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domenica 1 marzo 2015

Il primo torneo non si scorda mai

Il bimbo gioca a calcio.
Andatevi a leggere questo prima.

Quel post di cui hai riportato il link qui sopra, lo hanno letto un po' tutti i genitori della squadra, e l'allenatore del bimbo, dopo averti fatto i complimenti, ti aveva fatto promettere di scrivere ancora della Junior. Tu avevi aderito con gioia e avevi assicurato che il post successivo avrebbe riportato la cronaca della prima vittoria della squadra.
Ma gli hai mentito.
Perchè ora stai scrivendo, ma una partita che una non l'hanno ancora vinta e, visto l'andazzo generale della squadra, fai prima a vincere tu l'Ironman di Kona.

Il dream team, da sinistra a destra: Holly Hutton, Bruce Harper, Benji Price, Tom Becker e Mark Lenders

Dopo le prime partitelle amichevoli di ottobre, l'attività si è fermata per il periodo invernale. Ma a gennaio e febbraio la squadra ha avuto l'opportunità di provare tattiche e schemi in un torneo al chiuso. Per sette sabati pomeriggio alla palestra di Castiraga Vidardo, si sono scontrate otto squadre del circondario della leva calcistica 2009. E i risultati sono stati questi:



Sordio - Junior Calcio S.A.                            7-1
Junior Calcio S.A - Rozzano                          2-4
Olimpya Torrevecchia - Junior Calcio S.A    3-0
Junior Calcio S.A - Lodivecchio                    0-4
Vidardese - Junior Calcio S.A                        5-0
Junior Calcio S.A - Melegnano                      2-2
Junior Calcio S.A - Dresano                          2-4

Curioso sottolineare che l'unico risultato non negativo, quel pareggio con il Melegnano, sia maturato nell'unica giornata in cui il bimbo non era presente causa caghetta.
Sarà stata una coincidenza? Noi di Voyager crediamo di no!

Al di là delle battute di ridere, per il bimbo è stata una bella esperienza. Durante la settimana non vedeva l'ora del sabato per fare la sua partita, ed ora che sta cominciando anche il torneo ufficiale FIGC e riprendono i due allenamenti settimanali, vedi che ci tiene proprio alla squadra.
L'unico handicap che ha avuto la squadra durante questo periodo è stato il fatto di non potersi allenare d'inverno, non avendo a disposizione una posto al chiuso. I bambini più grandi fa niente, a correre anche sotto l'acqua, ma loro sono veramente troppo piccoli.
Ma già alle ultime partite si è visto qualcosa di meglio, e ci sono quattro - cinque bambini che hanno idea e grinta.
Il bimbo non è tra questi, ma chissà, magari farà come con le rotelline della bici: fino al giorno prima non ce la vedeva dentro, poi di colpo gli scatta qualcosa nel cervellino e d'un tratto sembra consapevole di quello che stà facendo.

E comunque la promessa è ancora valida: non vedi l'ora di festeggiare su queste pagine la prima vittoria!!

giovedì 23 ottobre 2014

Primi calci

Inauguri la nuova vita del blog con un esempio fulgido di come lo vorresti: si parla di sport e di famiglia.
Signore e signori, la nuova passione sportiva del bimbo: il calcio!


Due parole per focalizzare il tuo rapporto con il calcio.
Ti professi interista, ma fondamentalmente non ne capisci niente (qualche malelingua potrebbe dire: essì capisce!). Non segui il campionato, non sei mai andato allo stadio (anzi no, una volta sei stato a S. Siro, ma era per un concerto) e le partite alla televisione ti annoiano. Aggiungi poi che anche con il calcio giocato non c'entri molto: la tua tecnica di palleggio è imbarazzante. La biondina non è molto diversa da te, se non per il fatto che il suo palleggio è migliore del tuo.
Alla luce di queste considerazioni, capirete che il bimbo non si è mai interessato molto al calcio. E mentre ci sono suoi coetanei che conoscono a memoria la formazione del Milan, lui alla domanda: quale squadra tieni? rispondeva fino a qualche settimana fa: LA Barcellona! (don't ask!).
Però, visto che da quest'anno la scuola calcio del vostro oratorio accetta anche i bambini molto piccoli (anni 2009/2010), non molto convinti gli avete chiesto se voleva andare a giocare a calcio. Lui ha risposto un entusiasta: si, voglio giocare nel campionato nazionale!

