martedì 19 aprile 2016

Sette


Seven Years Old
Tanti auguri bimbo dal tuo papà e dalla tua mamma.

mercoledì 13 aprile 2016

Da Lodi a Lecco e ritorno in MTB

Si diceva un mesetto fa che la biondina, pur nella contrazione del tempo da dedicare allo sport che sta colpendo la vostra coppia in maniera generalizzata, sta preparando "sorprese interessanti soprattutto nella parte ciclistica".
E' ora di svelare l'arcano:


Questa è la nuova MTB della biondina.
Whistle in carbonio con ruote da 27,5 in una entusiasmante livrea nera e verde brillante. Di più non chiedete, che di caratteristiche tecniche non ne capisci un accidente. Non è un usato, ma è comunque un buon affare essendo un modello dell'anno passato, quindi con qualche euro di sconto (pagamento a rate).

Come già scrivevi agli albori di questo blog, voi è già qualche anno che avete due MTB di bassa fascia che però usate molto poco. O almeno, tu la usi molto poco, perchè la biondina qualche uscita in più tra le colline di San Colombano la fa molto volentieri. Le cose poi sono cambiate un paio d'anni fa, da quando è nato il gruppo sportivo di MTB nel tuo paesello (gli Speedy Bike, ne parlavi anche qua) e la biondina ha cominciato a fare qualche uscita in compagnia di nuovi amici.
Ma il colpo di grazia è stato l'estate scorsa quando siete andati in montagna con la MTB e la biondina ha assaggiato il vero sapore della bici sui sentieri sterrati. E' stata un'epifania. E appena ha avuto qualche soldino da parte, l'ha investito in questa nuova passione.

E per battezzare il nuovo mezzo, dopo qualche uscita poco impegnativa sulle colline di casa, ha scelto la manifestazione meno tecnica ma più lunga che poteva trovare nel circondario: la Gravel Race LodiLeccoLodi. Una passeggiata lungo le rive dell'Adda, sulle alzaie dei canali progettati da Leonardo e nelle campagne nella golena del fiume.



Per la natura stessa della manifestazione, non potevate andare entrambi, anche se ti sarebbe sicuramente piaciuto. Tutti quei chilometri significava stare fuori quasi tutto il giorno, e entrambi al momento non si può, allora la biondina si è aggregata ad un ragazzo che conosceva degli Speedy e ad altri tre ragazzi di LodiVecchio che ha incontrato lì per la prima volta. Ecco, questo è stato l'unico dubbio che ha avuto: E' gente che non conosco, e se poi vanno troppo forte per me e non mi aspettano? Non posso rimanere da sola, ma non voglio neanche essere di peso alle altre persone!
Ma fortunatamente si sono dimostrati tutti dei gentiluomini, ed hanno adeguato il loro passo a quello della ragazza del gruppo.


Alla fine la biondina era felice sia per il risultato sportivo (che 160 km te non li hai mai fatti tutti insieme, neanche in bici da corsa, figurarsi in mtb) che per la giornata in generale. Il percorso era bellissimo, con angoli di natura veramente entusiasmanti che l'hanno convinta una volta di più di quanto sia speciale pedalare lontano dalle strade asfaltate.


Personalmente non puoi che darle ragione.
In un mondo perfetto anche tu avresti una MTB in carbonio fichissima ed alla domenica alterneresti uscite in bici da corsa ad altre sui sentieri sterrati.


Per adesso ha scoperto che la spesa è stata molto azzeccata, e che nell'endurance non ha grossi problemi, quando si va sul piano. Ora bisogna cominciare ad affrontare percorsi più tecnici e le salite.
Prossimo sogno della biondina (perchè si vive anche di questo): Dolomiti Suberbike!

lunedì 4 aprile 2016

Granfondo e Mediofondo di sant'Angelo Lodigiano - 03/04/2016

Su queste pagine avevi scritto:
- Che sei in attesa della chiamata dell'ospedale per l'operazione al menisco, e quindi non hai intenzione di fare gare per la prima parte dell'anno (qui).
- Che la biondina ha in previsione un paio di manifestazioni ciclistiche (ancora qui, ma verso la fine).
- Che le granfondo le fai sempre in coppia, perchè da solo ti annoi (qui).

