domenica 1 aprile 2018

Granfondo e Mediofondo di Sant'Angelo Lodigiano - 25/03/2018

Questa granfondo è la settima volta che la fai. E visto che è quella del tuo paese, probabilmente continuerai a farla anche i prossimi anni.
Per questo motivo (e per i tuoi chiari limiti narrativi) non aspettatevi chissà quale cronaca entusiasmante, anche perchè proprio dal punto di vista agonistico è stata una gara piuttosto moscia.


Arrivi all'appuntamento iniziale di stagione con circa 350 km pedalati nell'anno 2018 (più qualche ora di rulli) per la tua classica mancanza di tempo e per colpa anche di questo finale d'inverno che ti ha dato poche possibilità di pedalare nel fine settimana, vista l'acqua e la neve che ha fatto soprattutto a febbraio e marzo. Ma al di là della preparazione specifica su bici, è il tuo stato di forma generale che è molto al di sotto di quello dell'anno scorso allo stesso periodo. La mancanza è naturalmente di carattere quantitativo di ore allenate, ma anche qualitativo. Ti sei reso conto che l'aver partecipato l'anno scorso al corso di crosswim ti ha garantito una base invernale ottima, che purtroppo non hai potuto replicare.

Con questo spirito hai deciso che non ne avevi a sufficienza per fare più del percorso corto, e con velleità piuttosto contenute.
E così è stato.


Prima parte in piano discreta, ma con la tua solita paura dello stare in gruppo che ti frena, visto che quest'anno l'asfalto delle strade pavesi è particolarmente infame. La salita affrontata benino, ma la discesa fatta sulle uova, per colpa di alcune vibrazioni alla forcella anteriore quando frenavi che ti hanno trasmesso bruttissime sensazioni (il tuo meccanico di fiducia ti ha successivamente risolto la situazione: freni usurati e cuscinetti a sfera del mozzo della ruota anteriore rovinati).

Il ritorno in pianura poi, una vera sofferenza. Ti sei fatto 25 km circa in perfetta solitudine, con solo qualche corridore isolato che hai superato e poi perso subito.
Peccato, ma era prevedibile, visto che anche l'affluenza è stata notevolmente in calo rispetto alle edizioni precedenti. I motivi possono essere tanti e tutti plausibili: dalla concomitanza con altre manifestazioni all'inverno poco clemente, ma secondo te ha pesato soprattutto lo stato penoso delle strade attraversate. Circostanza che avrà in futuro sempre più peso nelle caratteristiche che analizzerai per scegliere le manifestazioni a cui partecipare.

Ma al di là di questi fattori esterni, alla base di una prestazione opaca c'è la tua scarsa preparazione atletica. Dovrai lavorare molto duramente nei prossimi mesi in bici da corsa, o ci saranno poche soddisfazioni questa stagione.

venerdì 23 marzo 2018

Il gruppo dei "Bici Veloce"

I post di sport ultimamente latitano su queste pagine.
Anzi, sei te che proprio sei sparito dalla circolazione dei social-cosi.
Ma cosa ci volete fare, sei piuttosto incasinato in questi mesi, e se il 2017 è finito proprio a schifìo (con la dolorosa ma inevitabile decisione di ricoverare la nonna Pinuccia in casa di riposo perchè ormai non più autosufficiente, e il carico di responsabilità e obblighi verso il resto della famiglia che si è moltiplicato), questi primi mesi del 2018 servono alla tua famiglia per trovare un nuovo equilibrio emotivo, psicologico e materiale.
Si capirà che pensare allo sport agonistico o addirittura programmarlo è in questo momento difficile da parte tua.

Però un paio di decisioni le hai prese.
Quest'ano poco triathlon.
Dopo i due medi che hai fatto l'anno scorso, quest'anno al massimo olimpici. Ti sei già iscritto ad una gara per la primavera, ma ne parlerai più tardi.
Inoltre hai deciso che quest'anno vuoi toglierti qualche sfizio in bici da corsa, partecipando ad almeno le tre granfondo che organizza la A.S.D. Sant'Angelo Edilferramenta. E ieri sera hai fatto la spesona con l'iscrizione combinata per Sant'Angelo Lodigiano, Zavattarello e Casteggio.


E quindi tra due giorni, con l'imponente carico del tuo ultimo allenamento ciclistico (350 km su strada più cinque ore di rulli. Cioè, rendiamoci conto!) ti farai il solito giretto che ti fai tutti gli anni, su salite che conosci e ami, facendo zig-zag tra le buche nell'asfalto pavese.