Ora, la colpa è tutta sua:


Adesso non lo stanno trasmettendo più, ma il bimbo qualche mese fa si è sparato un buon numero di puntate della prima serie di Holly e Benji su Boing (come avevi detto qua), e tutto ad un tratto è diventato appassionato del pallone.
All'inizio di settembre l'hai portato per la prima volta all'allenamento e subito si è sentito a casa a correre sul quel prato verde nella sua scintillante divisa dell'Italia.



I bambini sono piccoli, difficili da gestire e con una soglia di attenzione prossima allo zero, ma i due allenatori hanno pazienza e ci sanno fare. Riescono a tenerli a bada e ad insegnargli comunque le regole basi di quello che stanno facendo anche a casi disperati come il bimbo, che non aveva idea di cosa fossero i calci di rigore, il calcio d'angolo, il fallo, ecc.
E comunque la parte divertente per voi genitori che assistete da fuori è il momento della partita, dove si vedono assalti al portatore di palla senza costrutto e senza sosta. Tutti sul pallone e calci alle caviglie!



Il bello è che poi alla fine il campionato lo fa sul serio!
O almeno, settimana scorsa hanno cominciato a fare delle partite amichevoli con squadre dei paesi vicini. E per il bimbo e per i suoi amici è stata come una partita del campionato del mondo.

Numero 3, terzino sinistro.

Divisa ufficiale, ingresso e saluto al pubblico, il cinque alla squadra avversaria e all'arbitro. Mancavano solo gli inni nazionali ...

Poi però la partita è stata una caporetto ... finita con una sconfitta x a zero, dove x è un numero maggiore o uguale a venti.
Che ad un certo punto nessuno contava più i gol subiti.

Bimbo com'è andata la partita?
Bene, ma non abbiamo vinto, perchè i bambini dell'altra squadra erano più grandi di noi.
Ah, ma sei riuscito a fare gol?
Si ho fatto un gol contro due portieri!

In realtà, alla fine della partita hanno dato la possibilità a tutti i bambini di tirare un rigore.



C'è da dire però che a tutti i giocatori in generale e al bimbo in particolare la sconfitta non è pesata minimamente. Anzi era entusiasta dell'esperienza e non vedeva l'ora di rigiocare ancora.

E tu ti godi entusiasta questo spirito di sano divertimento sportivo.
... finchè dura ...

martedì 10 luglio 2018

Primi calci alla Junior

Post riassuntivo e piuttosto lunghino dell'annata sportiva del bimbo.

La leva calcistica del 2009 della Junior Calcio ASD, quest'anno ha fatto faville!


Dopo tre stagioni in cui il Luca ha giocato a calcio nella squadra dell'oratorio (ma attenzione, l'aggettivo dell'oratorio non è assolutamente da considerarsi come un dispregiativo) con risultati che andavano dal disastroso all'imbarazzante, passando per tutte le sfumature del fastidio, quest'anno la squadra ha preso un bell'andazzo e si è tolta più di una soddisfazione.
Non stai esagerando. Fino all'anno scorso i risultati della squadra erano molto scarsi: si può stimare circa una vittoria ogni dieci sconfitte. Dove le sconfitte erano robe tipo venti a zero, e le uniche vittorie erano contro squadre di scappati di casa che avevano visto il pallone la prima volta due giorni prima.
Invece, già da settembre scorso, si capiva che in campo erano messi meglio: hanno cominciato a giocare da squadra.
Voi genitori siete rimasti molto piacevolmente colpiti da questa novità, e l'assistere alle partite si è trasformato da quel rito orchiclastico tipo via crucis, ad un divertente spettacolo che invoglia anche al tifo.

Naturalmente non è che sono diventati di colpo dei campioni, ma diciamo che poco più della metà delle partite giocate le hanno vinte. E questo sia durante il campionato del sabato pomeriggio, ma soprattutto in quella lunga teoria di tornei a cui la squadra ha partecipato da aprile fino alla settimana scorsa.
Tornei che duravano una giornata intera (di solito quadrangolari dalla mattina alle 9 fino al pomeriggio alle cinque), o tornei che duravano svariati giorni con un girone di andata e di ritorno.
Un bell'impegno che ha messo a dura prova i ragazzi (ma loro neanche tanto, che era tutto divertimento), gli allenatori, ma soprattutto la capacità organizzativa delle famiglie dei piccoli calciatori.
La mensola in camera del Luca sta diventando pericolosamente piena di coppe e medaglie di partecipazione.


