Su Radio DeeJay (la frequenza che ascolto praticamente sempre) dalle 12 alle 13 c'è Collezione Privata con Vic.
Format semplice ma geniale: si invita una persona conosciuta e la si intervista attraverso una play-list di 7 canzoni da lui scelte e si chiacchiera di musica, di vita e di quant'altro.
Spesso è molto interessante e divertente, un po' perché il Veec è proprio bravo, e un po' perché le persone che intervengono sono quasi sempre portatori sani di idee.
Qualche giorno fa c'era Mauro Marin, vincitore del Grade Fratello 10.
Di solito, quando sento odore di vaccata giro canale, perché non mi piace, anzi mi fa sentire leggermente a disagio, sentire parlare di nulla, anche e soprattutto in televisione.
Ad esempio, generalmente non mi piace C'è posta per te, non mi piace Verissimo, non mi piacciono le carrambate. Anzi, mi irritano. Chiedete alla biondina.
Stavolta mi sono detto: no, voglio ascoltare, perché altre volte mi sono dovuto ricredere su dei personaggi che credevo stupidi o comunque non interessanti e invece, trasportati in un contesto diverso e comunque stimolante come potrebbe essere la radio, si sono dimostrati invece simpatici ed intelligenti (cito Taricone, tanto per restare nel GF o, nella musica, Fabri Fibra).
Bè, stavolta è la prima impressione quella che conta!
Quest'uomo è il concentrato di quanto di più insulso e banale può presentarci la società italiana oggi.
Si vanta dei suoi tanti contatti su faccialibro (secondo lui misura del suo successo), parla solo ed esclusivamente della sua esperienza in TV, il massimo del divertimento di quest'estate per lui erano le serate in discoteca dove firmava autografi e faceva stage diving.
Nel parlare usa un entusiasmo senza misura, becero e fastidioso. Forse lui è così di natura, ma in altri questa carica indisponente l'avrei associata ad uno stato alterato figlio dell'abuso di cocaina.
Vogliamo parlare della musica?
I want it all - Queen (un classico dei truzzi: o quello o qualsiasi canzone di Vasco degli anni '80)
Never say goodbye - Bon Jovi (il lentone immancabile che non capa un cazzo)
Io vagabondo - Nomadi (aargg...)
21 Guns - Green Day (non la loro migliore, ma almeno la sufficienza)
My father's eye - Eric Clapton (che sarebbe anche una bella canzone, ma è stata rovinata dallo spiegone sull'affetto per suo padre che è orgoglioso di lui, che lo ha sempre appoggiato, bla bla ...)
Aereoplano - Caterina & 883 (oddio...)
Din Don Dan - Mauro Marin (una chicca: pure ai cani fanno fare il tormentone dance dell'estate)
Bene, direi che c'è tutto per confermare quanto pensavo della televisione moderna.
Tranne alcuni fortunati casi, il popolo del grande fratello, dell'isola, di Veline-Velone (quello poi ...) e in parte anche il mondo dei telent-show è un mondo di persone vuote e inutili.
Il mio obbiettivo per i prossimi anni è far capire questa cosa anche al bimbo. Oddio ... c'è tempo, eh ... magari non comincio domani.
PS: non è che non lavoro e ascolto la radio tutto il giorno, solo che ero a Milano e tornando ho trovato traffico ...
sabato 16 ottobre 2010
giovedì 14 ottobre 2010
martedì 12 ottobre 2010
Feticista
Ve le ricordate le ciabatine hobbit?
Ora le usiamo per andare in piscina il lunedì mattina.
E ne è innamorato, anche se cominciano ad andargli un po' strette.
Speriamo di ritrovarle la misura più grande.
lunedì 11 ottobre 2010
Mezza maratona Pavia 10/10/2010

Terza volta in assoluto che corro 21km e 97m. Entusiasmo a pacchi.
