Io seguo e compro regolarmente alcune serie di fumetti.
Attualmente sono solo personaggi Bonelli e più precisamente: Dylan Dog, Nathan Never, Lilith.
Inoltre compro anche altri fumetti e alcune iniziative editoriali di altri editori su cui penso ritornerò con specifici post dedicati.
Ma quelle che ho citato prima non sono le sole serie Bonelli che seguo, perché leggo regolarmente almeno Martin Mystère e Dampyr, più qualche numero (soprattutto gli speciali) di Tex ed altre miniserie.
Come faccio?
Li rubo?
Mio zio Daniele (marito della sorella di mia mamma) è uno stimato professionista, sessantenne promotore finanziario di quelli tutti i giorni in giacca e cravatta, ma quando alla mattina entra in edicola a comprare i Sole 24 Ore, ci aggiunge anche la sua dose quotidiana di fumetti.
Nella sua splendida casa lo studio e parte della cantina li ha dedicati alle sue passioni e quindi li ha riempiti (tra le altre cose) con librerie piene di fumetti tutti esposti in bella mostra.
E sono già un sacco di anni che, in corrispondenza delle ferie estive e di quelle natalizie, noi ci scambiamo borsate di fumetti che leggeremo rilassati sprofondati nel divano all'ora della pennichella.
Per me è diventato ormai un appuntamento irrinunciabile: le ferie non iniziano fino a quando non ho la mia pigna di fumetti da leggere.
Quest'anno, nello specifico, mi leggerò:
- Martin Mystère serie regolare: dal n. 213 al n. 215
- Martin Mystère albo fuori serie: Speciale n. 28
- Dampyr serie regolare: dal n. 130 al n. 137
- Dampyr albo fuori serie: Maxi Dampir n. 3
- Cassidy miniserie: dal n. 9 al n. 15
- Tex albi fuoriserie: Color Tex n. 1 e "Texone" n. 25
- Demian albo fuori serie: Speciale n. 4
Io sono un "completista", cioè uno che quando comincia a leggere una serie, non riesce a staccare e interrompere, anche se la qualità scade o il prodotto non mi piace molto.
Per questo motivo ho la casa piena di fumetti, ma non quanto vorrei.
O per lo meno non quanto sarebbe necessario.
Infatti, approfittando dello spazio dello zio, tutta la mia serie di Dylan Dog è parcheggiata da lui in attesa che, in un futuro, anch'io possa allestirmi uno spazio mio privato dove collezionare storie.
venerdì 12 agosto 2011
mercoledì 10 agosto 2011
Nativo digitale 2
So usare il computer.
So andare su internet per guardare, su youtube, i cartoni che mi interessano.
Se voglio ascoltare la musica inserisco il CD nel lettore in camera o nell'impianto DVD della sala.
... ma l'audiocassetta è una tecnologia troppo vecchia, come faccio a sapere come si usa !!?!??!?
Come dici? Bisogna togliere la custodia?
Vabbè, lasciamo stare.
Tanto il liscio che ascolta lo zio sulla sua macchina non mi piace.
So andare su internet per guardare, su youtube, i cartoni che mi interessano.
Se voglio ascoltare la musica inserisco il CD nel lettore in camera o nell'impianto DVD della sala.
... ma l'audiocassetta è una tecnologia troppo vecchia, come faccio a sapere come si usa !!?!??!?
![]() |
| tsè ..... trogloditi! |
Vabbè, lasciamo stare.
Tanto il liscio che ascolta lo zio sulla sua macchina non mi piace.
martedì 9 agosto 2011
L'altalena 2.0
Noi siamo degli assidui frequentatori di parchi giochi.
Ne abbiamo uno abbastanza vicino a casa che il bimbo frequenta quando non si sa che fargli fare e si ha una mezzoretta libera. Poi ci sono quelli dei paesi vicini che ci si va in bicicletta. Poi ci sono quelli dei paesi un po più lontani che magari andiamo la sera a mangiare il gelato.
Poi ci sono quelli belli-bellissimi (come dice lui) dei posti di villeggiatura.
E quest'estate in montagna ha scoperto la pericolosossima altalena dei grandi.
All'nizio non avevo molta voglia di fagli rischiare la caduta rovinosa, ma sembra che ha imparato a non muoversi e ad attaccarsi bene con le mani alle catene. Seppur urlando: più forte che puoi papà!
