino a gestire quel senso di nausea che cominci ad avere. Probabilmente il tuo errore più grande.


All'inizio del secondo giro, quelle nuvolone che arrivavano dall'entroterra e brontolavano (scoprirai dopo che tanta gente ha preso una bella lavata in bici) raggiungono la spiaggia e ti rovesciano addosso un quarto d'ora circa d'acqua bella abbondante. All'inizio quelle quattro gocce che arrivavano le hai benedette, ma quando la portata d'acqua ha cominciato a peggiorare, l'hai sofferta. Ti sei trovato quasi a tremare dal freddo.
Questo giro hai calato la velocità e hai girato oltre i 6' costantemente.

Dal terzo giro l'inferno.


La nausea peggiora, e non riesci più né a mangiare né a bere.
Al 24°km ti devi appoggiare ad un cassonetto un po' nascosto che sei squassato dai conati di vomito. Dopo provi a corricchiare, ma non c'è modo. Da qui in avanti hai praticamente camminato per 15 km.
Passato per l'ultima volta al giro di boa spieghi alla biondina cosa sta succedendo, e per fortuna attorno al 32km fai in tempo ad uscire un poco dalla zona con tanto pubblico, e ti chini ancora una volta ad innaffiare un'aiuola di fiori.

Questo è stato il momento peggiore. Stava cominciando ad imbrunire, il tempo previsto d'arrivo si allontanava inesorabilmente sia dalle previsioni entusiastiche che avevi fatto alla fine del primo giro, ma anche dal target onesto e plausibile che ti eri prefissato delle 12 ore.
C'è stato anche un momento in cui ti si sono chiuse le orecchie, quella sensazione di testa leggera che non promette niente di buono. Ma fortunatamente (dopo l'ultima sosta a bordo strada attorno ai 38km) ti è passato e hai proseguito.

Ecco, c'è di buono che lo spirito era comunque combattivo.
Nonostante il morale fosse sotto le suole delle Kayano, non hai mai, mai preso in considerazione l'idea di abbandonare.
C'era la tua famiglia e i tuoi amici ad aspettarti all'arrivo, e gli saresti andato incontro.
Costi quel che costi.

 

Arrivato agli ultimi 400 metri prima del  traguardo, ti raggiunge dalle retrovia Aurella, ragazza della tua squadra con molta più grinta ed energia di te, che ha la bontà di prenderti per mano e spronarti per condividere con te quel tappeto rosso e l'urlo dello speaker.


La biondina, poverina, è lì che ti aspetta da quasi due ore per il tuo ultimo giro senza avere notizie, e quindi anche un poco preoccupata, che ha visto gente portata via in barella e ambulanze passare.

In quel momento però la gioia è grande.
Soprattutto tua, che all'arrivo devi prenderti qualche secondo prima di ritirare la medaglia con la faccia nascosta nelle mani per la commozione.


La faccia all'arrivo è francamente sconvolta ma felice.
Purtroppo non sei riuscito a festeggiare bene l'arrivo con tutti quelli che erano lì per te, perchè non stavi bene. Sei riuscito solo ad andare in albergo per una doccia (in cui hai avuto ancora problemi di stomaco) e a metterti a letto.

Quindi finisce così, un po' sommessamente, il tuo viaggio 
12 ore e 41 minuti sono un tempo che onestamente non ti piace neanche un po'.
Per questo parlavi di bicchiere mezzo vuoto.
Perchè sai che vali almeno un ora di meno. Forse anche di più.

Tutti (dal tuo coach Stefano ai tuoi compagni di squadra, dalla Biondina al Batta) ti hanno detto che il bicchiere invece è bello pieno. Che è il primo IronMan, che comunque l'obiettivo era finirlo, che se non avessi avuto problemi facevi un tempone, che comunque hai vinto!

Si, hanno ragione. Hai vinto te!

Ora non sai se in futuro rifarai una gara di Triathlon lungo. Sei troppo combattuto tra il voler rifarla domani per dimostrare a te stesso che vali di più e non volerla rifarla mai più per l'impegno enorme sotto tanti punti di vista.

Per ora ti porti a casa le forti emozioni e due grossi insegnamenti:
L'IronMan è il momento in cui paure e sogni collidono.
Non sai quanto sei forte, fino a quando essere forti è la tua sola alternativa.

