domenica 27 ottobre 2013

Tutti i giorni alla discoteca!

Come quella trashissima canzone del 2003. Sigla:


Riporti qui uno dei giochini preferiti del bimbo e tormentone di casa tua. Si ripresenta quasi tutte le sere con poche varianti, ma è sempre spassosissimo.

Te e il bimbo siete nel lettone e state aspettando che la biondina esca dal bagno.
Papi, io mi nascondo, tu digli alla mamma che sono uscito!
Va bene bimbo
... lui si nasconde sotto le coperte e nel frattempo arriva la biondina ...
Mamy, il bimbo mi ha detto di avvisarti che stasera usciva e torna a casa tardi.
Come non c'è? ma dov'è andato?
Ha detto che stasera c'era una festa in discoteca e non poteva mancare.
Una festa in discoteca? Di martedì sera? Ma che festa era?
Heee, ... era la festa di compleanno del suo amico leo, e lui non poteva mancare.
... da sotto le coperte si sente una risata divertita ...
E chi c'è stasera alla festa?
C'è leo, angelo e ale. Poi ci sono anche le ragazze: noemi, isabel, francy e benny.
Ah, bé. Speriamo che si diverta e che non torni troppo tardi. Ma chi è venuto a prenderlo?
... da sotto la coperta: papà, digli che ho usato la Kuga ...
Ehm, a dire la verità guidava lui stasera e andava a prendere gli altri. Ha preso la tua macchina.
La mia macchina??!?!??!!? Mamma mia che paura, speriamo che non faccia il matto e che guidi con prudenza.
Vabbè, dai, non pensarci e vieni a letto.
Si, è meglio che vengo sotto le coper ... HAAA!!!
e qui il bimbo salta fuori dal suo nascondiglio urlando BBUUHHUHHHH!!

Una sera è la discoteca, la sera dopo è un concerto rock.
Oggi usa la Kuga, domani guida la Jeep.
Può esserci un amico in più o in meno, ma bene o male la compagnia è sempre quella.

Te e la biondina siete andati in discoteca in vita vostra tante di quelle volte che si possono contare sulle due mani. Proprio un animale da party vi doveva capitare!

domenica 20 ottobre 2013

Allergico 2

Sottotitolo: le colpe dei padri ricadono sui figli.

Hai già scritto nel post di cui questo è la naturale conseguenza, della tua cagionevole salute d'infanzia e della predisposizione del bimbo agli allergeni. Questi acari e graminacee finora avevano avuto come effetti sul bimbo quelli del raffreddore allergico: naso che cola, occhi rossi e lucidi, starnuti e poco altro. Speravi che fosse finita qui, ma sapevi che mentre lo pensavi facevi un torto al buon senso. Che prima o poi sarebbero comparsi anche problemi respiratori.
Dovevi solo aspettare. Ma neanche tanto.

Domenica scorsa, mentre stavate affrontando un pomeriggio noioso decidendo se uscire o seppellirvi in casa, la tosse secca e insistente che da un paio di giorni stava affliggendo il bimbo si è evoluta e è diventata quello che in effetti era. Comincia a tossire tanto insistentemente che sembra quasi che gli manchi il fiato, ma la mancanza di fiato non è l'effetto, ma la causa. La situazione tra l'altro precipita piuttosto velocemente e tu e la biondina vi ritrovate allarmati a vedere un bimbo che comincia a agitarsi, fa fatica a respirare e si spaventa.
L'unica cosa da fare è caricarlo in macchina e correre verso il pronto soccorso dell'ospedale. Durante il viaggio sembra che un po si calmi, e quando entrate dal pediatra (non avete aspettato molto, la vostra esperienza con l'ER è positiva) respira quasi decentemente. Ma la visita e la nostra descrizione non lasciano dubbi al dottore: è un broncospasmo.
Terapia: bentelan pastiglie e ventolin.

San Ventolin, protettore degli asmatici

Dopo un paio di giorni il bimbo si è perfettamente ripreso ed è tornato ad essere quell'incrementatore entropico che tutti conoscono. In attesa della prossima crisi che sicuramente ci sarà, ma che ora sai come combattere e di cui non hai timore.
Ma il dejà-vù che hai avuto è stato potentissimo.