Parlando di tuo figlio, ormai la sua carriera di portiere è decollata, e anche lui, come tutta la squadra, è migliorato molto. Certo, ha molte lacune tecniche, dovute principalmente al fatto che non fa allenamenti specifici per il suo ruolo, come invece potrebbe fare in una scuola calcio più strutturata. Ma, ragazzi, è una squadra dell'oratorio, stanno facendo miracoli con le poche risorse che hanno.
Il suo punto forte è senza dubbio la spettacolarità del gesto atletico: anche (e soprattutto) se non ce n'è bisogno, la sua parata è sempre in tuffo con posa plastica.

E questo nonostante lo scorso febbraio, in uno di questi tuffi all'inseguimento del pallone durante un allenamento, la sua arcata sopracciliare ha impattato contro il ginocchio di un suo incolpevole compagno.
Te eri presente (per fortuna! se ci fosse stata la biondina bisognava soccorrere anche lei alla vista del sangue) e dopo aver tamponato alla meno peggio il copioso flusso sanguigno, siete andati al PS dove lui è stato esemplare e si è fatto mettere tre punti senza anestesia e senza il minimo lamento.


Eroico!
Tanto che sul gruppo WhatsApp sono partiti arditi paragoni.


Ecco, è il caso però adesso di svelare il segreto.
Il feticcio magico che ha infuso coraggio e incredibili capacità portieristiche (neologismo) a Luca.
... e se non sapete chi sia Genzo Wakabayashi, probabilmente avete vissuto la vostra infanzia su Marte.



Esaurite le cose divertenti, bisogna dire anche due cose sul lato umano del gruppo.
Luca è entusiasta e c'è da dire che si è formato proprio un bel gruppetto di bambini affiatati e uniti. Sono tutti amici e sono tutti dei bravi ragazzi.
Per dire, se questa sarà la compagnia che tuo figlio si porterà anche nell'adolescenza, tu non potrai che essere soddisfatto e tranquillo. Sono tutti ragazzi di "buona famiglia", dove per buona famiglia non si intende certo dal punto di vista economico, se capite quello che intendi.
E anche tra voi genitori e gli allenatori, dopo alcune incomprensioni dell'anno scorso (figlie anche del fastidio di vedere sempre i ragazzi perdere male) c'è una bella complicità che comprende tra le altre cose anche alcune serate alcoliche tra i papà e l'organizzazione del torneo del vostro oratorio, con la gestione del ristoro con il contributo di tutti (menzione speciale per il lavoro enorme fatto da Tony e Enzo, maestri di barbecue).

Per concludere, quest'anno dal punto di vista sportivo è andata bene, ma non è tanto quello l'importante. E' pur sempre una squadra dell'oratorio, e l'obbiettivo non è tanto il risultato ma il percorso.

E poi, da settembre si passa da primi calci a pulcini e si cambia da calcio a cinque a calcio a sette. Proprio adesso che avevate cominciato ad ingranare.
... vuoi vedere che si ricomincia a perdere venti a zero?

mercoledì 18 dicembre 2019

Il Luca nel fantastico mondo dell'atletica

Da qualche mese tuo figlio Luca ha introdotto una novità nelle sue attività extrascolastiche, che alla fine ti ha coinvolto molto da vicino.

Come ha già più volte detto, il suo sport è il calcio.
Gioca assiduamente divertendosi (ma con risultati sportivi tutto sommato modesti) nella squadra dell'oratorio, la gloriosa Junior Calcio, già da circa sei anni.
Voi come genitori avete però sempre insistito perchè, oltre al calcio, si impegnasse anche in un'altra attività. Il tuo sogno è che fosse un attività extrasportiva, tipo un corso di musica, ma finora non ha incontrato una passione che lo spingesse ad impegnarsi in qualcosa. Comunque è carattere: non è uno dai facili entusiasmi, ed è refrattario ad abbandonare la sua confort zone.
Fino a maggio di quest'anno partecipava settimanalmente al corso di nuoto, assieme ad alcuni suoi amici, ma l'entusiasmo di tutto il gruppo è sempre stato molto scarso.
Per carità, lo capisci, eh. Anche a te nuotare non è una cosa che fa impazzire. Ci vuole una dedizione difficilmente riscontrabile in un bambino di dieci anni che ha voglia di giocare.
Alla fine avete ceduto e quest'anno, con l'inizio della scuola, volevate cambiare. Dopo molti tentennamenti, e dopo alcune lezioni di prova, ha deciso di seguire un corso di atletica.
Il lunedì pomeriggio ora, dopo la scuola, segue in palestra il corso di atletica dell'ASD AIRONE.