Partiamo dalla fine e diciamo che ho migliorato il mio personale di un minuto e mezzo per scendere sotto 1h e 40min (anche solo per una manciata di secondi); passo medio 4' 42" al km. Tempo certificato dal chip e dal mio nuovo fiammante Garmin Forerunner 205; così ora corro anch'io con il GPS.
Anche la biondina ha migliorato il suo personale di circa un minuto, ed anche lei ha infranto il muro psicologico delle due ore.
Questi miglioramenti sono stati raggiunti anche se il percorso non fosse dei più adatti, infatti ci sono stati una serie di saliscendi non impegnativi dal punto di vista altimetrico ma comunque debilitanti (come quello al 18°km) e il fondo in alcuni punti era spaccapiedi (oltre al classico pavè e al bolognino alla fine c'erano delle viuzze con l'acciottolato).
Pavia la conosco benino per averci frequentato l'università (anche se la mia facoltà era in periferia e l'unica cosa che conosco bene della città è la stazione) ed è stupenda per una corsa simile, sia nella parte fuori del centro abitato, come l'argine del Ticino, sia nella parte più centrale, con viette adorabili.
Ora sono ad un bivio: continuo così con il mio allenamento e le mie mezze ogni tanto o tento il grande salto e comincio ad allenarmi seriamente per una maratona intera? Oggi, con i muscoli doloranti, il pensiero dei lunghi da 36 km che dovrei fare la domenica mattina mi uccide. Nonostante l'entusiasmo del momento, la mia anima pigra sta' prendendo il sopravvento.
Nota di colore: il tracciato passava spesso sulle alzaie del naviglio e mentre ero da una parte ho visto dall'altra la biondina. La indico al Max (che ha corso tutto il tempo con me, ma l'ho fregato allo sprint per 10 secondi) e lui: però che vista!! e io: ma in questo caso non ho usato gli occhi ... ma il cuore.
(... che tenero ...)
sabato 9 ottobre 2010
I ragazzi della III C(amerata)

Rubo da un blog che leggo ogni tanto:
Si chiama “Allenati per la vita”, e non si capisce se il verbo sia un imperativo o un participio. È il nome di un programma rivolto agli studenti delle scuole superiori italiane e promosso grazie a un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Difesa: anzi, per dirla come recitano i powerpoint che girano per le scuole italiane, “è supportata dalla sinergia che viene sempre di più sospinta dal Ministro Gelmini e dal Ministro La Russa”. Parliamo di un corso – facoltativo e valido come credito formativo, quindi utile a migliorare il punteggio della maturità – che propone agli studenti alcune attività “come stimolo per toccare con mano i valori della lealtà, dello spirito di corpo e di squadra, oltre ad acquisire senso di responsabilità e rispetto delle regole e dei principali valori della vita”. Scrive Famiglia Cristiana nell’articolo che racconta il progetto:
Dopo le lezioni teoriche “che possono essere inserite nell’attività scolastica di “Diritto e Costituzione” seguiranno corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio e “orienteering”, vale a dire sopravvivenza e senso di orientamento. Non solo, ma agli studenti si insegnerà a tirare con l’arco e a sparare con la pistola (ad aria compressa). E in più “percorsi ginnico-militari”.
Praticamente i regazzi delle superiori verranno, cito testualmente, divisi in pattuglie (!) e, armati di fucili ad aria compressa (fucili?!), impareranno a sparare (a sparare????????!!!!!!), a sopravvivere in ambienti ostili (ostili a chi????!!!!!!!), a conoscere la cultura e le basi della tecnica militare (militare????!!!!).
Io sono stato a mio tempo obiettore di coscenza e quando vedo una persona con una pistola alla cintura, o peggio con una mitraglietta in braccio, al più innocuo dei posti di blocco della stradale ho una leggera sensazione di fastidio e inquietudine.
Forse l'idea era anche buona in principio, ma se proprio si volesse fase dei corsi che aiutino i ragazzi a crescere, proponiamo si i corsi di "Diritto e Costituzione", sviluppiamo le lezioni di educazione civile, ok al primo soccorso ed all'attività fisica come il nuoto, ma alla fine, invece di portarli al poligono, proponiamogli di fare volontariato in una casa di riposo, in un centro psichiatrico, o anche in un canile.