Hai passato molti anni, tra le elementari e le medie, in cui il problema dell'asma ha condizionato la tua vita sociale e in special modo il tuo approccio all'attività fisica. Approccio praticamente inesistente, perchè con questa scusa non hai mai fatto nessuno sport, nemmeno all'oratorio. Figurarsi a pensare di praticare costantemente calcio, basket, o chissà cos'altro. Ora il problema sembra passato, e con il senno di poi pensi (non sai se a torto o a ragione) che lo sport ti abbia aiutato a superare questa cosa. E adesso il ventolin non vuoi neanche vederlo, anche perchè il broncodilatatore è considerato doping!

E lo stesso speri per il bimbo. Vuoi che questo problema non diventi un handicap come lo è stato per te in adolescenza. Oggi ci sono i mezzi e le conoscenze che trent'anni fa non ci sono. Ma soprattutto tu hai un'esperienza diversa rispetto a quella dei tuoi genitori, che consideravano l'attività sportiva utile sì, ma fondamentalmente trascurabile.
Lo sport fa bene, non è solo un modo di dire.
Anzi, lo sport ti aiuta a stare bene.

martedì 15 ottobre 2013

Da grande farà il paleontologo

Ha già visitato tre volte il parco della preistoria a Rivolta d'Adda (di cui una volta in gita con l'asilo).
Ha le braccia sempre marchiate con tatuaggi tamporanei di dinosauri interi, orme di dinosauro, teschi cornuti e mascelle dentute.
Ha una libreria molto ben fornita di libri sull'argomento, che vanno dal libro di disegni da colorare, fino al libro più "tecnico" con storia, biologia e curiosità sui giganti del passato.

Il libro più fantastico di tutti è il pop-up dalle cui pagine escono le corna del triceratopo e le zanne del t-rex

Questa libreria importate è frutto di un compromesso che avete dovuto fare con il bimbo e che ormai è diventata prassi consolidata.
Come hai già scritto, tu e la biondina (ma anche il bimbo ultimamente si difende bene) siete dei golosi e assidui consumatori di gelato, più precisamente della vostra gelateria preferita di Crema. Oltre a questo vi piace molto Crema proprio come cittadina: c'è un centro storico con isola pedonale molto carina, con dei bei negozi e una piazza sempre molto viva. E piena di gente in tutte le stagioni. Ma al bimbo non è che interessa molto fare lo struscio di sera in centro, e quindi gli dovete promettere qualcosa in cambio per farlo star buono.
Avete scoperto che sul bimbo ha molto appeal (siamo al livello di un parco giochi, per dire) la libreria.
Nella zona pedonale c'è una libreria Mondadori che è tappa fissa e in cui il bimbo passerebbe l'intera serata a sfogliare i libri del settore bambini seduto sulla seggiolina. Ma non libri normali, lui è attratto inevitabilmente dai libri dei dinosauri. E te, al budget per il gelato, devi aggiungere comodo un circa 10 euro.

Da questo continuo rifornirsi di libri sull'argomento, il bimbo è diventato un vero esperto. E' convinto di sapere tutto ed è divertentissimo sentire declinare alla sua maniera la preistoria: inventa storie spassosissime con tirannosauri, triceratopi, parasaurofoli, stegosauri, anchilosauri, storpiandone i nomi, le abitudini e le proprietà.
Inoltre giocare ai dinosauri è diventata una delle altre tue croci e delizie delle sere con il bimbo in cui tu brontosauro finisci sbranato dal feroce tirannobimbosauro.

martedì 8 ottobre 2013

Corripavia 06/10/2013: una mezza maratona impressionante

Squallido gioco di parole (e qualsiasi gioco di parole è squallido se lo si deve spiegare) che mette insieme la mezza maratona corsa dalla biondina e la mostra sul maestro degli impressionisti Claude Monet.

Quest'anno la biondina è in forma. Più precisamente ha pedalato tanto come non mai.
Ma non è che ha dimenticato l'altra sua passione sportiva, anche se potrebbe sembrare visto che nel 2013 ha corso solamente la mezza maratona di Piacenza (e stiamo parlando dell'inizio di marzo). E' che a voi piace piace cimentarvi nelle mezze maratone e delle corse campestri FIASP nel periodo che va da ottobre fino a marzo.
E quindi, come già nel 2010 e 2011, ha deciso di correre la Corripavia, che, oltre ad essere una bella gara organizzata bene in una bella cittadina, ha il vantaggio di corrersi a 20 minuti di macchina da casa vostra.
Visto che era in forma, ha deciso l'assalto al Personal Best, aiutata anche dalla zia stordita che, partecipando alla gara dei 10 km, avrebbe fatto da lepre.