Tu sei riuscito a prendere in mano le tue paure e i tuoi sogni, per poi portarli oltre il traguardo con la forza della determinazione.

giovedì 22 giugno 2017

Papà e figlio alla "gara" di nuoto

Ma per te che sei abituato a gare che durano cinque ore e mezzo come quella di due settimane fa, una gara che dura 39 secondi l'avevi mai fatta? No, vero.
Ecco, domenica te e il bimbo avete esordito nel fantasmagorico mondo delle gare di nuoto.
E lui ti ha bastonato.


E' già dall'inizio della stagione di nuoto che il tuo coach Federico ti incalza con la proposta di partecipare a qualche gara di nuoto del circuito master che si tengono durante l'anno nelle vicinanze.
Tu hai sempre rifiutato, perchè di impegni sportivi il sabato e la domenica ne hai già a bizzeffe, senza dover perdere mezze giornate nelle strutture sportive delle città attorno, e poi fondamentalmente perchè in acqua sei una schiappa.
Fin quando si tratta di fare un paio di km di nuoto a stile nella prima frazione di un triathlon (magari con la muta), te la porti a casa, ma fare un 50 o 100 metri con tuffo, virata e cuore in gola, non è alla tua portata. Immaginatevi addirittura una gara  con uno stile diverso o misto. Cioè, è uno sport completamente diverso da quello che affronti solitamente tu.

Ma quest'anno, per la chiusura dell'anno di scuola nuoto, gli istruttori si sono inventati 'sta cosa della manifestazione finale, che inevitabilmente ha la forma e il sapore della gara. Principalmente servirebbe per i bambini e i loro genitori, ma in coda si "esibiscono" anche i partecipanti al corso di nuoto per adulti e i master.

Prima parliamo però del bimbo. Il duo Fede e Laura ti avevano già detto durante l'anno che il bimbo era bravo, e volevano spostarlo nella corsia di quelli più evoluti. Ma lui, che a farlo uscire dalla sua confort-zone gli viene il coccolone, aveva nicchiato, adducendo la scusa che non voleva lasciare solo il suo amico Ale. Attraverso garbate minacce siete riusciti a trovare un compromesso, e gli ultimi due mesi si fa almeno gli ultimi dieci minuti di lezione nella vasca dei grandi. In queste ultime settimane lo stimolo per migliorarsi è stato che si doveva allenare per la gara, ed è sembrato funzionare. Negli ultimi giorni pensava solo alla "gara" e a come sarebbe finita.

Alle due e mezza si presentano in vasca un'orda di bambini e in cinque batterie in ordine crescente di livello di nuoto, si esibiscono tutti nella loro corsia di 25 metri. Nelle prime batterie naturalmente c'era chi si faceva aiutare dagli allenatori e chi usava i braccioli o i galleggianti.
Poi nella penultima batteria si presenta il bimbo.


Al di là del tempo di reazione paragonabile a quello di un bradipo (dopo il via, guarda con occhio interrogativo la Laura in acqua come a dire: che devo fare?) ti sembra che nuoti benino: bello allungato e con una bracciata efficace. Certo, l'anno prossimo dovrà lavorare principalmente sulla respirazione, ma sei contento di come l'hai visto.
Speri ardentemente che questa esperienza, compreso il fatto di essere arrivato quasi primo nella sua batteria, lo faccia appassionare al nuoto e che gli dia qualche stimolo in più in questo senso, perchè ora come ora preferisce giocare a calcio, e il nuoto lo fa una volta alla settimana solo perchè hai insistito tanto.


Finiti i ragazzi ci sono gli adulti e poi il main event del pomeriggio: la batteria dei master.
Come dicevi prima, due vasche da fare praticamente in apnea. Il fiato e la forza non ti mancano, quello che latita totalmente è lo stile.
Infatti alla partenza succede esattamente quello che temevi: col tuffo si spostano gli occhialini e te li ritrovi all'altezza della bocca per tutti i cinquanta metri, dandoti anche dei problemi con la respirazione.
Inoltre, visto che la visuale è approssimativa, sbagli totalmente la virata.
Arrivi quarto, a dieci secondi dal primo (che, per onor di cronaca, ha la metà dei tuoi anni e un passato recente di agonista).
Probabilmente vali di più di quei 39 secondi, ma comunque ti sei divertito lo stesso.


