giovedì 26 luglio 2018

Drei Zinnen


Da quest'anno si ricomincia a fare la vacanza vera e propria in montagna.
E nel luogo più perfetto quando si pensa alla montagna: la Val Pusteria ed il comprensorio delle Tre Cime di Lavaredo, le Drei Zinnen (da leggere con un pronunciato accento tedesco).
Poi ci sarà tempo ad agosto di andare qualche WE al mare, ma per come si stanno sviluppando le vostre passioni era inevitabile che decideste di passare qualche giorno sulle dolomiti.
Ma la cosa che ti ha fatto più piacere è che non solo tu o la biondina vi siete divertiti, ma anche la minoranza della famiglia (che per definizione è sempre all'opposizione), ha mooooolto apprezzato.
Tipo così:


Avete deciso di tornare in Val Pusteria come tre anni fa e come l'anno scorso per la DSB, ma visto che non c'è budget in famiglia, era necessario trovare un appartamento fuori dai paesi principali per poter risparmiare. Avete trovato il residence Schneiderhof a Prato alla Drava, frazione di San Candido e ultimo paesino prima dell'Austria. Praticamente avete alloggiato a 200 metri in linea d'aria dal confine e quando andavi a correre alla mattina un giretto al di là lo facevi sempre, giusto per lo sfizio di vedere i nomi stranieri sui segmenti di Strava.

Partenza venerdì mattina prima dell'alba per arrivare (dopo cinque ore senza troppo traffico) al rifugio Auronzo, che per prima cosa avevate promesso a Luca di portarlo a fare il giro delle Tre Cime di Lavaredo. Ancora una volta il posto vi ha stregati e vi ha divertiti. L'unico problema è che siete passati da zero a +2.400 mslm in poche ore e il Luca ha avuto un po' di mal di testa, mentre la biondina proprio sbarellava dalla fatica (non è certo da lei). Ma oh, cinque giorni in tutto, non ti puoi permettere il lusso dell'acclimatazione.


Non starai a frantumarle con tutte le gite fatte, ma vuoi ricordare almeno che domenica siete andati sul Monte Piana, che oltre ad essere un posto panoramicamente incredibile, è stato teatro di anni di guerra di trincea tra italiani ed austriaci ed attualmente è sede di un museo a cielo aperto sulla prima guerra mondiale, a 100 anni tondi tondi dalla fine del conflitto.


Detto che la strada per arrivarci (partendo dal lago di Misurina, in parte nel bosco e in parte arrampicata sul fianco della montagna seguendo il percorso dell'antica strada militare) era di una bellezza imbarazzante, il camminare tra le trincee, nelle postazioni delle mitragliatrici, entrare nelle baracche di legno dei soldati e scoprire che per quella insignificante riga sulla mappa sono morti circa 14.000 soldati da una parte e dall'altra ti ha messo addosso un po' di magone.
Tuo figlio invece, con la spensieratezza dei suoi nove anni, dopo che gli hai raccontato a grandi linee la storia, è antrato in modalità ninja e attraversava le trincee acquattato facendo finta di sparare agli austriaci sul lato nord del monte.

Bang!! Ptiu, ptiu! Bang! BOOOOOM!!!!!

Ecco, durante il ritorno alla macchina avete preso gli unici dieci minuti d'acqua della vacanza, in cui il quadrupede della famiglia ha approfittato della borsa trasportino e si è fatto un bel pezzo comodo e all'asciutto sulle spalle della biondina. Vita da cani.


Poi ci sono stati anche i due temporaloni che sono venuti durante due sere/notti, ma lì, sinceramente, chissenefrega. Dal punto di vista meteo siete stati veramente fortunati.

Versante sport.
Anche qui, con cinque giorni a disposizione e con a seguito figlio e cane, non è che si poteva fare molto, e poi le passeggiate che facevate durante il giorno potevano anche essere sufficienti.
Ma te sei riuscito a ritagliarti un paio di mattine per andare a correre verso le sette. Ma soprattutto, il giorno che eravate in quota ai Prati di Croda Rossa, mentre il Luca si divertiva con i giochi collegati al rifugio, ti sei preso un'ora per provare lo skyrunning. Correre con i bastoncini in salita e a perdifiato in discesa su un sentiero che dominava la Val Fiscalina è semplicemente entusiasmante. Un po' meno tutti i dolori muscolari che hai avuto nei giorni successivi.