Ne abbiamo uno abbastanza vicino a casa che il bimbo frequenta quando non si sa che fargli fare e si ha una mezzoretta libera. Poi ci sono quelli dei paesi vicini che ci si va in bicicletta. Poi ci sono quelli dei paesi un po più lontani che magari andiamo la sera a mangiare il gelato.
Poi ci sono quelli belli-bellissimi (come dice lui) dei posti di villeggiatura.
E quest'estate in montagna ha scoperto la pericolosossima altalena dei grandi.
All'nizio non avevo molta voglia di fagli rischiare la caduta rovinosa, ma sembra che ha imparato a non muoversi e ad attaccarsi bene con le mani alle catene. Seppur urlando: più forte che puoi papà!
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| Notate la splendida scritta della felpa. Benaugurante. |
lunedì 8 agosto 2011
Un'estate da pendolari
Al di la della settimana al mare alla fine di maggio, in parte rovinata dal maltempo, tra luglio e agosto abbiamo già fatto quattro fine settimana di vacanza.
Due in liguria ad accompagnare e riprendere il bimbo con i nonni.
Poi il fine settimana lungo al lago di Molveno di settimana scorsa.
Infine abbiamo biecamente approfittato dell'appartamento che i nostri Amici (non è un errore di battitura) avevano affittato per un mese e che questo WE aveva delle camere libere in attesa che poi li raggiungessero nonni e nipoti.
Sempre in Trentino, ma stavolta sull'altopiano di Folgaria, partiti venerdì dopo pranzo e tornati domenica pomeriggio.
Toccata e fuga in montagna condizionata dal maltempo che ci ha permesso di fare solo due passeggiate sabato, mentre domenica ci ha fatto scappare a casa dopo pranzo.
Era dal lontano 1994 che non andavamo più in ferie con i nostri Amici (campeggio a Roma e poi mare nelle marche).
Col tempo ci siamo divisi perché a loro piacciano un certo tipo di vacanze molto avventurose (esempio: giro dell'Islanda in bici da soli) e noi, che pure amiamo le vacanze sportive, non siamo così estremi.
Ma stavolta è diverso, perché anche loro hanno una bimba, e questo li ha portati al nostro livello.
Ci siamo divertiti molto e la biondina ha sintetizzato il tutto con questa frase: sembrava di stare in colonia, dal tanto ridere che si è fatto.
Abbiamo deciso che organizzeremo delle altre vacanze insieme, magari anche solo dei fine settimana.
Che poi 'sti due bimbi li dobbiamo morosare!!
Due in liguria ad accompagnare e riprendere il bimbo con i nonni.
Poi il fine settimana lungo al lago di Molveno di settimana scorsa.
Infine abbiamo biecamente approfittato dell'appartamento che i nostri Amici (non è un errore di battitura) avevano affittato per un mese e che questo WE aveva delle camere libere in attesa che poi li raggiungessero nonni e nipoti.
Sempre in Trentino, ma stavolta sull'altopiano di Folgaria, partiti venerdì dopo pranzo e tornati domenica pomeriggio.
Toccata e fuga in montagna condizionata dal maltempo che ci ha permesso di fare solo due passeggiate sabato, mentre domenica ci ha fatto scappare a casa dopo pranzo.
| Questo è il momento con il tempo più bello, quando si era appena alzata la nebbia. |
Col tempo ci siamo divisi perché a loro piacciano un certo tipo di vacanze molto avventurose (esempio: giro dell'Islanda in bici da soli) e noi, che pure amiamo le vacanze sportive, non siamo così estremi.
Ma stavolta è diverso, perché anche loro hanno una bimba, e questo li ha portati al nostro livello.
Ci siamo divertiti molto e la biondina ha sintetizzato il tutto con questa frase: sembrava di stare in colonia, dal tanto ridere che si è fatto.
Abbiamo deciso che organizzeremo delle altre vacanze insieme, magari anche solo dei fine settimana.
Che poi 'sti due bimbi li dobbiamo morosare!!
venerdì 5 agosto 2011
Emozioni - Star Wars parte III
Continua il processo a mio carico con l'accusa di essere uno sfigato senza speranza, di quelli fissati con i film di fantascienza.
Qui e qui le prime due parti.
Sono laureato in ingegneria edile: praticamente un quasi architetto.
Questo mi porterebbe ad essere interessato all'architettura, al design, e all'arte plastica in generale.
Quindi, per uno come me, la Triennale di Milano dovrebbe essere quasi una specie di seconda casa.
Invece ci sono andato solo tre volte.
