giovedì 31 maggio 2018

Nozze di cristallo

L'anno scorso abbiamo festeggiato i 25 (venticinque, si avete letto bene) anni di fidanzamento.
Quest'anno festeggiamo i 15 (quindici, si c'è scritto così e non mi sono sbagliato) anni di matrimonio.
La data non me la posso dimenticare, che me la sono anche tatuata su un braccio, e comunque, per maggiore sicurezza, a suo tempo ho fatto in modo che coincidesse con il compleanno della biondina, che ricordare una data è più semplice che ricordarne due.
E quindi oggi festeggiamo le nostre nozze di cristallo.


Su questo punto non c'è molta chiarezza, che alcune tradizioni indicano 15 anni come le nozze di porcellana e il cristallo per i 20, ma non è questo il punto. Va bene il cristallo proprio per la forte simbologia.
Un cuore puro, limpido, cristallino.
Ci rappresenta perfettamente.

Quindici anni fa esteriormente eravamo sicuramente molto più giovani, ma più belli ho dei dubbi, che io mi sento più a mio agio con me stesso adesso che allora, e la biondina (anche se non ci crede) ha ora una bellezza matura che mi attira tantissimo.
Ma al di là del dato anagrafico quello che ci unisce adesso, quello che abbiamo costruito insieme in questi 15 anni, è qualcosa di prezioso che va al di là del peso del tempo.


E il sorriso di quei ventenni magari ora ha qualche piccola ruga di espressione ai lati delle labbra, ma è più limpido e luminoso.
Cristallino.

Ti amo biondina.
Grazie perchè porti questo anello da quindici anni.

... e buon compleanno.

martedì 29 maggio 2018

Assaggio d'estate

Domenica appena trascorsa hai gareggiato nel Triathlon Olimpico di Pietra Ligure.
E' una decina d'anni che bazzichi regolarmente per villeggiatura la costa di ponente tra Savona e Imperia e (se escludi quella piccola escursione nell'entroterra per lo sprint di Osiglia) non avevi ancora gareggiato in quei posti. E sì che ce ne sarebbero a carrettate di occasioni: bellissime granfondo, scenografiche mezze maratone e trail impegnativi.
Ma da un paio d'anni hai un appoggio comodissimo, funzionale ed estremamente cheap nell'appartamento di Pietra Ligure dei tuoi amici Fabio e Rossana che, bontà loro, lo possono affittare alla tua famiglia quando è libero (ne parlavi anche qui). E quindi quest'anno è successo, e  hai approfittato della gara di domenica pomeriggio per qualche giorno al mare tra sabato pomeriggio e lunedì sera.
Come al solito parlerai del tuo Triathlon Olimpico di Pietra in un post dedicato a parte, mentre adesso vorresti riportare, se riesci, un po' della bellezza e del piacere del mare a fine maggio.


Sabato partenza dopo pranzo e dopo due orette di strada comoda e poco battuta a quell'ora (se si esclude la teoria di supercar tra Ferrari e Lamborghini che ti hanno superato e verosimilmente stavano andando a Montecarlo per la Formula 1), arrivi al ritiro pettorali. Il resto del pomeriggio lo passi a far merenda con la focaccia e a passeggiare sul lungomare.
Cena frugale in appartamento e poi passeggiata a Finale per i tuoi riti di sempre: l'affogato al cioccolato da passeggio nella tua gelateria preferita, il sacchetto di caramelle alla liquirizia e la confezione di mandorle pralinate appena cucinate ancora calde. Ecco, dopo alcuni anni passati in quel posto, cominci proprio a sentirti a casa. Una sensazione molto piacevole ed estremamente rilassante.


La domenica, visto che la gara parte all'una, la biondina ne approfitta per provare in bici lei il percorso e parte alla mattina presto per quaranta chilometri in sella.


Il resto della giornata i trio formato da biondina, Luca e Billy lo passano in spiaggia, e te li raggiungi per rilassarti un'oretta dopo la gara.


La sera poi, anche per festeggiare il tuo buon risultato sportivo, cenetta di pesce in spiaggia.
E poi giochi, risate e baci.


