martedì 1 aprile 2014

12xmezz'ora FIASP Sant'Angelo Lodigiano 29/03/2014

Ma quante volte avrai corso i 400 metri dell'anello di atletica del tuo paese?
Ci sono dei periodi in cui ti senti come un criceto che sfreccia nella sua ruota: corri, corri, ma rimani sempre lì. Specialmente durante l'inverno, quando l'allenamento durante la settimana la puoi fare solo al buio, e piuttosto che correre nelle vie della zona residenziale del paese, preferisci (quando è aperta) correre in pista.
Ma di tutti i migliaia di giri che hai mai fatto in pista, i 17 che hai percorso sabato scorso hanno un sapore particolare.



Come tutti gli anni scorsi, anche quest'inizio di primavera ha visto lo svolgimento della staffetta promossa dal comitato provinciale FIASP, e a sto giro l'onore e l'onere di organizzarlo è toccato alla tua società. Significa che si corre a casa tua, su quell'asfalto di cui conosci ogni singola crepa e su cui hai consumato molte suole di scarpe. Un asfalto a cui dai del tu e che consideri quasi un amico delle tue sudate.

La parte prettamente agonistica ha visto partecipare 29 squadre (di cui due della tua società) piazzandovi ottavi con un totale di 79,603 km, a soli duecento metri dalla sesta posizione. Poi da li in su erano squadre di un'altra categoria.
La biondina ha portato a casa, senza forzare troppo, 6 km in 30 minuti scarsi, ma la tua performance ha del miracoloso: dopo poco più di due mesi dal ritorno alla corsa (e dopo uno stop di sette mesi e un operazione al ginocchio) sei riuscito a migliorarti rispetto all'anno scorso, portando a casa 6 km e 800 metri in poco meno di ventinove minuti, quando l'anno scorso per fare la stessa distanza avevi impiegato un minuto e mezzo in più.
E qui il fattore campo ha fatto sicuramente la differenza!

Le solite foto artistiche scattate dal bimbo
Come tutte le volte che ce n'è l'opportunità, vi siete portati il bimbo alla manifestazione, e infatti tu il riscaldamento l'hai fatto correndo con lui nel campo di calcio all'interno della pista e giocando a pallone mentre lui faceva il portiere. Non proprio l'ideale come preparazione alla gara, ma lui si è divertito come un matto.
Anche se il momento suo preferito è stato il rinfresco, dove è stato coccolato e viziato da tutte le signore presenti come fosse la mascotte della società:

Oh, ma che bel bambino!!! Vuoi qualcosa da mangiare? C'è la torta, i biscotti al cioccolato, i wafer ... prendi tutti i dolci che vuoi!!!
Ehm, posso avere un panino con il salame, per piacere?

... Orgoglio di papà

mercoledì 26 marzo 2014

Pillole di saggezza 11

Come una badante
Bimbo, la mamma mi ha detto che hai fatto i capricci per andare all'asilo stamattina! Ma dico, non si fa così! Proprio oggi poi che la mamma aveva la febbre e l'influenza e non poteva giocare con te!
Ma io non volevo andare all'asilo proprio perchè la mamma aveva la febbre.
E cosa avresti fatto a casa?
Io volevo restare a casa per esserle di servizio ...

Vecchiaia
Papi, ma quand'è il mio compleanno?
Manca circa un mese bimbo, poi compirai cinque anni.
E tu invece quanti anni hai?
Io e la mamma quest'anno compiamo i 40 anni.
... sono tanti ...
Beh, si. Sono un bel po' più dei tuoi.
...
E quando io avrò dieci anni, tu sarai nonno?

Un agente dalla spiccata sensibilità



Quindi stamattina all'asilo è venuto a trovarvi il capo dei vigili del comune.
Si, e ci ha spiegato il suo lavoro, ci ha fatto vedere il fischietto e la paletta che usa per il traffico.
E poi avete giocato tutto il giorno a dirigere il traffico.
Si, io ho colorato la mia paletta e ho fatto il vigile umano!
Nota del Traduttore: voleva dire vigile urbano

lunedì 24 marzo 2014

L'agenda del triatleta

Una delle differenze fondamentali che distinguono il te runner dal te stesso triatleta (si parla sempre di amatori, neh) è il diverso approccio all'allenamento.
Seguendo i consigli di riviste, siti internet ed amici, sei cresciuto (sportivamente) con l'idea che fosse utile qualche giorno di riposo dall'allenamento durante la settimana. Utile per poter recuperare con l'intenzione di migliorare la forza e la resistenza.
Ora, sei ancora convinto che sia utile se hai certi obbiettivi e certi ritmi, ma hai raggiunto, con il passare del tempo, una nuova convinzione: abbasso il riposo, viva il cross training.
Il riposo serve solo se sei infortunato.