Però la novità degli ultimi mesi, con molte analogie con quello che già succede nelle corse FIDAL, è che per partecipare a quasi tutte le gare bisogna essere iscritti ad un gruppo sportivo o pagare la BikeCard (lo sai, è un po' più complicata di così, ma tanto per farsi capire).

E quindi, obtorto collo (ma solo per il dover pagare un'altra iscrizione, mica per altro), ti sei iscritto alla benemerita società dei Bici Veloce!


Fa ridere che tu, che non hai neanche la MTB, ti sia iscritto ad una società nata per la Mountain Bike, ma le cose stanno cambiando, e anche tra gli speedy si stà creando un bel gruppetto di bitumari. E se per la gara di Sant'Angelo sarai solo perchè sono quali tutti a correre la Tre Valli a Verona in MTB, non è escluso che nel corso dell'anno riuscirai a trascinare qualche altro speedy sull'asfalto.

E quindi si preannuncia un 2018 sportivo all'insegna delle granfondo.
Speriamo di non fare troppe brutte figure!

venerdì 16 marzo 2018

Stephen Hawking

Oxford, 8 gennaio 1942 – Cambridge, 14 marzo 2018




Hawking è riconosciuto come una delle menti più brillanti dei nostri tempi e tu hai un paio di suoi libri nella tua libreria, posizionati tra i libri di fantascienza (soprattutto Asimov) e lo scaffale di varia. Il primo è Dal Big Bang ai buchi neri, libro illuminante che hai amato moltissimo, letto la prima volta attorno ai 20 anni nel pieno della fase in cui ti attirava la divulgazione scientifica, soprattutto fisica ed astronomica. L'hai letteralmente divorato ad una prima lettura per poi dargli altri passaggi negli anni successivi, affascinato dalla cruda bellezza della fisica, ma comunque rassicurato dalla prosa chiara e scorrevole.
Quella magia, quell'equilibrio tra rigore e divulgazione, non l'hai mai più ritrovato (con un'unica eccezione meritevole: i saggi del tuo amato e già citato Isaac).
I tuoi limiti però si sono palesati con il secondo libro: L'universo in un guscio di noce che, pur avendo bellissime illustrazioni esplicative, non sei mai riuscito a finirlo in quanto troppo complicato (in realtà il motivo principale è che effettivamente è un libro al di fuori della tua portata di comprensione: sono necessarie basi fisiche molto più solide delle tue).
Ora, non è che vuoi passare per quel divoratore di saggi scientifici che non sei: questa tua fase erudita è durata relativamente poco, visto che la tua soglia di attenzione alla lettura è progressivamente scemata (infatti ora leggi principalmente fumetti).

Tutto questo ti serve a spiegare che la grandezza dell'uomo e del suo lavoro la comprendi e l'apprezzi tantissimo. Ammiri e cerchi di fare tuo quell'atteggiamento razionale e positivo, tipico degli uomini di scienza e di cultura.

A proposito di uomini geniali: in un'intervista aveva citato quell'altro spirito illuminato che era Einstein:
Io non posso concepire un Dio che ricompensa e punisce le sue creature, e che esercita una volontà simile a quella che noi sperimentiamo su noi stessi. Nè so immaginarmi e desiderare un individuo che sopravviva alla sua morte fisica: lasciamo che di tali idee si nutrano, per paura o per egoismo, le anime fiacche. A me basta il mistero della vita, la coscienza e il presentimento della mirabile struttura del mondo in cui viviamo, insieme con lo sforzo incessante per comprendere una particella, per piccola che sia, della Ragione che si manifesta nella natura.

Grazie Stephen, per averci indicato la via, con il tuo lavoro e la tua vita.

giovedì 8 marzo 2018

L'Italia di destra

Non sei nè un politico nè un giornalista.
Ti interessi poco di politica, se non quel minimo che ti serve per il tuo lavoro, che ti porta spesso in contatto con amministrazioni locali di vario ordine e grado.
Puoi dirlo schiettamente: te di politica non ne capisco un cazzo. Infatti hai votato PD.

Ti sei fatto un'idea di quello che è successo negli ultimi anni che ha portato alle elezioni di domenica scorsa, e vuoi riportarlo qui, nello spirito che ti ha sempre distinto nel tuo blog: questo è, giusto o sbagliato, il tuo personalissimo pensiero odierno. Qualcuno potrebbe non essere d'accordo. Ma probabilmente neanche te tra qualche anno ti ritroverai più in quello che scrivi ora. Quindi, portate pazienza.