Il lunedì avete fatto per la prima volta una mossa hard: te e la biondina avete dato fiducia al piccolo di casa e siete usciti in bici assieme, lasciandolo da solo in appartamento per un paio d'ore. Come arma di difesa aveva il tuo cellulare, e infatti una chiamata ve l'ha fatta mentre stavate sudando in salita, ma solo per vedere l'effetto che fa, visto che non aveva niente di importante da dirvi.
Quando siete rincasati verso le nove e mezza l'avete trovato che dormiva ancora, e il più indisciplinato alla fine è stato il cane, che Luca vi ha detto che per i primi minuti che siete usciti ha pianto vicino alla porta.
Il resto della mattina, visto che il mare era piuttosto mosso e il cielo nuvoloso, avete deciso che andare in spiaggia non era la mossa migliore, perciò avete fatto finta di essere in montagna e avete fatto un bel giretto nei sentieri dietro Finalborgo, tra grotte di calcare, chiese romaniche e muretti di pietra a secco.


Si, il Luca ha perso un giorno di scuola, è vero, non si dovrebbe fare.
Ma, oh, avevate proprio bisogno di una mini vacanza.

venerdì 20 aprile 2018

3° Rotary Run - Sant'Angelo Lodigiano (LO) 15/04/2018

Questo post parla di una corsa campestre che non hai corso, ma è come se.
O meglio, in fase di preparazione l'hai studiata per ore su Google Earth, poi l'hai corsa per provarla, poi l'hai modificata due volte, poi hai disegnato e stampato il percorso, poi ne hai parlato con gli altri gruppi organizzatori, poi hai segnato fisicamente il percorso con frecce e cartelli, e infine hai dato il tuo contributo a curarne alcuni altri aspetti come le iscrizioni e i ristori.


Per chi è nuovo su queste pagine: si parla di quelle manifestazioni podistiche ludico motorie a passo libero aperte a tutti organizzate dai gruppi locali della FIASP, croce e delizia del tapascione di ogni età e grado di atletismo.
Te e la biondina siete tesserati con il Gruppo Podisti Sant'Angelo (e anche il Luca è praticamente socio onorario e mascotte) e addirittura fate parte del consiglio del gruppo (a dire la verità all'interno del consiglio c'è solo la biondina, che entrambi non riuscite a far parte attiva del comitato, ma stavolta, visto che per alcuni aspetti organizzativi hai una buona dimestichezza, ti sei sostituito a lei).

E quindi hai avuto modo di partecipare a tutto quel ballarò che ci sta dietro una manifestazione come questa dove c'è da chiedere permessi ai comuni e ai proprietari dei terreni e delle strade attraversate, dove bisogna studiare la sicurezza stradale e i punti di attraversamento meno pericolosi possibili, dove bisogna reperire personale volontario e istruirlo su cosa deve fare, dove serve preparare il volantino della manifestazione e pubblicizzarla, dove quando ti sembra di aver pensato a tutto arriva il problema dell'ultim'ora che ti costringe a cambiamenti improvvisi ed improvvisati.
In questa categoria ci mettiamo il brutto tempo degli ultimi giorni prima di domenica (veri e propri nubifragi con grandine) che rischiavano di rendere impraticabili alcuni sottopassi stradali, se non fossero intervenuti i benemeriti vigili del fuoco con le loro pompe.

48 ore prima della corsa con 30 cm d'acqua

E' la prima volta che partecipi così attivamente all'organizzazione e ora hai capito quant'è faticoso e complicato studiare e preparare il percorso:


Preparate tutte le borse gastronomiche per i riconoscimenti individuali:


Preparate il ristoro finale, ma soprattutto gli intermedi, con roba da mangiare, da bere, i tavoli da portare sul posto, le persone da smistare:


Trovarsi la domenica mattina all'alba (te sei arrivato alle 6, ma c'era gente già li) per le ultime cose, che tanto sulle locandine c'è scritto partenza libera dalle 8 alle 9, ma sai già che si presenteranno al bancone dell'iscrizione gli esagitati delle 7 e i tranquilloni delle 10:


E parlando delle iscrizioni: te con altri quattro avete curato le iscrizioni per i singoli e i gruppi, i tesserati FIASP e i no, i gruppi del comitato provinciale di Lodi e quelli da fuori provincia. E maneggiare i soldi nell'ora di punta tra le 7 e le 8 quando hai decine di persone in fila che fremono non è mai facile. Questo che segue è l'assalto all'iscrizione:


Questa invece è la foto del bancone delle iscrizioni ma solo alle 10 e mezza, quando era finito tutto e c'era solo da contare i soldi e sperare che tornassero i conti (spoiler: sono tornati con un'approssimazione dello 0,17%):