Avresti anche il video della performance, ma preferiresti evitare ...

Comunque, il bimbo si è divertito molto, te pure, e vorresti cogliere l'occasione per ringraziare pubblicamente coach Federico e tutto il suo staff di ragazzi giovani, simpatici e competenti.

Viva i Nuotatori Milanesi!
Viva la piscina di Sant'Angelo Lodigiano!


martedì 22 novembre 2016

Crosswim

Sottotitolo: non di solo endurance vive l'uomo.

Visto che la stagione agonistica è finita, e non si prevedono gare per questo 2016, bisogna trovarsi nuovi stimoli. Questo periodo è per te pericolosissimo, perchè il valore dell'andare ad allenarsi come al solito scende e il pericolo di prendere peso da qui alla fine delle vacanze invernali è altissimo.
L'ideale sarebbe un bel periodo di sedute di potenziamento in palestra, tanto per variare un po' e per lavorare su quei gruppi muscolari che non alleni mai. E dio solo sa quanto avresti bisogno di potenziare la parte superiore del corpo, e il core in particolare. Ma un'altro impegno sportivo (e un'altra tessera di frequentazione) è impensabile in termini di tempo e di costi.

Fortunatamente anche nella tua piscina negli ultimi anni si stanno predisponendo una serie di corsi che, oltre al nuoto, vanno al di là dell'allenamento aerobico che piace tanto alle donne (acquagym, acquazumba, acquawalking, acquaquesto & acquaquello) e la novità di quest'anno si chiama Crosswim. Che sia un'attività di un certo livello si capisce giù dal nome: non c'è il prefisso acqua- ma si parla direttamente di swim.

E allora ci provi. Per tutto Novembre e Dicembre (poi vedrai alla luce degli obbiettivi sportivi che ti darai per l'anno prossimo) il martedì minimaster solito, e il venerdì un'ora e mezzo di allenamento dove, dopo una mezz'ora di minimaster, ti aggreghi al gruppo di Crosswim.
Il tuo obbiettivo: nuotare e fare massa. Banalmente, una cosina tipo questa:


Funziona così: il buon Giauro (l'istruttore che ha un bicipite grosso come la mia coscia) ti bullizza per una mezz'ora buona con esercizi ad alta intensità e ad intervalli (tipo CrossFit e/o Allenamento Funzionale e/o Calisthenics e/o whatever) e poi per un'altra mezz'ora si va in vasca per nuotare, sempre ad alta intensità.

Questo il video che era comparso qualche settimana fa sul Facebook della piscina per sponsorizzare il corso, ma non rende bene l'idea, perchè alle prime lezioni di prova si era presentato mezzo mondo e si sono fatti solo esercizi a corpo libero.


Fortunatamente ora siete molto meno, mediamente sette/otto, e l'attenzione dell'istruttore è massima per ogni persona.
L'allenamento a secco prevede una serie di "stazioni" (tipo una via crucis) di due minuti l'uno di esercizi vari. A titolo di esempio: salto della corda, esercizi con la palla medica, addominali, squat, esercizi coi manubri per spalle e braccia, plank, piegamenti, trazioni alla sbarra, eccetera.

Non riesci a descrivere a parole quanto sudi durante l'allenamento!
Però ti piace, cerchi di fare tutto al meglio e di impegnarti sia nell'intensità dello sforzo, che nella costanza dello stesso. Certi esercizi ti vengono bene (tipo il salto della corda dove sei un mago), altri sembri uno sfigato (piegamenti sulle braccia), ma nonostante il fatto che tu sia il più vecchio del gruppo, non te la cavi malissimo.

Sul breve termine è una figata, perchè dopo aver sudato tantissimo nella prima parte e dopo esserti rilassato ed allungato facendo nuoto, ti senti da dio. Sul lungo termine, invece, per adesso è solo la sagra del DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness: indolenzimento muscolare ad insorgenza ritardata), ma tra qualche mese sarai irriconoscibile per quanto figo.