Come solo i più attenti lettori potrebbero intuire (ha, ha, ha) in una famiglia come la tua che mangia pane e corsa, questa novità è stata salutata con gioia e, naturalmente, è stata la scusa per affrontare una nuova sfida sportiva.
Si perchè oltre a partecipare con entusiasmo agli allenamenti, il Luca ha voluto anche aderire al campionato CSI di corsa campestre che gli ha proposto l'allenatrice.
Tre tappe a novembre e altre tre a febbraio dove si corre nei campi. Sull'erba, quando va bene, ma di solito nel fango (o addirittura nella neve).
Accompagnati dalla mascotte Macaco.


Funziona così: il Luca, che nato nel 2009 fa parte della categoria Esordienti, corre verso le 9,30 e si fa 800 metri, mentre tu, classificato come Amatori B (tradotto: i vecchi) verso le 11 corri per circa 6 km.
Si, perchè il ragionamento è stato: la domenica mattina che lui corre le devi accompagnare e comunque è troppo presto per permetterti di allenarti prima, tanto vale sfruttare una giornata altrimenti persa partecipando anche tu alla gara.

Alla prima prova, domenica tre novembre, purtroppo tu non hai potuto partecipare in quanto malato, e ti è dispiaciuto moltissimo perchè il percorso era all'interno del castello di San Colombano al Lambro, tuo paese d'origine.
Il Luca invece ha partecipato alla sua prima corsa guadando pozzanghere enormi sotto una pioggia scrosciante.



La prima esperienza è stata molto positiva, e dice di essersi divertito, anche se la condotta di gara è stata troppo attendista e si è ritrovato dopo l'arrivo con molta energia inespressa.
Ma ci stà, è la prima volta...

Allora la seconda gara (24 novembre a Somaglia), cambia tattica e parte a cannone. Il primo giro lo passa al primo posto, per poi scoppiare e farsi superare da tantissimi altri concorrenti.


A questa gara però partecipi anche tu.
E' stata un'esperienza formativa, dove hai imparato che cercare di fare velocità su fondo scivoloso, e con un percorso che comprende continue curve secche e alcuni saliscendi, è uno sport completamente diverso da quello che tu sei abituato.
Tanto che nei giorni successivi hai scoperto dolori in punti delle gambe dove non pensavi neanche di avere dei muscoli.



Ultima tappa del girone d'andata, a Lodi il primo dicembre.
Il Luca ha imparato dai suoi errori, e stavolta adotta una condotta di gara oculata. Che comunque lo vede arrivare completamente sfinito.
E anche te, con un fondo un po' più duro e con un percorso più lineare, riesci a fare velocità migliori.
Il risultato però non cambia, che entrambi non siete dei campioni, ma degli onesti corridori da metà classifica.


Per ora l'atletica gli piace, e stiamo pensando anche di raddoppiare l'impegno e farlo andare anche al mercoledì.
E anche a te e alla biondina l'idea piace.
Perchè sicuramente il calcio lo diverte ed uno sport di squadra gli può insegnare tanto, ma la passione e la dedizione che uno sport come l'atletica può portare nella vita di un bambino, siete sicuri che lo porteranno ad essere una persona migliore.

venerdì 14 aprile 2017

Sport in famiglia: ad ognuno il suo

Questo post è la sintesi perfetta nel contesto di un blog che parla di sport e famiglia.
Sabato scorso è stata una giornata che ha visto contemporaneamente te, la biondina e (questa è la novità) anche il bimbo impegnati nei vostri sport preferiti.



Staffetta 12x1/2ora FIASP
La tua parte è quella più banale. Come tante altre volte (vedi qui l'ultima) hai corso per il tuo gruppo Podisti di Sant'Angelo la staffetta 12x1/2ora in un percorso ad anello del parco TAV di Somaglia (LO). Velocemente le regole: squadra da 12 atleti che hanno 30 minuti di tempo ciascuno per correre nel circuito, la squadra che fa più giri vince.
Te hai occupato la penultima frazione dalle 18 alle 18,30 e hai fatto (per le tue capacità) un piccolo capolavoro. Che qui l'età avanza, ma staffetta dopo staffetta il tuo risultato continua a migliorare, e stavolta sei riuscito a correre 7,5 km (18 giri), con un passo di 4'05" al km. Una roba da fuori di testa.
Una sudata da bestia, ma il tuo è stato il risultato migliore del gruppo, e di questo te ne bulli estremamente (anche se gli eroi del giorno sono stati Angelo e Lorenzo, che si sono fatti due frazioni a testa).