Bene, domenica hai corso la granfondo di Sant'Angelo senza la biondina.

Ora, non è che sei impazzito all'improvviso, è che la nuvoletta della sfiga che ti stà accompagnando da un po', stavolta ha colpito la biondina.
Spieghiamo.
Qualche mese fa, quando c'era da iscriverti alla granfondo del tuo paese (per te appuntamento irrinunciabile da qualche anno) hai dovuto passare la mano perchè pensavi che all'inizio di aprile saresti già stampellato dopo l'operazione al menisco, e comunque non potevate iscrivervi entrambi come sempre, per problemi logistici di gestione bimbo. Ma quando il sabato pomeriggio alla biondina sale la febbre (che il bimbo ha generosamente condiviso con tutta la famiglia, prima con te poi con la mamma) allora, visto che il menisco è ancora circa tutto al suo posto, ti fai cambiare l'iscrizione e la granfondo la fai te da solo.
Il problema però è questo:



Dall'inizio dell'anno fino al giorno prima della gara avevi pedalato per la miseria di 400 km. Un po' te ne vergogni.
Sinceramente, quando la biondina sabato sera (incazzata per non poter andare) ti propone di andare al suo posto, hai pensato: ma neanche morto!
Non avevi voglia di prendere una di quelle "cotte" pesantissime (in dialetto: la bambula) che puniscono chi affronta una sfida senza essere preparato. L'unico argomento che ti ha convinto è stato quello di non voler buttare al vento 35€ tra iscrizione e noleggio chip.
E quindi con un carico di dubbi e timori sulle spalle grosso come lo zaino di un liceale, domenica mattina si parte.



Ti ritrovi intruppato nella prima griglia non in qualità di top runner (si dirà così?) ma in quanto appartenente alla società organizzatrice e, stranamente, ti rilassi.
Non sai come è successo. Forse il non avere la biondina da "proteggere e assistere", o il fatto di non avere nessuna strategia per la gara, o il fatto di non aver assolutamente idea di cosa aspettarti dalle tue gambe. O forse semplicemente che rispetto agli anni scorsi un po' di esperienza in bici te la sei fatta e non hai più tanta paura del gruppo, della scia, delle buche del percorso (anche perchè queste strade le conosci a memoria) o altro.
E quindi si parte belli sostenuti.
Ti fai i primi 35 km di pianura a cannone, ciucciando svariate ruote e presentandoti alle colline con una bella media attorno ai 39 km/h.
Le due salite (in totale circa 500 m dislivello+) le affronti bello allegro cercando di restare il più agile possibile.
Infine la pianura del ritorno fortunatamente non te la fai da solo, ma ti becchi un gruppetto di una decina di ciclisti che ti fanno compagnia. Fortuna fino ad un certo punto, perchè di questi a tirare vi alternate solo te e il numero 1850 (all'arrivo vi siete fatti i compimenti a vicenda).
A 5 km dall'arrivo l'ultimo strappettino ti ha ucciso. Il gruppetto si è sfaldato e tu non ne avevi proprio più per battagliare all'arrivo.
Sei arrivato solo sotto il gonfiabile. Sfatto ma con il sorriso delle grandi occasioni.



Sei riuscito a fare una roba per te impensabile.
Naturalmente stiamo parlando di tempi da metà classifica, niente di clamoroso per i ciclisti veri, ma quei 35 km/h di media sono una roba che ti esalta.

giovedì 24 marzo 2016

Commedia degli equivoci

Poco prima di mezzogiorno di un normale giorno lavorativo, chiami casa per dire che stai arrivando.