E alla fine bisogna stilare la classifica dei gruppi. Cosa importantissima, che ci sono in ballo dei cesti gastronomici mica da ridere, e si sa che noi tapascioni della domenica a queste cose teniamo molto.
Qui sembrava che fosse andato tutto bene, che il file excel che avevi preparato ti dava la classifica in tempo reale, ma alla fine i pasticci ci sono stati lo stesso, perchè puoi avere un software eccezionale, ma se sbagli tu ad inserire i dati poi naturalmente ci saranno quelli che giustamente verranno a lamentarsi e ti faranno correggere gli errori:


Per finire la mattinata, completate le incombenze da ragioniere, hai avuto la possibilità di andare sul percorso come servizio scopa. Praticamente si è trattato di dare il "liberi tutti" ai ristori sul percorso e togliere i cartelli disseminati, in modo da lasciare tutto pulito (tranne le frecce segnate per terra, ma quelle sono state fatte con vernice spray ecologica, e ad oggi dovrebbe essere già sparite). Correre però era troppo lento, e allora tu e Angelo avete girato in MTB:


Un'altra cosa importante di questa manifestazione sta nel nome. Infatti non si tratta della corsa che il gruppo organizza ogni anno (quella è la marcia Barasina, e si terrà alla prima domenica di maggio), ma di un'idea del Rotary locale allo scopo di raccogliere fondi per beneficenza.
Da quel punto di vista ti è sembrata una vittoria. E' stato raccolto un discreto gruzzolo che, tolte le spese, servirà sicuramente a qualche nobile causa; hai fiducia in questo gruppo.

E quindi grazie al gruppo dei Podisti, al presidente, ai consiglieri, ai volontari tutti, agli sponsor e a chi ha permesso di fare del bene facendosi del bene.


mercoledì 18 aprile 2018

Trail La Scarpa - Bobbio (PC) 08/04/2018


Il fatto è che la biondina, parlando di corsa, si è persa nel bosco (come dicevi qui).
Poi aggiungiamoci che ora fa parte di un'associazione a delinquere finalizzata alla corsa difficoltosa (definizione ardita inventata da te ora) formata da Ironbatta (anch'esso abbastanza nuovo a queste avventure), dal veterano Alberto (ma questo è di un'altra categoria) e da Stefano, con tanto di gruppo WhatsApp, allora quest'anno è lecito aspettarsi una serie di corse trail molto diverse tra loro in tema di distanze, altimetrie, fondo e ambiente circostante.
Con questa compagnia, il 2018 trail è cominciato piuttosto presto per lei, con il Winter Trail del Parco a San Michele di Morfasso (PC) organizzato dal gruppo dei Lupi dell'Appennino il 28/01/2018. Si tratta di 19 km e 1.000 md+ con un bel freschetto, ma fortunatamente la neve importante che ha caratterizzato questa seconda parte dell'inverno non era ancora arrivata.



Dopo questo antipasto invernale, in questo post vuoi parlare soprattutto della gara del 8 aprile scorso: Trail della Scarpa a Bobbio (PC), 35 km 2070 md+ (nientemeno).
Tantissimi dubbi dei giorni prima, tanto che si è iscritta all'ultimo solo alla mattina della gara, perchè era da sola, perchè ultimamente non aveva fatto allenamenti lunghi più di venticinque chilometri, perchè un dislivello simile non l'aveva mai affrontato.
Ma alla fine si è convinta e, dopo alcuni mesi, vi siete presi il lusso di uscire di casa tutti e tre all'alba per passare una giornata insieme a fare le cose che vi piacciono di più (e si, perchè sfortunatamente cose banali come una domenica intera fuoriporta sono ancora molto difficili da organizzare per la vostra famiglia).
La giornata è buona: fa freschino e c'è un po' d'aria, ma per correre c'è il clima giusto.
E la biondina alle 9 parte insieme ad altri 100 concorrenti per le montagne della Val Trebbia.


C'è da sottolineare che per affrontare al meglio questa prova, la biondina si è preparata dal punto di vista dell'attrezzatura in modo impeccabile, con (oltre allo zainetto, le borracce e il telo termico obbligatorio) l'aggiunta del nuovo acquisto dei bastoncini in alluminio con il sistema di ripiegamento e chiusura, che si vedono nella prossima foto infilati negli spallacci dello zaino.


Partita la biondina te, il Luca e Billy avete passato una splendida mattina passeggiando sul ponte gobbo, lungo le stradine sterrate attorno al paese, nel letto del Trebbia e giocando a pallone. E all'una vi siete concessi il lusso enorme di un pranzo tipico piacentino con salumi, gnocco fritto, pisarei e fasò e tortelli verdi (te poi ti sei strafogato mangiando anche buona parte della porzione di tuo figlio).