E così è stato, con la prima parte della gara corsa a ritmi molto elevati per i suoi standard (passo sui primi 10 km di 5'05"), per poi calare nella seconda parte.
Il che ci potrebbe anche stare.
Il problema è che il motivo del calo delle prestazioni sono stati i crampi ai quadricipiti che l'hanno addirittura costretta a camminare attorno al 18° km. Cosa mai successa e di cui non si riesce a fare una ragione. Ancora oggi, a distanza di due giorni dalla gara, ha serie difficoltà a scendere dalle scale.
Alla fine il personal best l'ha raggiunto (1h52'18", ben due minuti meno della gara di marzo), ma non può dirsi soddisfatta del risultato perché l'approccio è stato palesemente sbagliato.
E quindi stà valutando di rifarsi con un altro paio di gare tra ottobre e novembre.
E se impara a gestirsi meglio le energia, il muro dei 110 minuti facile che lo rompe nel 2013.

Questa la parte legata allo sport e alla biondina, perché inevitabilmente in questo periodo la tua attività podistica giace nel limbo del vorrei ma non posso.
Te hai accompagnato le ragazze alla gara per fare il cavaliere gentile, ma una volta arrivato sul posto ha cominciato a salirti il nervoso. Incontri amici che si preparano per correre, le ragazze cominciano il riscaldamento, lo speaker fa un piccolo breafing della gara ... e a te cominciano a girarti.
Quanto avresti voluto essere lì a riscaldarti con loro! Quanto ti manca la sensazione di euforia che ti investe nei pochi minuti prima della partenza in cui sei stipato nelle griglie di partenza con altre centinaia di persone!
Ti sei goduto la partenza da fuori, e ti è comunque servito per vivere di rimbalzo quelle bellissime sensazioni.

 

Quando sono passati tutti i corridori, e anche il rumore dei loro passi si allontanava per Corso di Strada Nuova verso il ponte coperto, tu hai fatto una cosa che non facevi da almeno una decina di anni: hai visitato una mostra di pittura!


Te di arte non sei certo un esperto. Sei un poco più ferrato in storia dell'architettura, ma la pittura non è sicuramente il tuo forte.
Ma andare per musei è sempre una sensazione appagante, e così è stato anche questa volta.
Per il motivo che hai appena detto (la poca esperienza) non ti avventuri in recensioni della mostra, ma puoi solo dire che ti è sembrata un poco povera di materiale, ma non di informazioni ed emozioni.

Certo che così è stata una giornata buona solo a metà: alla biondina lo sport e a te l'arte.
La perfezione sarebbe stata prima correre la mezza, poi rilassarsi nelle stanze della mostra.
Ma si sà che la perfezione in questo mondo è rara e bisogna avere tanta pazienza!

sabato 5 ottobre 2013

Buon compleanno!

Oggi è il tuo compleanno.
Sono trentanove.
E oggi hai ricevuto (sono le 20 circa, quindi la prognosi è ancora riservata) 26 messaggi su facebook, 6 sms e molti auguri di persona. Ti hanno augurato buon compleanno anche google e lo sportello del bancomat.
Per quanto riguarda i regali è un anno speciale: perchè ultimamente hai fatto una spesa per cui sei a posto per compleanno, natale, e buona parte del 2014.
Ma comunque il bimbo e la biondina non hanno fatto mancare il loro pensiero, e ieri sera quando sei arrivato nello spogliatoio della piscina per prepararmi alla tua oretta di nuoto, hai avuto una bella sorpresa nel borsone:

Al posto dei tuoi occhialini da nuoto (bellini ma banalotti), hai trovato questo spettacolo dell'ultimo modello dell'Arena, raccomandati per nuoto in acque libere e triathlon. E un cuoricino firmato dal bimbo.

Sono un ragazzo fortunato, perchè mi hanno regalato un cuore (cit.)

mercoledì 2 ottobre 2013

... e adesso pedala!