Alternare giorni di nuoto, corsa e bici è il modo migliore per allenarsi sempre con stimoli nuovi e per non annoiarsi mai.
E dopo i mesi di opachi di quest'inverno sfigato segnato dall'operazione al ginocchio e dall'inevitabile mancanza di obiettivi, questo primo stralcio di primavera si apre nel modo migliore: si ricomincia a accumulare con costanza ore di allenamento.


E il visualizzare sul Garmin Connect la schermata del calendario degli allenamenti effettuati dà un piacere quasi fisico. Quelle caselle quasi tutte piene di colori diversi significa che quasi tutti i giorni hai trovato almeno un'ora di tempo da dedicare allo sport. Con punte di eccellenza come i mitici "doppio allenamento", croce e delizia del triatleta amatore.
Ora hai solo da migliorare visto che gli obbiettivi cominciano a farsi meno nebulosi all'orizzonte e su questa base di allenamento devi arrivare ad una media di almeno dieci ore di training medio a settimana e innestare un po' più di qualità (soprattutto sulla corsa).
Perchè per quest'anno hai grandi aspettative, e l'unico modo per realizzarle è far in modo che l'agenda di allenamento diventi importante quasi quanto l'agenda che usi tutti i giorni per gli appuntamenti di lavoro.

PS: lo sai di essere comunque un pivello, e conosci gente che con famiglia, lavoro, mille impegni e una vita normale si allena molto più di te. E non è necessario andare neanche troppo lontano: questo che segue è il diario di allenamento della biondina. Manca il nuoto, ma se si tratta di correre e pedalare lei è ancora più determinata di te.


lunedì 10 marzo 2014

XXII Marcia Graffignanina - Graffignana 09/03/2014

Alla fine il momento è arrivato: si ricomincia a parlare di corsa!
Pensate, era dal triathlon sprint di Parma che non correvi più, e stiamo parlando di luglio dell'anno scorso.
E' poco più di un mese che hai ricominciato con piccoli allenamenti di una decina di km, all'inizio con il timore di riprovare dolore al ginocchio ma poi sempre più convinto e determinato.
Il fiato c'è, perchè non hai mai smesso di nuotare, ora c'è da ricostruire la struttura per la corsa.
Niente di meglio di una corsa lenta in collina, niente di meglio di una corsa sulle strade che conosci come le tue tasche.

Quest'anno per motivi legati anche al tempo a vostra disposizione, te e la biondina non avete fatto come l'anno scorso dove, oltre al percorso canonico, avete corso anche la strada per andare alla partenza della manifestazione al paesello vicino. Anzi, avete anticipato la partenza di solito già abbastanza early per poter tornare a casa il prima possibile.
E quindi alle sette già pronti e schierati per dare il via alla corsa.
Ma non è un modo di dire. In accordo con gli organizzatori, la biondina (e tu per estensione) si è resa disponibile a fare l'apripista. Il vostro compito era, visto che conoscete bene il percorso, di partire per primi e controllare che le varie segnalazioni fossero complete e chiare. In modo da evitare che qualcuno si potesse perdere, per colpa di un incrocio segnalato male o di un'indicazione deteriorata.
Per svolgere questo importantissimo compito eravate armati del letale nastro rosso e bianco a strisce, con il quale marcare la retta via.


Fortunatamente non è servito a molto, nel senso che gli organizzatori avevano fatto un lavoro egregio la giornata precedente e per perdersi sarebbe stato necessario impegnarsi proprio.
E quindi non avete fatto altro che correre con calma e godervi il bel percorso.


Missione compiuta: diciassette km e alle 9 e 15 eravate già a casa!

venerdì 7 marzo 2014

Lulù


Questa che si fa fotografare maliziosa di tre/quarti schiena in mezzo ai fiori, come le dive degli anni '30, è la nostra (mia e della biondina) migliore amica.
Che da ieri non è più con noi.