La prima nel 2002 per una mostra sull'architetto Jean Nouvel quando ancora facevo l'architetto come lavoro. La seconda il 5 ottobre 2004 per Andy Warhol: fu il regalo che mi feci per il mio trentesimo compleanno.
Ma la mostra che più mi è rimasta nel cuore fu Star Wars the show, maggio del 2005, poco prima dell'uscita al cinema dell'ultimo capitolo dell'esalogia.
Ero estasiato.
C'erano disegni originali della scenografia, alcuni story-board, modellini in scala di studio di mezzi e attrezzature, costumi di scena, e alcuni originali come le armature dei droidi.
C'erano dei quadri bellissimi che rappresentavano gli studi preliminari dei vari pianeti: da Tatooine a Coruscant, da Dagobah fino alla luna boscosa di Endor.
C'erano i modellini delle astronavi dell'impero dei primi film, che venivano filmati dal vivo, e c'erano su dei maxischermi i rendering dei modelli computerizzati delle astronavi degli ultimi film in CGI.
C'era la colonna sonora sparata in tutte le sale dell'esposizione ad accompagnare lo spettatore.
C'era, alla fine della mostra, l'immancabile negozio di merchandising in cui avrei comprato tutto, ma in cui mi limitai a una fighissima maglietta nera con il casco di Dart Fener.
... e c'era la biondina, che mi guardava, annuiva e pensava: ho sposato un cretino.
Qui e qui le prime due parti.
Sono laureato in ingegneria edile: praticamente un quasi architetto.
Questo mi porterebbe ad essere interessato all'architettura, al design, e all'arte plastica in generale.
Quindi, per uno come me, la Triennale di Milano dovrebbe essere quasi una specie di seconda casa.
Invece ci sono andato solo tre volte.
La prima nel 2002 per una mostra sull'architetto Jean Nouvel quando ancora facevo l'architetto come lavoro. La seconda il 5 ottobre 2004 per Andy Warhol: fu il regalo che mi feci per il mio trentesimo compleanno.
Ma la mostra che più mi è rimasta nel cuore fu Star Wars the show, maggio del 2005, poco prima dell'uscita al cinema dell'ultimo capitolo dell'esalogia.
Ero estasiato.
C'erano disegni originali della scenografia, alcuni story-board, modellini in scala di studio di mezzi e attrezzature, costumi di scena, e alcuni originali come le armature dei droidi.
C'erano dei quadri bellissimi che rappresentavano gli studi preliminari dei vari pianeti: da Tatooine a Coruscant, da Dagobah fino alla luna boscosa di Endor.
C'erano i modellini delle astronavi dell'impero dei primi film, che venivano filmati dal vivo, e c'erano su dei maxischermi i rendering dei modelli computerizzati delle astronavi degli ultimi film in CGI.
C'era la colonna sonora sparata in tutte le sale dell'esposizione ad accompagnare lo spettatore.
C'era, alla fine della mostra, l'immancabile negozio di merchandising in cui avrei comprato tutto, ma in cui mi limitai a una fighissima maglietta nera con il casco di Dart Fener.
... e c'era la biondina, che mi guardava, annuiva e pensava: ho sposato un cretino.
giovedì 4 agosto 2011
Cucina creativa
Adoro i rifugi in montagna, così come le baite e le malghe.
Ne esistono fondamentalmente di due tipi, legati alla vicinanza degli stessi agli impianti di risalita. Se la struttura è lontana dagli impianti allora sarà un rifugio frequentato (poco) da alpinisti stanchi e affamati, quindi piuttosto rustico, con un menù semplice, un servizio basico e prezzi comunque abbordabili.
Se la baita è vicina agli impianti di risalita (magari in una località rinomata) allora sarà un ristorante molto frequentato e anche un po fighetto. Con menù raffinati, prezzi da ristorante in centro a Milano e camerieri vestiti con i costumi tipici.
Nel fine settimana appena trascorso, in due giorni di gite ho frequentato tutte e due le categorie di baita. Il primo giorno Rifugio Croz dell'Altissimo, vero e proprio rifugio inteso come tappa intermedia lungo un sentiero di montagna. Abbiamo mangiato un piatto di pasta e una fetta di torta su una panca di legno all'aperto.
In questo post voglio però parlare del secondo giorno: Rifugio la Roda ad Andalo (e già che si tratta di un'altra categoria si capisce anche dal sito internet). Punto di arrivo degli impianti di risalita e punto di partenza delle innumerevoli piste da sci del comprensorio, è frequentato soprattutto da gente che in montagna non fa un passo oltre al giro in paese, e se va al rifugio è solo per mangiare.