Il giorno 14 agosto, vigilia di ferragosto, campeggiava sul tuo facebook una foto con la sua didascalia che qui riporti:
Benvenuta piccolina <3

Hai comperato la tua prima bici da corsa nel 2004, ed era una entry level della Wilier. Già allora ti era sembrato di aver speso una barbarie, e si trattavano di circa 800 €. Il motivo era che allora non eri sicuro di quanto l'avresti utilizzata e avevi paura di aver impegnato tutti quei soldi per poi appenderla in garage. Fortunatamente con il passare degli anni hai sempre più aumentato i chilometri pedalati, fino ad arrivare ai tuoi picchi di questi ultimi due anni, dove hai cominciato a dare un senso molto più sportivo alle tue uscite che all'inizio erano solo delle passeggiate. Con la tua biciclettina in alluminio ti sei sempre trovato bene, non ti ha mai dato problemi e finora ti è sempre andata bene così. Ma come tutte le cose, quando ti appassioni a qualcosa cominci a sentire il desiderio di fare il passo successivo anche a livello di attrezzatura. Esci con altra gente in bici, partecipi a delle granfondo o a gare di triathlon e vedi di quelle biciclette stratosferiche, per quanto riguarda materiali, componentistica, o più semplicemente a livello estetico. Ma fin'ora come è stato nove anni fa, ti dicevi che ti sarebbe piaciuto molto comprare una bella bici, ma non te la sentivi di giustificare una spesa così importante nel bilancio famigliare per quello che fondamentalmente è un capriccio.

Per farti cambiare idea c'è voluto l'infortunio.
Quando hai scoperto che per un po non avresti più corso, e che quindi avresti concentrato gli allenamenti su nuoto e bici, il tuo atteggiamento si è ammorbidito e hai cominciato a frequantare il settore usato dei siti di vendita bici della tua zona. Ma la spinta definitiva te l'ha data la biondina che ha praticamente contattato lei il negozio e ti ci ha portato di peso.
Ma c'è da dire che quando poi sei stato lì non è che ti sei tirato indietro, e sei uscito con l'acquisto della più bella e costosa del mazzo.

Cervélo R3 montata Shimano Ultegra, ruote Fulcrum Racing 3, manubrio profilo piatto, sella SMP forma, guarniture (corona) ovale Qring della Rotor, rapporti 52/36 e pacco pignoni posteriore 11/25. Usata ma tenuta bene.
Bella da rimanere incantati.
Tutti i tuoi colleghi di pedale ti hanno fatto i complimenti per il tuo acquisto.

Ora, dopo che è passato poco più di un mese da quando l'hai portata a casa e ci hai pedalato un migliaio di chilometri, puoi dire di aver fatto uno degli affari migliori della tua vita.
Hai scoperto che il carbonio, oltre ad essere leggerissimo, è anche molto morbido e reattivo, cosa che sulle strade orrende delle tue parti è un gran sollievo. Hai scoperto che la postura è molto migliorata, e sei molto più "lungo" rispetto a prima sulla bici, che se all'inizio può portare a indolenzimento dei muscoli del collo, dopo qualche tempo sei molto più comodo. Hai scoperto che la sella con il buco in mezzo (in realtà la tua è l'estremizzazione del concetto ed è una sella tagliata in due) è comodissima, e ti permette di restare giù con la schiena per molto più tempo senza risentire di fastidi e formicolii nelle parti intime.

Ora riesci a fare tempi migliori, a spingere rapporti più impegnativi, a salire salite con un'agilità diversa.
Ti sei scoperto discreto scalatore e buon passista (sempre secondo i tuoi standard di amatore).

Tra poco comincerà la brutta stagione e le uscite in bici diminuiranno drasticamente. Anzi, tra un po' ti aspetta uno stop forzato da tutte le attività sportive che ora non sai ancora bene quantificare. Per questo motivo sei convinto che la bici l'anno prossimo assumerà un aspetto molto importante della tua attività.
E con questa biciclettina spettacolo, non vedi l'ora.

venerdì 27 settembre 2013

Un genitore quasi perfetto I


Le tue letture sono abbastanza monotematiche.
Fumetti, romanzi di fantascienza, fumetti, racconti horror, fumetti, libri di running, fumetti, storie di avventura.
E ogni tanto qualche fumetto.
Ma qualche mese fa hai fatto un acquisto che mai avresti pensato fino a qualche anno fa.
Complice una di quelle lodevoli iniziative editoriali (in questo caso del Corriere), quando hai saputo che la collana in edicola si sarebbe chiamata La Biblioteca dei Genitori, hai deciso che ti saresti buttato sulla saggistica. Ma però senza esagerare. Infatti ti sei fermato alla prima uscita.