Con due parole togliamoci il pensiero della sua morte: era anziana. Lulù aveva quasi diciotto anni e molti acciacchi alle spalle, tra cui alcune operazioni come l'ultima due anni fa per l'asportazione di un tumore. Negli ultimi mesi era deperita molto e l'altro ieri si è aggravata fino a farci prendere la decisione sofferta di aiutarla a lasciarci andare. Operazione penosa e dolorosa che ho fatto io accompagnandola dal veterinario.

Ma se scrivo questo post è perchè è da viva che io e la biondina vogliamo ricordarla.
Ricordo ancora chiaramente il giorno (era il novembre 1996) in cui l'ho portata alla biondina che la si poteva scambiare con un topolino date le dimensioni. Sono i dettagli stupidi che rimangono nella memoria: rido ancora all'immagine di Lulù che non riesce a camminare nella camera della biondina perchè le sue unghiette appuntite da cucciolina formavano con la moquette un effetto velcro.
Da allora si è fatta amare da tutti e ha fatto parte della nostra famiglia quando la nostra famiglia non esisteva ancora.

E' stata presente in tutte le nostre gite e in alcune nostre vacanze.

E' venuta al mare con noi anche se in teoria non poteva stare in spiaggia.

E' venuta tantissime volte a Cervinia per cercare di rincorrere le marmotte nei sentieri di alta montagna.

E' stata un'ottima compagna di vecchiaia per la bisnonna, fino a quando anche lei, vinta dalla vecchiaia, si è rifugiata nel suo mondo scollegato in cui le priorità e gli affetti sono confusi.

E' stata la damigella d'onore del nostro matrimonio, con tanto di abito coordinato con la sposa.

E' stata compagna della biondina nei nove lunghi mesi di attesa del bimbo, tra infinite passeggiate e pomeriggi di noia.

E' stata amica in maniera piuttosto conflittuale del bimbo, perchè va bene tutto, ma stavamo così bene noi tre, questo è venuto a rompere le balle!


Bimbo, ho una brutta notizia da darti: la Luli hai visto che negli ultimi giorni era malata e non stava bene. Beh, da stamattina non c'è più, è andata in cielo.
... è morta?
Si bimbo, non sarà più con noi.
Ma perchè? Non poteva stare con noi ancora cinque giorni?

No, non poteva restare con noi ne cinque, ne due giorni.
Il suo tempo con noi era finito.
Ma posso dire che il suo tempo con noi è stato un regalo grandissimo, in cui lei ha migliorato la mia vita, quella della biondina e quella di chi gli voleva bene.
E, sono sicuro, anche lei ora può raccontare ai suoi amici sul ponte dell'arcobaleno di aver vissuto una vita piena di amore e affetto.

Ciao Lulù, ti vogliamo bene.

lunedì 3 marzo 2014

I "lenamenti" di nuoto

Quando hai quattro/cinque anni le attività ludiche e ricreative che puoi fare al di fuori dell'asilo sono poche, pochissime. Se sei bimba puoi partecipare a quei corsi di danza per bambine, che sono principalmente baby dance, ma che comunque è una pregevolissima attività sportiva.
Se sei bimbo invece le possibilità sono molto meno: l'unica cosa che puoi fare è il nuoto.

Bambini e piscina.
Non c'entra molto ma questa è la prima cosa che ti è venuta in mente!


