domenica 19 aprile 2015

Sei



Uno
come i secondi che ci metti a convincermi di qualcosa.
Il grande potere di dissuasione dell'innocenza.

Due
come i tuoi occhioni blu.
Belli come quelli di tua mamma, ma forse anche un pochino di più.

Tre
come le volte che mi hai fatto spaventare perchè ti eri fatto male.
E da una ferita alla testa di mio figlio esce il suo sangue e anche un po' del mio.

Quattro
come le parole che finora hai imparato a scrivere.
Oltre al tuo nome sai scrivere mamma, nonna e amore. E forse non è un caso.

Cinque
come i sensi che mi hai offuscato.
Ma anche il sesto non è più tanto obbiettivo.

Sei
come gli anni che compi oggi.

Tanti auguri bimbo mio.

lunedì 13 aprile 2015

Il tuo coach privato


Chiacchieri con il collega di turno mentre correte, e lui ti racconta che deve uscire alla mattina alle 5,45 a correre, perchè alla sera quando torna dal lavoro non ha molto tempo, tra il bambino che chiede attenzione e la moglie che ha bisogno di una mano.
Chiacchieri con il collega di turno mentre pedalate, e lui ti racconta che ha appena litigato con la moglie perchè il sabato mattina, invece di aiutarla con la casa e con le incombenze famigliari, lui è uscito in bici.
Chiacchieri con il collega di turno appena finito di nuotare, e lui ti racconta che probabilmente dovrà cambiare orario per il corso di minimaster, perchè quest'ora che state facendo insieme è troppo tardi, e quasi non riesce a vedere il bambino alla sera prima che vada a letto.

Poi  c'è quello che non ha detto alla moglie il vero prezzo della bici che ha appena comprato.
E quello che si fa da solo la lavatrice dei vestiti da correre che la moglie non vuole metterli assieme ai vestiti dei bambini perchè puzzano.
E quello che se lo inviti a correre alla domenica mattina alle sette e mezza, ti dice che non può, le sette e mezza sono troppo tardi, chè lui deve essere a casa in tempo per andare a messa con la famiglia.

E' dura la vita dello sportivo amatore, soprattutto se in casa non ti capiscono e fanno di tutto per farti passare la voglia.

Te no.
Te hai il problema contrario.

Te hai una moglie che se torni a casa dal lavoro alle sette per impegni imprevisti, magari stanco e magari fa un freddo becco, ti dice: E allora cosa fai, non vai a correre? Guarda che ti stai allenando poco questa settimana ...
Te hai una moglie che ha insistito pesantemente quando era il momento di cambiare la bici, e ti spingeva per comperare la più bella.
Te hai una moglie che ti fa: Ma oggi non ti alleni? Ho visto Bako che stamattina è andato alle sette in piscina e in pausa pranzo a correre. E tu che fai? (Stai pensando di cancellare alcune amicizie su FB e Garmin  Connect, gente antipatica che ti fa fare brutta figura. Se qualcuno si vedrà estromesso, ora sà).
Te hai una moglie a cui piace tenere la sua bicicletta da corsa pulitissima, e già che c'è lava anche la tua.

Per dirla chiaramente, c'è qualcuno che ad una cera età è atleta nonostante la famiglia.
Te sei atleta grazie (anche) alla biondina.
La ami anche per questo.



PS
Cari atleti, invidiatemi sì, ma non troppo.
C'è anche l'altro lato della medaglia, come nell'esempio che segue.
Andate a letto e tu gli dai un bacio, poi un altro, poi diventi audace ...
... e no! giù le mani! non si può! lo faccio per il tuo bene, chè domani devi pedalare 110 km ...
Altro che la scusa del mal di testa.

mercoledì 8 aprile 2015

Ora si comincia a ragionare

Vivi di passioni, di impegni e di sudore.
Per anni l'allenamento scandisce le tue giornate, tra minimaster, ripetute, allenamento lungo in bici, corse campestri, nuoto libero, fartlek, potenziamento in bici sulle salite, medio lento.
Ma a volte capita che ti devi fermare per un po', ad esempio due mesi per colpa di una polmonite.
E ti ritrovi a ridisegnare le tue giornate.
Addirittura la domenica mattina dormi fino alle nove.
Addirittura il pomeriggio rimani in ufficio una mezz'ora in più, tanto non sai cosa fare a casa.
Ma poi basta.
Poi capita che guarisci, e ti trovi nel pieno della primavera con poco meno di tre mesi per preparare un 70.3
Il tuo primo 70.3
E fortunatamente gli ingranaggi ricominciano a girare nel modo giusto, e riesci ad infilare 27 allenamenti nel mese di marzo.