Gravel Race Lodi - Lecco - Lodi
Nella staffetta di cui hai parlato sopra, di solito la frazione tra le 17 e le 17,30 (in cui è obbligatoria la presenza femminile) era quella della biondina. Quest'anno però lei non c'era, perchè ha passato quasi tutto il giorno in sella alla sia MTB. Come l'anno scorso, si è fatta poco più di 160 km sulle strade bianche di fianco all'Adda e ai canali tra Lodi e Lecco. Un bel gruppone di gente che conosceva e di nuove amicizie, una bellissima giornata di primavera e tanti bei chilometri di strade bianche.
La buona notizia è che i problemi legati ai bassi valori di emoglobina (che riportavi qui) sembra che si stiano risolvendo (al netto dei problemi di digestione dei pesantissimi integratori di ferro) e pedalare e correre stanno ritornando ad essere momenti di benessere psicofisico e non più frustranti.
Bueno. Ottime sensazioni per affrontare con serenità la preparazione per poi andare a luglio alla Dolomiti Super Bike.





Il bimbo e il calcio (la Junior e la Juve)
Il bimbo, come tutti i sabati pomeriggio di autunno e di primavera, ha giocato con la sua squadra (C.S.I. Junior Calcio asd Sant'Angelo Lodigiano) il girone C del campionato Primi Calci 2009, Lega Nazionale Dilettanti - Delegazione Provinciale di Lodi (che scritta così sembra una roba seria). Adesso è nel girone di ritorno che finirà a maggio, nel frattempo c'è anche qualche torneo serale nei paesi vicini a cui la squadra sta partecipando.
E' un bell'impegno per lui e per voi genitori, tra i due allenamenti a settimana e le partite in casa e in trasferta.
Ma a lui piace tantissimo.
Aveva cominciato a giocare in difesa (difensore centrale), ma ora sta stabilmente in porta.
La squadra nel complesso è un mezzo disastro: perdono circa l'80% delle partite e anche se si vedono alcuni progressi, a volte assistere alle partite può essere demoralizzante.
Ma loro no, loro sorridono sempre.
Anche sabato scorso, quando hanno perso tutti e quattro i tempi da 10 minuti conto la squadra di San Martino in Strada.





Ma non è finita qui. Perchè per il suo compleanno (che festeggerà settimana prossima), il suo amico del cuore Ale gli ha voluto regalare una partita della Juve.
(Ah già, sembra che il bimbo sia juventino. Vabbè, nessuno è perfetto.)
E quindi finita la loro partita, il papà di Ale li ha portati a Torino per Juve - Chievo.
Per lui è stata una serata magica: ha visto per la prima volta uno stadio di calcio, ha visto segnare una doppietta a Higuain, ha ricevuto in regalo una sciarpa della juve, e si è riempito il cuore di belle sensazioni.


Tornato a casa all'una di notte (e si era fatto buona parte del viaggio di ritorno addormentato secco sul sedile della macchina) mentre lo stavi aiutando a mettere il pigiama ancora con gli occhi chiusi ti ha detto:
"Siam venuti fin qui, siam venuti fin qui,
per vedere segnare Higuain!!!"


(Grazie ancora a Loredana e Lorenzo per lo splendido regalo che gli avete fatto)

lunedì 25 ottobre 2021

Dove eravamo rimasti... lo sport del Luca

Dopo aver fatto un post cumulativo per un po' del tuo periodo sportivo, e dopo aver riassunto anche alcune cose della biondina, è il momento di parlare di quello che ha fatto sudare tuo figlio negli ultimi mesi.

Atletica
Già dall'autunno 2019 Luca è iscritto alla squadra di atletica del tuo paese, l'ASD Airone, e già allora avevi parlato dei suoi primi passi nelle gare di corsa campestre, con le cronache delle gare condivise con te (qui il link).
La seconda parte di quella stagione fu naturalmente azzerata dal Covid.
Ricordiamo anzi qui l'ultima gara da lui fatta, dopo lo stop invernale, a Castiglione d'Adda il 9 febbraio 2020. Chi ha buona memoria può cominciare a tremare, perchè il buon Mattia (il paziente 1 che ora tutti conoscono, e che tu e tutti i podisti  della tua zona conoscevate già prima) è proprio di quel paese e 8 giorni dopo si presentava la prima volta in ospedale con brutti sintomi...
Vabbè, al di là di questi aneddoti che vi racconterete nei prossimi anni, torniamo all'atletica.
Naturalmente il 2020 ve lo siete fumato, e si è ricominciato solo in primavera 2021.
Vanno però ricordati una serie di gare a Lodi e i campionati regionali su pista a Como a cui Luca ha partecipato con risultati alterni.
A Como è stata una comunque bella esperienza, accompagnato dalle allenatrici e condivisa con i suoi compagni.




