mercoledì 28 settembre 2011

Superluminare

C'è una notizia che sta girando in questi giorni che è una bomba che potrebbe fare la storia mondiale.
Raiassumiamo: c'è stato un esperimento scientifico in collaborazione tra CERN di Ginevra e INFN nel cuore del Gran Sasso in cui hanno scoperto che un fascio di neutrini spediti da Ginevra ha percorso i 730 km di distanza in un tempo che è inferiore di 60 miliardesimi di secondo rispetto a quello impiegato se fosse andato alla velocità della luce.
Tradotto: sembrerebbe che si sono scoperte delle particelle che viaggiano più veloci della luce.
Alcuni link che spiegano meglio il tutto: qui e qui una versione semplice (per quanto possibile), qui quella con qualche numero e considerazioni più approfondite.

Reazione del mio barista (che è una persona pratica):  ... e sticazzi!

Reazione mia: OOOHHHH .... (con i lucciconi agli occhi).

E adesso, cosa dobbiamo aspettarci?

Scenario A: c'è stato un errore.
Altri gruppi di lavoro rifanno l'esperimento in modo autonomo e scoprono che non è vero nulla: c'è stato un errore strumentale o di interpretazione. Quindi la relatività resta al suo posto, i fotoni ritornano a essere le cose più veloci dell'universo e si tornerà ad interessarsi di altro, tipo il bosone di Higgs o la materia oscura.

Scenario B: è tutto vero!!!
Altri gruppi di lavoro rifanno l'esperimento in modo autonomo e i risultati sono paragonabili. Quindi si deve riscrivere la relatività (che finora aveva funzionato così bene) aggiungendo dei postulati. Tra qualche anno partiranno dei Nobel. E chissà quali ricadute sul mondo reale ci potranno essere: pensate ad esempio alla scoperta della meccanica quantistica che all'uomo della strada sembrava una cosa inutile e che dopo qualche anno ha aperto la strada ai microprocessori.

Scenario C: fantascienza.
Astronavi più veloci della luce e viaggi nel tempo.

Probabilità:
A 80%
B 19,9%
C 0,1% (e chissà tra quanti secoli!!)

Ma io sono un sognatore.

PS:
La fisica non è casa mia, ma permettetemi di dire che quello che a qualcuno può sembrare una perdita di tempo e di risorse come la ricerca fondamentale, è qualcosa di essenziale. Sia dal punto di vista prettamente economico sia dal punto di vista della conoscenza.
Ecco un altro link che spiega, con le parole di un fisico delle particelle, il perchè della ricerca cosidetta inutile. Fatevi un piacere e perdete cinque minuti per leggerlo.

PPS:
A margine di questa notizia c'è stato un caso politico imbarazzante. La minstra dell'istruzione e ricerca Gelmini, nella fretta e furia di cavalcare la notizia e di declamare "è anche merito nostro" non si è informata del fatto che i neutrini se ne fottono di quello che attraversano (vuoto stellare o roccia) e si è vantata della partecipazione alla costruzione del tunnel (??!?!??!!) tra Ginevra e l'Abruzzo. Qui un blog che ne parla.
Che tristezza.

martedì 27 settembre 2011

Grazie, signor Bonelli.

Giorno triste, ieri.

Ho appreso la notizia della morte di Sergio Bonelli dal telegiornale di canale cinque alle otto di sera, nel sommario all'inizio, e ho voluto assistere al "coccodrillo" per curiosità di capire come fosse trattato dalla stampa generalista un uomo così importante per la cultura italiana. Come immaginavo hanno riconosciuto il suo lavoro come editore, ma hanno fato un sacco di confusione tra editore, autore e disegnatore. A sentire il servizio sembrava morto il disegnatore di Tex.
Comunque, non è il caso di fare polemica con la televisione perché è una battaglia persa.

Questo è il momento di ringraziare una persona che ha scoperto e stimolato tanti autori e disegnatori che mi hanno regalato avventure straordinarie.
Non conosco il Bonelli autore (Zagor e Mister No non li ho mai letti e quindi non posso giudicare Guido Nolitta), ma lo devo ringraziare per il suo lavoro di moderno mecenate.