Il 2017 sarà l'anno del six-pack. Daje!

mercoledì 18 novembre 2015

Vita in vasca corta


Tra i tre sport del triathlon, il nuoto è quello per te più giovane, con cui hai un rapporto quantomeno conflittuale, ma di cui ormai non puoi più fare a meno.
Quando eri piccolo (stai parlando delle elementari) ci sono stati due anni in cui hai partecipato al corso di nuoto per bambini organizzato dal comune. Passavano con il pullman nella piccola frazione dove abitavi e raccoglievano voi squaletti per portarvi alla piscina del paese vicino. Non ricordi quasi niente di quell'esperienza, però quando nel settembre 2008 hai ricominciato a nuotare con costanza (qui il racconto) i meccanismi sono tornati a galla (ha ha ha) senza troppa fatica.

Provi un bilancio. Ti piace in nuoto (per come lo fai tu)? In una classifica, se confrontato con corsa e bici, dove lo metteresti?
Diciamo che è all'ultimo posto, e nelle gare di triathlon la prima frazione è quella che ti preoccupa sempre un po'. Allenarsi è sostanzialmente una palla in cui non parli quasi con nessuno e per un'ora buona sei tu, la linea blu sul fondo e la tua alienazione.
Ma sebbene a volte al momento dell'ingresso in acqua te ne torneresti volentieri a casa, a fine allenamento ti senti benissimo, e ormai non rinunceresti al nuoto per niente al mondo. Per come ti fa sentire bene nel breve periodo subito dopo l'allenamento e per il benessere generale che regala al tuo fisico nel lungo termine.

E' qià qualche anno che partecipi ad un corso di perfezionamento detto minimaster nella piscina da 25 metri del tuo paese (come riportato già qui) e in questi anni di miglioramenti ne hai fatti tantissimi. Merito anche della tua costanza, certo, ma soprattutto dei tuoi allenatori e degli altri colleghi di vasca che in alcuni casi ti hanno stimolato a superarti.
Ci sono stati momenti in cui eri l'ultimo della fila e venivi regolarmente doppiato, ma ora sei quasi stabilmente il primo in corsia.
Sicuramente parte di questo avanzamento è dovuto al fatto che quelli veramente bravi o hanno cambiato orario o addirittura corso e ora fanno le gare. Però è innegabile che il miglioramento è netto.

Miglioramento netto si, ma non omogeneo. Come dicevi prima, quando si tratta di fare stile libero, o anche altre tecniche complete, sei quasi sempre in prima fila, eppure di una cosa non riesci a capacitarti: perchè quando ci sono da fare gli esercizi solo gambe, dopo soli 150 metri vieni inesorabilmente doppiato da Laura e Mirko? Eppure i muscoli nelle gambe non ti mancano, sarà un problema di tecnica?
L'altra sera l'hai chiesto al tuo allenatore Fede (Hurrà istruttore capo!!) e lui, che è uno studiato, ti ha dato tre buoni motivi:
a) le ragazze sono geneticamente più portate. Il loro peso specifico è inferiore (maggiore percentuale di grasso nel corpo) e quindi se fanno lavoro 100, di questo 20 serve al galleggiamento e 80 va in avanzamento. Te invece devi impegnare almeno 30/35 per la spinta idrostatica.
b) le tue gambe muscolose non ti aiutano. Per il motivo di prima la densità della tua struttura muscolare e ossea ti porta più in basso.
c) sei vecchio. Questo non te l'ha detto Fede, ma l'hai capito tu. D'altronde Laura e Mirko ti superano negli esercizi di solo gambe, ma hanno meno della metà dei tuoi anni.

E quindi tra alti e bassi continui contentissimo i tuoi allenamento di nuoto due volte a settimana. Ti fanno star bene, ti danno fiato e resistenza, ti rilassano.
Però a differenza della corsa o della bici, pensi proprio che in vita tua non parteciperai mai ad una gara di solo nuoto.
Sarebbe umiliante.

lunedì 3 marzo 2014

I "lenamenti" di nuoto

Quando hai quattro/cinque anni le attività ludiche e ricreative che puoi fare al di fuori dell'asilo sono poche, pochissime. Se sei bimba puoi partecipare a quei corsi di danza per bambine, che sono principalmente baby dance, ma che comunque è una pregevolissima attività sportiva.
Se sei bimbo invece le possibilità sono molto meno: l'unica cosa che puoi fare è il nuoto.

Bambini e piscina.
Non c'entra molto ma questa è la prima cosa che ti è venuta in mente!