Nelle gare di Lodi invece ha partecipato ai 60 metri, ai 1000 metri e al salto in lungo.
E lì, un po' a sorpresa, è salito sul podio per il salto in lungo.



Con il ritorno delle scuole, è iniziata anche la nuova stagione di atletica, e lui ha voluto ancora partecipare agli allenamenti per due volte alla settimana.
Per ora le prospettive sono nebulose, cha ad oggi non si sa ancora se potranno ricominciare almeno le gare di corsa campestre. Sia lui che tu sperate che ripartano il prima possibile, che quelle domeniche alternative che avete vissuto due anni fa erano divertenti...


Ciclismo
Qualche mese fa hai usato biecamente la scusa di tuo figlio che ha cominciato ad andare in MTB per comprarti una bici nuova, come ricordavi qui.
In uno strano contrappasso poi anche lui ha usato la stessa scusa, e si è comprato la bici nuova.



Si è comprato è un po' esagerato, diciamo che per l'acquisto ti sei fatto dare una percentuale che ha coperto con le mance del suo compleanno. E comunque con la sua Cube usata da 29 pollici fa la sua porca figura e gli piace molto.
Ma l'altro evento da scrivere sotto questo paragrafo chiamato ciclismo è che, dopo tanto promettere, quest'estate Luca ha fatto il suo primo giro in bici da corsa.
La Wilier vecchia della biondina veniva usata finora per i rulli, ma nei prossimi anni tornerà probabilmente a solcare l'asfalto. Per ora il 18 luglio (data da segnare con la matita rossa sull'agenda) si è fatta 23 km tra Sant'Angelo e San Colombano (siete andati a trovare la zia) con grande soddisfazione degli orgogliosi genitori.




La salita al ritorno era bella tosta per un neofita, ma lui, con l'irruenza e l'incoscienza dell'inesperienza, l'ha fatta senza risparmiarsi e quasi tutta in piedi. E' riuscito  ad arrivare in cima fuori giri ed è sceso dalla sella per riprendersi che boccheggiava.
In famiglia naturalmente siete solo che contenti di questo interesse per le due ruote, e farete di tutto l'anno prossimo per farlo crescere e farlo diventare passione.


Calcio
La Junior non c'è più.
O meglio: la gloriosa squadra dell'Oratorio San Luigi (la Junior, appunto) in cui il Luca ha militato da quando aveva solo 5 anni, a settembre non si è più fatta.
Finora la Junior arrivava fino a 11 anni, poi solitamente i bambini che volevano continuare a giocare a pallone, andavano altrove. Quelli bravi al Sant'Angelo Calcio (o nelle squadre più strutturate dei paesi vicini). Gli altri andavano nel San Rocco: la squadra dell'altro oratorio del paese.
Luca naturalmente è andato al San Rocco...


Ok, è leggermente più complicata di come l'hai descritta te qua sopra, ma pressappoco è finita così.

Luca e alcuni suoi amici della vecchia squadra si sono ritrovati nell'oratorio dell'altra parrocchia (che detta così...) con nuovi compagni, nuovi allenatori e anche, per assurdo, un nuovo sport. Perchè da quest'anno si gioca a 11.

Da novembre 2019 praticamente non hanno più giocato a calcio, se non qualche allenamento sporadico nei mesi tra i due lockdown.
Ricominciare quest'anno è difficilissimo per loro, per un sacco di motivi, per cui ci si aspetta almeno una ripartenza piuttosto complicata.

Sabato scorso si è disputata la prima partita del campionato giovanissimi provinciale, e in effetti il pronostico è stato rispettato.


Non scrivi il risultato finale, ma diciamo che hanno perso tanto a zero.

Tantissime le novità: allenamenti più intensi e organizzati, partite con arbitro e guardialinee, convocazioni durante la settimana in base (anche) al rendimento e all'impegno...
Ma una cosa non è cambiata: anche stavolta l'hanno messo in porta.