BIBLIOTECA DEI GENITORI diretta da Gustavo Pietropolli Charmet.
Vol. 1 - UN GENITORE QUASI PERFETTO di Bruno Bettelheim
Edizione speciale su licenza per Corriere della Sera.

E' stato un ottimo acquisto, che ti ha dato una serie di spunti di riflessione per quel percorso di genitorialità consapevole che hai intrapreso e a cui tieni molto.
Questo libro lo stati centellinando. Lo leggi quando hai un momento in cui puoi concentrarti e permetterti di leggere e rileggere qualche pagina fino a coglierne il senso. Addirittura ti sei messo a sottolineare e a prendere appunti con la matita, come non ti capitava dai tempi dell'università. Ne hai letto finora circa la metà (stai parlando di un poderoso tomo di circa 500 pagine) e ora vuoi provare a riportarne qui i passi per te più interessanti e le tue considerazioni a riguardo.

Il titolo suggerisce che, per una buona educazione dei propri figli, non bisogna cercare di essere dei genitori perfetti, né tanto meno aspettarsi che lo siano, o che lo diventino, i nostri figli. E' invece alla portata di tutti essere genitori passabili, vale a dire essere genitori che educano bene i figli. Occorre però che gli errori che commettiamo nell'educarli (errori il più delle volte dovuti semplicemente all'intensità del nostro coinvolgimento emotivo) siano più che compensati dalle molte occasioni in cui ci comportiamo in modo giusto con loro. Scopo di questo libro è aiutare i lettori a essere genitori passabili.

Titolo: un genitore quasi perfetto. Sottotitolo: capire noi stessi per capire i nostri figli.
Partendo da queste intenzioni e da queste premesse il target è già altissimo, anche se l'obbiettivo non è la perfezione. Si parla di errori educativi e del fatto che l'unica colpa del genitore sia il suo coinvolgimento. Altre volte hai detto che lo sbaglio è in effetti inevitabile, dando la colpa più alla stanchezza, che a volte ti fa diventare superficiale e disattento. Ma il messaggio più utile che puoi trarre da queste parole è che non è possibile la perfezione, ma a conti fatti non è neanche necessaria.


I genitori ritengono che il loro compito consista del "capire" il bambino, assecondando la sua natura, stimolando le competenze, rispettando il suo stile comunicativo che prefigura il futuro temperamento.
Il genitore che aspiri a costituirsi come "sufficientemente buono" punta a contenere le paure e i bisogni originali del bambino, aiutandolo ad elaborare i propri naturali timori, sviluppando in lui un sentimento di sicurezza personale che lo aiuti a stabilire e far crescere buone relazioni  con la madre e il padre dalle quali attingere il nutrimento necessario alla crescita, che è proprio l'affetto e la protezione dei genitori.

Eliminare le paure e smussare i timori, perchè un bambino sicuro di sè diventerà un adulto consapevole e sereno nelle proprie possibilità.
Ed è bello pensare che l'affetto e la protezione dei genitori siano il suo nutrimento necessario per la crescita.


A rendere ancora più difficile ed appassionante il mestiere di madre e di padre concorre la necessità di capire come possano essere trasmessi norme e valori indispensabili lungo un percorso educativo che si ripromette di non suscitare paure eccessive e di non innalzare troppo il livello del conflitto tra genitori e figli.
Riuscire a farsi obbedire per amore e non per paura di drastici castighi potrebbe essere il motto dei nuovi genitori, convinti che lo scopo dell'educazione debba essere aiutare il figlio a diventare un soggetto etico, libero, felice di rispettare le leggi e i valori condivisibili della società in cui cresce, ma dotato di elevata capacità critica e di autonomia di giudizio.