... ora si comincia a ragionare!!

giovedì 2 aprile 2015

Granfondo e Mediofondo di sant'Angelo Lodigiano - 29/03/2015

Domenica appuntamento rituale con l'unica gara con la sola bici da corsa della stagione.
La granfondo del tuo paesello ha subito negli anni (questa era la sesta edizione) vari rimaneggiamenti: la data di svolgimento, il nome, il chilometraggio, fino ad arrivare ai percorsi.
E soprattutto quest'anno strade nuove, sia per le salite che per il tratto di avvicinamento alle colline dell'oltrepò pavese e piacentino. Come al solito alcune scelte sono state positive, altre da rivedere. Se le salite nuove sono state approvate (non vedi l'ora di farti il percorso lungo in estate più con calma), i percorsi sulle provinciali all'inizio della gara erano veramente pericolosi.
Ma veniamo a voi.

Per te e la biondina la fine di marzo è un po' troppo presto per poter affrontare chilometraggi impegnativi e quindi, scartata l'ipotesi di pedalare il mediofondo come fatto due anni fa, vi presentate alla linea di partenza per correre il tracciato più corto: poco più di 80 km con 500 metri di dislivello.

Tu non avevi il gilet della società, allora hai sfoderato il fichissimo gadget
del triathlon olimpico di Cesenatico.

Partiti davanti, come vuole la tradizione per gli appartenenti alla società organizzatrice, fate subito gara di coppia in difesa, cercando di sfruttare i singoli gruppi che sorpassandovi vi tirano la scia. Naturalmente vanno tutti troppo forte e se a volte nel gruppo riuscite a respirare un poco, spesso ti trovi a tirare da solo con la biondina a ciucciar la ruota.
I primi 15 km girano in un lampo, con medie molto vicine ai 40 all'ora, poi vi beccate un tratto di circa 10 km in cui sembra di passare in un teatro di guerra. L'asfalto delle provinciali pavesi è famoso nella zona per essere orrendo, e allora non si contano le borracce cadute, le ruote bucate, ma anche le cadute con i ciclisti a terra al lato della strada e i momenti veramente pericolosi dal punto di vista del traffico veicolare.
Te personalmente hai avuto un attimo di panico sul ponte del Po, in cui i giunti di dilatazioni della strada sono da denuncia penale per la mancata manutenzione, e chiuso in un gruppo a velocità sostenuta hai preso una buca che ti ha fatto sbandare pesantemente la bici per alcuni metri. Subito hai pensato di aver bucato, o di aver rotto un raggio, ma dopo qualche secondo non succedeva niente e tirando un profondo sospiro di sollievo hai proseguito senza problemi.
Superato il bivio tra le varie distanze, vi siete trovati un po' da soli e hai sofferto il vento che non ha mai smesso di soffiare per tutta la mattina. Ma dura poco perchè comincia il vostro percorso preferito: le colline.
Un paio di ascese non troppo impegnative ma che vi hanno dato l'opportunità di recuperare qualche posizione.

Selfie in salita
Poi discesa e ritorno alla base.
Anche qui purtroppo non avete avuto la forza e la lucidità di beccare il treno giusto e di sfruttarlo. Te in particolare eri stanco perchè il giorno prima avevi fatto un giro in bici anche più impegnativo, chè qui si devono sfruttare tutte le occasioni disponibili per fare fondo!
Sei arrivato alla fine talmente cotto che la biondina si è offerta di tirare lei per qualche chilometro prima del traguardo. Ma anche lei dopo poco ha dovuto rallentare per un principio di crampi alle gambe.
Totale 81,5km con 480mD+ in 2h36' (media 31,3kph).
Buono, anzi ottimo! Percorso terminato a braccia alzate e mano nella mano.