Il bimbo nuota e va in piscina da quando aveva poco più di un anno. Prima in quei corsi bambino/genitore (vedi qui, era l'ottobre 2010), dove stava in acqua con i braccioli e abbracciato al collo di papà e mamma, e lo ha frequentato fino a quando ha cominciato l'asilo. Il primo anno di asilo ha saltato la piscina, perchè a te e alla biondina sembrava troppo piccolo per affrontare il nuoto dopo aver passato la giornata a scuola. Quest'anno invece è da ottobre che frequenta un corso di nuoto per età prescolare dove, senza i genitori, passa una mezz'ora in una palestrina a fare "ginnastica" (per quanto possano fare attività sportiva a quest'età) e poi passano mezz'ora in vasca, ma stavolta senza braccioli o salvagenti, e con il bordo della piscina come unico amico.
E come va il bimbo?
Va bene, anzi benissimo a detta anche delle insegnanti. Sembra abbastanza portato per il nuoto e non ha assolutamente paura dell'acqua, di andare in apnea, di tuffarsi. Gli unici problemi che ha manifestato ultimamente sono dovuti alla sua endemica timidezza, che lo portano a relazionarsi difficilmente con gli altri bambini che non conosce e a bloccarsi a volte se c'è tanta gente. E questo è quello che sta' capitando: spesso rimane in disparte e si fa venire il magone nel momento del distacco dalla mamma. Ed è un peccato che questo atteggiamento lo blocchi nei confronti di qualcosa che gli piace e che fa bene, tanto che le ultime volte aveva detto che non voleva andare al corso.
Ma hai trovato la soluzione. Il problema non è il nuotare, che fa con entusiasmo, il problema è che non si sente sicuro solo con le insegnanti e gli altri bambini. Quindi, invece di lasciare, state raddoppiando: oltre al corso gli hai proposto di andare a nuotare insieme voi due. Come volevasi dimostrare è stato entusiasta dell'idea e ha detto a tutti che domenica sarebbe andato a fare nuoto libero con il suo papà.
Ieri sei andato a nuotare verso le dieci e dopo circa un'oretta (e tre chilometri in corsia) ti ha raggiunto il bimbo accompagnato dalla mamma. Avete passato quaranta minuti nella piscina bassa dove tutto infervorato ti ha fatto vedere a nuotare a stile, a dorso, come Superman, come uno squalo, a tuffarsi e a andare sott'acqua a toccare il fondo.
Ora non dice più che non vuole andare in piscina, ma gli hai fatto capire che se vuole andare ancora a nuotare con te, deve continuare il corso del mercoledì con le insegnanti, in modo da diventare sempre più bravo. Così quando diventerà più grande potrà batterti.

Bene bimbo, ci siamo divertiti tanto questa mattina, vero?
Si papà, è stato un ottimo lenamento!

mercoledì 26 febbraio 2014

Un genitore quasi perfetto III

Cercare di essere genitori quasi perfetti è difficile. Certe volte sei contento del feedback che ottieni da tuo figlio, altri giorni pensi di star sbagliando tutto. Ma l'unico opzione è andare avanti nella strada scelta e percorrerla tutta.
Nel frattempo continui a leggere il saggio che hai comprato nella speranza che ti possa aiutare. In effetti finora hai letto soltanto consigli e considerazioni condivisibili, e se non sei ancora riuscito a sfruttarle tutte è solo colpa tua.
Qui la prima parte e qui la seconda.
Di seguito invece riporti altri estratti dal libro e i tuoi pensieri a riguardo.


La convinzione che nel trattare con i figli ci si possa riferire a una serie di regole è il maggior nemico di un sano atteggiamento di comprensione basato sull'empatia, che può nascere soltanto dalla riflessione sulle esperienze personali, diverse per ciascun genitore come diverse sono per ciascun bambino le proprie. Le regole sono nemiche della spontaneità e dei sentimenti positivi. Affidarsi alle regole finisce per estraniare genitore e figlio. Può esservi, e sovente vi è, una certa convenienza nell'avere delle regole, ma mai del piacere; e sicuramente non ne guadagna il legame affettivo tra genitori e figli. L'esistenza di regole, comunque siano nate, reifica e meccanicizza quello che dovrebbe essere il più personale, il più essenzialmente umano, il più spontaneo dei rapporti, un rapporto che ogni giorno potrebbe arrecare nuova gioia.

Maccome? Quando guardi SOS tata, uno dei momenti clou del loro lavoro è quando compaiono le "regole" da consegnare ai bambini e alla famiglia tutta. Sembra quasi che la parolina magica "regole" sia la soluzione da sola ai comportamenti sbagliati dei bambini!
L'inghippo forse è che l'autore del libro in questo caso si riferisce a regole più generiche di impostazione del rapporto genitori figli, e non le regole per la convivenza civile, tipo quante ore di videogiochi bisogna concedere al pupo.
Vista così hanno ragione sia tata Adriana che Bettelheim. E il padre è un po' più sollevato.