Questo è il sacro graal del rapporto padre-figlio. La perfezione consiste nel non dover imporre le proprie decisioni al figlio, ma essere in grado di spiegargli il perchè di quello che tu vorresti e riuscire a convincerlo di avere ragione. Ma questa interazione è talmente rara da sfiorare il mito. Un bambino per sua natura ragiona in modi molto diversi da quanto fa un adulto: percepisce solo il suo benessere immediato e non vede altre alternative. E quindi il più delle volte si è costretti ad imporre il proprio volere di adulti in contrapposizione al volere del bambino. Dovrai lavorare molto in questa direzione.
Ma il concetto da portare a memoria è quello dell'ultima frase che, in maniera semplice dà la definizione di educazione. Cosa vuol dire educare bene un figlio? Insegnargli a chiedere per favore quando vuole qualcosa? Troppo poco.
Educare un figlio significa aiutarlo a diventare un soggetto etico, libero, felice di rispettare le leggi e i valori condivisibili della società in cui cresce, ma dotato di elevata capacità critica e di autonomia di giudizio.
Una frase da tatuarsi addosso.


Che cosa occorre per allevare bene i nostri figli, per allevare cioè dei figli che magari non faranno necessariamente una buona riuscita agli occhi del mondo, ma che, riflettendoci, si sentiranno contenti di come sono stati allevati e contenti, tutto sommato, di quello che sono, nonostante gli inevitabili difetti, di cui peraltro nessuno è privo?
Il fatto di crescere in una famiglia dove i rapporti dei genitori tra loro e con i figli sono improntati a intimità ed onestà, rende questi ultimi capaci di formare a loro volta durevoli e soddisfacenti rapporti di intimità con gli altri, rapporti che conferiscono un senso alla vita propria ed altrui.

Infine, come si fa ad educare bene i figli nel senso che si è detto prima? Uno degli ingredienti è farlo crescere in un ambiente in cui i rapporti siano sereni. Se madre e padre sono sereni tra di loro e onesti nella loro relazione, il bambino crescerà senza timori e paure, in modo da poter formare a sua volta rapporti limpidi e soddisfacenti.
Qui fortunatamente sei avvantaggiato.
Te e la biondina vi amate. E il bimbo lo sa.

... continua ...

lunedì 23 settembre 2013

Pillole di saggezza 8

Rock and Roll all night!
Premessa: qualche sera prima eravate stati ad una festa della birra a sentire un concerto di una cover band locale.
Bimbo, stasera usciamo a mangiare con tutti e quattro i nonni.
E andiamo al ristorante o in pizzeria?
No, c'è una festa all'aperto in un campo, e fanno anche da mangiare.
... come l'altra sera?
Si, come alla festa dell'altra sera dove c'era quel gruppo che suonava.
Quindi andiamo a sentire in Rocchenroll?!!?
... no, a dire la verità suonano il liscio ...
Ma uffa, io così mi annoio!!!

Fuochi d'artificio
Premessa 1: davanti a casa vostra in questi giorni stanno facendo dei lavori di sistemazione dei marciapiedi, e la mattina e il pomeriggio giù di martello pneumatico.
Premessa 2: una sera, mentre eravate tutti nel lettone, si sentono in lontananza i botti dei fuochi d'artificio.
Uffa ... perché fanno tutto questo rumore?
... ma bimbo, secondo te che rumore è?
Sono i signori che stanno costruendo il marciapiede, ma adesso lavorano anche di sera? Ma non vanno mai a dormire?


Matematica non euclidea
Papi, lo sai cosa fa bi più a?
... cosa scusa?
Lo sai cosa fa B+A? E' una matematica ...
No, sono curioso di saperlo ... cosa fa B+A?
Ma è facile: fa sette!

mercoledì 18 settembre 2013

Raduno Bandistico - Monterosso (SP) 07/09/2013

Poteva essere una di quelle gite al mare in giornata giusto per fare un bagnetto alla fine della stagione estiva. Oppure una di quelle gite di trekking che facevate da giovani te e la biondina. Come quella volta che siete partiti da Riomaggiore e vi siete fatti tutto il sentiero in parte montano e in parte litoraneo che attraversa le cinque terre fino a Monterosso e siete tornati in treno. Cinque ore di camminata stupenda insieme al cane. Chissà quando riuscirete ancora a rifarla, e la prossima volta ci portate pure il bimbo.
Invece siete andati al mare per suonare con la banda. Cosa piuttosto singolare.