Un'ultimo avvertimento: molti di questi concetti sono mutuati (se non copiati) da corsivi e opinioni che hai letto in queste ultime ore, scritti da analisti e giornalisti di area sinistra che, giustamente, lo fanno di lavoro e sono più bravi di te. Alcuni esempi: Luca Sofri e Enrico Sola de Il Post.
Lo sai, si chiama bias cognitivo, ed è molto dannoso se uno lo subisce senza esserne cosciente. Ma tu hai la presunzione di capirne il meccanismo e di fottertene. Anche qui, portate pazienza.



L'altro giorno le elezioni politiche hanno stabilito che più del 70% degli italiani ha votato per un partito o movimento o apertamente di destra o assimilabile a essa per programmi, metodo politico e totale disinteresse per valori come la solidarietà e la tolleranza.
In Italia nel 2018, insomma, è drammaticamente in minoranza chi ritiene di avere bisogno della sinistra e di ciò che storicamente promette: giustizia sociale, solidarietà, equità, tolleranza, laicità, diritti.

Devi fartene una ragione: l'Italia non vuole quello che vuoi tu.

Alcuni provano a parlare di errori in campagna elettorale, di persone sbagliate che hanno affossato il partito o di scelte politiche che avrebbero potuto cambiare il risultato o quantomeno arginare la sconfitta. No, non credi sia questo il punto.
D'altronde quello che stà succedendo non è tanto diverso dall'America di Trump, dall'Inghilterra della Brexit, dall'estrema destra che spopola in Austria e altri paesi europei.

Qualcuno dirà che invece è tutto un fuoco di paglia, che lo scontro degli ultimi mesi tra fascisti e antifascisti è solo folklore, che tanto i fascisti (Casapound, Forza Nuova e compagnia briscola) alla fine hanno preso solo le briciole delle urne.
Anche questo è vero solo in parte, perchè se anche non è corretto chiamarli fascisti, i leghisti, i cinquestelle e i fratelliditalia lo sono nelle proposte e nello spirito. Se vi fa più comodo, chiamiamole destre populiste, ma è un esercizio di sterile semantica.

Quello che ti da più da pensare è che forse non è colpa di Renzi, delle divisioni interne della sinistra, della campagna elettorale sbagliata, degli errori degli ultimi governi o di altro, è che proprio la sinistra sembra essere passata di moda. I voti che la sinistra ha perso in queste elezioni non sono astensionismo, voto di protesta o disaffezione alla politica. Semplicemente una considerevole fetta di Italia si è guardata intorno e ha scelto una delle tante destre populiste disponibili.
Oh, magari hanno ragione loro, ma sei abbastanza sicuro di no.

A questo punto sei discretamente pessimista: non si può muovere guerra ai mulini a vento, e non si può far cambiare idea a breve alla stragrande maggioranza degli italiani. Occorre aspettare, aspettare ed aspettare. Allineati e coperti.
Forse tra un bel po' di anni potremo tornare a costruire qualcosa, se ci saremo ancora.

Te sei fortunato. Sei italiano, maschio, etero, benestante, con un lavoro e in buona salute.
Prevedi nei prossimi anni, per le persone al di fuori di queste categorie (e quindi più deboli), ingiustizie, violenza di stato, riduzione dei diritti, più povertà, più confini e meno libertà.

Winter has come!
Pazientiamo, che sarà lungo.

sabato 6 gennaio 2018

La compagnia della Pietra

Nel penultimo giorno dell'anno domini MMXVII, nella Contea di Travo, nel cuore delle dolci colline della signoria di Placentia, nella terra di mezzo, una confraternita di avventurieri si è radunata sulle rive del torrente Trebbia per compiere (dopo aver indossato le loro scintillanti armature) il rituale pellegrinaggio benaugurante che attraverso i territori del Grande Vallo conduce ai piedi delle pietre sacre di Parcellara e Perduca.
La compagnia era formata dall'orco Prando, dal mezz'elfo Ironbatta e dal principe umano Cesare (anch'egli appartenente all'antica genìa degli uomini di ferro, il cui stendardo riporta una emme pallinata).



La missione dei tre prodi inizia tra risa, lazzi e maschio cameratismo, ma appena entrati nella selva oscura, trovano ad attenderli (oltre alla difficoltà dell'erta ripida e faticosa) tronchi e rami posti sul sentiero a sbarrar loro la strada.



Potrebbe essere stato il fortunale di qualche sera prima, ma i nostri eroi riconoscono subito il primo dei tranelli tesi loro dal perfido parademone Stòchæzz, che li perseguiterà per tutta la giornata.
Questo è un angelo delle tenebre votato al fiaccare e distruggere la forza e la prestanza dei valorosi atleti che, mossi dal più puro e alto spirito sportivo, si cimentano in prove al limite della loro (seppur scarsa) vigorìa. (NdT: altri di questi parademoni sono ad esempio la Nuvola di Fantozzi, il Bucaruotadellabicidacorsa o il temutissimo e invincibile Influenza Intestinale).
All'interno del bosco incontrano un'altra compagnia, in questo caso appartenenti alla gilda dei cacciatori di cinghiali, con cui scambiare virili gesti scaramantici.