La sensazione che provo oggi è che le mie avventure preferite si sono esaurite, e che il mondo stia per diventare un poco meno entusiasmante.
Una sensazione simile l'ho avvertita il 6 aprile 1992, giorno della morte di Isaac Asimov.
Questo caso è diverso, perché la casa editrice e i suoi personaggi continueranno ad esistere (spero!). Ma comunque qualcosa è destinato a cambiare, e chissà quale strade prenderà il fumetto popolare in Italia.
Io spero che chiunque prenderà in mano la casa editrice abbia la stessa competenza e passione di questo distinto signore del fumetto.

Piccole chicche linguistiche sparse 2

Preferenze culinarie un po' confuse
Non mi piace l'insalata ...
E' puzzolente e gustosa !!!

Giochi maschi
Dai bimbo, vai a prendere la spada che giochiamo.
Si, così ti do una picchiata!!

Tanto poi c'è la crema ...
Nonna, non venire nel box, ci sono le zanzare.
Ma allora esci anche tu che ti possono pungere.
Se mi pungiono metto il prep.

Giochi fragili
Ohh nooo .... si è romputo!!

giovedì 22 settembre 2011

Donne in rinascita


Dedicato alla zia stordita.
Perchè anche se qualcuno ti delude e pensi di essere sbagliata, nella categoria "amore" ti meriti molto di più di quello che hai.
E ricordati che, quando hai bisogno, nella nostra famiglia troverai sempre tre veri amici.

Comunque, se effettivamente senti il bisogno di "cambiamento" e di "rinascita", dal mio modesto punto di vista una scarpa di vernice rossa tacco dodici è un OOOTTTIMO punto di partenza ... ;-)

martedì 20 settembre 2011

Pittura creativa

E' da quest'estate che il bimbo fa la doccia con mamma o con papà.
Ormai è grande e non è più possibile fare il bagnetto nel lavandino principalmente per due motivi: non ci sta quasi più in lunghezza (anche se il lavandino è uno di quelli quadrati di dimensioni olimpioniche e molto chic) e poi perché a volte si concia in maniera tale che una "risciacquatina" non è più sufficiente ed è necessario una decisa ed energica strigliata.
Poi, sentiste che puzza di piedi!!

Comunque, passati i primi momenti in cui il doccino gli faceva paura e urlava quando dovevi bagnargli i capelli, ora fa il bravo e riesce persino a divertirsi e a farci divertire.
C'è tutto un rito collegato al prima e al durante che va dalla pipì da fare nel water (con il riduttore) alla patatina da mangiare prima di entrare in doccia mentre aspettiamo che l'acqua diventi calda; dal tappetino antiscivolo da mettere nel piatto doccia fino al docciaschiuma che deve usare per lavarmi i capelli mentre io lo insapono.

Fino ad una piccola chicca di un paio di settimane fa che ci ha fatto scompisciare dalle risate.
Qualche tempo fa aveva scoperto che con le dita poteva lasciare il segno sui vetri della doccia appannati. Ecco, solo che le dita ora non gli bastano più e, visto che in doccia non può portare i pennarelli, utilizza quanto di più simile ad una matita la mamma gli ha regalato quando l'ha fatto.


Ora lo impugna e lo passa sul vetro.
A chiedergli cosa sta facendo risponde: disegno il tatto'e.

PS: si potrebbero fare tante di quelle battute a doppio senso che lèvati. Ma si tratta di un bimbo ... fate conto che le abbia scritte e amici come prima.

lunedì 19 settembre 2011

Mezza maratona di Monza - 18/09/2011

Solo tre parole: acqua a secchiate.
Questo è il testo del messaggio che io e la biondina abbiamo inviato a una nostra amica prima della partenza.
Ma partiamo dall'inizio della telecronaca di una mattinata quantomeno folle.