Che classe, che stile... che sciatteria!


In famiglia sperate tanto che di tutti questi inizi, qualcosa si porti avanti...

mercoledì 9 settembre 2015

L'amicizia ai tempi dell'asilo

Il bimbo tra qualche giorno inizierà la scuola elementare.
Scuola nuova, amici nuovi, maestre nuove. Insomma, una nuova avventura.
Entusiasmante, certo, ma anche incognita e per questo a tratti spaventosa.

Ma ora vogliamo parlare di quello che si sta lasciando alle spalle.
Esperienze, sensazioni e persone che, anche se non saranno più parte costante della sua quotidianità, fanno ora parte del suo bagaglio emotivo e del suo vissuto.
La maestra annalisaportapazienza, le suore, l'aula della classe verde, il refettorio, i giochi del cortile, tutte le cose belle e importanti che ha imparato.
Ma soprattutto gli amici dell'asilo.


L'amicizia ai tempi dell'asilo è un'esperienza totalizzante.
Quando si hanno tre anni e si comincia a relazionarsi con persone della tua stessa età, non si hanno filtri, né preconcetti, né esperienze. Non sai quali sono i tuoi gusti e inclinazioni, pertanto non puoi sapere quale tra quei circa dieci bambini della tua classe con la tua età, può essere quello con cui legare di più e condividere più profondamente i prossimi tre anni.

... eppure ...

Eppure capita che al primo giorno dell'asilo a tre anni (beh, forse non era proprio il primo, diciamo il secondo va') il bimbo ti parla del suo amico Ale. E che l'ultimo giorno a sei anni si sono salutati abbracciandosi e baciandosi.
Il bimbo ha molti amici, alcuni amici per la pelle e un amico del cuore.
Sono sempre stati inseparabili, e questa loro forte amicizia è stata il puntello a cui si sono appoggiati anche nei momenti più difficili. Sono stati di grande aiuto uno per l'altro, e insieme sono cresciuti e maturati molto di più di come avrebbero potuto fare divisi.
Quando il bimbo era in crisi e non voleva andare all'asilo (soprattutto al secondo anno) riuscivi a convincerlo che l'asilo era un posto bello ricordandogli il suo amico Ale.
D'altronde anche Ale a casa continuava a nominare il suo amico quasi come un eroe, tanto che se il suo papà lo sgridava, lui di tutta risposta gli diceva: allora io glielo dico al mio amico Luca!

Era inevitabile che l'amicizia continuasse anche fuori dell'asilo, e si sono trovati a condividere anche altre passioni, come il nuoto, in un primo momento (ma è durato poco), o il calcio successivamente (e ancora adesso).


E poi feste di compleanno, gite, serate in pizzeria, e anche giornate e cene a casa di uno o dell'altro.


Ora le loro strade si divideranno.
O almeno, non saranno più in classe insieme alle elementari, perchè il bimbo non farà il tempo pieno, mentre Ale invece si. Uno nella sezione C e l'altro nella A.
Certo, si vedranno ancora. A scuola nei momenti comuni, a calcio, e come amici "puri" in altre occasioni.

E tu speri che la purezza della loro amicizia odierna, che durerà forse una vita o che scemerà con l'età, sia sempre di aiuto e supporto a loro due, come lo è stato in questi tre bellissimi anni di scuola dell'infanzia.

giovedì 12 aprile 2018

12xmezz'ora FIASP Sant'Angelo Lodigiano 07/04/2018

Questa cosa della staffetta annuale organizzata dal Comitato Provinciale di Lodi della FIASP è per te una piacevole tradizione. Anche l'anno scorso ne hai scritto in questo post, ma andando a ritroso nel labirinto degli anni seguendo le molliche di pane dei link, si possono leggere ben sei tue cronache della staffetta. E quest'anno è capitato che venisse organizzata dal tuo gruppo dei Podisti Sant'Angelo, sulle corsie della "tua" pista di atletica. Tua nel senso che è quella in cui hai consumato negli anni svariate suole di scarpe. Scherzando con il tuo amico Max, gli hai detto che ti sembrava di correre nel salotto di casa, tanta era la confidenza che hai con quell'anello.

Prima della partenza tra atleti, supporter e simpatizzanti.