Arrivo al foto-finish
Avete la fortuna di abitare ad un chilometro dall'arrivo, quindi andate a casa a farvi una bella doccetta e poi ritornate al Cupolone accompagnati dal bimbo per il pranzo e, sorpresa, per la premiazione.
Perchè, se fosse necessario stabilirlo una volta di più, è la biondina quella che in famiglia sale sui podi.
In questo caso è salita sul palco a fianco del podio, in quanto quinta classificata del percorso corto nella categoria Donne2.

Il podio della categoria "vecchie"
Come sempre le considerazioni finali ti lasciano indeciso sul tuo gradimento a questo tipo di gare.
Troppa gente, troppo alto il rischio di farsi male, strade troppo malconce, troppo difficile garantire sicurezza sulle strade a tutti i partecipanti.
Eppure la soddisfazione alla fine era tanta.
E, rispetto al nuoto e alla corsa, girare in bici sulle colline dell'oltrepò è uno dei momenti migliori degli sport che ti sei scelto.

mercoledì 18 marzo 2015

Scarpa d'Oro Vigevano - 15/03/2015

Era il marzo del 2009 e, mentre la biondina rimaneva a casa zavorrata da un pancione di otto mesi, tu prendevi parte alla prima mezza maratona della tua luccicante carriera podistica. Il periodo era quello giuso: subito dopo aver indossato un pettorale per la prima volta (DeeJay Ten, ottobre 2008) e subito prima della nascita di tuo figlio che ti avrebbe portato altri pensieri e priorità per qualche tempo.
E allora, assieme ai tuoi nuovi amici max e cigo, sei andato a Vigevano per correre tra la piazza ducale e le risaie. Fu un buon battesimo, considerato il fatto che fosti letteralmente benedetto dalla pioggia che non ti lasciò per tutti i 21 km.



A distanza di sei anni ci sei ritornato, con l'obbiettivo di riprendere confidenza con la distanza in previsione dell'appuntamento clou della stagione.
In principio avevi previsto di correre la prima mezza dell'anno a Verona il 15 febbraio, ma la ricaduta della polmonite ti ha permesso solamente di essere presente come spettatore alla corsa della biondina e del max.
Stavolta ci siete andati tutti e tre.


Non vorresti sembrare (troppo) antipatico, ma non puoi fare a meno di far notare il pettorale rosso da top runner, figlio di quel esploit recente della mezza di Pavia in 94 minuti.

Come dicevi prima, sei andato senza nessun tipo di velleità cronometriche, perchè è altamente controproducente inseguire una media sotto i 4'30" quando tra due mesi dovrai correre una mezza attorno ai 5' (e sarebbe comunque tanta roba).
Perciò allo sparo parti tranquillo e corri con il max poco sotto il passo dei 5' la parte del circuito all'interno del paese (bellissimi i passaggi nel castello e nella piazza ducale). Poi però al primo ristoro dei cinque chilometri il tuo compare cammina per bere e ti incita dicendo di andare pure che lui deve rallentare.
E allora sciogli le briglie alle gambe.
Niente di eccezionale, ma per il resto della gara hai stampato medie chilometriche comprese tra i 4'30" e i 4'45", a seconda di dove arrivava il vento. Si perchè alla fine non ha piovuto, ma il vento è stato piuttosto severo nelle parti di aperta campagna e quando l'avevi contro nelle stradine in mezzo alle risaie, ti rallentava vistosamente.
Al ritorno in città e prima dell'ingresso trionfale nello stadio, decidi di provare la progressione e corri gli ultimi due chilometri a cannone.
Talmente preso dallo sforzo atletico che hai dovuto togliere guanti, fascia, scaldacollo e manicotti.