La biondina invece s'è portata dietro la MTB con un duplice obbiettivo: fare qualche uscita di un paio di ore al pomeriggio alla fine della passeggiata giornaliera (è tornata un giorno da Carbonin e un giorno da Sesto facendosi una bella deviazione sui Baranci), ma soprattutto di farsi un'uscita con guida di una giornata intera.
E in effetti lunedì si è presentata a Sesto al Bike School Alta Pusteria e ha partecipato al giro delle malghe con guida. Ottima scelta, che si sono presentate solo lei e una ragazza tedesca e accompagnate dalla guida del posto (quindi perfettamente bilingue) si sono fatte la loro personale giro corto della Dolomiti SuperBike con un totale di 60 km e 1500 md+
Con anche il bonus di alcuni consigli tecnici dell'istruttore. Ottimo!


Una delle cose che ti ha fatto più piacere in assoluto di questa vacanza è stata però l'entusiasmo di Luca. Gli è piaciuto tutto di quello che gli avete fatto fare, e ha camminato veramente tanto, nonostante la pigrizia insita della sua età. E non gli bastava mai: ha continuato ad insistere che avrebbe voluto anche lui portare la MTB per allenarsi e per fare un giro sulle ciclabili austriache.
Ad esempio, questo è lo spirito con cui ha affrontato da solo l'adrenalinica  discesa del Funbob di Baranci.

FUCK YEA!!

E niente, come dicevi all'inizio, la tua famiglia è proprio tagliata per le vacanze in montagna!

martedì 10 luglio 2018

Primi calci alla Junior

Post riassuntivo e piuttosto lunghino dell'annata sportiva del bimbo.

La leva calcistica del 2009 della Junior Calcio ASD, quest'anno ha fatto faville!


Dopo tre stagioni in cui il Luca ha giocato a calcio nella squadra dell'oratorio (ma attenzione, l'aggettivo dell'oratorio non è assolutamente da considerarsi come un dispregiativo) con risultati che andavano dal disastroso all'imbarazzante, passando per tutte le sfumature del fastidio, quest'anno la squadra ha preso un bell'andazzo e si è tolta più di una soddisfazione.
Non stai esagerando. Fino all'anno scorso i risultati della squadra erano molto scarsi: si può stimare circa una vittoria ogni dieci sconfitte. Dove le sconfitte erano robe tipo venti a zero, e le uniche vittorie erano contro squadre di scappati di casa che avevano visto il pallone la prima volta due giorni prima.
Invece, già da settembre scorso, si capiva che in campo erano messi meglio: hanno cominciato a giocare da squadra.
Voi genitori siete rimasti molto piacevolmente colpiti da questa novità, e l'assistere alle partite si è trasformato da quel rito orchiclastico tipo via crucis, ad un divertente spettacolo che invoglia anche al tifo.

Naturalmente non è che sono diventati di colpo dei campioni, ma diciamo che poco più della metà delle partite giocate le hanno vinte. E questo sia durante il campionato del sabato pomeriggio, ma soprattutto in quella lunga teoria di tornei a cui la squadra ha partecipato da aprile fino alla settimana scorsa.
Tornei che duravano una giornata intera (di solito quadrangolari dalla mattina alle 9 fino al pomeriggio alle cinque), o tornei che duravano svariati giorni con un girone di andata e di ritorno.
Un bell'impegno che ha messo a dura prova i ragazzi (ma loro neanche tanto, che era tutto divertimento), gli allenatori, ma soprattutto la capacità organizzativa delle famiglie dei piccoli calciatori.
La mensola in camera del Luca sta diventando pericolosamente piena di coppe e medaglie di partecipazione.


Parlando di tuo figlio, ormai la sua carriera di portiere è decollata, e anche lui, come tutta la squadra, è migliorato molto. Certo, ha molte lacune tecniche, dovute principalmente al fatto che non fa allenamenti specifici per il suo ruolo, come invece potrebbe fare in una scuola calcio più strutturata. Ma, ragazzi, è una squadra dell'oratorio, stanno facendo miracoli con le poche risorse che hanno.
Il suo punto forte è senza dubbio la spettacolarità del gesto atletico: anche (e soprattutto) se non ce n'è bisogno, la sua parata è sempre in tuffo con posa plastica.