Ciao biondina.
Ciao. Allora torni a casa a mangiare oggi?
Si, come ti ho accennato ieri sera oggi torno a pranzo. Stai cucinando?
No, ho già preparato tutto dieci minuti fa. Mi hai beccato mentre mi stavo cambiando i vestiti.
Ah si? e raccontami, adesso sei svestita? (faccia da maniaco)
Guarda, ho appena indossato gli autoreggenti ...
... eh? ...
E adesso vado a mettere le scarpe con il tacco ...
... eeeeehhhh???? .....
E se proprio vuoi saperla tutta, non indosso le mutande ...
... AAAAAUUUUUUUUUUUHHH ... (richiamo del lupo mannaro in calore) ... dai che il bimbo è a scuola, mi è passata la fame per il pranzo e mi è venuta un'altra fame!!
Scordatelo, sto uscendo.
Uscendo?? Ma dove cavolo vai vestita così?
Pensavo di andare sulla provinciale ...
Ma, ma, ma, .....
Scemo, esco in bici da corsa!!!!
... ah ecco, mi sembrava troppo bello ...



Questa va spiegata per i non avvezzi all'attrezzatura per la bici da corsa.
Gli autoreggenti sono dei cosciali, utili nella mezza stagione assieme ai pantaloni corti, che ti permettono, se la temperatura sale troppo, di toglierli velocemente.

Le scarpe con il tacco sono gli scarpini con la suola rigida dotati dell'attacco per le pedivelle.

E infine i pantaloncini da bici, con il loro fondello morbido e in materiale traspirante, vanno indossati senza mutande.


Cosa credevate, eh?
Maniaci!!!!

domenica 20 marzo 2016

Allenamento in compagnia

Prima o poi doveva succedere, e chi ci conosce avrebbe scommesso sul prima.
E il momento alla fine è arrivato: adesso quando vai a correre ti porti dietro il bimbo.
Visto che hai questo problema al ginocchio, stamattina avevi tempo e voglia di affrontare soltanto una decina di chilometri sul tuo circuito abituale. Ma visto che era un primo giorno di primavera spettacolare, che il bimbo non aveva voglia di rimanere in casa e che la mamma aveva un po' di lavori da fare e senza di vuoi due in giro si fanno molto meglio, hai proposto al bimbo di seguirti nel tuo allenamento sul miolungo.


Ed eccolo che, bardato come un ciclista vero, ha inforcato la sua MTB e ha pedalato un po' davanti a te, un po' dietro, un po' di fianco, ma comunque sempre ben attento alla strada, alle tue indicazioni ed alle macchine che incrociavate (poche).


Verso metà percorso, prima di girare e tornare sui vostri passi, un tratto in leggera salita e con il vento contro ha minato il suo entusiasmo e si è trovato a sbuffare e a chiedere continuamente quanto mancava per arrivare a casa.
Ma dopo una piccola pausa e dopo aver invertito il senso di marcia, ha cominciato a pedalare spedito e ti ha fatto fare un paio di chilometri sotto i 4'30". Mortacci sua.


Ha poi passato il resto della giornata a lamentarsi perchè gli facevano male le gambe, ma ha già detto che se oggi abbiamo fatto nove chilometri, domenica prossima ne faremo dieci!!

giovedì 17 marzo 2016

Mezza Brescia Art Marathon 13/03/2016 - Tutta la famiglia a correre

Dopo un bel po' di mesi, si ricomincia a parlare di corsa.
E si comincia con una notizia buona e una cattiva.

Era dalla maratona di Firenze della biondina che non si scriveva di sport a queste coordinate, ma la notizia brutta è che anche adesso come allora non parlerai di te, e ancora per molto tempo non parteciperai a gare.
Sei in attesa di essere chiamato dall'ospedale per un operazione al ginocchio destro (menisco mediale lesionato), in perfetta simmetria con quanto fatto poco più di due anni fa. Per questo in questi primi mesi dell'anno ti stati allenando poco e senza obbiettivi, che la tua stagione agonistica (se inizierà) inizierà molto tardi.