Poi siete andati ad attendere la biondina all'arrivo per permettere a Luca e a Billy di percorrere con lei gli ultimi trecento metri prima del traguardo nel chiostro dell'abbazia di San Colombano.


Cronometro a 6 ore e 18 minuti, e classifica che dice 11 su 15 donne. Che se da un lato parliamo di un tempo elevato per percorrere quei chilometri per come siete abituati a pensarla voi runner di pianura, per lei è un risultato che non la soddisfa e di cui si lamenta.


Ecco, su quanto sia mezzo pieno o mezzo vuoto il calice amaro della soddisfazione agonistica degli amatori attempati (quali voi siete), ci sarebbe un sacco di roba da dire e un sacco di punti di vista da analizzare. Ti prendi l'appunto mentale di riparlarne con un post dedicato (certo, con i tuoi tempi ...), ma per adesso dici solo che non sei d'accordo con lei e che consideri ottimo in una gara di questo tipo anche solo l'averla finita entro il tempo limite.

Alla fine di una splendida giornata, che il Luca ti ha confessato essere stata molto apprezzata, la biondina ti ha raccontato di splendidi boschi, di viste mozzafiato sulla valle del Trebbia della terrazza naturale di Brugnello (se ne vede un piccolo scorcio nel video dell'organizzazione realizzato con il drone), di salite faticose aiutandosi con i bastoncini e di discese affrontate con calma e male ai quadricipiti.

Anche questo è #passionetrail


giovedì 12 aprile 2018

12xmezz'ora FIASP Sant'Angelo Lodigiano 07/04/2018

Questa cosa della staffetta annuale organizzata dal Comitato Provinciale di Lodi della FIASP è per te una piacevole tradizione. Anche l'anno scorso ne hai scritto in questo post, ma andando a ritroso nel labirinto degli anni seguendo le molliche di pane dei link, si possono leggere ben sei tue cronache della staffetta. E quest'anno è capitato che venisse organizzata dal tuo gruppo dei Podisti Sant'Angelo, sulle corsie della "tua" pista di atletica. Tua nel senso che è quella in cui hai consumato negli anni svariate suole di scarpe. Scherzando con il tuo amico Max, gli hai detto che ti sembrava di correre nel salotto di casa, tanta era la confidenza che hai con quell'anello.

Prima della partenza tra atleti, supporter e simpatizzanti.

In breve le regole: squadre da 12 atleti che hanno 30 minuti di tempo ciascuno per correre nel circuito, la squadra che fa più giri vince. Quest'anno erano presenti 29 squadre (per un totale di 348 persone che corrono nell'arco di tutto il pomeriggio, mica poche) e il tuo gruppo ha presentato due squadre, chiamate ufficialmente A e B (pettorale uno e due, perchè giocavate in casa), ma scherzosamente classificate come la squadra dei keniani e quella dei katanai (espressione molto local che si può tradurre bonariamente come pasticcioni, incompetenti).

E alla fine ... beh, alla fine avete onorato il pettorale numero uno.


Secondi!
O, preferisci dire, primi degli umani, che i 25 giri di distacco che vi ha rifilato il Casale A sono una roba che manda ai matti. Niente da dire, neh, quelli sono fortissimi, ma è proprio un altro campionato. E metà classifica spiaccicata per la seconda squadra.

Ma d'altronde, con 'ste facce qui ... 

Defezioni sfortunate dell'ultima ora di hanno consegnato l'onore e l'onere di occupare ben due frazioni, tra cui la prima. Il tuo risultato personale è stato ottimo: 18 giri la prima mezz'ora e 17 giri la seconda (non ti ha retto la pompa per tutte e due le frazioni e naturalmente sei calato), risultati che ti pongono al livello dei due veri top runner della squadra (IronBatta e Lorenzo) e di cui ti bulli un casino.


Un altro punto di soddisfazione è stato l'apprezzamento generale da parte di concorrenti e amministrazione comunale per l'organizzazione, nonostante qualcuno ha remato contro e ci ha costretto ad utilizzare i servizi della vicina ma non vicinissima palestra comunale, al posto dei comodissimi spogliatoi della squadra di calcio.