Sono arrivato che avevo una fame maiuscola e leggendo il menù e guardando i piatti che passavano mi era venuta l'acquolina in bocca: canederli, polenta, funghi, spezzatino di capriolo, formaggi locali, vino rosso, ecc.
Ma c'era il bimbo, e ho dovuto alla fine ripiegare su qualcosa che avrei potuto dividere con lui:
Che, per carità, era pure buono, ma mi sembrava di stare in un fast food.
Alla fine non ce l'ho fatta e ho ordinato anche una tagliere di formaggi:
Bene, e la creatività in cucina dov'è?
Naturalmente ce l'ha messa il bimbo quando ha sperimentato un accostamento dolce-salato pucciando le patatine fritte nella confettura.
Ne esistono fondamentalmente di due tipi, legati alla vicinanza degli stessi agli impianti di risalita. Se la struttura è lontana dagli impianti allora sarà un rifugio frequentato (poco) da alpinisti stanchi e affamati, quindi piuttosto rustico, con un menù semplice, un servizio basico e prezzi comunque abbordabili.
Se la baita è vicina agli impianti di risalita (magari in una località rinomata) allora sarà un ristorante molto frequentato e anche un po fighetto. Con menù raffinati, prezzi da ristorante in centro a Milano e camerieri vestiti con i costumi tipici.
Nel fine settimana appena trascorso, in due giorni di gite ho frequentato tutte e due le categorie di baita. Il primo giorno Rifugio Croz dell'Altissimo, vero e proprio rifugio inteso come tappa intermedia lungo un sentiero di montagna. Abbiamo mangiato un piatto di pasta e una fetta di torta su una panca di legno all'aperto.
In questo post voglio però parlare del secondo giorno: Rifugio la Roda ad Andalo (e già che si tratta di un'altra categoria si capisce anche dal sito internet). Punto di arrivo degli impianti di risalita e punto di partenza delle innumerevoli piste da sci del comprensorio, è frequentato soprattutto da gente che in montagna non fa un passo oltre al giro in paese, e se va al rifugio è solo per mangiare.
Sono arrivato che avevo una fame maiuscola e leggendo il menù e guardando i piatti che passavano mi era venuta l'acquolina in bocca: canederli, polenta, funghi, spezzatino di capriolo, formaggi locali, vino rosso, ecc.
Ma c'era il bimbo, e ho dovuto alla fine ripiegare su qualcosa che avrei potuto dividere con lui:
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| Cotoletta di tacchino, patatine fritte e lemonsoda |
Alla fine non ce l'ho fatta e ho ordinato anche una tagliere di formaggi:
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| Porzioni mini servite con confetture di frutta, come nei veri ristoranti di lusso |
Naturalmente ce l'ha messa il bimbo quando ha sperimentato un accostamento dolce-salato pucciando le patatine fritte nella confettura.
![]() |
| Altro che ketchup! |
martedì 2 agosto 2011
Una montagna (e un lago) di divertimento
Fine settimana lungo in montagna.
Da quando avevo 12 anni sono sempre andato in montagna d'estate. Prima coi campi scuola dell'oratorio (prima o poi ne parleremo) poi anche da solo o con la biondina, foss'anche per pochi giorni.
Ma da qualche anno si evitavano le alte vette, perchè con un bimbo piccolo si preferisce andare al mare.
Quest'anno invece abbiamo osato prenotare un alberghetto via internet in montagna incrociando le dita contro il maltempo.
I parametri per la ricerca della località erano solamente due: altituidine non elevata (a malincuore questo escludeva la mia amata Cervinia) e prezzo medio-basso per l'albergo.
La scelta è caduta su Molveno (TN), ridente cittadina affacciata sull'omonimo lago nel comprensorio di Andalo - Fai della Paganella. Lago talmente bello da sembrare finto.
Per l'albergo abbiamo trovato su booking un albergo a tre stelle che offriva da venerdì 29 luglio a lunedì 1 agosto una camera all'ultimo piano (quindi mansardata con travoni in legno a vista) con vista lago.
Albergo ottimo, per quanto possiamo averlo vissuto noi che uscivamo alle nove di mattina e tornavamo alle sei di sera solo per doccia e pappa, poi uscivamo di nuovo in paese. Il tempo è stato buono: essendo in montagna non dovevamo aspettarci sole tutto il tempo, ed alla fine, a parte brevi temporali di cinque minuti l'uno, siamo riusciti a fare tutto quello che volevamo (e a scottarci la fronte).