La notizia buona è invece che la biondina è in forma e anche se i suoi volumi di allenamento (in sintonia con il tempo libero) sono calati rispetto all'anno scorso (soprattutto in bici), in corsa sta tenendo dei buoni tempi e domenica scorsa ha corso una mezza maratona a tanto così dal suo personal best.

Passiamo alla cronaca.
In questo periodo dell'anno c'è tantissima scelta per una mezza maratona in tanti luoghi interessanti ed accessibili in giornata e stavolta si è optato per correre la mezza di BAM: Brescia Art Marathon.
Ma naturalmente il viaggio non lo facciamo soli, che ormai con il max e la zia stordita si fa gruppo fisso.


E poi c'eravate te e il bimbo, che volevate fare una gita mentre la mamma correva e che avete corso anche voi. Per gli accompagnatori c'era organizzata la Family Walking con il ricavato in beneficenza per l'Associazione Italiana contro le Leucemie, 4 km per il centro di Brescia e una bella magliettina per tutti, anche i bambini.


Tante famiglie, tanti bambini e tanti sorrisi ad accompagnare il serpentone tra le stradine del centro storico. Anche alcuni cani al guinzaglio che indossavano loro al posto degli umani la maglietta dell'organizzazione.
Arrivati poi in piazza della Loggia, dopo un apprezzatissimo ristoro, c'era da spettare l'arrivo della mamma e degli altri, e hai speso un piccolo capitale in edicola comprando Zomling (piccoli pupazzetti zombie in bustina) per far passare il tempo ad un annoiato bambino.
Vi spostate vicino all'arrivo e dopo un po' d'attesa eccola la biondina a tutta manetta, e il bimbo non si fa scappare l'occasione, come ultimamente fa, di correre gli ultimi metri prima dell'arrivo mano nella mano con la sua mamma.


Alla fine la biondina ha fermato il garmin a una manciata di secondi oltre il suo PB, e questo è un'ottima cosa, visto che, come hai detto all'inizio, l'allenamento quest'anno sta risentendo pesantemente della mancanza di tempo.

Bella lì, biondina!

E quindi niente, per i prossimi mesi i post con etichetta sport parleranno dell'altra parte della famiglia, che è lanciatissima e sta preparando sorprese interessanti soprattutto nella parte ciclistica.

A te invece spetta un periodo di riposo forzato abbastanza lungo e noioso.
Ma quando tornerai con il ginocchio nuovo, si prevedono cazzi per tutti!

lunedì 7 marzo 2016

Il lungo addio

Dylan Dog n. 350



e Nathan Never n. 293


Con questi due albi, comprati a ottobre scorso, chiudi la tua carriera di assiduo compratore e collezionista di DD e NN iniziata nell'anno di grazia 1991 rispettivamente a maggio (albo n. 56, Ombre) ed a giugno (albo n. 1, Agente speciale Alfa).
Sembra una stupidata ed in effetti a pensarci bene qual'è il problema? non ti piace più, smetti di comprarlo!
Ma una cosa come questa per te fino a qualche tempo fa era impensabile, basta leggere cosa scrivevi in questo blog circa cinque anni fa su Dylan Dog e Nathan Never.
Ma (per fortuna o purtroppo) le cose cambiano e tu stai attraversando un momento complicato della tua vita, in cui stai provando ad "alleggerirti". Qui hai parlato di cose molto importanti che hai lasciato indietro, ed ora si parla di cose anche un po' più banali.

Dylan è già alcuni anni che ti stà dando delusioni. Non sei un integralista di quelli che solo i primi cento albi erano belli, poi Sclavi ha molato e tutto il resto fa schifo, però devi dire che, al di la di poche storie che risplendevano nella massa, la media era molto scarsa. Ci sono molti albi che se vedi la copertina non ti viene in mente niente della storia all'interno dell'albo. E questa non è una bella cosa.
C'hai sperato fortissimamente qualche anno fa quando il buon Rrobe è diventato curatore della serie, ma al di là di una percentuale di storie passabili leggermente superiore alla media, quel cambiamento auspicato (anche per stessa ammissione degli autori) tarda ad arrivare.
Perciò piantiamola lì, hai deciso di non comprare più la serie (a meno di alcuni albi futuri in cui verranno presentati autori che ami particolarmente e che sono già stati annunciati). Grazie per tutto il pesce ed arrivederci.