Sembrerà strano, ma questo è uno degli appuntamenti della stagione sportiva che aspetti con più allegria. Ci sono gli amici che trovi nelle gare campestri della domenica, ma qui hai tempo scambiare quattro chiacchiere con tutti prima della tua frazione. Ci sono le famiglie intere e i bambini che giocano a calcio nel campo all'interno della pista. Ci sono i gazebo delle singole squadre e, chissà com'è, sono sempre pieni di cose buonissime da mangiare (nel tuo: panini con la mortadella, torte salate, colomba mandorlata) e da bere (hai visto con gli occhi di questa tua faccia preparare degli spritz col Campari da un'altra squadra. Idoli).
E poi c'è anche da appuntarsi un numero, abbassare la testa e menare, che mezz'ora è il tempo ideale per tirarti il collo per bene.

E' stato un bellissimo pomeriggio di sport, sole e facce sorridenti.

domenica 1 aprile 2018

Granfondo e Mediofondo di Sant'Angelo Lodigiano - 25/03/2018

Questa granfondo è la settima volta che la fai. E visto che è quella del tuo paese, probabilmente continuerai a farla anche i prossimi anni.
Per questo motivo (e per i tuoi chiari limiti narrativi) non aspettatevi chissà quale cronaca entusiasmante, anche perchè proprio dal punto di vista agonistico è stata una gara piuttosto moscia.


Arrivi all'appuntamento iniziale di stagione con circa 350 km pedalati nell'anno 2018 (più qualche ora di rulli) per la tua classica mancanza di tempo e per colpa anche di questo finale d'inverno che ti ha dato poche possibilità di pedalare nel fine settimana, vista l'acqua e la neve che ha fatto soprattutto a febbraio e marzo. Ma al di là della preparazione specifica su bici, è il tuo stato di forma generale che è molto al di sotto di quello dell'anno scorso allo stesso periodo. La mancanza è naturalmente di carattere quantitativo di ore allenate, ma anche qualitativo. Ti sei reso conto che l'aver partecipato l'anno scorso al corso di crosswim ti ha garantito una base invernale ottima, che purtroppo non hai potuto replicare.

Con questo spirito hai deciso che non ne avevi a sufficienza per fare più del percorso corto, e con velleità piuttosto contenute.
E così è stato.


Prima parte in piano discreta, ma con la tua solita paura dello stare in gruppo che ti frena, visto che quest'anno l'asfalto delle strade pavesi è particolarmente infame. La salita affrontata benino, ma la discesa fatta sulle uova, per colpa di alcune vibrazioni alla forcella anteriore quando frenavi che ti hanno trasmesso bruttissime sensazioni (il tuo meccanico di fiducia ti ha successivamente risolto la situazione: freni usurati e cuscinetti a sfera del mozzo della ruota anteriore rovinati).

Il ritorno in pianura poi, una vera sofferenza. Ti sei fatto 25 km circa in perfetta solitudine, con solo qualche corridore isolato che hai superato e poi perso subito.
Peccato, ma era prevedibile, visto che anche l'affluenza è stata notevolmente in calo rispetto alle edizioni precedenti. I motivi possono essere tanti e tutti plausibili: dalla concomitanza con altre manifestazioni all'inverno poco clemente, ma secondo te ha pesato soprattutto lo stato penoso delle strade attraversate. Circostanza che avrà in futuro sempre più peso nelle caratteristiche che analizzerai per scegliere le manifestazioni a cui partecipare.

Ma al di là di questi fattori esterni, alla base di una prestazione opaca c'è la tua scarsa preparazione atletica. Dovrai lavorare molto duramente nei prossimi mesi in bici da corsa, o ci saranno poche soddisfazioni questa stagione.

venerdì 23 marzo 2018

Il gruppo dei "Bici Veloce"

I post di sport ultimamente latitano su queste pagine.
Anzi, sei te che proprio sei sparito dalla circolazione dei social-cosi.
Ma cosa ci volete fare, sei piuttosto incasinato in questi mesi, e se il 2017 è finito proprio a schifìo (con la dolorosa ma inevitabile decisione di ricoverare la nonna Pinuccia in casa di riposo perchè ormai non più autosufficiente, e il carico di responsabilità e obblighi verso il resto della famiglia che si è moltiplicato), questi primi mesi del 2018 servono alla tua famiglia per trovare un nuovo equilibrio emotivo, psicologico e materiale.
Si capirà che pensare allo sport agonistico o addirittura programmarlo è in questo momento difficile da parte tua.