E questo nonostante lo scorso febbraio, in uno di questi tuffi all'inseguimento del pallone durante un allenamento, la sua arcata sopracciliare ha impattato contro il ginocchio di un suo incolpevole compagno.
Te eri presente (per fortuna! se ci fosse stata la biondina bisognava soccorrere anche lei alla vista del sangue) e dopo aver tamponato alla meno peggio il copioso flusso sanguigno, siete andati al PS dove lui è stato esemplare e si è fatto mettere tre punti senza anestesia e senza il minimo lamento.


Eroico!
Tanto che sul gruppo WhatsApp sono partiti arditi paragoni.


Ecco, è il caso però adesso di svelare il segreto.
Il feticcio magico che ha infuso coraggio e incredibili capacità portieristiche (neologismo) a Luca.
... e se non sapete chi sia Genzo Wakabayashi, probabilmente avete vissuto la vostra infanzia su Marte.



Esaurite le cose divertenti, bisogna dire anche due cose sul lato umano del gruppo.
Luca è entusiasta e c'è da dire che si è formato proprio un bel gruppetto di bambini affiatati e uniti. Sono tutti amici e sono tutti dei bravi ragazzi.
Per dire, se questa sarà la compagnia che tuo figlio si porterà anche nell'adolescenza, tu non potrai che essere soddisfatto e tranquillo. Sono tutti ragazzi di "buona famiglia", dove per buona famiglia non si intende certo dal punto di vista economico, se capite quello che intendi.
E anche tra voi genitori e gli allenatori, dopo alcune incomprensioni dell'anno scorso (figlie anche del fastidio di vedere sempre i ragazzi perdere male) c'è una bella complicità che comprende tra le altre cose anche alcune serate alcoliche tra i papà e l'organizzazione del torneo del vostro oratorio, con la gestione del ristoro con il contributo di tutti (menzione speciale per il lavoro enorme fatto da Tony e Enzo, maestri di barbecue).

Per concludere, quest'anno dal punto di vista sportivo è andata bene, ma non è tanto quello l'importante. E' pur sempre una squadra dell'oratorio, e l'obbiettivo non è tanto il risultato ma il percorso.

E poi, da settembre si passa da primi calci a pulcini e si cambia da calcio a cinque a calcio a sette. Proprio adesso che avevate cominciato ad ingranare.
... vuoi vedere che si ricomincia a perdere venti a zero?

venerdì 15 giugno 2018

Granfondo del Penice - Zavattarello (PV) 03/06/2018

Sono passati già più di dieci giorni dalla tua partecipazione alla granfondo che passa nel cuore delle colline piacentine/pavesi, ma qualcosina la dovevi pur scrivere, a ricordo di una bella giornata.


Prima di tutto bisogna sottolineare la prima uscita in gara con la divisa della Speedy Bike, che se è dall'inizio dell'anno che hai la loro tessera, alla GF di Sant'Angelo di due mesi abbondanti fa la maglieria ROSTI non aveva ancora evaso l'ordine per l'estate.
Niente da dire: materiali buoni e una grafica tutto sommato gradevole.
Si, ti piaci. Sei abbastanza figo con la nuova divisa.

Al paese della partenza, Zavattarello, ci arrivi in poco più di un'ora, e visto che la partenza è alle 9,30, il viaggio è comodo e arrivi con un buon margine.
Sei da solo in macchina, e sei da solo anche in gara.
Ci sarebbero un po' di persone che conosci nelle griglie di partenza, ma come quasi sempre capita, decidi di partire da solo perchè trovare qualcuno che ha esattamente il tuo passo è quasi impossibile, inoltre il profilo altimetrico non permette di guadagnare troppo dalla scia, quindi il gruppo è quasi inutile e non lo cerchi.

Alla partenza siete in 642 bici, e di queste 444 (più te) al bivio sul torrente Staffora girano a destra sul percorso breve.
Percorso breve che comunque comprende 82 km e 2000 m di dislivello, quindi piuttosto impegnativo. La prima salita la conosci abbastanza bene, anche se di solito te nel tuo giretto almeno annuale sul Passo Penice fai una strada secondaria e meno trafficata, e vai su bene, con un po' di ombra nella parte finale e senza sudare troppo. Comincia la discesa verso Bobbio e nonostante la strada sia bella grande e il fondo in condizioni buone, ti sorpassa un frappo di gente a velocità smodata che ti abbatte il morale sotto il livello di guardia. Una volta di più (ma questo comincia a diventare una scusa ricorrente) hai dimostrato di non saper guidare la bici. Per paura principalmente, ma temi che ci sia anche un problema di postura sul mezzo o addirittura di stabilità della bici stessa. Bisognerà approfondire nei prossimi mesi.