Superato il tetro bosco, i nostri raggiungono il primo dei luoghi mistici: l'eremo di S. Anna, dove, all'ombra delle antiche pietre, si ricaricano di punti energia.



Ripartiti verso la cima dello spartiacque, il parademone Stòchæzz cerca di fermare l'epica cavalcata della cavalleresca compagine con l'incantesimo della neve. Ma i tre nobili cavalieri affrontano il percorso vieppiù con rinnovata energia e, anzi, con massimo gaudio.



Oh giubilo, oh beatitudine, oh allegrezza!
Raggiunta è la cima.
Pietra Parcellara è conquistata, e rinnovati sono ora i voti di fortuna e prosperità per l'anno nuovo per i prodi partecipanti.



Ma proprio subito dopo il momento della vittoria, quando gli animi si quietano e le difese si allentano, è proprio lì che il parademone Stòchæzz colpisce con forza e ferocia.
Il principe Cesare, colpito da uno strale alla gamba (un problema al bicipite femorale che gli procura dolori nella corsa), deve rinunciare al percorso ad anello previsto, e prosegue mesto e lentamente in solitaria verso il punto di partenza, attraverso una scorciatoia.
Ma anche l'orco e il mezz'elfo non possono proseguire il percorso programmato: uno degli spiriti minori al servizio del parademone Stòchæzz, è riuscito (in un punto non precisato del sentiero) ad intrufolarsi nella bisaccia dell'orco e a trafugare le chiavi della carrozza con cui la compagnia era arrivata nella terra di mezzo.
Per porre rimedio a questa sventura, ed evitare di richiamare altri scudieri con una carrozza nuova per tornare alle proprie terre, Prando ed Ironbatta tornano sui loro passi, scrutando il sentiero con l'occhio del falco e la pazienza del saggio.
Ma l'asso della manica del mezz'elfo (che in gioventù aveva fatto studi da stregone bianco) è un'incantesimo potentissimo: l'invocazione a Sant'Antonio. E ripetendo ossessivamente l'antichissimo mantra: "Sant'Antoni dala barba bianca, fam trüà quel che me manca!" il miracolo si compie, e nei pressi degli alberi caduti nel primo bosco si ritrovano le chiavi della carrozza (visto che gli alberi caduti non c'entravano col temporale: erano opera di una forza oscura!).



Ricongiunta che la compagnia si è, sulle chiare rive del fiume, i valorosi si abbracciano e festeggiano la riuscita della cerca, brindando con dolce idromele e banchettando con saporite cacciagioni.



... ecco, più o meno ...



Questa era la cronaca leggermente romanzata di una corsetta con un paio di amici sul percorso del Trail delle Pietre che avevi fatto esattamente un anno fa con la biondina (qui la cronaca). Stavolta però il trail ha assunto tratti un po' più epici tra neve, fango, alberi caduti, infortuni e perdita delle chiavi della macchina. Talmente epico che nella tua testa è diventato un fantasy.
George R.R. Martin te spiccia casa.

mercoledì 27 dicembre 2017

Nadàl de Cursa

Correre per il paese vestiti da Babbo Natale, ormai è diventata in Italia una tradizione al pari con cose tipo il presepe vivente, la villetta tutta illuminata o i mercatini dell'artigianato. Tutte le città ne hanno una.
Poi naturalmente, a seconda delle dimensioni della cittadina, si ha la mezza maratona con migliaia di partecipanti, o la scampagnata informale tra un gruppetto di amici.
L'anno scorso, per le vie del tuo paese, c'è stato in effetti una gruppetto di una ventina di amici che hanno corso per il paese con il cappello di babbo natale (qui la cronaca).
Quest'anno te e il Max avevate pensato di rifarla uguale, magari con un po' più di amici da invitare.
Ma a fine novembre, tramite Ironbatta che ne è il tesoriere, il gruppo di volontariato Noi Per Voi Sant'Angelo (praticamente la pro-loco locale) ha contattato il Gruppo Podisti dicendovi che, visto che l'anno scorso i vostri concittadini hanno apprezzato l'iniziativa, se volevamo rifarla loro ci avrebbero fornito logistica e aiuto per l'organizzazione.
Praticamente vi hanno chiesto di farlo diventare un appuntamento istituzionale e non solo un flash-mob tra amici.