La solita posa da esaltato che sta diventando un marchio di fabbrica.
Sei discretamente soddisfatto del tuo risultato finale (1h40'11") perchè fino a prima di decidere di cambiare marcia a pochi chilometri dall'arrivo stavi bene, affaticato ma sciolto. Questo è un passo che puoi tenere in una mezza con relativa tranquillità.
Poi vabbè, correre dopo aver nuotato per quasi due chilometri e pedalato per 90, è un altra cosa ...

Considerazioni al di fuori della performance.
Percorso ottimo, che correre in mezzo alla natura è sempre e comunque un piacere (e in questo il parco del Ticino offre soddisfazioni), ma la parte in centro con il passaggio in una delle piazze più belle d'Italia regala emozioni.
Logistica ottima e puntuale.
Unico difetto il numero esiguo di docce che ti ha fatto desistere quand'anche ne avresti usufruito molto volentieri.
E cento punti l'organizzazione se li è guadagnati nel ristoro finale, quando hai fotografato la madre di tutte le padelle


e non hai resistito ad assaggiarne il contenuto: risotto con zucchine e provola.
Spettacolo!


domenica 1 marzo 2015

Il primo torneo non si scorda mai

Il bimbo gioca a calcio.
Andatevi a leggere questo prima.

Quel post di cui hai riportato il link qui sopra, lo hanno letto un po' tutti i genitori della squadra, e l'allenatore del bimbo, dopo averti fatto i complimenti, ti aveva fatto promettere di scrivere ancora della Junior. Tu avevi aderito con gioia e avevi assicurato che il post successivo avrebbe riportato la cronaca della prima vittoria della squadra.
Ma gli hai mentito.
Perchè ora stai scrivendo, ma una partita che una non l'hanno ancora vinta e, visto l'andazzo generale della squadra, fai prima a vincere tu l'Ironman di Kona.

Il dream team, da sinistra a destra: Holly Hutton, Bruce Harper, Benji Price, Tom Becker e Mark Lenders

Dopo le prime partitelle amichevoli di ottobre, l'attività si è fermata per il periodo invernale. Ma a gennaio e febbraio la squadra ha avuto l'opportunità di provare tattiche e schemi in un torneo al chiuso. Per sette sabati pomeriggio alla palestra di Castiraga Vidardo, si sono scontrate otto squadre del circondario della leva calcistica 2009. E i risultati sono stati questi:



Sordio - Junior Calcio S.A.                            7-1
Junior Calcio S.A - Rozzano                          2-4
Olimpya Torrevecchia - Junior Calcio S.A    3-0
Junior Calcio S.A - Lodivecchio                    0-4
Vidardese - Junior Calcio S.A                        5-0
Junior Calcio S.A - Melegnano                      2-2
Junior Calcio S.A - Dresano                          2-4

Curioso sottolineare che l'unico risultato non negativo, quel pareggio con il Melegnano, sia maturato nell'unica giornata in cui il bimbo non era presente causa caghetta.
Sarà stata una coincidenza? Noi di Voyager crediamo di no!

Al di là delle battute di ridere, per il bimbo è stata una bella esperienza. Durante la settimana non vedeva l'ora del sabato per fare la sua partita, ed ora che sta cominciando anche il torneo ufficiale FIGC e riprendono i due allenamenti settimanali, vedi che ci tiene proprio alla squadra.
L'unico handicap che ha avuto la squadra durante questo periodo è stato il fatto di non potersi allenare d'inverno, non avendo a disposizione una posto al chiuso. I bambini più grandi fa niente, a correre anche sotto l'acqua, ma loro sono veramente troppo piccoli.
Ma già alle ultime partite si è visto qualcosa di meglio, e ci sono quattro - cinque bambini che hanno idea e grinta.
Il bimbo non è tra questi, ma chissà, magari farà come con le rotelline della bici: fino al giorno prima non ce la vedeva dentro, poi di colpo gli scatta qualcosa nel cervellino e d'un tratto sembra consapevole di quello che stà facendo.

E comunque la promessa è ancora valida: non vedi l'ora di festeggiare su queste pagine la prima vittoria!!

giovedì 26 febbraio 2015

Il passo più lungo della gamba

Allora, hai deciso.
Ed è ora di scriverlo anche qui, tanto per creare un po' di hype.