Da Bobbio la salita per Ceci e per il passo del Brallo non la conoscevi ancora, ma è una salita molto bella e scenografica. Ti sei trovato più di una volta ad alzare lo sguardo dal manubrio per spaziare sul panorama.
Cinquanta fantastiche sfumature di verde.
E Mr. Grey muto!



Successivamente c'è da segnalare che la discesa verso Varzi è stata un calvario. Circa 350 metri di dislivello negativo su una stradina veramente scandalosa per quanto riguarda il fondo stradale. Asfalto crepato, buche, ma soprattutto sabbia e ghiaia sulle curve. Hai dovuto adeguare la tua già scarsa velocità, e praticamente nel grafico di Strava non si vede la differenza tra questo tratto e la salita successiva.


Sei arrivato sotto il gonfiabile stanco ma non morto.
Sei ottimista perchè pensi che ne avevi ancora, non tanto per quanto riguarda la velocità ma i chilometri.
Perchè alla fine quest'anno lo vorresti fare un percorso lungo della granfondo.
Appuntamento al 23 settembre a Casteggio per i 132 km.

martedì 12 giugno 2018

Trail di Ponte Crenna - Bagnaria (PV) 02/06/2018

Post anomalo in quanto piuttosto breve e scrivi di una gara a cui non hai partecipato, ma che non la cogli l'occasione di postare una rarissima foto con il podio su questo blog?


La biondina sabato due giugno è andata a correre uno di quei trail che tanto gli piacciono ultimamente.


Decisione presa il giorno prima, grazie alla compagnia della zia stordita che ha approfittato per camminare/correre i 5 km della manifestazione parallela.


E come tutte le cose decise all'ultimo minuto si va un po' alla speraindio tanto per divertirsi e passare una mattinata diversa. Invece, mentre correva chiacchierando amabilmente con diverse persone conosciute sul percorso e mentre si fermava anche a fare le foto, all'ultimo ristoro gli dicono che quella ragazza che è appena passata e non si è fermata è la seconda assoluta.


Cioè, addirittura se non avesse perso tempo a guardarsi in giro e mettendo dentro un po' più di grinta,  quei due minuti li limava sicuramente e il gradino poteva essere il secondo.

Comunque portare a casa il premio corrispondente in un buono spesa Decathlon e un buono sconto per un agenzia viaggi è una sensazione nuova.


Tanto per far capire ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, chi è veramente forte in famiglia.



Certo, sicuramente non c'erano le più brave.
Certo, c'erano poche donne alla partenza.
Certo, tutto quello che volete ...
... ma che figa è la biondina sul podio?

martedì 5 giugno 2018

Triathlon Olimpico - 27/05/2018 Pietra Ligure (SV)

E' un anno sottotono per quanto riguarda l'attività sportiva, e i fasti dell'anno scorso pensi siano difficilmente raggiungibili.
Però non è che proprio restiamo sul divano, è ora di darsi una mossa e ricominciare con il Triathlon!


Quest'anno hai deciso che con la tessera FITRI combinerai pochino: qualche gara non più lunga dell'olimpico. Perchè non hai molto tempo per allenarti, perchè la condizione è in ritardo e perchè ogni tanto lasciamo a maggese, dai.
Questa però la dovevi fare. Anni di ferie in riviera, quelle salite in bici che sono il tuo pane durante l'estate, logistica comoda e a gennaio ti eri già iscritto. Per la verità a gennaio pensavi di andare in due, che il buon IronBatta l'ha già fatta un paio di volte e gli piaceva molto l'idea di gareggiare insieme, ma è qualche anno che lui è messo peggio di te quanto a livello di sfighe.
Visto lo stato di forma non brillantissimo, avevi paura di ripetere la prova del settembre 2016 quando, dopo l'operazione al ginocchio e relativo stop, rientravi alle gare con l'Olimpico di Forte dei Marmi. Allora una giornata molto calda e una frazione di bici con due belle salite secche ti avevano spento la lampadina in corsa.
Stavolta però eri pronto.
Questo triathlon ha la caratteristica di essere piuttosto duro in bici, che mille metri di dislivello sono difficili da ammucchiare in soli quaranta chilometri in una gara sul mare. Ma nel punto in cui le Alpi marittime si trasformano in Appennini, succede anche questo.