Per Nathan l'abbandono si fa ancora più penoso, perchè soprattutto quando vengono imbastite saghe di ampio respiro con caratteristiche spiccatamente fantascientifiche, te apprezzi tantissimo questa serie. Ma purtroppo tra un evento e l'altro, il mensile stà inanellando una sfilza di "storie riempitivo" di una banalità sconcertante. E cosa ancora più grave, sono storie che, con pochissime varianti alla sceneggiatura, avrebbero fatto un'ottima figura in una serie noir, o poliziesco.
La fantascienza, il futuro, lo spazio, il sense of wonder, hanno uno spazio sempre minore nelle sue pagine, e questo non puoi tollerarlo. Ma per Nathan non disperi, visto che quest'anno cade il 25° anniversario ed uscirà il numero 300 e si comincia a leggere in giro anteprime di storie interessanti. Non è escluso che alcuni numeri futuri li comprerai.

Nel frattempo stai seguendo altre nuove serie Bonelli direttamente (Orfani, Dragonero, Le Storie) o indirettamente (Lukas, alcune Miniserie) e cerchi di allargare i tuoi orizzonti al di là della casa editrice di Via Buonarroti.
Questo per dire che sei sempre più convinto che il fumetto sia una delle più alte forme di letteratura e tra le più intelligenti forme di intrattenimento.
Solo che, qualche volta, è meglio lasciare la strada vecchia per la nuova.



PS: il titolo del post è una citazione di uno degli albi forse più belli e malinconici di DD.
Ti sembrava adeguato.

venerdì 12 febbraio 2016

Disegnetti

Il bimbo disegna male.
E' sempre stato così, e già all'asilo la maestra annalisaportapazienza se da una parte era entusiasta di lui, dall'altra vi aveva detto che se proprio doveva trovargli un difetto, ecco, disegnava e colorava male.
Adesso che è alla primary school la solfa non è che è cambiata molto.
Anzi, anche qui uno dei pochi appunti che gli hai visto fare dalle maestre è: più attenzione nella colorazione (eh si, perchè principalmente è un problema di attenzione e svogliatezza).
Non è che ti stupisci, che sia te che la biondina siete dei cani nel disegno. Magari potrà migliorare in futuro nel disegno tecnico, ma sicuramente non potrà mai diventare un fumettista!

Comunque.
E' pur sempre un bimbo di quasi sette anni e il disegno è, giustamente, uno dei suoi mezzi principali di espressione e, al di là del giudizio estetico, i suoi disegni sono uno spasso.
In questo e (forse) un altro paio di post, presenterai alcune delle sue opere cercando di raggrupparle per argomenti, con i tuoi soliti commenti di ridere.

Re e regina
Non ha mai visto film tipo la bella addormentata o Biancaneve, però sta cosa della principessa da salvare probabilmente è insita nell'animo umano.



Le parti più divertenti di tutte sono le scritte (a cui hai aggiunto te la punteggiatura, altrimenti non si capisce una mazza):
Mama è rinciusa in un castelo. Ci la salvera? Il re papi.
E in fine didiventano re e regina.
E nel bimboverso l'onomatopea del bacio è MUA.


Scuse
Metti che ti ha fatto girare le balle.
Un capriccio come gli altri, per la sua indolenza, per il suo stare ore attaccato alla televisione, per la sua avversione all'ordine, o per altre cose a caso.
Tu lo sgridi e a volte, quando ha capito di aver sbagliato, lo vedi trafficare sul tuo tavolino tutto mogio. Tempo un paio di minuti e poi ti fa trovare le sue scuse disegnate.



