mercoledì 26 ottobre 2011

La supercazzola

Insegna Amici Miei (e spiega wikipedia): Il termine supercàzzola è un neologismo (entrato nell'uso comune dal cinema) che indica un nonsense, una frase priva di alcun senso logico, piena di parole inventate sul momento, usata per confondere la persona a cui "la si fa" (ossia colui al quale ci si rivolge), rendendolo ridicolo di fronte agli astanti.

Immaginatevi la scena: tutti e tre nel lettone che cerchiamo di dormire (saranno circa le dieci e mezza).
Il bimbo con ciuccio e orso in mezzo a noi due che ad un certo punto comincia a parlare:

...Acco lutu podi tipotapo ...
Scusa bimbo, non ho capito, puoi ripetere?
... ciputapo lofogadu tacotabo cu ...
Bionda, ma tu hai capito cosa ha detto? è tornato a parlare il Klingon?
... catopu chiccu cciccitubi ...
Bimbo, per favore togli il ciuccio sennò non si capisce niente di quello che dici.
(dopo aver tolto il ciuccio) ... picutacu du cicu qubaru ...
...
...
ma bionda, secondo te ci sta prendendo per il culo?
si, eh eh eh ...


E rideva come un matto, lo stronzetto.
... e noi con lui!

lunedì 24 ottobre 2011

Baila!

Per qualcuno potrebbe essere imbarazzante, vedere proprio figlio che fa il pagliaccio in mezzo alla gente. Ma a me diverte un monte.
Aveva cominciato a ballare in piazza quando aveva appena imparato a stare in piedi da solo (qui),  ma non ha mai smesso di agitarsi come un matto appena sente la musica.

video

Qui era alla festa dell'uva del paesello ma, giuro, era l'unico della piazza a non aver bevuto!

venerdì 21 ottobre 2011

Emozioni - Watchmen

Come dicevo, la collana Serie Oro della Repubblica non l'ho comperata tutta: sessantacinque uscite a 10 € l'una erano francamente troppo.
Allora, in base al piano delle uscite, decidevo di volta in volta quello da comperare e quello da saltare.
Grazie a questa collana ho recuperato capolavori come Marvels, Kingdome Come, Wolverine - le origini, XIII, Il ritorno del Cavaliere Oscuro, Sandman, ecc.
Tutti albi che sapevo essere belli.
Poi c'erano anche degli albi che non conoscevo e, per decidere se comprarli o meno, dovevo affidarmi all'intuito e alla fortuna.
A volte mi è andata male come con La morte di Superman (che palle) o Super eroica.
A volte mi è andata di lusso, come con i bellissimi Persepolis, Blueberry, I maestri dell'orzo, Mort Cinder e Otomo.

E Watchmen.

Sapevo solo che era un fumetto di supereroi e che era indicato da tanti come una cosa imperdibile. Però così a naso non mi convinceva troppo. Mi dicevo: ma cosa possono farci con sei supereroi se non ci costruisci un'epica intorno, se non spieghi la nascita, l'evoluzione, e tutto il resto, e tutto questo è impossibile in un libro solo. E dalle prime immagini come supereroi mi sembravano un po' ridicoli. Quello con la panza vestito da gufo, quello con l'impermeabile da maniaco con un lenzuolo in faccia e quello vecchio con i capelli ingrigiti che fa il duro a tutti i costi. L'unico un po figo mi sembrava solo il cristone azzurro.
E poi c'erano i disegni: dopo l'orgia visiva delle tavole pittoriche di Ross (Kingdome Come e Marvels) o le invenzioni di storitelling di Frank Miller (Il ritorno del cavaliere oscuro), le tavole di Gibbons mi sembravano troppo classiche e povere.
... come mi sbagliavo!
Pensavo che il fumetto di supereroi fosse un susseguirsi di battaglie epiche di eroi tutti di un pezzo contro personaggi malvagi e geniali che hanno come unico scopo il dominare il pianeta. Pensavo che il supereroe doveva essere una persona magari con dei dubbi, ma comunque con un ideale ben preciso a cui tendere, che comprenda quantomeno la battaglia al male senza se e senza ma. Pensavo impossibile il fatto che un sociopatico mascherato potesse essere uno dei protagonisti di una grafic novel, e dalla parte dei buoni.
Ho scoperto che sì, il fumetto di supereroi è fondamentalmente Superman, Batman e gli X-men, ma se alcune loro storie di questi ultimi anni mi piacciono un casino (perché scavano in profondità la psicologia dei personaggi, perché sono più cupe e disperate, perché hanno uno spessore che va al di là della lettura di evasione) lo si deve a fumetti come questo.