La gara inizia nel primo pomeriggio: prima batteria donne prevista alle 13, poi a seguire le altre due, ma un ritardo organizzativo (non era ancora arrivata la staffetta delle moto della Polizia Stradale, e senza di loro non si parte per motivi di sicurezza) lascia tutti gli atleti sulla spiaggia una ventina di minuti in attesa. Che non ci sarebbe niente di male, se non che fa un bel caldo e con la muta si suda copiosamente. La muta era facoltativa ma caldamente (ah, ah) consigliata dall'organizzazione, vista la presenza di un bel po' di meduse sparse sul percorso. Te fortunatamente ti sei evitato l'incontro ravvicinato con queste bestiacce, e le uniche meduse che hai visto erano le meduse morte con cui giocavano i bambini sulla spiaggia.
Parti all'una e mezza e per quanto riguarda il nuoto non hai molto da dire, se non che riconfermi la tua mediocrità natatoria e la difficoltà nell'approccio alle pur modeste onde. Il mare non è decisamente il tuo elemento preferito.
La bici è andata esattamente come ti aspettavi: buone sensazioni e ottimo fiato in salita, ma scarsissima padronanza del mezzo nelle discese piuttosto tecniche, dove venivi letteralmente sverniciato da corridori che avevi appena superato in salita.
Comunque molto bello il circuito. Non avete percorso le strade più panoramiche che ci sono in zona, ma è stato molto stimolante.

Il circuito run da ripetere due volte, invece, faceva discretamente ca'a.
Pietra Ligure non ha un lungo lungomare (questa era l'ultima, lo giuri) che permette di correrci, pertanto si è imboccata una strada verso l'interno e anche un paio di stradine strette tra due muretti di pietra in cui non girava un filo d'aria e il sole era implacabile.
Ecco, lì al secondo giro hai avuto una crisi e hai dovuto camminare qualche centinaio di metri fino al ristoro dove hai messo la testa sotto la canna dell'acqua.
Rinfrancato, sei riuscito a raggiungere l'arrivo con un passo discreto e una faccia non sconvolta ma addirittura sorridente (o almeno credi).




Sei soddisfatto della tua performance, e ti sei riconfermato nella precisa metà classifica, generale e di categoria.
Ti porti a casa una bella sudata, una maglietta fichissima, una scottatura su coppino e spalle e un bel pomeriggio di sport.

Niente, stai rivalutando il tuo progetto di fare poco triathlon quest'anno.


giovedì 31 maggio 2018

Nozze di cristallo

L'anno scorso abbiamo festeggiato i 25 (venticinque, si avete letto bene) anni di fidanzamento.
Quest'anno festeggiamo i 15 (quindici, si c'è scritto così e non mi sono sbagliato) anni di matrimonio.
La data non me la posso dimenticare, che me la sono anche tatuata su un braccio, e comunque, per maggiore sicurezza, a suo tempo ho fatto in modo che coincidesse con il compleanno della biondina, che ricordare una data è più semplice che ricordarne due.
E quindi oggi festeggiamo le nostre nozze di cristallo.


Su questo punto non c'è molta chiarezza, che alcune tradizioni indicano 15 anni come le nozze di porcellana e il cristallo per i 20, ma non è questo il punto. Va bene il cristallo proprio per la forte simbologia.
Un cuore puro, limpido, cristallino.
Ci rappresenta perfettamente.

Quindici anni fa esteriormente eravamo sicuramente molto più giovani, ma più belli ho dei dubbi, che io mi sento più a mio agio con me stesso adesso che allora, e la biondina (anche se non ci crede) ha ora una bellezza matura che mi attira tantissimo.
Ma al di là del dato anagrafico quello che ci unisce adesso, quello che abbiamo costruito insieme in questi 15 anni, è qualcosa di prezioso che va al di là del peso del tempo.


E il sorriso di quei ventenni magari ora ha qualche piccola ruga di espressione ai lati delle labbra, ma è più limpido e luminoso.
Cristallino.

Ti amo biondina.
Grazie perchè porti questo anello da quindici anni.