In breve le regole: squadre da 12 atleti che hanno 30 minuti di tempo ciascuno per correre nel circuito, la squadra che fa più giri vince. Quest'anno erano presenti 29 squadre (per un totale di 348 persone che corrono nell'arco di tutto il pomeriggio, mica poche) e il tuo gruppo ha presentato due squadre, chiamate ufficialmente A e B (pettorale uno e due, perchè giocavate in casa), ma scherzosamente classificate come la squadra dei keniani e quella dei katanai (espressione molto local che si può tradurre bonariamente come pasticcioni, incompetenti).

E alla fine ... beh, alla fine avete onorato il pettorale numero uno.


Secondi!
O, preferisci dire, primi degli umani, che i 25 giri di distacco che vi ha rifilato il Casale A sono una roba che manda ai matti. Niente da dire, neh, quelli sono fortissimi, ma è proprio un altro campionato. E metà classifica spiaccicata per la seconda squadra.

Ma d'altronde, con 'ste facce qui ... 

Defezioni sfortunate dell'ultima ora di hanno consegnato l'onore e l'onere di occupare ben due frazioni, tra cui la prima. Il tuo risultato personale è stato ottimo: 18 giri la prima mezz'ora e 17 giri la seconda (non ti ha retto la pompa per tutte e due le frazioni e naturalmente sei calato), risultati che ti pongono al livello dei due veri top runner della squadra (IronBatta e Lorenzo) e di cui ti bulli un casino.


Un altro punto di soddisfazione è stato l'apprezzamento generale da parte di concorrenti e amministrazione comunale per l'organizzazione, nonostante qualcuno ha remato contro e ci ha costretto ad utilizzare i servizi della vicina ma non vicinissima palestra comunale, al posto dei comodissimi spogliatoi della squadra di calcio.

Sembrerà strano, ma questo è uno degli appuntamenti della stagione sportiva che aspetti con più allegria. Ci sono gli amici che trovi nelle gare campestri della domenica, ma qui hai tempo scambiare quattro chiacchiere con tutti prima della tua frazione. Ci sono le famiglie intere e i bambini che giocano a calcio nel campo all'interno della pista. Ci sono i gazebo delle singole squadre e, chissà com'è, sono sempre pieni di cose buonissime da mangiare (nel tuo: panini con la mortadella, torte salate, colomba mandorlata) e da bere (hai visto con gli occhi di questa tua faccia preparare degli spritz col Campari da un'altra squadra. Idoli).
E poi c'è anche da appuntarsi un numero, abbassare la testa e menare, che mezz'ora è il tempo ideale per tirarti il collo per bene.

E' stato un bellissimo pomeriggio di sport, sole e facce sorridenti.

sabato 29 gennaio 2011

Facciamoci del male

Niccolò Fabi - Lasciarsi un giorno a Roma:

Non ho visto nessuno
andare incontro a un calcio in faccia
con la tua calma, indifferenza
sembra quasi che ti piaccia


Siamo appena all'inizio della preparazione per la maratona di Milano, e domani ho in tabella un lunghissimo da 31 km (e non è neanche dei più lunghi).

Ecco, probabilmente mi farebbe meno male quel calcio in faccia.

lunedì 23 aprile 2012

Giochiamo a calcio? Io faccio l'Inter!!

Qualche tempo fa mi interrogavo con rammarico (ma sempre e comunque con ironia) sul fatto che il bimbo sembrasse più interessato alla visione di un balletto classico che di una partita di pallone.
Ma il tempo è galantuomo, e dopo circa un annetto il principe Milito si è preso la sua rivincita.

La nuova incarnazione di Klinsmann.
La pantegana bionda.

Ora uno dei nostri giochi preferiti è il pallone da calcio di spugna con cui fare gol contro le porte delle stanze nel corridoio di casa. In questa foto vediamo di spalle il bimbo con la maglia dell'Inter regalo del nonno dell'anno scorso ai tempi del triplete.
Allora non capiva bene cos'era e non la voleva indossare, mentre ora che comincia ad andargli un po' strettina continua a chiederla e non vorrebbe più torgliersela, tanto che qualche volta ci ha fatto pure il sonnellino pomeridiano.

In questo caso la mamma italiana media comincerebbe ad urlare di non giocare a palla in casa, ma la biondina non può lamentarsi, quando è lei la prima a fomentare la cosa.
Infatti è lei quella che si intravede nella foto sopra a presidio della porta d'ingresso con una vecchia maglia nerazzurra.
Vecchia tanto da avere scritto sulla schiena Ibrahimovic (sembra un secolo fa, invece era solo il 2008).