... e poi, vogliamo parlare di quanto è bello il film?


Watchmen - Trailer in ITALIANO - Alta... di rubberrepublicit

giovedì 20 ottobre 2011

Al mare in mezz'ora di macchina

Io vivo in una piccola cittadina della provincia nel bel mezzo della pianura padana. Un paesaggio fortemente antropizzato, ma anche dotato di alcuni angoli di natura poco intaccata e piacevoli per passeggiare.
Ad esempio le vicine colline di San Colombano, o alcuni tratti di argine dell'Adda, senza andare troppo lontano.
Però a volte mi piace andare a passeggiare anche in mezza ad un altro tipo di verde: i parchi pubblici.
Sabato pomeriggio era una bella giornata di sole (forse solo un poco fredda) e ne abbiamo approfittato per andare a farci un giro all'idroscalo con due obbiettivi: far giocare il bimbo al parco giochi bello-bellissimo (come dice lui) e farsi una corsa.
E' venuta anche la zia stordita.
Prima hanno corso loro, poi sono andato da solo a farmi due giri del lago (dodici km).


E' bello correre in una struttura simile quando c'è poca gente (prova ad andarci certe domeniche pomeriggio d'estate!) senza traffico, con le fontanelle dell'acqua, con le distanze segnate, ecc.
E poi il bimbo si è divertito tantissimo al parchetto con la pavimentazione in tartan elastico e sui gonfiabili. A lui sembrava di stare in ferie.

Infatti siamo arrivati al parco che il bimbo stava dormendo e allora le due ragazze hanno cominciato a correre mentre io facevo la balia al passeggino. Dopo circa venti minuti che stava dormendo bello pacifico mentre camminavo avanti e indietro, si è svegliato di soprassalto, si è messo a sedere, ha visto il lago e mi ha chiesto: siamo al mare?

martedì 18 ottobre 2011

99% di cosa?

Giorni di indignazione.
Legittima certe volte, pretestuosa altre.

Giorni in cui alcune persone si riuniscono e manifestano il loro disappunto per come viene gestita la crisi finanziaria che sta calando sul nostro paese in particolare e su tutto il mondo occidentale in generale.

Premesso che di economia (sia micro che macro) ne so poco, anch'io vivo in questo mondo, perciò un idea, magari sbagliata, me la sono fatta. E quindi, anche se nessuno me l'ha chiesta, la scrivo qui.

Uno dei problemi principali è il fatto che chi più aveva più accumula e chi meno aveva sempre meno avrà.
Le accuse sono pressappoco queste: gli industriali aumentano i margini di guadagno spostando le fabbriche in posti dove la mano d'opera costa meno e lasciando senza lavoro molta gente, oppure usano nuove forme di contratti lavorativi che ricattano i lavoratori. Gli operatori di borsa muovono i loro soldi in modo da speculare per ricavare il massimo guadagno creando scompensi che fanno perdere da un momento all'altro i risparmi di una vita al piccolo operaio che aveva accantonato qualcosa per la pensione. Impiegati o dirigenti di aziende (soprattutto pubbliche, e questo fa più male) hanno dei benefit impensabili per il lavoratore "normale" e non intende rinunciarci a cuor leggero.

Tutte queste considerazioni hanno portato a stimare che, in un sistema economico come il nostro, i guadagni sono distribuiti in maniera non equa. Addirittura ci sarebbe una ristretta cerchia di persone (circa l'1%, chi ha fatto sto conto non è dato saperlo) che si tiene la fetta più grossa, lasciando al 99% della popolazione le briciole.

E compaiono cartelli come questi:

Indignati, riparte la protesta a Roma. Sabato maxi manifestazione

L'idea non può che essere condivisibile: anche un liberalista convinto non può negare che una perequazione diversa può perfino giovare all'economia generale.
Però, mentre guardavo i servizi al telegiornale, c'era qualcosa in queste contestazioni che non mi quadrava (e qui mi riferisco all'ideologia, se parliamo di come sono state condotte queste manifestazioni poi degenerate in scontri e vandalismi, apriamo un altro capitolo a parte).