... e buon compleanno.

martedì 29 maggio 2018

Assaggio d'estate

Domenica appena trascorsa hai gareggiato nel Triathlon Olimpico di Pietra Ligure.
E' una decina d'anni che bazzichi regolarmente per villeggiatura la costa di ponente tra Savona e Imperia e (se escludi quella piccola escursione nell'entroterra per lo sprint di Osiglia) non avevi ancora gareggiato in quei posti. E sì che ce ne sarebbero a carrettate di occasioni: bellissime granfondo, scenografiche mezze maratone e trail impegnativi.
Ma da un paio d'anni hai un appoggio comodissimo, funzionale ed estremamente cheap nell'appartamento di Pietra Ligure dei tuoi amici Fabio e Rossana che, bontà loro, lo possono affittare alla tua famiglia quando è libero (ne parlavi anche qui). E quindi quest'anno è successo, e  hai approfittato della gara di domenica pomeriggio per qualche giorno al mare tra sabato pomeriggio e lunedì sera.
Come al solito parlerai del tuo Triathlon Olimpico di Pietra in un post dedicato a parte, mentre adesso vorresti riportare, se riesci, un po' della bellezza e del piacere del mare a fine maggio.


Sabato partenza dopo pranzo e dopo due orette di strada comoda e poco battuta a quell'ora (se si esclude la teoria di supercar tra Ferrari e Lamborghini che ti hanno superato e verosimilmente stavano andando a Montecarlo per la Formula 1), arrivi al ritiro pettorali. Il resto del pomeriggio lo passi a far merenda con la focaccia e a passeggiare sul lungomare.
Cena frugale in appartamento e poi passeggiata a Finale per i tuoi riti di sempre: l'affogato al cioccolato da passeggio nella tua gelateria preferita, il sacchetto di caramelle alla liquirizia e la confezione di mandorle pralinate appena cucinate ancora calde. Ecco, dopo alcuni anni passati in quel posto, cominci proprio a sentirti a casa. Una sensazione molto piacevole ed estremamente rilassante.


La domenica, visto che la gara parte all'una, la biondina ne approfitta per provare in bici lei il percorso e parte alla mattina presto per quaranta chilometri in sella.


Il resto della giornata i trio formato da biondina, Luca e Billy lo passano in spiaggia, e te li raggiungi per rilassarti un'oretta dopo la gara.


La sera poi, anche per festeggiare il tuo buon risultato sportivo, cenetta di pesce in spiaggia.
E poi giochi, risate e baci.


Il lunedì avete fatto per la prima volta una mossa hard: te e la biondina avete dato fiducia al piccolo di casa e siete usciti in bici assieme, lasciandolo da solo in appartamento per un paio d'ore. Come arma di difesa aveva il tuo cellulare, e infatti una chiamata ve l'ha fatta mentre stavate sudando in salita, ma solo per vedere l'effetto che fa, visto che non aveva niente di importante da dirvi.
Quando siete rincasati verso le nove e mezza l'avete trovato che dormiva ancora, e il più indisciplinato alla fine è stato il cane, che Luca vi ha detto che per i primi minuti che siete usciti ha pianto vicino alla porta.
Il resto della mattina, visto che il mare era piuttosto mosso e il cielo nuvoloso, avete deciso che andare in spiaggia non era la mossa migliore, perciò avete fatto finta di essere in montagna e avete fatto un bel giretto nei sentieri dietro Finalborgo, tra grotte di calcare, chiese romaniche e muretti di pietra a secco.


Si, il Luca ha perso un giorno di scuola, è vero, non si dovrebbe fare.
Ma, oh, avevate proprio bisogno di una mini vacanza.

venerdì 20 aprile 2018

3° Rotary Run - Sant'Angelo Lodigiano (LO) 15/04/2018

Questo post parla di una corsa campestre che non hai corso, ma è come se.
O meglio, in fase di preparazione l'hai studiata per ore su Google Earth, poi l'hai corsa per provarla, poi l'hai modificata due volte, poi hai disegnato e stampato il percorso, poi ne hai parlato con gli altri gruppi organizzatori, poi hai segnato fisicamente il percorso con frecce e cartelli, e infine hai dato il tuo contributo a curarne alcuni altri aspetti come le iscrizioni e i ristori.


Per chi è nuovo su queste pagine: si parla di quelle manifestazioni podistiche ludico motorie a passo libero aperte a tutti organizzate dai gruppi locali della FIASP, croce e delizia del tapascione di ogni età e grado di atletismo.
Te e la biondina siete tesserati con il Gruppo Podisti Sant'Angelo (e anche il Luca è praticamente socio onorario e mascotte) e addirittura fate parte del consiglio del gruppo (a dire la verità all'interno del consiglio c'è solo la biondina, che entrambi non riuscite a far parte attiva del comitato, ma stavolta, visto che per alcuni aspetti organizzativi hai una buona dimestichezza, ti sei sostituito a lei).