Qualche mese fa stavi progettando la stagione triathlon 2015 e avevi fatto qualche ipotesi su quale poteva essere la gara benedetta dal tuo debutto sul mezzo ironman (qui). In quel post elencavi alcune possibilità e i tuoi (personalissimi) pro e contro a favore di ogni gara.
Il bilancio costi benefici alla fine ha deciso per questa:

Challenge Rimini - 24 maggio 2015

Alcune previsioni che avevi fatto a novembre si sono trasformate in certezza, e ti hanno portato alcune belle notizie e un grandissimo dubbio.
La prima bella notizia è che non andrai a gareggiare solo, e che la tua società Pianeta Acqua si presenta alla partenza con otto persone. Attualmente non conosci bene gli altri della squadra, se si escludono il tuo socio di bici Ironbatta e Brunone, ma conti (in questi tre mesi che mancano all'appuntamento) di fare un paio di uscite in bici con gli altri per conoscerli.
Una cosa è certa: dai primi contatti sembra tutta gente simpatica e sarà comunque bello condividere la gara (e la mini vacanza) con altri. E non può essere altrimenti, che come hai detto anche da altre parti, i triatleti è tutta gente figa.
Chiariamo una cosa però: condividere la gara si intende il prima e il dopo, perchè sarai il più scarso del gruppo e rischi di arrivare quando gli altri hanno già spazzolato il pasta party.

E infatti qui si arriva al grandissimo dubbio.
Se qualche mese fa avevi il timore di arrivare alla fine di maggio scarso di preparazione, a tre mesi esatti dalla gara quel timore è diventato certezza. Lo stop all'attività sportiva che hai subito da inizio anno per colpa della polmonite, ad oggi si può considerare superato, ma ti ha fatto perdere due mesi buoni di allenamento.
Hai la sensazione che sarà dura, ma è la tua prima volta, e i tuoi obbiettivi saranno finire la gara, verificare la tua risposta ad una distanza così lunga e mettere alla prova la tua testa.
Anche se hai la sensazione di aver fatto il passo più lungo della gamba.

Ma ormai non si torna più indietro! Eccheccazzo, hai già pagato!

domenica 22 febbraio 2015

Pictures of vita col nano 2


Quando in un negozio vede una maschera, il bimbo la deve provare. La deve provare a tutti i costi e ti obbliga a fargli una foto col cellulare, che vuole rivedere immediatamente. Poi, se si tratta di qualche personaggio che lui conosce bene, come i supereroi Marvel, si mette pure a fare le pose da fenomeno.





Papà, stanotte costruisco una trappola. Così se il ladro entra in casa nostra, ci casca e noi lo freghiamo!
Non sai da dove ha pescato stà trovata, ma l'esordio è stato proprio con una frase come questa scaturita dal nulla. Non si stava parlando di ladri, di soldi o chissà cosa, solo che gli è venuta questa esigenza.
Proprio davanti all'ingresso di casa ha piazzato l'esca (una banconota da 100 franchi francesi rimasuglio di una vacanza a Parigi negli anni '90), e una macchinina che il ladro, attratto dalla pecunia e reso incauto dall'ingordigia, non vedrà e calpesterà rovinando così a terra con le gambe all'aria.





Purtroppamente il bimbo ha imparato ad andare in bici senza le rotelline appena prima dell'arrivo della brutta stagione, e quindi non si è esercitato tanto. Ma appena può gli piace molto pedalare, anche se fin'ora lo ha fatto solo nel cortile di casa o al massimo in cascina dai nonni.
Una domenica di inizio febbraio, comunque fredda ma soleggiata, è stata perfetta per fare il primo "lungo" in bici.
Già molte volte siete andati al parco dell'idroscalo a passeggiare la domenica pomeriggio, e finora il bimbo aveva fatto il giro del lago solo sul passeggino per la maggior parte del tempo addormentato. Stavolta però i suoi quasi sette chilometri il bimbo li ha pedalati.
Il problema è che te e la biondina invece di fare una rilassante passeggiata, avete dovuto quasi correre per tutto il tempo per stargli dietro.