Il bimbo è stato sulla seggiovia, sulla bidonvia e sulla funivia. Ma soprattutto è stato nello zaino sulla schiena del padre che arrancava in salita su sentieri impervi (con il mal di schiena che mi ero portato da casa).
Ha mangiato in baita e, dopo essersi addormentato ciondoloni nello zaino, ha fatto il sonnellino del pomeriggio sui prati.
Sono contento di essere ritornato a fare trekking come anni fa, anche se su distanze minori e sentieri meno impegantivi, ma la minore lunghezza del percorso è stata bilanciata del carico della prole sulle spalle.
Ci sarebbero un sacco di altre cose da dire su questa minivacanza (sono in preparazione almeno altri due post a riguardo), ma sintetizziamo dicendo che era la cosa giusta, al momento giusto, nel posto giusto.
Da quando avevo 12 anni sono sempre andato in montagna d'estate. Prima coi campi scuola dell'oratorio (prima o poi ne parleremo) poi anche da solo o con la biondina, foss'anche per pochi giorni.
Ma da qualche anno si evitavano le alte vette, perchè con un bimbo piccolo si preferisce andare al mare.
Quest'anno invece abbiamo osato prenotare un alberghetto via internet in montagna incrociando le dita contro il maltempo.
I parametri per la ricerca della località erano solamente due: altituidine non elevata (a malincuore questo escludeva la mia amata Cervinia) e prezzo medio-basso per l'albergo.
La scelta è caduta su Molveno (TN), ridente cittadina affacciata sull'omonimo lago nel comprensorio di Andalo - Fai della Paganella. Lago talmente bello da sembrare finto.
| ... in tutti i luoghi e in tutti i laghi ... |
| Questo è quello che vedevo dal balcone della camera. Non mi sembrava vero! |
Il bimbo è stato sulla seggiovia, sulla bidonvia e sulla funivia. Ma soprattutto è stato nello zaino sulla schiena del padre che arrancava in salita su sentieri impervi (con il mal di schiena che mi ero portato da casa).
Ha mangiato in baita e, dopo essersi addormentato ciondoloni nello zaino, ha fatto il sonnellino del pomeriggio sui prati.
| Ho costruito una specie di tenda con il giubbotto per proteggerlo dal sole e dal vento. Ma sembra una puntata del serial del nascondino. |
| Questa ottima foto su almeno quattro piani di profondità l'ha scattata la biondina |
martedì 26 luglio 2011
Piccoli allevatori crescono 2
Quando andiamo dai nonni è sempre festa.
Il bimbo vuole andare nell'orto a raccogliere i pomodori, vuole andare a portare il panino alle caprette, vuole cambiare l'acqua da bere ai coniglietti, vuole andare a toccare i pulcini, vuole andare a dare il fieno alle mucche, ecc.
L'altro giorno il nonno è andato nel campo a tagliare l'erba fresca da portare alle capre, e lui naturalmente ha voluto aiutare.
Quando torniamo a casa non si può guardare tanto è sporco.
Il bimbo vuole andare nell'orto a raccogliere i pomodori, vuole andare a portare il panino alle caprette, vuole cambiare l'acqua da bere ai coniglietti, vuole andare a toccare i pulcini, vuole andare a dare il fieno alle mucche, ecc.
L'altro giorno il nonno è andato nel campo a tagliare l'erba fresca da portare alle capre, e lui naturalmente ha voluto aiutare.
Quando torniamo a casa non si può guardare tanto è sporco.
domenica 24 luglio 2011
Se potesse parlare ... mi spiegherebbe un paio di cose sull'affetto!
Ma tu, vuoi più bene alla mamma o al papà?
Più di tutti voglio bene a Orso.
Bravo, risposta giusta! Così imparo a farti queste domande stupide!
No, dai, scherzavo.
Voglio taaaanto bene al papà e voglio taaaanto bene alla mamma.
Io te l'ho chiesto perché a volte sembra che vuoi bene solo a uno e l'altro lo schifi. Così, alternativamente.
Oppure quando la mamma ti chiede: tu mi vuoi bene? tu gli rispondi: No, vai via!
Uhhh ... che pesanti che siete, tutti e due. Non si può neanche scherzare in questa casa!
Certo che se la domanda la mamma me la fa appena dopo che ho finito di piangere, per qualunque motivo, sicuro che gli rispondo che non gli voglio bene.
Ma dai, vi devo spiegare tutto come ai bambini?
No, ... cioè ... è che ...