All'inizio, fatta la tara all'orgoglio di veder riconosciuta la vostra attività, non è che avevi molta voglia di sbatterti per organizzare una roba complicata. Ma alla fine c'è da dire che te hai fatto ben poco, se non un paio di riunioni e la parte social / marketing dell'evento (che con quello ti diverti sempre molto).
E quindi, oltre al gruppo facebook (qui per leggere le vaccate che hai scritto) e whatsapp, stavolta ti sei disegnato, stampato e distribuito anche un volantino da appendere in tutto il paese.


Il più grosso punto di domanda di tutta la vicenda era banalmente l'affluenza, e voi organizzatori eravate in bilico tra l'entusiasmo nel vedere interesse attorno all'evento, e la paura che la cosa potesse sfuggirvi di mano.
Poteva presentarsi troppa gente da non essere in grado di garantire la sicurezza sulla strada.
Poteva presentarsi gente che non ha mai corso in vita sua e quindi dover fare tutto il percorso camminando.
Poteva farsi male qualcuno.
Poteva presentarsi poca gente.
... poteva ...
e, invece ...


Stimati circa 70 partecipanti (questura ed organizzatori sono concordi) che si sono presentati con lo spirito giusto: allegri e caciaroni. Quasi tutti vestiti da babbi natali, o con almeno qualcos'altro di caratteristico (te avevi le corna da renna, per dire). Avete corso in quasi tutti i quartieri di Sant'Angelo, avete fatto tappa ad un bar per il tè caldo, siete entrati nel centro commerciale del paese (che vi aveva anche preparato dei sacchetti pieni di caramelle che avete poi distribuito ai bambini e non solo che trovavate sul percorso), avete fatto una serie di foto in punti strategici. E avete urlato e cantato tanto da non avere più voce il giorno dopo.
E visto che l'evento aveva il suo bell'hype, c'erano presenti anche i media. Così il video dell'evento non hai dovuto montarlo tu, ma c'erano i professionisti di Sant'Angelo TV a farlo.


Alla fine sembravano tutti contenti e soddisfatti.
Te lo eri di sicuro.

Per ultimo un po' di ringraziamenti: te in particolare e il gruppo Podisti di S.A.L. in generale, volete ringraziare l'amministrazione comunale, i Vigili Urbani, la Protezione Civile e l'associazione Noi per Voi Sant'Angelo per l'aiuto nell'organizzazione dell'evento.
E per finire tutti i runner e in particolare la palestra Dolce Vita e Fiesta Brava per la partecipazione in massa.

Questo è stato il primo anno (diciamo che l'anno scorso non vale) e hai già capito che diventerà un appuntamento fisso delle feste natalizie. Bisognerà calibrare meglio alcuni aspetti, ma soprattutto fare un ragionamento più ampio su cosa volete creare. Hai raccolto un po' di impressioni alla fine, e molta gente ti ha suggerito due percorsi differenti: uno per chi vuole correre e uno più corto per i bambini e per chi vuole camminare. E' sicuramente un ragionamento sensato, ma vorrebbe dire raddoppiare lo sforzo organizzativo. Ci penserete.

Appuntamento al 24 dicembre 2018.

mercoledì 20 dicembre 2017

Maratona del Tricolore - 10/12/2017 Reggio Emilia

Sono passate quasi due settimane dalla gara, e per una brutta storia di sfighe collaterali che sfiancano la famiglia e rubano tempo libero e serenità (la mamma della biondina in questi giorni è di nuovo all'ospedale, e dovrà rimanerci per settimane) hai trovato il tempo di finire di scrivere solo adesso. Caro il mio 2017, vedi di andartene alla svelta fuori dai maglioni che hai rotto.
Fine dello sfogo, adesso si parla di corsa.

Questa è la cronaca di una scommessa vinta.


Quando hai deciso di tornare a correre i 42 km dopo quattro anni e mezzo dall'ultima volta, ti eri fatto l'idea che questo era l'anno buono per provare a te stesso che 3h46' era un tempo sì onorevole, ma che era ancora troppo alto rispetto ai tuoi limiti attuali. E quindi, dopo la tua esperienza con il triathlon, e soprattutto dopo i tuoi recenti tempi sulla mezza maratona di poco sopra ai 90 minuti, ti eri fatto l'idea di poterti permettere di correre attorno alle 3 ore e mezzo.
E con l'andare della preparazione questa idea (seppur minata dal lecito scetticismo del maratoneta amatore) era diventata per te quasi una certezza. Anzi, negli ultimi lunghi il tuo passo era anche migliore del tuo obbiettivo dei 5'al km.Ma comunque rimanevi umile, che c'era sempre il muro degli ultimi chilometri da scalare e qualche possibile imprevisto dell'ultim'ora che ti manteneva cauto.
C'era qualcuno però che cauto non era. Nello specifico l'ottimo Ironbatta andava sperticandosi in lodi alla tua preparazione e pronosticando un tempo sotto i 3h 25'. Un po' per scherzo, un po' perché ci speravi anche tu, hai scommesso con lui che gli avresti pagato una pizza se fossi riuscito a stare sotto il suo pronostico.