La sicurezza e l'atteggiamento del genitore. Un esempio è costituito dalla difficoltà che tutti i genitori in varia misura provano nel separarsi dal figlio quando questi incomincia ad andare alla scuola materna. L'angoscia da separazione è una delle angosce più fondamentali dell'essere umano; tutti, chi più chi meno, ne andiamo soggetti. La nostra esperienza del modo in cui da piccoli viene gestita da nostra madre questa paura determinerà in gran parte il modo in cui noi stessi, in seguito, affronteremo l'angoscia da separazione. I meccanismi per cui questo avviene e come l'ansia della madre sia ciò che causa o aggrava l'angoscia del figlio si possono facilmente osservare quando il bambino viene mandato per la prima volta alla scuola materna. Molti se non tutti i bambini provano una certa diffidenza di fronte alla situazione del tutto nuova per loro della scuola materna e mostrano all'inizio qualche difficoltà a separarsi dalla persona che li accompagna a scuola, di solito la madre. Ciò nonostante vediamo bambini che si abituano facilmente e altri che accettano la nuova situazione solo dopo molto tempo e con gravi difficoltà. Tutto dipende dai segnali che il bambino riceve dalla madre; se essi gli comunicano che la situazione è sicura e desiderabile, la accetterà ben presto e anzi trarrà piacere dalla nuova esperienza. Se, invece, l'iniziale difficoltà del bambino a lasciare la madre susciterà in lei delle reazioni che gli fanno intendere come anche lei sia preoccupata per quello che potrebbe accadere e sia riluttante a lasciarlo, allora naturalmente il suo iniziale turbamento ne sarà aggravato.

Prima di tutto un'osservazione generale. Il libro in questo punto ma praticamente quasi ovunque parla di genitore riferendosi alla madre. E questa scelta è spiegata in uno dei capitoli iniziali del libro, dove la si giustifica facendo riferimento al fatto che è la madre che generalmente ha più contatti con il bambino, per una serie di motivazioni che vanno da quelle più naturali legate alla maternità fino a quelle dettate da usi e costumi della nostra civiltà. E questo fatto la porta ad essere più coinvolta e più attenta nell'educazione del bambino.Tutto vero, tutto condivisibile. Ma molte cose stanno cambiando e tu, padre, sei qui che ti interroghi su come essere un genitore quasi perfetto.
Detto questo, hai compreso pienamente l'importanza del trasmettere serenità ed entusiasmo al bambino. Per alcuni può sembrare un'operazione difficile, perchè entra in gioco anche il carattere del genitore e una persona che nella vita è ansiosa e indecisa non può cambiare atteggiamento facilmente, foss'anche per il bene di suo figlio, ma lo sforzo deve essere fatto.
Pensi che la sicurezza personale di tuo figlio sia una cosa molto importante, che cerchi di stimolare appena puoi. Cerchi, senza forzare, di lasciargli fare tutto in autonomia, per poi essere presente ad aiutarlo quando non ce la fa, e a lodarlo quando riesce nel suo intento. A volte è più impegnativo (in termini di tempo e di pazienza) lasciargli fare da solo un'attività piuttosto che fargliela tu al posto suo, ma è necessario questo sforzo per accrescere la sua autostima e la sua sicurezza personale.



Nostro figlio dovrebbe poter essere in grado di fare nella sua vita quello che a lui sembra importante, desiderabile e degno di essere fatto; di creare con i suoi simili rapporti costruttivi, soddisfacenti, di reciproco arricchimento; e di sopportare le tensioni e le difficoltà che inevitabilmente la vita gli riserverà. Sotto questo punto di vista i genitori non rappresentano semplicemente i primi e più influenti maestri del figlio, sono coloro per mezzo dei quali egli si orienta nella vita; minuto per minuto egli li osserva e gli studia per capire cosa fanno e come lo fanno e con quali sentimenti, sentimenti manifesti, negati o persino rimossi. In tal modo i genitori gli indicano chi essere e come esserlo (e il "come" scaturisce sempre naturalmente dal "chi"). Sono questi i dati importanti per l'esistenza presente e futura del bambino, molto più importanti dell'acquisizione di conoscenze e abilità specifiche (certamente utili), alle quali sembrano invece attribuire tanta importanza i genitori.