Non riuscivo a capire perché leggere questi slogan e altri simili mi puzzava di qualunquismo, di interesse personale, di rivendicazione che solo di facciata è di altruismo, ma sotto sotto è di opportunismo come quello contro cui si scagliano.
Ed è stato proprio questo cartello a farmi capire dov'è lo sbaglio.
Siamo il 99% - Dividiamo la grana
Partiamo dal fondo. Immaginatevi la scena: quattro loschi figuri di notte, in un bar chiuso con poca illuminazione, pieno del fumo di innumerevoli sigarette. Uno rovescia il contenuto di un borsone sportivo sul tappeto verde del biliardo e  un altro dice: dividiamo la grana.
E' un furto.
E ai danni di chi?
Questa questione ci porta alla prima parte del cartello, e mi fa crescere un'altra domanda: siamo il 99% di cosa?
Si, perché quello che ha fatto il conto del 99 a 1 ha pensato all'economia occidentale, dei cosiddetti paesi industrializzati.
Proviamo a fare un passo indietro e a rifare lo stesso ragionamento su scala mondiale. La torta da dividere, proviamo a non dividerla soltanto per noi europei, americani e pochi altri, ma dividiamola per tutti gli abitanti della terra. Hanno diritto anche loro a una fetta, per il semplice diritto di esserci.
C'è un altra statistica che, su scala mondiale, calcola che la parte più grossa delle risorse mondiali è sfruttata dal solo mondo occidentale, stiamo parlando di circa il 10% della popolazione mondiale.

A questo punto, se quel cartello, nelle intenzioni di chi l'ha scritto, voleva significare: dividiamo le risorse in modo più equo, allora il reddito di quelle persone (ed anche il mio) non andrebbe ad aumentare, ma sicuramente a diminuire.
Perché non è vero che siamo il 99% che sono rapinati, ma siamo il 10% che rapina.

Stiamo attenti a quello che desideriamo, perché potrebbe anche avverarsi.

Il sistema capitalistico sta funzionando alla perfezione, permettendo di creare ricchezza e di accumularla. Ma forse non è il sistema economico migliore dal punto di vista etico. Altri sistemi economici più etici invece sono crollati.
Abbiamo bisogno di una nuova economia.

Mio figlio mi chiede (e se lo merita) un mondo migliore.

... ma io no sono in grado di rispondergli.

lunedì 17 ottobre 2011

L'amore lascia segni indelebili

La mia famiglia è la mia forza.
La mia famiglia è il mio sostegno.
La mia famiglia è il mio braccio destro.

Allora ho deciso di mettere la mia famiglia sul mio braccio destro.


Sull'avambraccio è tatuata una B (che sta per biondina) e sotto la data del nostro matrimonio: 31/15/2003, che poi è il giorno del suo 29° compleanno.
L'ho fatto senza dirglielo il 31/05/2006 e alla sera, quando sono tornato a casa dal lavoro gliel'ho mostrato tutto contento e anche un po' preoccupato: ne sarà contenta e lusingata o lo considererà una cagata e mi devo aspettare una cinquina?
Gli è piaciuto e ne ha apprezzato il gesto simbolico.

Bene.
Da quando è nato il bimbo avevo in mente di aggiungere un altro segno sul mio corpo, ma non trovavo mai il tempo o l'occasione giusta. Adesso no perché sto andando a nuoto e dovrei rinunciare a qualche lezione ... Adesso no perché mi sto allenando tutti i giorni e visto quanto sudo potrebbe non guarire bene ... Adesso no perché fa troppo caldo ...
Ora ho trovato il tempo e la voglia.
Appuntamento con il tatuatore per giovedì 16 giugno alle dieci di mattina, prenotato con un mese di anticipo.
Ma tutto questo preavviso non è servito perché fino all'una della notte precedente non sapevo ancora cosa tatuare e dove. L'ipotesi principale era quella di fare un tatuaggio uguale al primo sull'altro braccio, con la sola iniziale e la data di nascita del bimbo. Ma mi sono lasciato convincere dalla biondina a cambiare posizione e a scrivere il nome per esteso.
Sono contento della scelta fatta e del risultato estetico finale.

Però questo ha fatto moooolto più male dell'altro.
Fortunatamente è una scritta corta e semplice, ma ho passato circa un'ora e mezzo d'inferno.
Ma per il mio bimbo questo ed altro ...
... e poi la biondina potrebbe sgridarmi: ma che male può averti fatto; tu per il bimbo ti sei fatto un tatuaggio, ma io l'ho partorito!!