... eh, ha vinto lui ...


Presentiamo i fatti.
Come troppo spesso ultimamente ti sei messo in macchina da solo molto presto la mattina di domenica per essere presente al ritiro pettorali in tempo. Stavolta è andato tutto bene (non come l'altra volta). Accoglienza perfetta nel palazzetto in pieno centro a cento metri dalla partenza. Forse un po' troppo traffico nel palazzetto nei minuti concitati subito prima della partenza, ma meglio di così era difficile fare.
Il tempo di salutare qualche conoscente dei paesi vicini al tuo che si sono dati appuntamento a Reggio per l'ultima maratona della stagione e ti ritrovi sotto l'arco della partenza.
Dopo circa sei chilometri state già lasciando il centro abitato per la campagna emiliana e (percorrendo stradine di campagna molto caratteristiche e piacevoli, ma con un piccolo e costante dislivello positivo) cerchi di impostare il tuo passo attorno a 4'55".
Tutto gira bene, e attorno al 13° km raggiungi i palloncini dei pacers delle 3 ore e mezza. Superarli è abbastanza complicato, perchè sono un bel gruppone e, a causa delle stradine strette, per passarli devi correre giù dalla strada dove si può, e comunque è necessario una bella accellerazione (questo chilometro fatto in 4'31").
Alla mezza maratona ti mangi il primo gel e ritiri un po' il fiato, aiutato dalla bella atmosfera che c'è nelle frazioncine che attraversate (a Montecavolo percorri la piazza del paese tra due ali di sbandieratori).
L'altimetria comincia mediamente a scendere, ma ci sono alcuni saliscendi che ti rallentano e ti tengono in apprensione: non è che alla fine li paghi questi sforzi?
Sembra di no, e circa al km 37 entrate in città attraverso una passeggiata lungo il torrente Crostolo. La crisi non arriva, e cominci a fare un po' di conti sul tuo tempo finale. Pur ottenebrato dall'anossia del momento, riesci a calcolare che stai comodamente sotto l'obbiettivo delle 3 ore e mezzo. A questo punto, visto che le gambe stanno bene, butti il cuore oltre l'ostacolo e gli ultimi chilometri te li fai tirati alla morte e con la faccia cattiva (fino ad arrivare a 4'36" nel 42° km).

Alla fine scopri di aver fatto bene i conti (sei pur sempre ingegnere) e questa accellerazione che ti sei imposto ti permette di stare di soli 15 secondi sotto le 3h 25'


Parlando di sensazioni, sei più che soddisfatto.
Un crono stratosferico (stiamo parlando di 22' in meno rispetto al tuo precedente PB, e qui non è che si diventa più giovani), con lo stesso tempo preciso tra la prima e la seconda mezza. Non hai camminato praticamente mai, se non un breve rallentamento nei tre ristori che hai fatto. Sei arrivato stanco, ma non spossato, e stavi bene.
Ecco, questa è la cosa più bella: stavi bene e negli ultimi 100 metri sulla passerella prima dell'arrivo eri felice e stavi da Dio. Sensazioni indimenticabili.


L'hai già detto all'inizio e lo ripeti come nota superpositiva: organizzazione perfetta e simpaticissima. Da segnalare ad esempio il ristoro al 40° (che tu non hai potuto apprezzare per colpa della trance agonistica) dove sei passato sotto l'arco del trionfo scortato dagli angioletti tentatori:


Sei molto felice di come è andata: dopo anni di pausa hai affrontato ancora la regina delle distanze e l'hai onorata con la tua migliore prestazione possibile.
Grazie, maratona. Alla prossima.


P.S.: Batta, non è che mi sono dimenticato: dammi il tempo di tirare il fiato in questo periodo di melma, poi ci gustiamo questa meritata pizza (e un paio di birrette).

mercoledì 6 dicembre 2017

Lo scarico ti ha scaricato.

Ad oggi possiamo dire che i giochi sono fatti.
A poco più di 72 ore dalla partenza della maratona di Reggio Emilia ormai tutto è pronto. Manca solo il carico di carboidrati, ma tutto l'allenamento specifico è alle spalle, compresi i lunghi e la fase di recupero.
E quindi domenica mattina hai solo che andare a ritirare la medaglia, che quanto vali l'hai già stabilito in queste dodici settimane di preparazione.