Questo è, se fosse necessaria, la conferma di quello che avevo già scritto su queste pagine: più che i consigli servono i buoni esempi. Il genitore, più che un maestro, deve essere un esempio di vita.


... continua ... (forse) ...

giovedì 20 febbraio 2014

42


Guida galattica per gli autostoppisti è un libro scritto da Douglas Adam nel 1979.
Tecnicamente sarebbe un romanzo di fantascienza, ma la SF in questo caso è un pretesto come un altro che fa da sfondo ad una storia surreale con una serie infinita di situazioni tra l'esilarante e l'ironico.
Una delle trovate più divertenti è quella della "domanda fondamentale sulla vita, sull'universo e tutto quanto", e a ripensarci ultimamente, dopo almeno una quindicina d'anni da quando avevi letto il libro, il meccanismo assume tutto un altro aspetto.

Dalla pagina Wikipedia dedicata al romanzo:
Un gruppo di scienziati, i cui componenti sono in realtà la proiezione pandimensionale di una razza di esseri super-intelligenti esistenti su un piano dimensionale superiore, costruisce Pensiero Profondo, il secondo più grande computer di tutti i tempi e di tutti gli spazi, per ottenere la risposta alla "Domanda Fondamentale sulla Vita, sull'Universo e Tutto quanto". Dopo sette milioni e mezzo di anni il computer fornisce la risposta: «42».

Ora, dopo aver corso tre maratone nella tua breve carriera podistica, puoi dire che l'idea del 42 è una metafora azzeccata. L'autore ha dichiarato in anni successivi che il numero è puramente casuale: stava guardando fuori dalla finestra pensando a una risposta che fosse totalmente fuori contesto, palesemente surreale, e gli è comparsa nella testa quella cifra. Ma per chi, come te, ha corso di fila per 42 km e 195 metri, la coincidenza puzza di zolfo.
Correre una maratona (ma soprattutto allenarti per percorrerla) ti porta in contatto con il tuo io più profondo, ti fa conoscere a fondo te stesso, i tuoi limiti, le tue debolezze e i tuoi punti di forza. Lo sforzo e la fatica ti rendono vulnerabile e emotivamente debole. Ma anche lucido in una maniera impossibile altrimenti.

Forse 42 non è la risposta alla Domanda Fondamentale sulla Vita, sull'Universo e Tutto quanto, ma correre 42 km è una disciplina che ti può fornire il metodo per scoprire la tua risposta alla domanda!

giovedì 13 febbraio 2014

Emozioni - Luca Carboni II

Spesso capita che all'uscita di un concerto di un cantante con una storia lunghetta alle spalle si può sentire gente che si lamenta: Eh, ma non ha fatto quella canzone! Ma come si fa a non cantare quel pezzo! e così via.
Perchè il fan distratto (non certo la groupie che sa a memoria i tutti i testi) alla fine conosce solo i singoli che ha fatto negli anni. Dell'album appena uscito ci cui è andato a vedere il concerto alla fine magari ha ascoltato solo qualche canzone passata alla radio ed è andato al palazzetto con la speranza di cantare a squarciagola i pezzi della sua giovinezza che lo legano indissolubilmente a quell'artista.
Ma è inevitabile che ad un concerto di Ligabue difficilmente sentirai Sarà un bel souvenir, o che siano anni che i RHCP non suonino più Blood Sugar Sex Magik.
Eccezione alla regola sono i tour celebrativi fatti a seguito di album raccolta. In quel caso lo spettatore non può uscire insoddisfatto, perchè non c'è un album da promuovere, e lo spettatore canterà a squarciagola anche e soprattutto le canzoni che amava da giovane.
Il tour celebrativo è il tripudio del fan service!

Tutta questa premessa è per dire che lunedì sera te e la biondina siete andati al Teatro degli Arcimboldi ad ascoltare il Fisico & Politico Tour di Luca Carboni. Era il regalo che le facesti a Natale: CD e due biglietti posizione gran pregio del vostro teatro preferito.
Del perchè Luca piaccia tanto a te (ma soprattutto alla biondina) hai già spiegato qui, in occasione dell'ultimo suo concerto visto, circa un anno e mezzo fa. Ora non resta che mostrare il reportaggio foto-video che con i tuoi poveri mezzi tecnologici sei riuscito a portare a casa a memoria della serata.