E quindi hai avuto modo di partecipare a tutto quel ballarò che ci sta dietro una manifestazione come questa dove c'è da chiedere permessi ai comuni e ai proprietari dei terreni e delle strade attraversate, dove bisogna studiare la sicurezza stradale e i punti di attraversamento meno pericolosi possibili, dove bisogna reperire personale volontario e istruirlo su cosa deve fare, dove serve preparare il volantino della manifestazione e pubblicizzarla, dove quando ti sembra di aver pensato a tutto arriva il problema dell'ultim'ora che ti costringe a cambiamenti improvvisi ed improvvisati.
In questa categoria ci mettiamo il brutto tempo degli ultimi giorni prima di domenica (veri e propri nubifragi con grandine) che rischiavano di rendere impraticabili alcuni sottopassi stradali, se non fossero intervenuti i benemeriti vigili del fuoco con le loro pompe.

48 ore prima della corsa con 30 cm d'acqua

E' la prima volta che partecipi così attivamente all'organizzazione e ora hai capito quant'è faticoso e complicato studiare e preparare il percorso:


Preparate tutte le borse gastronomiche per i riconoscimenti individuali:


Preparate il ristoro finale, ma soprattutto gli intermedi, con roba da mangiare, da bere, i tavoli da portare sul posto, le persone da smistare:


Trovarsi la domenica mattina all'alba (te sei arrivato alle 6, ma c'era gente già li) per le ultime cose, che tanto sulle locandine c'è scritto partenza libera dalle 8 alle 9, ma sai già che si presenteranno al bancone dell'iscrizione gli esagitati delle 7 e i tranquilloni delle 10:


E parlando delle iscrizioni: te con altri quattro avete curato le iscrizioni per i singoli e i gruppi, i tesserati FIASP e i no, i gruppi del comitato provinciale di Lodi e quelli da fuori provincia. E maneggiare i soldi nell'ora di punta tra le 7 e le 8 quando hai decine di persone in fila che fremono non è mai facile. Questo che segue è l'assalto all'iscrizione:


Questa invece è la foto del bancone delle iscrizioni ma solo alle 10 e mezza, quando era finito tutto e c'era solo da contare i soldi e sperare che tornassero i conti (spoiler: sono tornati con un'approssimazione dello 0,17%):


E alla fine bisogna stilare la classifica dei gruppi. Cosa importantissima, che ci sono in ballo dei cesti gastronomici mica da ridere, e si sa che noi tapascioni della domenica a queste cose teniamo molto.
Qui sembrava che fosse andato tutto bene, che il file excel che avevi preparato ti dava la classifica in tempo reale, ma alla fine i pasticci ci sono stati lo stesso, perchè puoi avere un software eccezionale, ma se sbagli tu ad inserire i dati poi naturalmente ci saranno quelli che giustamente verranno a lamentarsi e ti faranno correggere gli errori:


Per finire la mattinata, completate le incombenze da ragioniere, hai avuto la possibilità di andare sul percorso come servizio scopa. Praticamente si è trattato di dare il "liberi tutti" ai ristori sul percorso e togliere i cartelli disseminati, in modo da lasciare tutto pulito (tranne le frecce segnate per terra, ma quelle sono state fatte con vernice spray ecologica, e ad oggi dovrebbe essere già sparite). Correre però era troppo lento, e allora tu e Angelo avete girato in MTB:


Un'altra cosa importante di questa manifestazione sta nel nome. Infatti non si tratta della corsa che il gruppo organizza ogni anno (quella è la marcia Barasina, e si terrà alla prima domenica di maggio), ma di un'idea del Rotary locale allo scopo di raccogliere fondi per beneficenza.
Da quel punto di vista ti è sembrata una vittoria. E' stato raccolto un discreto gruzzolo che, tolte le spese, servirà sicuramente a qualche nobile causa; hai fiducia in questo gruppo.