Comunque, dopo la falsa partenza dell'anno scorso, dove eravate stati invitati ma alla fine la manifestazione non si è tenuta per colpa (tra le altre cose) dell'alluvione del 25 ottobre 2011, quest'anno la banda del tuo paesello è tra gli invitati della giornata di musica bandistica.

Per la trasferta la banda ha organizzato due pullman per la Liguria: uno per i bandisti e uno per gli accompagnatori, perché con la scusa di accompagnare figli, amici e parenti, molta gente ha deciso di farsi la gita al mare. La biondina scherzando, ma non troppo, ha paragonato la cosa alla gita dell'INPS di Fantozzi va in pensione. Voi invece, che con il bimbo sareste stati un filo scomodi, decidete di restare autonomi e vi fate il viaggio in macchina. Con il senno di poi ringrazi per la scelta, perché al di là del discreto sbattimento di guidare sia all'andata che al ritorno, fare gli ultimi venti chilometri in pullman con quelle stradine infami avrebbe messo a dura prova la tua resistenza e il tuo stomaco.

La mattinata passa tranquilla tra una passeggiata e un paio di orette in spiaggia. Perché la giornata calda e soleggiata lo permetteva, anzi lo imponeva. La spiaggia già la conoscevi, sapevi che era la più balneabile delle cinque terre (nel senso che le altre quattro praticamente sono a picco sulle rocce) e il mare era abbastanza limpido (non è certo CalaBrandinchi), quindi un bagnetto tu e il bimbo lo avete fatto volentieri. L'alternativa sarebbe stata una gita sul battello alla scoperta della costa, ma a te i battelli in generale danno fastidio e non sapevi come avrebbe reagito il bimbo a rollio e beccheggio, e quindi avete fatto  una volta di più gli asociali e avete abbandonato buona parte della compagnia.

Dopo aver pranzato ospiti dell' organizzazione della festa in un ristorantino fronte mare (menù senza infamia e senza lode, ma eravate lì per suonare, mica per riempirsi la panza) torni alla macchina per cambiarti e la caldazza delle 2 di pomeriggio mette te e i tuoi soci in apprensione. Infatti la prima mezz'ora che comprendeva inquadramento, organizzazione delle bande e primo tratto sul lungomare è stata una sauna infernale, considerato che fino a dieci minuti prima eri in sandali e bermuda.
Poi siete entrati nel centro storico e nelle piccole stradine passava una leggera brezza di mare che rendeva tutto più piacevole. Ma qui si è presentato il non semplice problema tecnico dell'esigua larghezza dei vicoli. Passare da un inquadramento a file di quattro a un inquadramento a due è molto complicato e pericoloso, perchè il suono si disperde troppo e con una banda così lunga si rischia che mentre i primi clarinetti sono alla fine della marcia, i bassi in fondo sono a metà pezzo. Ma ve la siete cavata abbastanza bene (anche a detta del pubblico presente) e avete fatto la vostra porca figura.
Arrivati poi nella piazza principale, assieme alle altre quattro bande, avete eseguito l'inno di Mameli (la canzone della banda, per la gioia del bimbo) e un'altra marcia brillante in un totale stimato di 200 musicisti.
Una cosa che non ti era mai capitata e che ti ha emozionato molto.

Infine avete proposto al pubblico un piccolo concerto dal palco centrale. Poco più di una mezz'ora dove avete suonato sul palco coperto allestito per l'occasione di fianco al porticciolo.
Questo è stato il momento perfetto della giornata: suonare di fianco al mare, all'ora dell'aperitivo, con il sole che calava dietro le montagne. Aggiungiamoci la soddisfazione tecnica di suonare in 44 (mica tutti del tuo paesello, si ringraziano le bande degli altri paesi che sono venuti a farci fare bella figura) che è una cosa che difficilmente ti capita e ti ricapiterà.
Ti è sembrato inoltre di notare un discreto apprezzamento da parte del pubblico presente. Soprattutto sei convinto che la grande quantità di stranieri abbia apprezzato la parte dedicata a Verdi: Traviata, Rigoletto e Aida sono tra le cose italiane più conosciute e apprezzate al mondo.
Quando mai si è vista la benda di San Colombano così numerosa?