Palco con allestimento sobrio e minimale. Altrettanto non si può dire della sua giacca!

Uno dei punti più alti della sua poetica: qui tutti a cantare RIO ARIO ...OO

La canzone da cantare a squarciagola ad occhi chiusi, ma per essere sicuri il testo è passato su maxischermo tipo karaoke!

Lui e qualche altro cantautore bolognese della sua generazione (Bersani) devono tanto a quell'omino della foto. E allora Piazza Grande cantata con le immagini di Luca e Lucio insieme diventa un bel momento emozionante.

E questa è una delle canzoni d'amore più belle che ha scritto.

Ho bisogno di vederti
di vederti e di toccarti
ho già fretta di infilarmi
nel tuo cuore.
No, no non hai capito
non ho detto di spogliarti
io ci voglio entrare adesso
anche se sei vestita.

Voglio entrare nella tua vita
dimmi a cosa stai pensando
vedi com'è bella la vita
anche solo per un momento.

Amore amore che cos'è
questa porta che si è aperta
quest'onda che ci trasporta
chissà dove ci porta.

... Ma l'amore che cos'è?
bravo chi lo sa capire
... Ma l'amore cosa fa?
so solo che mi fa morire

La senti amore questa onda che viene e va
e ci invade anche l'anima
ci fa nascere e morire più che si può
mille volte al secondo mi ami o no?

La senti amore questa onda che sbatte qui
non esiste più forte di così
prendi e dammi questo amore più che si può
e non farmi uscire più da qui.

Innamorarsi è una cosa seria
più grande del mare
infatti il nostro piccolo cuore, sì,
rischia di scoppiare.

... Ma l'amore che cos'è?
nessuno ce lo può spiegare
... Ma l'amore cosa fa?
può farci tutto ma non del male.

sabato 8 febbraio 2014

Mezza Maratona Internazionale delle due Perle - Santa Margherita Ligure 02/02/2014

Mentre tu continui la tua marcia di riavvicinamento alla corsa dopo l'operazione al ginocchio (poi ne riparleremo), la biondina continua la sua marcia trionfale nella mezza maratona tra allenamento e gare con l'obbiettivo di centrare il PB. E visto che vi eravate trovati taaaanto bene due anni fa, avete fatto una bella gita a Santa Margherita Ligure.

Stavolta avete scelto di andare in giornata e non di pernottare la sera precedente sul posto. E' stato uno sbattimento per te che ti sei dovuto guidare più di trecento chilometri tra andata e ritorno di infame Mi-Ge. All'andata c'è stata nebbia, acqua e neve ai bordi della strada, ma attivati sul posto una bella alba tiepida vi ha accolto. Non c'è niente da fare, la Liguria è per noi della bassa nebbiosa un miraggio nel periodo invernale!
Non avevate molto tempo prima della partenza, e quindi appena parcheggiato di corsa a ritirare il pettorale e poi sotto l'arco ad aspettare lo sparo.



E mentre te con il tablet filmavi la partenza, il bimbo ti ha sequestrato la macchina fotografica e si è dato alle foto artistiche.


Mentre la biondina correva te e il bimbo però non eravate soli, perchè stavolta è venuto a correre anche il Max accompagnato dalla sua famiglia e il bimbo ha avuto la compagnia di sua figlia che ha la sua stessa età e la sua stessa vitalità caciarona e contagiosa.


Dal punto di vista competitivo la biondina ha portato a casa un ottimo 1h 52' 23" (sei minuti meno dell'ultima volta), e te hai avuto l'opportunità di veder passare i migliori che correvano come folli. I keniani, con il loro passo dell'altipiano, gli altri italiani a inseguirli, ma soprattutto la beniamina di tutto il pubblico (e vostra in particolare) la fenomenale Valeria Straneo.

Go Vale, Go!!!

Poi per il resto la giornata non ha deluso: temperatura che ha permesso di pranzare a focaccia e pizzette su una panchina di fronte al mare, corse e giochi con i bimbi sulla banchina a vedere le barche, gabbiani da sfamare e fotografare.


In definitiva anche quest'anno Santa Margherita non delude e presenta l'ottimo compromesso tra sport, natura, divertimento e mondanità.