Quel piacere quasi fisico nel riempire tutti gli spazi.

Però hai qui sul groppone un pensiero di cui ti devi liberare. Un po' come considerazione generale sulla preparazione di questo tipo di gare, un po' perchè (come ogni amatore che si rispetti) è ora di uscire il tuo personale atto di maniavantrismo.

Sembrerà una battuta neanche troppo divertente, ma il momento peggiore della preparazione sono state le ultime tre settimane di scarico.
Come si vede, l'ultimo lungo di ben 37 km l'hai fatto il 18 novembre ed è stato una cosa epica dal punto di vista del risultato cronometrico. Una media spettacolare che ti ha stupito e delle ottime sensazioni che ti fanno ben sperare. Eri arrivato a quell'appuntamento carico a mille, con proprio la voglia di correre e la testa ben concentrata.
Poi però, dopo questo allenamento, ti sei spento.
E' come se la consapevolezza di aver finito la parte più dura ed impegnativa della preparazione, ti avesse tolto gli stimoli. Gli ultimi allenamenti li hai fatti da svogliato, senza quella cazzimma che ti faceva andare in pista al freddo e al buio al martedì sera tutto contento all'idea di fare le ripetute ad un passo inferiore alla mezza maratona.
Come da titolo, lo scarico ti ha scaricato.
Forse per te che sei abituati ai carichi di lavoro del triathlon, tre settimane di scarico sono troppe.
Forse due settimane erano sufficienti, e adesso ti sei fatto scappare il picco di preparazione.
... eh, niente, mi sa che 'sti dubbi te li porterai domenica fin quasi sulla linea di partenza.
Stacce.

Però, ecco, oggi è arrivata via mail la conferma dell'iscrizione e l'assegnazione del pettorale (n. 927). E in allegato a questa mail, oltre al foglio da stampare, ti è stata recapitata anche la strizza.
Quella bella, quella che ti esalta e ti pompa adrenalina buona se pensi al momento della partenza che ti aspetta.

#daicandom

mercoledì 15 novembre 2017

La biondina non è donna da strada ...

... infatti è donna da fuoristrada.

La passione per la natura in generale e la montagna in particolare ha sempre accompagnato la biondina, e si è accentuata in questi ultimi anni. Era quindi inevitabile che, dopo essere passata dalla bici da corsa alla MTB, passasse dalle corse su strada ai trail.
Non stai (ancora) parlando di skyrunning o di ultratrail (anche perchè per questo genere di cose ci vuole quantomeno preparazione fisica e tecnica difficilmente compatibile con le possibilità attuali), ma di onestissime corse attorno ai venti chilometri collinari.

E con questo spirito (spulciando l'elenco delle gare nel circondario e tenendo d'occhio le per voi abbastanza comode colline pavesi e piacentine), negli ultimi mesi la biondina ha scovato e ha partecipato alle seguenti tre gare +1:

Ceresino Night trail - Calvignano (PV) 15/07/2017
Riferimento Facebook qui.
15 km 700 mD+
Gara serale con arrivo all'imbrunire, e quindi luce frontale obbligatoria (primo acquisto di un certo livello).
Per questo giretto siete andati anche te e il bimbo assieme al cane, per godervi la passeggiata di 7 km nelle stesse colline.
Bellissima serata per tutta la famiglia, con unico problema che non vi siete potuti gustare la festa di paese all'arrivo perchè l'invasione di zanzare (contro la quale non eravate adeguatamente preparati) vi ha fatto scappare.

Traccia Garmin e foto.







Scuropasso Trail - Cigognola (PV) 08/10/2017
Riferimento Facebook qui.
17 km 600 mD+
Qui si ritorna alla normalità, nel senso che se va uno, l'altro deve rimanere a casa, ma lei è fortunata e ha sempre compagnia.
Infatti ha condiviso il viaggio con Angelo, altro runner del vostro paesello, e sul posto c'erano altri due ragazzi che conosceva, che, anche se non hanno corso tutto il tempo con lei, per lo meno hanno accompagnato tutta la mattinata.

Traccia Garmin e foto.






Arquato Trail - Castell'Arquato (PC) 15/10/2017
Riferimento Facebook qui.
22 km 800 mD+
All'interno del circuito Trail Challenge Valli Piacentine (assolutamente da tenere d'occhio l'anno prossimo), la biondina espatria in Emilia per una corsa più tecnica con partenza ed arrivo all'interno dello splendido castello.
Mattinata passata in compagnia della zia stordita che si è corsa il percorso light e del Ciro, il tronista del running nostrano.

Traccia Garmin e foto.