E quindi grazie al gruppo dei Podisti, al presidente, ai consiglieri, ai volontari tutti, agli sponsor e a chi ha permesso di fare del bene facendosi del bene.


mercoledì 18 aprile 2018

Trail La Scarpa - Bobbio (PC) 08/04/2018


Il fatto è che la biondina, parlando di corsa, si è persa nel bosco (come dicevi qui).
Poi aggiungiamoci che ora fa parte di un'associazione a delinquere finalizzata alla corsa difficoltosa (definizione ardita inventata da te ora) formata da Ironbatta (anch'esso abbastanza nuovo a queste avventure), dal veterano Alberto (ma questo è di un'altra categoria) e da Stefano, con tanto di gruppo WhatsApp, allora quest'anno è lecito aspettarsi una serie di corse trail molto diverse tra loro in tema di distanze, altimetrie, fondo e ambiente circostante.
Con questa compagnia, il 2018 trail è cominciato piuttosto presto per lei, con il Winter Trail del Parco a San Michele di Morfasso (PC) organizzato dal gruppo dei Lupi dell'Appennino il 28/01/2018. Si tratta di 19 km e 1.000 md+ con un bel freschetto, ma fortunatamente la neve importante che ha caratterizzato questa seconda parte dell'inverno non era ancora arrivata.



Dopo questo antipasto invernale, in questo post vuoi parlare soprattutto della gara del 8 aprile scorso: Trail della Scarpa a Bobbio (PC), 35 km 2070 md+ (nientemeno).
Tantissimi dubbi dei giorni prima, tanto che si è iscritta all'ultimo solo alla mattina della gara, perchè era da sola, perchè ultimamente non aveva fatto allenamenti lunghi più di venticinque chilometri, perchè un dislivello simile non l'aveva mai affrontato.
Ma alla fine si è convinta e, dopo alcuni mesi, vi siete presi il lusso di uscire di casa tutti e tre all'alba per passare una giornata insieme a fare le cose che vi piacciono di più (e si, perchè sfortunatamente cose banali come una domenica intera fuoriporta sono ancora molto difficili da organizzare per la vostra famiglia).
La giornata è buona: fa freschino e c'è un po' d'aria, ma per correre c'è il clima giusto.
E la biondina alle 9 parte insieme ad altri 100 concorrenti per le montagne della Val Trebbia.


C'è da sottolineare che per affrontare al meglio questa prova, la biondina si è preparata dal punto di vista dell'attrezzatura in modo impeccabile, con (oltre allo zainetto, le borracce e il telo termico obbligatorio) l'aggiunta del nuovo acquisto dei bastoncini in alluminio con il sistema di ripiegamento e chiusura, che si vedono nella prossima foto infilati negli spallacci dello zaino.


Partita la biondina te, il Luca e Billy avete passato una splendida mattina passeggiando sul ponte gobbo, lungo le stradine sterrate attorno al paese, nel letto del Trebbia e giocando a pallone. E all'una vi siete concessi il lusso enorme di un pranzo tipico piacentino con salumi, gnocco fritto, pisarei e fasò e tortelli verdi (te poi ti sei strafogato mangiando anche buona parte della porzione di tuo figlio).


Poi siete andati ad attendere la biondina all'arrivo per permettere a Luca e a Billy di percorrere con lei gli ultimi trecento metri prima del traguardo nel chiostro dell'abbazia di San Colombano.


Cronometro a 6 ore e 18 minuti, e classifica che dice 11 su 15 donne. Che se da un lato parliamo di un tempo elevato per percorrere quei chilometri per come siete abituati a pensarla voi runner di pianura, per lei è un risultato che non la soddisfa e di cui si lamenta.


Ecco, su quanto sia mezzo pieno o mezzo vuoto il calice amaro della soddisfazione agonistica degli amatori attempati (quali voi siete), ci sarebbe un sacco di roba da dire e un sacco di punti di vista da analizzare. Ti prendi l'appunto mentale di riparlarne con un post dedicato (certo, con i tuoi tempi ...), ma per adesso dici solo che non sei d'accordo con lei e che consideri ottimo in una gara di questo tipo anche solo l'averla finita entro il tempo limite.

Alla fine di una splendida giornata, che il Luca ti ha confessato essere stata molto apprezzata, la biondina ti ha raccontato di splendidi boschi, di viste mozzafiato sulla valle del Trebbia della terrazza naturale di Brugnello (se ne vede un piccolo scorcio nel video dell'organizzazione realizzato con il drone), di salite faticose aiutandosi con i bastoncini e di discese affrontate con calma e male ai quadricipiti.

Anche questo è #passionetrail