Il bimbo nuota e va in piscina da quando aveva poco più di un anno. Prima in quei corsi bambino/genitore (vedi qui, era l'ottobre 2010), dove stava in acqua con i braccioli e abbracciato al collo di papà e mamma, e lo ha frequentato fino a quando ha cominciato l'asilo. Il primo anno di asilo ha saltato la piscina, perchè a te e alla biondina sembrava troppo piccolo per affrontare il nuoto dopo aver passato la giornata a scuola. Quest'anno invece è da ottobre che frequenta un corso di nuoto per età prescolare dove, senza i genitori, passa una mezz'ora in una palestrina a fare "ginnastica" (per quanto possano fare attività sportiva a quest'età) e poi passano mezz'ora in vasca, ma stavolta senza braccioli o salvagenti, e con il bordo della piscina come unico amico.
E come va il bimbo?
Va bene, anzi benissimo a detta anche delle insegnanti. Sembra abbastanza portato per il nuoto e non ha assolutamente paura dell'acqua, di andare in apnea, di tuffarsi. Gli unici problemi che ha manifestato ultimamente sono dovuti alla sua endemica timidezza, che lo portano a relazionarsi difficilmente con gli altri bambini che non conosce e a bloccarsi a volte se c'è tanta gente. E questo è quello che sta' capitando: spesso rimane in disparte e si fa venire il magone nel momento del distacco dalla mamma. Ed è un peccato che questo atteggiamento lo blocchi nei confronti di qualcosa che gli piace e che fa bene, tanto che le ultime volte aveva detto che non voleva andare al corso.
Ma hai trovato la soluzione. Il problema non è il nuotare, che fa con entusiasmo, il problema è che non si sente sicuro solo con le insegnanti e gli altri bambini. Quindi, invece di lasciare, state raddoppiando: oltre al corso gli hai proposto di andare a nuotare insieme voi due. Come volevasi dimostrare è stato entusiasta dell'idea e ha detto a tutti che domenica sarebbe andato a fare nuoto libero con il suo papà.
Ieri sei andato a nuotare verso le dieci e dopo circa un'oretta (e tre chilometri in corsia) ti ha raggiunto il bimbo accompagnato dalla mamma. Avete passato quaranta minuti nella piscina bassa dove tutto infervorato ti ha fatto vedere a nuotare a stile, a dorso, come Superman, come uno squalo, a tuffarsi e a andare sott'acqua a toccare il fondo.
Ora non dice più che non vuole andare in piscina, ma gli hai fatto capire che se vuole andare ancora a nuotare con te, deve continuare il corso del mercoledì con le insegnanti, in modo da diventare sempre più bravo. Così quando diventerà più grande potrà batterti.

Bene bimbo, ci siamo divertiti tanto questa mattina, vero?
Si papà, è stato un ottimo lenamento!

lunedì 25 novembre 2013

Intanto che aspetti ... nuoti

Hai controllato: l'ultima gara a cui hai partecipato è stato il triathlon sprint di Parma più di quattro mesi fa, e l'ultimo post con l'etichetta sport (che ha riguardato te, non la biondina o il bimbo) si riferisce all'acquisto della nuova bici da corsa che hai fatto poco prima di ferragosto.
Ma nel frattempo di risolvere quel problema al ginocchio che fai? Non è che hai buttato al vento tutta quella splendida preparazione atletica che ti aveva portato a livelli di figaggine sportiva incommensurabili?
Certo che no!

Cominciamo a dire che dovrebbe mancare poco, e dopo la falsa partenza di un mese fa, alla fine del mese di novembre dovresti essere operato al ginocchio. Tutta questa fila di condizionali deriva dal fatto che l'operazione era stata prevista già dall'inizio di ottobre, ma qualche giorno prima è stata posticipata a data da destinarsi per colpa del proclamato sciopero generale dei dipendenti pubblici che ha fatto decidere l'ospedale a rimandare tutti gli interventi non indifferibili.
Nell'attesa stai facendo il bravo e, come ti ha ordinato l'ortopedico, hai messo al bando le scarpe da running. Ma questo non significa stare fermo: ti stai impegnando con gli altri allenamenti e riesci ad accumulare tre/quattro uscite settimanali.