PS: hai fatto il tatuaggio a giugno e ne parli a ottobre? Il problema è che non riuscivo a farmi fare una foto al braccio che mi soddisfacesse. Alla fine mi sono rassegnato e ho messo la meno peggio!!

venerdì 14 ottobre 2011

Emozioni - The Cure

Come ho già detto, alla fine anni 80 e inizio anni 90 ero fondamentalmente un animo rock. E del cosidetto movimento dark non avevo molte conoscenze, se non quel poco che passava alla radio.
Però legato a quel mondo ho un particolare ricordo: un episodio quasi insignificante ma comunque molto buffo. Era probabilmente il 1989 ed era una di quelle rarissime domeniche pomeriggio in cui andavo in discoteca (in pullman con due amici, penso che si possano contare sulle dita di una mano sola), prima di entrare nel locale incrociai alcuni ragazzi tutti vestiti di nero e pelle che parlavano del nuovo disco dei Cure.
Non credo che poi siano entrati nel nostro locale, perchè era il classico trappolone per ragazzini sfigati con la musica dance che andava allora. Sicuramente in quella discoteca non suonavano i Cure, o i Joy Division. Ma solo Corona, Datura, Snap e altri campioni della dance anni '90.
Ma a me, vestito con la felpa "bella" e le scarpe della domenica, questi ragazzi che sembravano così sicuri di loro stessi, così fighi nella loro divisa da dark, hanno suscitato quell'invidia da "anch'io vorrei essere così".

L'album di cui stavano parlando quei ragazzi doveva essere sicuramente Disintegration.
Uno dei dischi più belli dei Cure in particolare e della musica in generale.
Ma questo l'ho scoperto solo molti anni dopo.
Nel mezzo c'è stato Wish nel 1992 (scoperto grazie alla biondina). Album fantastico, anche se uno tra i più distanti dalla vena goth di Smith.
Wild Mood Swings del 1996, che mi ha lasciato con un'espressione di perplessità.
Bloodflowers del 2000, questo invece molto cupo e mi è piaciuto tantissimo. Tanto che quell'anno andai al concerto. Fu un'esperienza fantastica: sia per la musica e per il gruppo, sia anche per l'ambiente. C'erano un sacco di ragazzi truccati come Robert, o come il Corvo, ma comunque la pelle nera si sprecava.

... chissà se a quel concerto erano presenti anche quei ragazzi di vent'anni fà ...

PS. tanto pe ribadire il legame stretto tra il fumetto e la cultura pop in generale, ecco due personaggi famosissimi che hanno un debito con Robert Smith. O forse viceversa.

The Crow di James O'Barr
Personaggio intriso di dark e goth, famoso più per il film che per il fumetto originale.
Nato nell'88, in piena esplosione del fenomeno,
ma forse più ispirato a Ian Curtis dei Joy Division che a Robert Smith.
Sandman di Neil Gaiman.
Qui siamo già agli inizi degli anni 90, e il look è più direttamente riconducibile.
Come si diceva.

mercoledì 12 ottobre 2011

Lettera d'amore (anche se non sembra)


Ho risolto la mia ricerca dell'altra metà della mela relativamente presto, forte di un fidanzamento in casa precoce (avevo 17 anni) e di una successiva stabilità sentimentale invidiabile per alcuni e noiosa per altri.

Ora ne è passata di acqua sotto i ponti, e dopo quasi 20 anni tra fidanzamento e matrimonio, sembra normale chiedersi se in effetti quelle due metà coincidono perfettamente o se manca qualcosa.

Cominciamo a dire che si, manca qualcosa.
Manca sempre qualcosa.
E' inevitabile e francamente quasi rassicurante. Nel senso che questa pulsione al miglioramento è molto comune. Si vorrebbe sempre di più di quello che si ha in qualsiasi campo della vita (si può chiamare voglia di migliorare, insoddisfazione, irrequietezza), e la parte sentimentale non fa certo eccezione.
E' la natura umana che tende inevitabilmente alla perfezione. Alla bellezza assoluta.
Inoltre consideriamo che già solo la mia metà della mela in questi anni è cambiata. E' diventata più grossa, ha cambiato forma, e anche la buccia ha un colore diverso e non uniforme rispetto a quando avevo 17 anni.

Fuor di metafora, c'è qualcosa che vorrei che fosse diverso nel rapporto di coppia?
C'è qualcosa che vorrei la biondina fosse in più o in meno di quanto è?
Assolutamente si.