Quattro Chiese Trail Test Day- Verzi di Loano (SV) 12/11/2017
Riferimento Facebook qui.
17 km 1.100 mD+
Questo è quel +1 che hai nominato in premessa, nel senso che lei non ha partecipato alla gara (che tra l'altro sarà domenica prossima) ma il sabato prima si è aggregata al Test Day: quella simpatica iniziativa che servirebbe ai vari campioni a provare il percorso in modo da affinare la tattica di corsa per la vittoria, ma che più banalmente permette, a chi non può partecipare alla gara, di farsi una bella sgambata in compagnia su percorsi che altrimenti non potrebbe mai fare in quanto non conosce i luoghi.


Con la scusa, si è organizzata una gita in giornata (accompagnata dalla zia stordita che non vedeva l'ora di condividere, se non la corsa, almeno una mezza giornata al mare) e si è sparata i 450 km di strada andata e ritorno in Liguria.
Quindi, dopo una mattinata a respirare iodio e mangiar focaccia con le olive, si è trovata in una frazioncina nell'immediato entroterra con due organizzatori ed un altra decina di persone per correre a passo controllato sui sentieri là dove le Alpi diventano Appennini.

Traccia Garmin e foto.





Ora, cosa ha imparato la biondina da queste gare in sterrato?

Che ci sta dentro, molto più che in gare veloci come le mezze maratone, infatti i tempi finali e la classifica di categoria cono molto lusinghieri.

Che lo zainetto Salomon ADV Skin comprato usato su subito.it è una figata.



Che visti gli importati dolori muscolari nei giorni successivi (e fino a quando i muscoli non si saranno abituati a questo tipo di sforzo) il migliore amico del trailrunner è l'amminoacido ramificato o simili alla fine della gara.

Che l'hastag più ricorrente per il 2018 della biondina sarà #passionetrail

venerdì 3 novembre 2017

Laus Half Marathon - Lodi 29/10/2017

Domenica scorsa terza edizione, e per la terza volta ti ritrovi a correre su strade che puoi considerare di casa.
Qui e qui le altre tue partecipazioni.

Come le altre volte, nell'oretta tra il parcheggiare la macchina e lo start incontri, saluti, abbracci e conosci tante di quelle persone che bastano a compensare tutte le altre gare dell'anno in cui ti trovi da solo. Senza considerare poi  gli amici che non corrono, e sul percorso si trovano anche solo per salutare o incitare.
Per te, ancora una volta, la mezza di Lodi è una festa.

Queste sono le foto che hai fatto prima e dopo la partenza.


... e in mezzo c'è tutto il resto.
Che anche qui, tranne alcuni tratti, di solito sei abituato a gareggiare da solo, perchè trovare un amico che abbia il tuo stesso passo o il tuo stesso obbiettivo, è oggettivamente difficile.
Ma stavolta c'era il Batta ...

Il buon Ironbatta è il tuo compagno di allenamento usuale per le uscite di bici e spesso anche per la corsa. Ma mentre per la bici siete molto omogenei come rendimento (forse tu hai qualcosa in più come passo in pianura, ma nei tratti collinari siete sempre appaiati), correre con Marco è per te oggettivamente difficile: lui è uno con PB nella maratona sotto le tre ore. Quindi è uno che se si impegna ha un passo sulla mezza di una decina di secondi in meno al chilometro, anche in un momento particolare come questo dove sta uscendo da un infortunio piuttosto importante che l'ha tenuto fermo per un po' di mesi e gli ha impedito di fare una stagione di triathlon decente.
Stavolta però, bontà sua, ha deciso che aveva voglia di correre insieme, per godersi la giornata.
Quindi avevate stabilito, con te che stai preparando una maratona, di adottare un passo media attorno a 4'40", per poi vedere come va ed eventualmente accelerare.

Solo che i primi chilometri parti un po' veloce per toglierti dalla calca, poi c'è quella discesa che ti fa accelerare, poi mentre chiacchieri non ti accorgi di essere troppo allegro, poi "adesso rallentiamo", poi "hai fatto trenta facciamo trentuno", e alla fine ti ritrovi a finire la mezza in 93 minuti (passo 4'26" al km), a tanto così dal tuo PB.



Ma al di la del risultato sportivo, questa verrà ricordata come la mezza della stupidera.
Te e il batta vi siete divertiti come dei bambini a chiamare l'applauso del pubblico quando c'erano più di dieci persone a bordo strada, a regalare la tipica Posa da Esaltato™ a tutti i fotografi sul percorso, a condividere in diretta facebook gli ultimi cinquecento metri della corsa, al grido di #sonbonpù.


E infine a passare sotto il traguardo urlando a squarciagola.


Questa è la corsa che ci piace.
Questa è passione e condivisione.