E poi, siete ancora così infantili da non sentirvi amati se uno non lo esprime compiutamente a parole?
Guarda che l'affetto lo si dimostra in altri modi, soprattutto alla mia età!
Guardami: cresco bene e in fretta, sono sano e allegro, sono intelligente e curioso. E questo lo devo principalmente a voi due. Voi mi volete bene e io vi ringrazio e ricambio crescendo sereno e felice.
E' vero ... sniff ... scusami, non avevo capito ... sniff ... grazie per le belle parole ...
Vabbè, vabbè, non fare scenate ... tanto io voglio più bene a Orso.
NB: é già il terzo post che scrivo con questo espediente narrativo del discorso immaginario, ma ho deciso che se ne scriverò altri è necessario che cambi il titolo. Infatti non è corretto dire "se potesse parlare" perché parla, caspita se parla. Potrei chiamarli "chiacchiere plausibili", oppure "discorsi inventati ma non troppo".
Mah, vedremo ...
Più di tutti voglio bene a Orso.
Bravo, risposta giusta! Così imparo a farti queste domande stupide!
No, dai, scherzavo.
Voglio taaaanto bene al papà e voglio taaaanto bene alla mamma.
Io te l'ho chiesto perché a volte sembra che vuoi bene solo a uno e l'altro lo schifi. Così, alternativamente.
Oppure quando la mamma ti chiede: tu mi vuoi bene? tu gli rispondi: No, vai via!
Uhhh ... che pesanti che siete, tutti e due. Non si può neanche scherzare in questa casa!
Certo che se la domanda la mamma me la fa appena dopo che ho finito di piangere, per qualunque motivo, sicuro che gli rispondo che non gli voglio bene.
Ma dai, vi devo spiegare tutto come ai bambini?
No, ... cioè ... è che ...
E poi, siete ancora così infantili da non sentirvi amati se uno non lo esprime compiutamente a parole?
Guarda che l'affetto lo si dimostra in altri modi, soprattutto alla mia età!
Guardami: cresco bene e in fretta, sono sano e allegro, sono intelligente e curioso. E questo lo devo principalmente a voi due. Voi mi volete bene e io vi ringrazio e ricambio crescendo sereno e felice.
E' vero ... sniff ... scusami, non avevo capito ... sniff ... grazie per le belle parole ...
Vabbè, vabbè, non fare scenate ... tanto io voglio più bene a Orso.
NB: é già il terzo post che scrivo con questo espediente narrativo del discorso immaginario, ma ho deciso che se ne scriverò altri è necessario che cambi il titolo. Infatti non è corretto dire "se potesse parlare" perché parla, caspita se parla. Potrei chiamarli "chiacchiere plausibili", oppure "discorsi inventati ma non troppo".
Mah, vedremo ...
sabato 23 luglio 2011
Corsa campestre di Monteleone 22/07/2011
Dopo un anno dal mio primo post con l'etichetta sport, ieri sera altra bella passeggiata nelle colline assieme alla biondina e in compagnia di altre centinaia di persone.
Percorso identico a quello dell'anno scorso per undici km quasi totalmente sterrati con alcuni passaggi in boschi molto fitti, dove si doveva correre in fila su un sentiero stretto e abbassando la testa sotto i rami (questo solo io, che la biondina non ne ha bisogno). Alberi tanto fitti che sembrava di correre al chiuso e il garmin perdeva il segnale del satellite.
Con un po di fantasia, visto l'orario di arrivo (venerdì sera alla sette e mezza), al ristoro finale sembrava di essere in un locale figo a fare l'aperitivo.
Solo che al posto del negroni c'era the freddo, al posto delle tartine biscotti secchi e fette di melone, al posto delle scarpe tacco dodici le ragazze avevano le mizuno.
Percorso identico a quello dell'anno scorso per undici km quasi totalmente sterrati con alcuni passaggi in boschi molto fitti, dove si doveva correre in fila su un sentiero stretto e abbassando la testa sotto i rami (questo solo io, che la biondina non ne ha bisogno). Alberi tanto fitti che sembrava di correre al chiuso e il garmin perdeva il segnale del satellite.
Con un po di fantasia, visto l'orario di arrivo (venerdì sera alla sette e mezza), al ristoro finale sembrava di essere in un locale figo a fare l'aperitivo.
Solo che al posto del negroni c'era the freddo, al posto delle tartine biscotti secchi e fette di melone, al posto delle scarpe tacco dodici le ragazze avevano le mizuno.
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