Partenza alle 6.45 da casa in una giornata abbastanza fredda ma che comunque lasciava ben sperare: il cielo era coperto e noi eravamo pronti a incontrare dei "deboli piovaschi" (così come li aveva definiti meteo.it per la mattinata). Quando invece siamo entrati in tangenziale si è palesato il disastro che ci attendeva e le nuvole hanno aperto gli sciacquoni. Arrivati al parcheggio all'interno dell'autodromo, abbiamo dovuto aspettare dieci minuti in macchina ad aspettare che si calmasse un po' il diluvio e, in quei cinque minuti di tregua, siamo usciti e arrivati alla zona dei box camminando nel fango.
A quel punto non potevamo che aspettare e vedere come si sarebbe evoluta la situazione al riparo di una tettoia. Praticamente abbiamo aspettato quasi un'ora chiedendoci: che facciamo? prediamo il pacco gara e andiamo a casa?
Vorrei vedere voi in questa situazione cosa avreste fatto:


Penso anche che se fossimo stati solo noi due in macchina avremmo dato forfait.
Ma eravamo insieme a due nostri amici e ci sembrava di avere almeno l'obbligo morale di provarci. Però il tempo è migliorato, e tipo un quarto d'ora prima della partenza piovigginava e quindi non avevamo scuse.
Così ci siamo trovati ad aspettare lo start sulla linea di partenza dell'autodromo.
Partenza data con il semaforo della formula uno.
Eeeeee..... VIA!

Sembrava andare tutto per il meglio, ma dopo dieci minuti dalla partenza ricomincia il diluvio. Fortuna avevo preso il cappello con l'aletta altrimenti avrei avuto dei problemi a tenere aperti gli occhi (per dire!).
E' venuta talmente tanta acqua (per circa un quarto d'ora) che la protezione civile ha dovuto imporre un cambio di tracciato in corsa per evitare un sottopasso allagato. Ma altri due sottopassi con una spanna d'acqua erano obbligatori e quindi, ebbri d'ardimentoso coraggio, ci siamo buttati con la pozzanghera alle caviglie.
Eravamo circa al quinto kilometro quando siamo passati nelle vicinanze della partenza e, confesso, ho dovuto resistere alla tentazione di andarmene. Sono convinto che se fossi stato da solo l'avrei fatto.
Poi il tempo è migliorato (tranne un altro acquazzone tra il 18° e il 20°) e alla fine il risultato l'ho portato a casa con orgoglio, con l'aggravante che le modifiche al percorso hanno allungato la mezza fino a 22 km e 200 metri.

Tempo totale 1h 52' 35" mio e biondina in 2h 2' 18".
Sarebbe stato il suo personale se il percorso fosse stato di 21 km; questo fa ben sperare per la prossima mezza (quasi sicuramente Pavia).

Qualche appunto all'organizzazione, soprattutto per la gestione delle sacche gara, ma alla fine sono contento di averla fatta e di non essermi ritirato.

venerdì 16 settembre 2011

Emozioni - I Classici del Fumetto

Qualche anno fa è scoppiata la mania degli allegati ai quotidiani.
Intendo l'uso massiccio dell'allegato, perché da che mondo è mondo il gadget ha sempre tirato in edicola.
Ma io non me ne sono mai interessato molto (anche perché di solito i quotidiani non li compro) fino a quando, nel febbraio 2004, Repubblica, assieme a PaniniComics, ha varato la collana I Classici del Fumetto.
60 uscite settimanali a quasi 6 € l'una che mi ha dato modo di approfondire la conoscenza di alcuni personaggi, anche famosi, ma di cui avevo solo una conoscenza superficiale, e alcuni autori o caracter di cui ignoravo l'esistenza e che mi hanno aperto tutto un mondo.
Ho letto con avidità i volumi dedicati a miti del fumetto americano Marvel e DC, di cui fino ad allora sapevo chi fossero, ma non avevo mai letto niente. E non avevo mai letto niente perché la continuity mi spaventa. Non ho voglia di leggere una storia di cui non so l'inizio e tutto quello che è successo finora. Ho come l'impressione di perdermi tutto il divertimento e quindi, piuttosto, preferisco non addentrarmi da solo in queste terre inesplorate.
Ma se qualcuno mi accompagna mano nella mano in questi spazi, allora riesco a godermi meglio il mondo che mi viene offerto. Ed è stato questo il caso.
Ad esempio il secondo numero della serie: l'Uomo Ragno (ma anche noi italiani non siamo più autorizzati a chiamarlo così, da qualche anno è ufficialmente Spider-man). C'è la parte introduttiva con gli editoriali critici, con la storia editoriale del personaggio, con la presentazione degli autori, con approfondimenti della struttura grafica dell'opera, con lo stato attuale delle pubblicazioni, ecc. E poi c'è la scelta dei fumetti presentati: l'immancabile numero uno degli anni '60 con la presentazione del personaggio, c'è la carrellata dei vari autori e disegnatori che si sono succeduti nel corso degli anni, ci sono riproposte le storie emblematiche che (per diversi motivi) è necessario leggere per capire perché siamo a questo punto, ci sono le ultime storie che presentano il personaggio con la profondità e le sfaccettature che i tempi moderni gli anno donato, ci sono alcuni esperimenti moderni come le storie mute e quelle in bianco e nero (impensabili per l'america).