Vabbè ... ridiamoci sopra
Varato il nuovo protocollo scolastico Gelmini-La Russa, ispirato all’addestramento militare. Una novità che tornerà molto utile per la conquista dell’Abissinia.
Nelle scuole presto prenderà il via un corso paramilitare. Potranno parteciparvi tutti gli studenti che non siano stati gettati dalla rupe da piccoli.
I nuovi corsi risolveranno il problema del bullismo. Trasformandolo in nonnismo
PS: il titolo del post l'ha capito solo chi ha più di trent'anni e un'animo pop.
giovedì 7 ottobre 2010
Al parchetto

Quanto ci si diverte al parchetto!!
I giochi più apprezzati sono stati all'inizio l'altalena dei piccoli (quella che si vede in foto con l'imbragatura), poi i cavalcabili con la molla, ed ultimamente lo scivolo.
Solo che lo scivolo è piuttosto impegnativo per me che accompagno il bimbo, infatti bisogna sollevarlo e metterlo seduto in cima e, stando attenti che non si lanci, accompagnarlo a terra. Da ripetere fino allo sfinimento. Il mio.
Sono andato in definitiva poche volte (ha più esperienza la biondina in questo campo), ma le volte che ci sono stato ho incontrato naturalmente altri bambini accompagnati, sia più grandi e (anche se raramente) più piccoli.
Mi chiedo: ma è possibile che mentre gli altri bambini restavano per tutto il tempo buoni buoni nel passeggino mentre la mamma leggeva un libro sulla panchina, sull'altalena mentre il papà chiacchierava con altri papà, sulla giostrina mentre la mamma chicchierava al telefono di quello che gli era successo la sera precedente, io dovevo continuamente correre, inseguire, gridare e stancarmi?
Confermo, ha la vitalità e la pazienza di sua madre!!!
'cci sua!!
martedì 5 ottobre 2010
Peter Pan e la sua crisi di mezza età
Non ho mai sofferto, almeno non consciamente, della sindrome di Peter Pan.
Tradotto: non sono mai scappato dalla realtà degli adulti e dalle sue regole comportamentali, ma l'ho sempre affrontata con serietà (a pensarci bene forse non era serietà ma arroganza).
Non ho paura di crescere perché non mi spaventa.
Perché so di aver raggiunto un equilibrio emotivo che mi permette di affrontare i problemi grossi e quelli piccoli senza farmi prendere dal panico (attenzione: non ho detto di saper risolvere ogni problema, ma semplicemente non fuggo).
Ma ora sono ad un punto di svolta.
Infatti, se fino a poco fa ero punto di riferimento per me stesso e solo parzialmente per la biondina, ora ho un età per cui quelli a cui prima mi appoggiavo cominciano ad aver bisogno di me, mentre esiste qualcuno che dipende totalmente da me.
Ora sono io l'adulto a cui chedere aiuto, consiglio e supporto.
Siamo nel mezzo del cammin di nostra vita o, come diceva l'altro sommo vate, siamo come il sole a mezzogiorno, senza più nessuna ombra intorno, baby.
Oddio che confusione ...
... d'altronde cosa ci si può aspettare da uno che oggi compie 36 anni?
Tradotto: non sono mai scappato dalla realtà degli adulti e dalle sue regole comportamentali, ma l'ho sempre affrontata con serietà (a pensarci bene forse non era serietà ma arroganza).
Non ho paura di crescere perché non mi spaventa.
Perché so di aver raggiunto un equilibrio emotivo che mi permette di affrontare i problemi grossi e quelli piccoli senza farmi prendere dal panico (attenzione: non ho detto di saper risolvere ogni problema, ma semplicemente non fuggo).
Ma ora sono ad un punto di svolta.