Ci sarebbe da aggiungere qualche nota prettamente tecnico-bandistica.
Come il fatto che hai scoperto che alcune bande, come le due liguri presenti, sfilano senza marciare. Che per te è una cosa impensabile, ma il maestro ti ha spiegato che questo è dovuto alla difficoltà dei percorsi cittadini: provaci te a marciare quasi sempre in stradine strette e in salita.
Oppure il fatto che hai avuto la conferma definitiva che la banda con le majorette non ti piace molto: le giovani ragazze dovrebbero portare allegria, ma a te trasmettono imbarazzo.
Oppure il fatto che esistono bande con davanti una sezione infinita di percussioni: tamburi, rullanti e una batteria quasi completa montata su una struttura semovente.

Bella esperienza.
Piuttosto impegnativa dal tuo punto di vista, e quindi da rifare con parsimonia, ma bella.

lunedì 16 settembre 2013

Sessista

All'asilo, oltre a tante cose belle più o meno normali (cose come disegnare, colorare, cantare, ecc) si impara anche a stare al mondo. Si impara a relazionarsi con le persone. Si imparano le meccaniche sociali che si porteranno anche nella vita adulta e che formeranno il tuo bagaglio di educazione,

Nell'anno passato all'asilo e in quest'estate prima della nuova stagione scolastica il bimbo ha imparato ed è convinto di una cosa: maschio è migliore di femmina.


Lui è nella fase in cui la differenza di genere è data dagli atteggiamenti, dai gusti, dalle preferenze.
Per lui a tutte le femmine piace il rosa, giocano con le bambole, hanno i capelli lunghi e sono chiacchierone.
E basta! Non c'è alternativa. Non è pensabile che ad una bambina non piacciano le barbie o che non le piaccia vestirsi di rosa.
E allo stesso modo non è nemmeno pensabile che a lui o ai suoi amici maschi non piaccia giocare a pallone, o parlare di dinosauri o correre con le macchinine giocattolo.
Inoltre in classe lui e i suoi amici hanno sviluppato un atteggiamento verso le bambine che si potrebbe definire quasi di superiorità.

Papà, oggi all'asilo abbiamo giocato in cortile a pallone.
Avete giocato tutti insieme con i tuoi amici?
No, non tutti! Lo sai che le femmine non sono brave a giocare a pallone!
Ma cosa dici? Forse non gli piace, ma non è che non sono brave!
No, no papà ... le femmine non sono proprio capaci!

E tra di loro ci tengono a questa differenziazione e cercano in tutti i modi di rimarcarla, anche con delle trovate molto fantasiose.
Ma bimbo, guarda cosa hai combinato con gli strappi delle scarpe. Mettili a posto!
Ma papà, così sono giuste!
Allora chi ti ha insegnato ad allacciarli incrociati?
I maschi grandi dell'asilo. Noi maschi dobbiamo allacciarle così, mentre le femmine le devono allacciare normali.
Pena, immagino, ostracismo sociale e/o atti di bullismo!

E questa bizzarra consapevolezza il bimbo l'ha portata anche a casa, dove si possono assistere a casi di segregazione famigliare.
Bimbo guarda, la mamma e la nonna sono entrate in quel negozio, andiamo con loro.
No papà, lasciale andare da sole le femmine, che con loro ci annoiamo!

O ancora.
Ma la mamma e la zia dove sono?
Guarda bimbo, erano dietro di noi mentre passeggiavamo, arrivano subito.
Uff ... queste femmine, quando si mettono a chiacchierare non la finiscono più.

O piu semplicemente, se voi due siete insieme e la mamma si lamenta di qualcosa, lui ti guarda con aria complice e con fare cospiratorio sussurra: ... eh, queste femmine ... quanta pazienza ... per rimarcare la tolleranza che voi poveri maschi dovete praticare per convivere con questi esseri alieni.

Poi passerà.
E quelle cose che ora lui guarda con superiorità e distacco, cominceranno a destare la sua attenzione. Poi diventeranno uno dei suoi più importati centri di interesse. Fino a sfociare in quell'ammirazione tormentata che si prova negli anni della adolescenza e della giovinezza.

Per poi, arrivato sulla soglia dei quarant'anni, farà come suo padre: pensando a sua moglie dirà:  ... eh, queste femmine ... quanta pazienza ... 

E il cerchio si chiude.