Poi ci sono i numeri monografici su un singolo autore: Pazienza, Manara, Taniguchi, Toppi, ecc.
Poi ci sono i numeri che ripropongono le strisce: Peanuts, Andy Capp, Pogo, Dilbert, ecc.
Poi ci sono i numeri che che riportano (parte) di una graphic novel: Maus, l'Eternauta, ecc.
Poi ci sono i numeri su classici che non conoscevo e che hanno fatto il fumetto: Eisner, Tintin, Flash Gordon, ecc.

Sono molto affezionato a questa enciclopedia, perché mi ha dato gli strumenti per capire più a fondo, e quindi apprezzare, il fumetto in tutte le sue espressioni (comico, avventuroso, di denuncia, ecc), tutte degne di nota e di curiosità.



Dopo questa collana si è rotto il vaso di pandora dei fumetti in allegato ai quotidiani e dopo repubblica ci si sono messi anche panorama, l'unità, il corriere e addirittura la gazzetta dello sport. E a questo punto, anche se io mi sarei buttato a pesce su tutto il filone, ho dovuto fare delle scelte e lasciare al loro posto volumi che, sono sicuro, mi sarebbero piaciuti un monte.

Nonostante questo con gli anni ho poi seguito:
I Classici del Fumetto di Repubblica - Serie Oro
Questi non li ho comprati tutti, qualche numero l'ho saltato ...

Dark Side - Il lato oscuro dei fumetti
Copertina metallica che con il flash non va d'accordo,
ma collana fichissima

Batman - La leggenda
Con questo sono arrivato fino al numero 60, poi ho mollato.


PS: Necessariamente questo era solo il cappello introduttivo ad una serie di post dedicati ad alcuni di questi volumi che meritano, più di altri, di avere un'etichetta con scritto "arte" appiccicata addosso.

PPS: Solo adesso ho realizzato: solo per la prima collana stiamo parlando di quasi 360 € di roba appoggiata li sullo scaffale. Non ho voglia (e ho francamente il terrore) di fare il conto di quanto ho speso in fumetti per queste collane in particolare e in tutta la mia vita in generale.
Era meglio se mi cercavo un vizio diverso.
Era meglio fumare.

mercoledì 14 settembre 2011

Blue eyes


Due enormi buchi che ti risucchiano l'anima, strappano il tuo io più profondo e, dopo un sorriso, lo risputano lasciandoti svuotato.
Due occhi pieni di sogni che bevono una vita dal sapore di futuro.
Lo sguardo di un bambino con il colore e la purezza del cielo d'alta montagna.

Mio figlio, il bimbo più bello del mondo.

martedì 13 settembre 2011

Non il trattore del nonno, ma il nonno del trattore!

Qualche mese fa siamo andati in gita a Grazzano Visconti, borgo medioevale nell'oltrepò piacentino, e all'interno di un cortile c'era una collezione- mostra di attrezzi agricoli antichi con anche una sfilata di trattori d'epoca.
E come sapete (qui, qui e qui) i trattori sono la sua passione!

Al bimbo sembrava di essere in paradiso. Fosse stato per lui sarebbe salito su tutti, con una speciale predilezione per quelli senza ruote, ma con i cingoli.