Schermata del Garmin Connect del mese di ottobre 2013

Per quanto riguarda la bici si fà quel che si può, e quando il tempo lo permette (e finora stà facendo abbastanza il bravo) una uscita con la biondina la domenica mattina o con "l'aspirante uomo di ferro" Marco il sabato mattina, la si fà sempre volentieri.

Ma qui ti interessa sottolineare soprattutto i tuoi miglioramenti in vasca.
Già dall'apertura della stagione in piscina hai ricominciato a frequentare il corso di minimaster il martedì e il venerdì delle 8 alle 9 di sera. Che è un orario un po' tardo (e l'anno scorso se ci fosse stato ancora posto, avresti scelto il corso dalle 7 alle 8) ma non l'hai cambiato. Avresti anche potuto farlo, visto che quest'anno ti eri svegliato per tempo, ma in questo gruppo di persone ti ci trovi bene e allenarsi con loro è gratificante.
Gratificante nel senso che in corsia assieme a te sono tutti molto bravi, e questa cosa è molto stimolante e ti stà portando su buoni livelli. L'anno scorso ti capitava spesso di saltare qualche vasca perché durante i lavori lunghi le ragazze che tiravano il gruppo ti doppiavano. Ma questo adesso non succede più.
Certo, non riesci ancora a stare al passo delle migliori se si tratta di fare lavori di tecnica o misti, ma se si tratta di battere il crawl non riescono a distanziarti.
E se il fine settimana il tempo non ti permette di andare in sella, la domenica mattina ne approfitti per entrare in vasca a fare un po di fondo nel nuoto libero. Sei arrivato finora a nuotare 3,4 km in 70 minuti, che per te è un ottimo tempo che ti ha procurato un moto di orgoglio.

Forse l'unico aspetto negativo dell'allenamento in acqua è che alla fine rimani con una fame enorme.
Inteso proprio che torni a casa alle nove e mezza di sera e mangeresti l'impossibile.
Ma inteso anche come la voglia che ti è venuta di misurarti nelle gare (di triathlon)!

sabato 29 dicembre 2012

Corso di nuoto upgrade

 
Per chi si chiede il perché dell'upgrade, il motivo è che sei passato al livello superiore. Il precedente è da leggere qui.

Quando si passa da queste parti ti si sente sempre parlare di sport. Sempre di corsa, al limite un po di bici ogni tanto. Ma c'è anche tanta, tanta acqua.
Non ne parli molto su queste pagine, perché in effetti non è che c'è molto di interessante e simpatico da dire tutte le volte. Il nuoto, se possibile, è uno sport ancora più individuale della corsa: si entra in vasca e se anche se sei in tipo dieci in corsia, non riesci neanche a scambiare due parole con i tuoi colleghi. C'è solo la fatica, il silenzio e lo sforzo un filo noioso.
Ma ti piace nuotare.

L'anno scorso frequentavi quello che veniva definito il corso di nuoto per adulti: mezz'ora di ginnastica a terra e mezz'ora di nuoto in vasca, alla fine si riusciva a fare al massimo un kilometro di nuoto. Ma più di tanto non puoi ottenere da questo corso.
Allora quest'anno si cambia.
Il nuovo corso si chiama minimaster: il martedì e il venerdì dalle 20 alle 21. Minimaster, perché il master vero e proprio propone tre allenamenti a settimana, ma poi te quando corri?

La tua istruttrice la conosci abbastanza bene perché è stata l'insegnate del bimbo quando gli anni passati andava il lunedì mattina in piscina accompagnato da mamma o papà. Solo che allora era solo divertimento, ora ti fa trottare mica male.
Al corso siete iscritti in circa una quindicina, e avete a disposizione due corsie. La tua corsia abituale è quella di quelli che vanno forte, però sei sempre quello che chiude la fila. Sei il più scarso tra i bravi, o, se preferisci, il più bravo tra gli scarsi.
Perché in corsia con te ci sono due ragazze (molto giovani rispetto a te) che fino all'anno scorso facevano le gare, due ragazzi (anche loro schifosamente giovani) che oltre ad essere fisicatissimi sono anche essi stessi istruttori in quella piscina e per finire il buon marco che si diletta di triathlon, tanto che stà diventando il tuo personal trainer.