Papi scusami per crima da Luca.
Scusami papà per tuto cuelo ce tio deto cuindi per le carote e per il compiuter. LOVE
E niente, tu sei una mammoletta e in questi frangenti ci caschi con tutte le scarpe e lo abbracci forte. L'arrabbiatura sfuma in cinque secondi.


I progetti
Questi richiedono una spiegazione lunga e dettagliata.
Quando cammini in montagna col bimbo, per fare in modo che non si lamenti della noia e della stanchezza ogni dieci secondi, devi distrarlo. E allora le inventi di tutti i colori: raccontate storie (quasi sempre inventate), cantate, chiacchierate. Una volta, passati vicino ad un laghetto di acqua gelida, ha inventato una scatola (delle dimensioni di una scatola di scarpe) fatta di legno che se immersa in acqua, tramite un tubicino, una manovella e due pulsanti possa scaldare il lago e permettere di nuotarci.
Tornato a casa ne ha disegnato il progetto. E ha così affossato anche le tue speranze di vederlo brillare un futuro nel disegno tecnico.


Altro capolavoro di design.
Il bimbo, per aiutare la nonna che adesso ha problemi di deambulazione, un paio di mesi fa (quando la donna era ancora ricoverata in reparto riabilitazione) ha deciso di applicare al deambulatore due motori elettrici ed un telecomando in modo da renderne più comodo l'utilizzo.
In questo caso il passo successivo è stata la pretesa di realizzare il progetto. Ha sottoposto il disegno alla capo-infermiera (che, avvertita, ha retto bene il gioco, come il paleontologo dell'altra volta) e ha contato quanti pazienti c'erano in reparto, perchè voleva costruirne uno per ognuno dei "colleghi" della nonna.
Quindi ha voluto che lo timbrassi anche tu e ha rotto per giorni perchè voleva portarlo in fabbrica per realizzare 25 "carrellini telecomandati". E' stata dura convincerlo a desistere.



Le storie
Ha scritto alcune storie, e le ha sceneggiate creando una specie di fumetto.
Qui riporti una di quelle. Neanche la più surreale, ad essere sinceri.
La storia dele 3 ranochiette fifoni
Le tre ranociete pasticoni non volevano andare a dormire
In fine le tre ranociete entravano come una frecia dentro l acua.




Soggetto, sceneggiatura, composizione della tavola, lettering, tutto al top!
Al contrario di quello che dicevi in premessa, forse un posto alla Bonelli come autore completo se lo merita.

venerdì 29 gennaio 2016

Elogio alla banda - Ultima parte


Nascosti nelle pieghe di questo blog ci sono alcune pagine (non molte in verità) in cui parli di una delle tue passioni più vecchie.
Una passione che è nata quando avevi otto anni e che hai portato avanti tra alti e bassi fino ad oggi che ne hai quarantuno.
Se volete, rileggete i post con etichetta banda e soprattutto quelli con il titolo Elogio alla banda - Parte ...
Di questi ultimi ne hai pubblicato tre, ma nelle bozze di blogger ne hai almeno altri quattro che non sei mai riuscito a finire. Ora però li salti tutti e pubblichi direttamente l'ultima parte.

Si, perchè come si è capito questo è un addio. O almeno un lungo arrivederci.
Cercherai ora di spiegare i tuoi sentimenti.

Ultimamente molte cose hanno girato zoppe e ti sei ritrovato per un lungo periodo di tempo in un limbo di sospensione spaziotemporale in cui te e la tua famiglia siete finiti in un loop alienante. Ora le cose sembrano andare meglio, ma i miracoli non esistono.
Alcune cose sono fuori dalla tua giurisdizione, e non puoi farci molto.
Stai cercando di combattere per quello che riesci a migliorare, per tutto il resto hai molta pazienza, e questo dovrà bastarti.
Tra le cose che stati cercando di fare adesso, c'è quello che si potrebbe definire come "alleggerirsi", operazione necessaria perchè tu di carattere sei un accumulatore seriale. Questo atteggiamento lo hai sia con le cose più stupide e materiali, che con alcuni aspetti importanti della tua vita.
E quindi in questa fase della tua vita stai cercando di capire quali tra le cose che fai, puoi continuare a farle con soddisfazione, piacere e senza pesare troppo su chi ti sta intorno.
Tra le cose che stai lasciando andare ci sono cose solo economicamente impegnative come una serie a fumetti che segui da vent'anni, e cose che ti impegnano troppo tempo e che usi ormai poco, come la gestione della casetta in collina.