Infatti, se fino a poco fa ero punto di riferimento per me stesso e solo parzialmente per la biondina, ora ho un età per cui quelli a cui prima mi appoggiavo cominciano ad aver bisogno di me, mentre esiste qualcuno che dipende totalmente da me.
Ora sono io l'adulto a cui chedere aiuto, consiglio e supporto.
Siamo nel mezzo del cammin di nostra vita o, come diceva l'altro sommo vate, siamo come il sole a mezzogiorno, senza più nessuna ombra intorno, baby.
Oddio che confusione ...
... d'altronde cosa ci si può aspettare da uno che oggi compie 36 anni?
lunedì 4 ottobre 2010
In piscina col papi
Un tempo la biondina chiamava il bimbo il mio ranino. Succedeva quando era piccolo piccolo e aveva le gambe sottili e sempre piegate, sembrava una rana a pancia in su'.
Poi è cresciuto ('nzomma) e adesso ha due belle gambotte dritte e cicciottose.
Non si può più chiamarlo ranino.
Stamattina il bimbo ha cominciato il suo corso di acquaticità: tre quarti d'ora nella piscina dei piccoli (profondità circa un metro, temperatura dell'acqua che manco ai caraibi) a giocare con altri 10 nani anfibi con palline, pesciolini, braccioli, secchielli, ed altri ammennicoli colorati e divertenti.
Ogni nano era aggrappato a uno tra mamma, papà, nonna.
Stamattina l'ho accompagnato io perché la biondina oggi non poteva entrare in acqua, ma è stata una cosa estemporanea e le prossime volte il salvagente lo fa la mamma.
Ci siamo divertiti un sacco e abbiamo imparato a mettere i braccioli e a scalciare per andare in una direzione.
E' tornato ad essere il mio ranino.
Poi è cresciuto ('nzomma) e adesso ha due belle gambotte dritte e cicciottose.
Non si può più chiamarlo ranino.
Stamattina il bimbo ha cominciato il suo corso di acquaticità: tre quarti d'ora nella piscina dei piccoli (profondità circa un metro, temperatura dell'acqua che manco ai caraibi) a giocare con altri 10 nani anfibi con palline, pesciolini, braccioli, secchielli, ed altri ammennicoli colorati e divertenti.
Ogni nano era aggrappato a uno tra mamma, papà, nonna.
Stamattina l'ho accompagnato io perché la biondina oggi non poteva entrare in acqua, ma è stata una cosa estemporanea e le prossime volte il salvagente lo fa la mamma.
Ci siamo divertiti un sacco e abbiamo imparato a mettere i braccioli e a scalciare per andare in una direzione.
E' tornato ad essere il mio ranino.
domenica 3 ottobre 2010
Sfide: storie di sport

Se mi chiedete il momento più emozionante dello sport che ho vissuto (naturalmente da spettatore, il capitolo atleta invece lo scriverò un'altra volta) non vi risponderò con la finale Italia Francia dei mondiali di calcio 2006, nè con la tripletta dell'Inter del 2010 (anche se ...).
Atene 29 agosto 2004.
In una calda domenica sera di fine estate si concludono i giochi olimpici nel modo più perfetto che si possa concepire: arrivo nel vecchio stadio olimpico Panathinaikò della maratona maschile, la gara più emblematica dell'atletica leggera in generale e della mitologia greca in particolare.
Il tempo non era da record (2.10.55) ma l'arrivo in solitaria di Stefano Baldini in quello stadio illuminato dalla torcia olimpica mi ha fatto venire gli occhi lucidi.
Barcellona 1 agosto 2010.
Agli Europei di atletica Stefano si è ritirato, perchè a 39 anni il confronto con chi ne ha 30 cominica a farsi pesante. A fine gara si è compostamente scusato con tutti per non aver terminato la gara e ha ufficializzato il suo ritiro dalle gare sui 42km.
Un signore si vede soprattutto nel momento del commiato.
E di signori il mondo dell'atletica ne è pieno.
L'invincibile non è quello che vince sempre, ma quello che anche se perde non è vinto mai.
venerdì 1 ottobre 2010
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