Diffido di quelli che dicono: sei perfetta così, non ti cambierei di una virgola.
Neanche sotto tortura dirò qui cosa di preciso vorrei cambiare, perché è importante il senso di quello che voglio dire, non la sostanza (inoltre per alcune cose correrei il rischio, in quanto sano maschio eterosessule, di far la figura del porco insensibile).
E poi i dettagli annoiano.

Allora sono insoddisfatto del mio matrimonio?
Assolutamente no.

Seguitemi bene che sto' arrampicandomi su erte ripidissime.
In passato ho provato a cambiare la biondina, e mi rendo conto che continuerò a farlo anche in futuro. Esattamente quello che lei ha fatto e cerca di fare con me (sia di proposito che inconsciamente).
Risultati alterni, ma comunque scarsi su entrambi i fronti.
Ma va bene così: il rapporto di copia è anche voglia di migliorare e piacere ogni giorno di più.
A patto di non diventare monomaniaci e di voler stravolgere l'altro con l'immagine che noi abbiamo del partner perfetto.
Come in tutte le cose il segreto è l'equilibro.
Bisogna cercare di migliorarsi e far migliorare. A volte è utile anche incazzarsi per raggiungere questo risultato. Ma non snaturare l'anima più intima dell'altro.

Quando avremo tolto il confronto-scontro dal rapporto, avremo azzerato anche il fermento che rende interessante la condivisione. L'avremo reso banale e stucchevole.
Come togliere le stelle al cielo di notte.
O le bollicine alla coca-cola.

In definitiva, biondina, noi ci amiamo.
E se ogni tanto ci mandiamo affanculo, consideriamolo solo come un contributo al miglioramento del nostro rapporto.

lunedì 10 ottobre 2011

Corripavia Half Marathon - 09/10/2011

Dai che stavolta è la volta buona.
Ma, speriamo.
Speriamo un bel niente! Ti dico che stavolta facciamo il tempone, le condizioni ci sono tutte.
Intanto siamo qua ad aspettare di partire e  fa un freddo becco. Così mi raffreddo e poi mi prendo uno strappo.
Ma no. E' la temperatura ideale. Vedi che c'è il sole? Tra qualche minuto corri e ti scaldi.
Dai, partiamo ... e speriamo di avere fortuna.
Ma che fortuna!! La fortuna aiuta solo chi osa! Prontiiiiii ... VIA!!
Uff ... ma non siamo un po troppo veloci? Siamo appena partiti e corro su 4.30.
No, dai che vai forte ... poi c'è un po' di discesa. Metti fieno in cascina adesso che poi ti servirà.
Si (... pant ...) non stà andando male (... hanf ...).
Bravo, così, ci devi credere! Sei il più forte!!
Hei (... huff ...) hai visto quella biondina con i pantaloni (... huff ...) neri e il periz...
SMETTILA! NON DISTRARTI! STAI CONCENTRATO!!!!!...
...
Siamo al 10° (... pant ...) kilometro. Prendo una bottiglietta (... hanf ...) d'acqua.
Si bravo. Bevi poco. A piccoli sorsi. Risciacquati la faccia. Bagnati la testa. MA NON RALLENTARE!!
...
...
Sono stanco (... gasp ...). Non so se ce la faccio a reggere questo ritmo per (... gosh ..) altri otto kilometri.
Si, ok. Stando alla tabella di marcia puoi rallentare un pò. Diminuisci pure di 2 secondi al kilometro. Ma non di più!!
...
Stai rallentando troppo. Non perdere il passo.
Sono gli ultimi 3 (... urgle ... ) km. Non ce la faccio (... pant ...) più. Adesso vomito.
...
Haaarg ... ancora una salita. (... hanf ...) adesso mi metto a camminare ...
NO PAZZO! SIAMO QUASI ARRIVATI! NON MOLLARE !!!
...
ULTIMO KILOMETRO! FORZA, CORRI!!!
... non ce la (... hanf ...) faccio. Ho il cuore in (... pant ...) gola. Adesso muoio ...
DAI CAZZO!! ACCELERA!! NON MOLLARE!

COOORRRRIIIIIII !!!!!!!!!!!!!!!




Questo è, bene o male, quello che ti passa per la testa durante una mezza maratona in cui corri da solo e spingi come un dannato fino a stampare il tuo tempo migliore mai fatto.
1h 39' 11"
Vuol dire quaranta secondi in meno dell'anno scorso.
Vuol dire quasi due secondi in meno di media al chilometro.
Vuol dire fatica, sangue e sudore.