Tra tutti i dinosauri che affollano casa tua (ne ha due scatoloni interi, una collezione che fa a gara con quella di macchinine) ci sono anche tre scheletri posizionati su una mensola sopra il suo letto. E fin qui nessun problema. Solo che gli scheletri li ha scavati in un blocco di gesso con martello e scalpello. Dopo il piccolo chimico, il piccolo paleontologo.
I primi due li ha regalati sua zia, ed è stato talmente entusiasta che ora vuole continuare la collezione. Tu hai un entusiasmo leggermente inferiore, visto che la polvere che si crea è imbarazzante e hai dovuto fare da assistente a tutte le operazioni di scavo, pulizia e ricostruzione.
Papà, sei pronto per un po' di paleontologia?

martedì 10 febbraio 2015

Il giorno dei dinosauri

Domenica pomeriggio siete andati (tutta la famiglia più la zia stordita) allo spazio espositivo dello Scalo Farini a Milano per vedere una mostra a cui il bimbo, avreste scommesso, si sarebbe divertito tantissimo. Scommessa vinta, certo, ma non pensavate che si sarebbe divertito così tanto.
E' uscito talmente eccitato che alla sera l'adrenalina che aveva in corpo non lo ha fatto dormire fino a mezzanotte.
Days of the Dinosaur.


Hai già scritto in altre occasioni su queste pagine quanto sia grande la passione per il bimbo per i dinosauri (qui ad esempio), tanto che se gli chiedi cosa farà da grande, lui ti risponde senza esitazioni il paleontologo.
Figurarsi come gli sono piaciuti tutti quei dinosauri a grandezza (quasi) reale che si muovevano e facevano rumore come quelli veri. Avvicinarsi fino quasi a toccarli, e farsi fotografare di fianco al T-rex con la bocca sporca del sangue del triceratopo squartato ai suoi piedi.
Poi c'era l'area interattiva, dove i bambini erano stimolati a disegnare, a cercare le ossa di dinosauro sepolte nella sabbia, ad assistere ad una proiezione 3d sulla preistoria (ma qui il bimbo non è voluto restare perchè le immagini tridimensionali probabilmente lo hanno spaventato).
L'immancabile corner shop proponeva oggetti molto belli (e naturalmente molto costosi). Te la sei cavata con una calamita che ora fa bella mostra di se sulla porta del frigorifero.

Ma ora bisogna riportare la parte che ha trasformato una visita ad una mostra comunque bellissima, in qualcosa di epico.

Prima di partire:
Papà, ma visto che è una mostra con i dinosauri, credi che incontreremo un paleontologo vero?
Beh, si. Penso di si.
Allora mi porto dietro i fossili che ha trovato il nonno, e gli li faccio vedere. Così mi dice se sono preziosi.
... si, è una buona idea.

Ha tenuto tutto il pomeriggio in tasca questa scatolina con tre
dino e questi due "fossili".
Verso l'uscita della mostra, al reparto fossili.
Bimbo, vieni. Guarda, ti presento questo signore che è un paleontologo. Vorrebbe vedere i tuoi fossili.
Ciao, tu sei un paleontologo?
... emh, si sono un paleontologo. Tuo papà mi ha detto che hai una cosa da farmi vedere ...
Si, guarda ... li ha trovati mio nonno. Secondo te cosa sono?
 ... mmmmhh, fammi guardare bene ..... ooohh, ma è incredibile ... sono delle unghie di velociraptor, è un fossile preziosissimo!!!
.... visto papà, te l'avevo detto, sono proprio dei fossili di velociraptor come avevo detto io!!!
Si bimbo, hai proprio ragione ... e io che non ti credevo!!!
Grazie signore, anch'io da grande faro il paleontologo!
Bravo! Grazie a te e ciao!

Potete soltanto immaginare la faccia che ha fatto quando gli hanno nominato il velociraptor e dopo questo incontro ha camminato per tutto il resto della giornata una spanna da terra con il suo tesoro in tasca.