La prima volta che hai preso parte la corso, ai primi di ottobre, dopo due mesi che non entravi in piscina, sei tornato a casa praticamente sfatto, senza quasi più la forza di alzare un braccio. Poi piano piano le cose sono migliorate e ora i tuoi 2 - 2,5 km li fai quasi in scioltezza e con uno stile che è decisamente migliorato.
Tutto questo naturalmente sarà la base per nuovi mirabolanti traguardi di triathlon che per ora non hai ancora deciso. Nel frattempo alleniamo la tecnica e il fisico.
Sì perché, particolare da non sottovalutare, il nuoto ad un certo livello asciuga e irrobustisce. E tra qualche anno ti si potrà vedere così:

Intendi quello con la cravatta ... che vi credevate?

giovedì 24 maggio 2012

Pagelle

Giugno era, ai tempi delle scuole, tempo di pagelle.
Ma visto che, come diceva anche un famoso adagio, gli esami non finiscono mai, sono qui a riportare i miei voti di quest'anno.

Come già spiegavo, questo è il quarto anno che frequento il corso di nuoto per adulti il lunedì e giovedì dalle 19,30 alle 20,30 e devo dire che mi fa molto bene sotto molti punti di vista.
Principalmente quello dello sport specifico: infatti se prima riuscivo a fare solo qualche bracciata prima di dovermi fermare sfinito, ora la mia tecnica è molto migliorata e mi permette (quando faccio qualche allenamento aggiuntivo di nuoto libero) di percorrere fino a 2,5 km quasi senza fermarmi.

E poi fa bene al fisico in generale. Perché uno come me che corre e pedala tanti chilometri nell'arco di una stagione ha bisogno di uno sport non traumatico come questo, che allunga e scioglie i muscoli. Basta dire che da quando nuoto non ho avuto più infortuni muscolari o articolari gravi (grattatina), mentre prima era un continuo mal di schiena o fastidio alle ginocchia.
Il corso dura da settembre fino alla fine di maggio e, visto che l'obbiettivo dovrebbe essere quello di insegnare a nuotare ai principianti e migliorare la tecnica di chi nuotare sa già, alla fine del periodo l'insegnante che ti ha seguito durante l'anno (di solito sempre uno diverso) ti da una classificazione e un giudizio.

La parte più divertente è la classificazione: per stabilire a che livello sei nel tuo rapporto con l'acqua, si sono scelti 5 animali marini. Si parte con la stella marina per l'ambientamento, il cavalluccio marino per il principiante, il pesciolino per il progredito, il delfino per l'evoluto e lo squalo per il perfezionamento.
E poi c'è un giudizio di merito, che a seguito di esercizi specifici, ti dice a che punto sei nella scalata al trono di atlantide.

Quindi è con orgoglio che presento la mia pagella degli ultimi quattro anni.




Sono uno SQUALOOOO!!!

domenica 17 ottobre 2010

Corso di nuoto


E' già il terzo anno di fila che ai primi di ottobre, in concomitanza con la brutta stagione, inizia la stagione di nuoto.
Prima in inverno mi chiudevo in palestra a fare pesi ed addominali, ma i risultati non sono mai stati troppo eclatanti, e poi con i miei malanni cronici alla schiena mi è stato straconsigliato il nuoto.
Il primo anno poi è stato bellissimo, perché andavo al corso di nuoto insieme alla biondina con il pancione che lievitava a vista d'occhio (è stato per tre - quattro mesi, poi per lei è diventato troppo pesante e ha fatto due mesi di nuoto per gestanti).
Il corso è lunedì e giovedì dalle 19.30 alle 20.30, e si fa mezzora a terra con riscaldamento, ginnastica e stretching e mezzora in vasca da 25 metri a nuotare.
In acqua si è divisi in corsie a seconda del grado di preparazione e io, dopo aver impiegato il primo anno per passare dalla prima corsia (quella per chi sta imparando a nuotare) alla quarta (quella degli squali), attualmente condivido stabilmente l'ultima corsia con altri tre compari.
Il gruppo è un'allegra congrega di cazzoni, alcuni anche di una certa età, per cui ci si diverte, si scherza ed almeno una volta l'anno si esce a cena a ridere e mangiare. Memorabile è stata quella volta in cui due si sono presentati alla ginnastica con il costume intero da donna (e ci hanno pure nuotato!!).

Sarà ben difficile che torni in palestra ora che ho scoperto la piscina.
Inoltre abbiamo gettato le basi ... il futuro è il triathlon!!