Però un paio di decisioni le hai prese.
Quest'ano poco triathlon.
Dopo i due medi che hai fatto l'anno scorso, quest'anno al massimo olimpici. Ti sei già iscritto ad una gara per la primavera, ma ne parlerai più tardi.
Inoltre hai deciso che quest'anno vuoi toglierti qualche sfizio in bici da corsa, partecipando ad almeno le tre granfondo che organizza la A.S.D. Sant'Angelo Edilferramenta. E ieri sera hai fatto la spesona con l'iscrizione combinata per Sant'Angelo Lodigiano, Zavattarello e Casteggio.


E quindi tra due giorni, con l'imponente carico del tuo ultimo allenamento ciclistico (350 km su strada più cinque ore di rulli. Cioè, rendiamoci conto!) ti farai il solito giretto che ti fai tutti gli anni, su salite che conosci e ami, facendo zig-zag tra le buche nell'asfalto pavese.

Però la novità degli ultimi mesi, con molte analogie con quello che già succede nelle corse FIDAL, è che per partecipare a quasi tutte le gare bisogna essere iscritti ad un gruppo sportivo o pagare la BikeCard (lo sai, è un po' più complicata di così, ma tanto per farsi capire).

E quindi, obtorto collo (ma solo per il dover pagare un'altra iscrizione, mica per altro), ti sei iscritto alla benemerita società dei Bici Veloce!


Fa ridere che tu, che non hai neanche la MTB, ti sia iscritto ad una società nata per la Mountain Bike, ma le cose stanno cambiando, e anche tra gli speedy si stà creando un bel gruppetto di bitumari. E se per la gara di Sant'Angelo sarai solo perchè sono quali tutti a correre la Tre Valli a Verona in MTB, non è escluso che nel corso dell'anno riuscirai a trascinare qualche altro speedy sull'asfalto.

E quindi si preannuncia un 2018 sportivo all'insegna delle granfondo.
Speriamo di non fare troppe brutte figure!

venerdì 16 marzo 2018

Stephen Hawking

Oxford, 8 gennaio 1942 – Cambridge, 14 marzo 2018




Hawking è riconosciuto come una delle menti più brillanti dei nostri tempi e tu hai un paio di suoi libri nella tua libreria, posizionati tra i libri di fantascienza (soprattutto Asimov) e lo scaffale di varia. Il primo è Dal Big Bang ai buchi neri, libro illuminante che hai amato moltissimo, letto la prima volta attorno ai 20 anni nel pieno della fase in cui ti attirava la divulgazione scientifica, soprattutto fisica ed astronomica. L'hai letteralmente divorato ad una prima lettura per poi dargli altri passaggi negli anni successivi, affascinato dalla cruda bellezza della fisica, ma comunque rassicurato dalla prosa chiara e scorrevole.
Quella magia, quell'equilibrio tra rigore e divulgazione, non l'hai mai più ritrovato (con un'unica eccezione meritevole: i saggi del tuo amato e già citato Isaac).
I tuoi limiti però si sono palesati con il secondo libro: L'universo in un guscio di noce che, pur avendo bellissime illustrazioni esplicative, non sei mai riuscito a finirlo in quanto troppo complicato (in realtà il motivo principale è che effettivamente è un libro al di fuori della tua portata di comprensione: sono necessarie basi fisiche molto più solide delle tue).
Ora, non è che vuoi passare per quel divoratore di saggi scientifici che non sei: questa tua fase erudita è durata relativamente poco, visto che la tua soglia di attenzione alla lettura è progressivamente scemata (infatti ora leggi principalmente fumetti).

Tutto questo ti serve a spiegare che la grandezza dell'uomo e del suo lavoro la comprendi e l'apprezzi tantissimo. Ammiri e cerchi di fare tuo quell'atteggiamento razionale e positivo, tipico degli uomini di scienza e di cultura.

A proposito di uomini geniali: in un'intervista aveva citato quell'altro spirito illuminato che era Einstein:
Io non posso concepire un Dio che ricompensa e punisce le sue creature, e che esercita una volontà simile a quella che noi sperimentiamo su noi stessi. Nè so immaginarmi e desiderare un individuo che sopravviva alla sua morte fisica: lasciamo che di tali idee si nutrano, per paura o per egoismo, le anime fiacche. A me basta il mistero della vita, la coscienza e il presentimento della mirabile struttura del mondo in cui viviamo, insieme con lo sforzo incessante per comprendere una particella, per piccola che sia, della Ragione che si manifesta nella natura.