Anche la biondina ha fatto il suo tempo migliore, la differenza è che io ho limato 40 secondi, lei circa 4 minuti.
Questo vuol dire che io sono praticamente arrivato al mio limite, invece la bionda ha ancora margini di miglioramento.
Beata lei.

mercoledì 5 ottobre 2011

37 vs 25

Oggi è il mio compleanno.

Qualcuno in questi giorni mi ha chiesto quanti anni compio e, alla risposta, esclamano: trentasette??!??!? ma sei vecchio!
E io faccio finta di niente e gli rispondo: ... eh già, è un'età fantastica!!
E la loro faccia si fa ancora più strana e si può vedere il punto di domanda nel fumetto sopra la loro testa. Pensano: Ma come, non ti senti vecchio? Non preferiresti avere, chessò, venticinque anni?

Macchè stiamo scherzando?
Va bene, venticinque anni non erano male, ma i 37 sono fenomenali.
Mi sento una persona matura e responsabile, mi prendo le mie soddisfazioni in società e sul lavoro, ho una stabilità economica soddisfacente. Dal punto di vista fisico non sono mai stato più in forma di così.
E poi parliamo dei sentimenti: ho una moglie fantastica e un figlio che è la mia vita.

... certo, a 25 anni avevo meno responsabilità e più tempo libero, ma non farei a cambio.

E sono sicuro che se i trentasette sono ottimi, i quaranta lo saranno ancora di più!

lunedì 3 ottobre 2011

Il runner tecnologico

Nel mondo meraviglioso e psichedelico della corsa, il runner che ha un minimo di aspettative (diciamo quello che ha appena superato la fase tapascione* e ha voglia di migliorarsi) ha di che sbizzarrirsi per complicarsi la vita fino a diventare un perfetto maniaco ad un passo dal serial killer.
Tabelle, libri, cardiofrequenzimetri, gps, software per il controllo della prestazione, forum di discussione, ecc.
E non parliamo del fantastico e fantasmagorico mondo degli integratori primadella-gara, durantela-gara e dopola-gara (io sarei interessato anche ad una linea di integratori  alpostodella-gara).
Tutta roba inutile e superflua fino a quando te ne stai alla larga, ma che diventa utile e indispensabile l'attimo dopo in cui sei caduto nella trappola.

Parliamo ad esempio del ricevitore GPS.
Io sono possessore di un Garmin Forerunner 205, regalatomi dalla biondina per il mio compleanno, praticamente un anno fa.
Questo.

Fino al giorno prima ero interessato all'aggeggio, in quando ipnotizzato da tutti i gadget elettronici in generale, ma mi ero sempre detto che non l'avrei comperato. Le scuse erano tante: costa troppo, è ingombrante, mi basta un semplice cronometro, ecc.
Ma erano tutte balle perché il vero motivo io lo sapevo: se lo compro poi entro nel tunnel della dipendenza da prestazione.
E così è stato.
Ora corro sempre con il gps: per l'allenamento durante la settimana, per il lungo della domenica, per la gara e per le ripetute nel campo di atletica (cosa assurda perché che ti serve sapere la velocità quando la distanza è nota e ti basta un cronometro?).

Perché non riesco a farne a meno?
Per quel gusto un po' malato che si prova a scaricare i dati dell'allenamento sul computer e vedere poi quanti km, il passo medio, le calorie consumate, ecc.
Per avere un "diario del runner" da leggere quando cerchi l'ispirazione per uscire quando non ne hai voglia.
Per il piacere sottile e un po' inquietante di vedere schermate come questa: un'uscita standard alla pista a fare le ripetute:


O la schermata di riassunto di tutta la cronologia, dove si legge che in un anno ho percorso 1.470 km, passo medio 5,23 e un totale di di 139.5000 calorie!!


E per finire, ormai lo uso anche per le uscite in bicicletta.




* la definizione di tapascione su wikipedia non l'ho trovata, quindi ne do' una io. Dicesi tapascione colui che corre principalmente per il piacere di stare con gli altri e perché gli hanno detto che correre fa bene. Non gli interessano i risultati sportivi, anzi corre sempre nelle campestri ma non gli piace mettere un pettorale nelle gare cronometrate. E tra le podistiche gli piacciono soprattutto quelle in cui al ristoro finale danno il risotto con la salsiccia!!

E non lo dico con ironia, ma con invidia: lui ha capito tutto della corsa, io no!