Ora però mi tocca smontare la favola e svelare l'arcano.
Suo nonno conosce bene la passione del nipote per i dinosauri e per i fossili, e qualche mese fa dopo aver ammazzato dei galli (normale amministrazione, abita in cascina) ha ripulito accuratamente gli speroni e glieli ha consegnati dicendo di averli trovati in un campo. Gli ha detto che secondo lui potevano essere i denti di un T-rex, ma il bimbo, con una sicurezza disarmante, ha sentenziato che erano troppo curvi per essere dei denti e che probabilmente erano gli artigli di un altro predatore.
Trovare l'esperto che gli poteva dar ragione era difficile, ma il ragazzo dello staff della mostra che ho avvicinato prima di portargli il bimbo è stato gentilissimo, simpatico e ha retto il gioco ancora meglio di quanto sperassi.

Sei sicuro che il bimbo si ricorderà di questa giornata speciale per molto tempo.
E ora tu hai un aneddoto divertentissimo da raccontargli quando sarà grande.

martedì 3 febbraio 2015

Lento recupero (+ bonus)

In inverno è auspicabile una diminuzione del carico di allenamento.
Alcuni ciclisti amici ti hanno detto che dicembre, gennaio e febbraio le uscite in bici servono solo a far girare la gamba e ad evitare che il tuo culo dimentichi la forma della sella. Quindi pochi chilometri per volta e pedalata facile con ritmi alti. Addirittura qualcuno ti ha detto che in inverno è meglio mettere su qualche chilo, che ti servirà in primavera nella fase di carico.
Anche per la corsa stesso discorso: se non hai appuntamenti importati alla fine dell'inverno, nei mesi freddi prenditela comoda, e evita carichi troppo impegnativi.
Questo serve sia dal punto di vista fisico (che l'allenamento deve essere sempre ciclico, se cerchi di essere sempre al top della forma non puoi migliorare, e prima o poi ti rompi) e dal punto di vista mentale (altrimenti uccidi le motivazioni e ti fai andare in odio qualcosa che ti piace tantissimo).
Ma stavolta hai esagerato.

L'anno scorso hai avuto il tuo picco di forma in tarda estate, con le punte del tiathlon olimpico di Cesenatico e del PB nella mezza di Pavia.
Poi hai mollato.
Ti sei detto: da qui fino a Natale solo scarico. Solo allenamenti non troppo impegnativi, qualche giorno di riposo in più, e mangia tutti i dolci che ti pare. Dopo le vacanze di Natale penseremo a progettare la prossima stagione.
L'idea era: con i primi di gennaio maggiore attenzione al cibo e, dopo aver individuato gli obbiettivi stagionali, stesura di una road-map per arrivare nella miglior forma possibile a far fare una brutta figura al te stesso dell'anno scorso.

E invece agli inizi di febbraio sei ancora fermo al palo. Dopo tre settimane abbondanti di riposo assoluto hai provato qualche giorno fa a nuotare e a fare timide uscite run quando il meteo te lo permette (ad esempio una domenica mattina, invece della solita uscita alle 7,30, hai optato per una più calda corsettina alle 11).
La polmonite che ti ha colpito a cavallo del cambio anno sembrava stesse migliorando, ma dopo qualche giorno la tosse ha continuato a peggiorare fino a diventare febbre venerdì sera. Sei andato dal dottore e, come temevi, ci sei ricascato. Nuovo giro di antibiotici e via andare.

Sei sicuro che tra poco migliorerà e potrai ricominciare ad allenarti come serve.
Ma ti fa specie che, a conti fatti, quella dell'anno scorso dopo l'operazione al ginocchio è stata una convalescenza meno complicata.





Il bonus.
Visto che servono anche stimoli e autogratificazioni in momenti complicati come questo, ecco a voi il tuo nuovo fiammante (anche se comprato usato) Garmin 910xt.

Il tuo vecchio 205 funziona ancora bene (lo alternerai al nuovo entrato), ma ora hai un satellitare che funziona anche in acqua. Non puoi dirti triatleta se ti manca uno strumento come questo ...