Grazie Stephen, per averci indicato la via, con il tuo lavoro e la tua vita.

giovedì 8 marzo 2018

L'Italia di destra

Non sei nè un politico nè un giornalista.
Ti interessi poco di politica, se non quel minimo che ti serve per il tuo lavoro, che ti porta spesso in contatto con amministrazioni locali di vario ordine e grado.
Puoi dirlo schiettamente: te di politica non ne capisco un cazzo. Infatti hai votato PD.

Ti sei fatto un'idea di quello che è successo negli ultimi anni che ha portato alle elezioni di domenica scorsa, e vuoi riportarlo qui, nello spirito che ti ha sempre distinto nel tuo blog: questo è, giusto o sbagliato, il tuo personalissimo pensiero odierno. Qualcuno potrebbe non essere d'accordo. Ma probabilmente neanche te tra qualche anno ti ritroverai più in quello che scrivi ora. Quindi, portate pazienza.

Un'ultimo avvertimento: molti di questi concetti sono mutuati (se non copiati) da corsivi e opinioni che hai letto in queste ultime ore, scritti da analisti e giornalisti di area sinistra che, giustamente, lo fanno di lavoro e sono più bravi di te. Alcuni esempi: Luca Sofri e Enrico Sola de Il Post.
Lo sai, si chiama bias cognitivo, ed è molto dannoso se uno lo subisce senza esserne cosciente. Ma tu hai la presunzione di capirne il meccanismo e di fottertene. Anche qui, portate pazienza.



L'altro giorno le elezioni politiche hanno stabilito che più del 70% degli italiani ha votato per un partito o movimento o apertamente di destra o assimilabile a essa per programmi, metodo politico e totale disinteresse per valori come la solidarietà e la tolleranza.
In Italia nel 2018, insomma, è drammaticamente in minoranza chi ritiene di avere bisogno della sinistra e di ciò che storicamente promette: giustizia sociale, solidarietà, equità, tolleranza, laicità, diritti.

Devi fartene una ragione: l'Italia non vuole quello che vuoi tu.

Alcuni provano a parlare di errori in campagna elettorale, di persone sbagliate che hanno affossato il partito o di scelte politiche che avrebbero potuto cambiare il risultato o quantomeno arginare la sconfitta. No, non credi sia questo il punto.
D'altronde quello che stà succedendo non è tanto diverso dall'America di Trump, dall'Inghilterra della Brexit, dall'estrema destra che spopola in Austria e altri paesi europei.

Qualcuno dirà che invece è tutto un fuoco di paglia, che lo scontro degli ultimi mesi tra fascisti e antifascisti è solo folklore, che tanto i fascisti (Casapound, Forza Nuova e compagnia briscola) alla fine hanno preso solo le briciole delle urne.
Anche questo è vero solo in parte, perchè se anche non è corretto chiamarli fascisti, i leghisti, i cinquestelle e i fratelliditalia lo sono nelle proposte e nello spirito. Se vi fa più comodo, chiamiamole destre populiste, ma è un esercizio di sterile semantica.

Quello che ti da più da pensare è che forse non è colpa di Renzi, delle divisioni interne della sinistra, della campagna elettorale sbagliata, degli errori degli ultimi governi o di altro, è che proprio la sinistra sembra essere passata di moda. I voti che la sinistra ha perso in queste elezioni non sono astensionismo, voto di protesta o disaffezione alla politica. Semplicemente una considerevole fetta di Italia si è guardata intorno e ha scelto una delle tante destre populiste disponibili.
Oh, magari hanno ragione loro, ma sei abbastanza sicuro di no.

A questo punto sei discretamente pessimista: non si può muovere guerra ai mulini a vento, e non si può far cambiare idea a breve alla stragrande maggioranza degli italiani. Occorre aspettare, aspettare ed aspettare. Allineati e coperti.
Forse tra un bel po' di anni potremo tornare a costruire qualcosa, se ci saremo ancora.

Te sei fortunato. Sei italiano, maschio, etero, benestante, con un lavoro e in buona salute.
Prevedi nei prossimi anni, per le persone al di fuori di queste categorie (e quindi più deboli), ingiustizie, violenza di stato, riduzione dei diritti, più povertà, più confini e meno libertà.