Ed ora è arrivato il momento di rinunciare alla banda.
E' già dallo scorso settembre che non partecipi più alla vita del gruppo, e ti sei perso la festa dell'uva, il concerto di Santa Cecilia, la festa annuale con la mangiata tutti insieme, il concerto di Natale e la piva la vigilia per le vie del paese.

Ad essere onesti, il tempo lo si potrebbe anche trovare, perchè si tratta di un paio d'ore il mercoledì sera e qualche servizio il sabato o la domenica, ma poi ci sarebbero i sabato pomeriggio a preparare il palco, gli impegni che comportano la funzione di capobanda, quelli legati al consiglio direttivo, l'incarico di tesoriere, ecc. Purtroppo ultimamente hai disertato sempre più spesso questi appuntamenti, che sono l'anima di un volontariato come questo. E non è giusto, soprattutto nei confronti degli altri componenti della banda.
Lo dici subito te, prima che arrivi qualche simpatico: eh però, il tempo per andare a correre e tutte quelle altre cose le trovi, vero? Si, è vero, sempre meno di quanto vorresti o sarebbe necessario, ma il tempo da dedicare allo sport lo trovi e non ci vuoi rinunciare.
Purtroppo o per fortuna ti sei scelto uno sport che necessita di tempo, impegno e dedizione.
A ben guardare è quello che richiede anche il far parte di una banda.
Sono in conflitto, non puoi fare bene tutti e due e devi scegliere.
In questo momento della tua vita hai scelto di rinunciare alla banda.

Ti piange il cuore, perchè alla banda ci vuoi bene. Fa intimamente parte della tua vita e sei la persona che sei anche grazie agli insegnamenti ed agli amici che ne fanno e ne facevano parte.
Te ne esci in polemica con nessuno, se non con te stesso.

Dopo trentatré anni di onorata carriera, l'altra sera, dopo l'assemblea annuale dei soci, hai rassegnato le dimissioni dal consiglio ed hai annunciato che abbandoni il gruppo per un tempo indefinito.
Però la divisa te la tieni. Che non si sa mai ...

Lunga vita alla banda!!

venerdì 1 gennaio 2016

Buon anno

Il 2015 l'hai chiuso male.
Ma male male male.

Già da come era iniziato avevi il presentimento che avrebbe fatto schifo. Ma poi, poverino, c'aveva provato a migliorare. Qualche soddisfazione te l'aveva anche data, e attorno a metà anno tante cose hanno girato per il verso giusto. Ma ad un certo punto questo 2015 ha gettato la maschera e si è mostrato per lo stronzo che è.
Lavoro, soldi, salute tua, dei tuoi parenti, tutto giù nello scarico del cesso.
In questi ultimi tre / quattro mesi hai accumulato tanta ansia, stress, preoccupazione e negative vibes da stroncare anche l'ottimista più incallito. Il bicchiere è sempre mezzo pieno, ma quella parte vuota ti fa un po' di paura.

Certo, ci sono stati anche aspetti positivi, e visto che ne stai parlando sul tuo blog, uno di quelli che ricorderai con più piacere sarà la parte sportiva: l'esordio nel 70.3, il Sellaronda bike day, il tuo PB nell'olimpico, la conferma del 70.3, la Granfondo Scott, il PB sulla mezza maratona. E l'esordio nella maratona della biondina.
E da qui vuoi ripartire.

Ti auguri un 2016 sereno e con un po' più di certezze.

Non avete idea di quanto ti è costato. Però fa niente ... Buon 2016!!