Winter has come!
Pazientiamo, che sarà lungo.

sabato 6 gennaio 2018

La compagnia della Pietra

Nel penultimo giorno dell'anno domini MMXVII, nella Contea di Travo, nel cuore delle dolci colline della signoria di Placentia, nella terra di mezzo, una confraternita di avventurieri si è radunata sulle rive del torrente Trebbia per compiere (dopo aver indossato le loro scintillanti armature) il rituale pellegrinaggio benaugurante che attraverso i territori del Grande Vallo conduce ai piedi delle pietre sacre di Parcellara e Perduca.
La compagnia era formata dall'orco Prando, dal mezz'elfo Ironbatta e dal principe umano Cesare (anch'egli appartenente all'antica genìa degli uomini di ferro, il cui stendardo riporta una emme pallinata).



La missione dei tre prodi inizia tra risa, lazzi e maschio cameratismo, ma appena entrati nella selva oscura, trovano ad attenderli (oltre alla difficoltà dell'erta ripida e faticosa) tronchi e rami posti sul sentiero a sbarrar loro la strada.



Potrebbe essere stato il fortunale di qualche sera prima, ma i nostri eroi riconoscono subito il primo dei tranelli tesi loro dal perfido parademone Stòchæzz, che li perseguiterà per tutta la giornata.
Questo è un angelo delle tenebre votato al fiaccare e distruggere la forza e la prestanza dei valorosi atleti che, mossi dal più puro e alto spirito sportivo, si cimentano in prove al limite della loro (seppur scarsa) vigorìa. (NdT: altri di questi parademoni sono ad esempio la Nuvola di Fantozzi, il Bucaruotadellabicidacorsa o il temutissimo e invincibile Influenza Intestinale).
All'interno del bosco incontrano un'altra compagnia, in questo caso appartenenti alla gilda dei cacciatori di cinghiali, con cui scambiare virili gesti scaramantici.

Superato il tetro bosco, i nostri raggiungono il primo dei luoghi mistici: l'eremo di S. Anna, dove, all'ombra delle antiche pietre, si ricaricano di punti energia.



Ripartiti verso la cima dello spartiacque, il parademone Stòchæzz cerca di fermare l'epica cavalcata della cavalleresca compagine con l'incantesimo della neve. Ma i tre nobili cavalieri affrontano il percorso vieppiù con rinnovata energia e, anzi, con massimo gaudio.



Oh giubilo, oh beatitudine, oh allegrezza!
Raggiunta è la cima.
Pietra Parcellara è conquistata, e rinnovati sono ora i voti di fortuna e prosperità per l'anno nuovo per i prodi partecipanti.



Ma proprio subito dopo il momento della vittoria, quando gli animi si quietano e le difese si allentano, è proprio lì che il parademone Stòchæzz colpisce con forza e ferocia.
Il principe Cesare, colpito da uno strale alla gamba (un problema al bicipite femorale che gli procura dolori nella corsa), deve rinunciare al percorso ad anello previsto, e prosegue mesto e lentamente in solitaria verso il punto di partenza, attraverso una scorciatoia.
Ma anche l'orco e il mezz'elfo non possono proseguire il percorso programmato: uno degli spiriti minori al servizio del parademone Stòchæzz, è riuscito (in un punto non precisato del sentiero) ad intrufolarsi nella bisaccia dell'orco e a trafugare le chiavi della carrozza con cui la compagnia era arrivata nella terra di mezzo.
Per porre rimedio a questa sventura, ed evitare di richiamare altri scudieri con una carrozza nuova per tornare alle proprie terre, Prando ed Ironbatta tornano sui loro passi, scrutando il sentiero con l'occhio del falco e la pazienza del saggio.
Ma l'asso della manica del mezz'elfo (che in gioventù aveva fatto studi da stregone bianco) è un'incantesimo potentissimo: l'invocazione a Sant'Antonio. E ripetendo ossessivamente l'antichissimo mantra: "Sant'Antoni dala barba bianca, fam trüà quel che me manca!" il miracolo si compie, e nei pressi degli alberi caduti nel primo bosco si ritrovano le chiavi della carrozza (visto che gli alberi caduti non c'entravano col temporale: erano opera di una forza oscura!).



Ricongiunta che la compagnia si è, sulle chiare rive del fiume, i valorosi si abbracciano e festeggiano la riuscita della cerca, brindando con dolce idromele e banchettando con saporite cacciagioni.



... ecco, più o meno ...



Questa era la cronaca leggermente romanzata di una corsetta con un paio di amici sul percorso del Trail delle Pietre che avevi fatto esattamente un anno fa con la biondina (qui la cronaca). Stavolta però il trail ha assunto tratti un po' più epici tra neve, fango, alberi caduti, infortuni e perdita delle chiavi della macchina. Talmente epico che nella tua testa è diventato un fantasy.
George R.R. Martin te spiccia casa.