mercoledì 10 aprile 2019

Ciclisti Vs Autisti

Vita del ciclista da strada.
O dello scusarsi anche quando si ha ragione.

Partiamo facendo qualche esempio (immagini easy, non hai messo la roba più pesa) su quanto è rilla e pacifica la convivenza tra i ciclisti e gli autisti:


Qualcuno dirà:
Si vabbè, ma questo è l'internet che polarizza tutto, baby. Anzi, è peggio: è FaceBook. In Real Life non è certo così.

No, non è vero che nella vita reale è meglio. Anzi, c'è l'aggravante che fuori dallo schermo del telefonino, le conseguenze sono tangibili.
L'apice l'hai vissuto qualche domenica fa in cui hai partecipato alla Granfondo Valtidone, dove hai assistito a due fatti piuttosto indicativi.

Prima di tutto, dopo una ventina circa di chilometri, in un tratto di discesa, in una curva quasi a tornante qualche "sciocchino" ha versato dell'olio sull'asfalto. Impossibile ipotizzare a qualcosa di diverso dal dolo: l'olio è stato versato sul ciglio più a monte della strada, in modo che colando formasse una bella striscia su tutta la carreggiata, impossibile da evitare. Te e quelli assieme a te siete passati indenni perchè una delle moto della scorta tecnica si è fermata qualche metro prima a segnalare il pericolo (insieme anche a un giudice di gara) e arrivato quasi fermo in curva sei passato fuori dalla carreggiata, sull'erba. Ma hai poi saputo che molti sono stati quelli caduti, e quando sei passato te c'era ancora un ragazzo seduto per terra sul ciglio in attesa probabilmente dell'ambulanza, che si teneva il braccio e la spalla in modo preoccupante.

L'altra cosa che ti ha dato da pensare è che mentre stavate percorrendo un tratto della provinciale (strada molto larga) e voi eravate praticamente tutti in fila indiana, senza ingombrare troppo la strada, da una macchina che veniva in senso opposto un ragazzo vi ha apostrofato con parole di maleducazione, il dito medio fuori dal finestrino e il clacson come una sirena in defcon 2.

Certo, i due episodi sono molto diversi tra loro: il primo poteva avere (e in parte ha avuto) conseguenze gravi e i profili del reato, mentre il secondo non è andato al di là della goliardata.
Però ti hanno confermato quanto già pensavi da tempo: c'è gente intollerante a livello impensabile là fuori, soprattutto con i ciclisti. E anche recentemente sono stati riportati casi di cronaca di risse tra ciclisti e autisti per il clacson di troppo, la parolaccia di ritorno, il vieni qui che ti spacco il muso.
E alla fine, a pensarci bene, i profili di pericolo sono due: la fragilità insita nello sbilanciamento di forza tra i ciclisti e gli automobilisti (o, all'estremo, i camionisti) e il fatto che spesso gli animi si accendono per una precedenza, una'occhiataccia, una parola detta male, o un gesto frainteso.

La tua ricetta per sopravvivere in questa giungla che è la strada provinciale, è la combinazione di questi due atteggiamenti: prudenza e basso profilo.

Prudenza sempre che si traduce (oltre che con la banale attenzione) nell'evitare strade troppo trafficate, stare il più possibile a destra della carreggiata, non partecipare a gruppi numerosi (preferisci pedalare in due, massimo tre) e facendo ballare l'occhio (come si dice dalle tue parti).

Basso profilo che, specialmente in un momento storico come questo, è visto come un atteggiamento da sfigato, ma che secondo te è fondamentale per evitare episodi spiacevoli.
Se vi capita di incrociare fenomeni che chiedono insistentemente di spostarsi, anche se voi non ne state occupando molta più dello stretto necessario, tu lasci strada facendo un gesto di scuse.
Alle rotonde e agli incroci ti fermi e dai la precedenza a chi l'ha senza cercare di passare comunque come se ti fosse dovuto per il fatto di essere in bici.
Se incroci quello che ti supera mandandoti platealmente a cagare, anche solo perchè per superarti ha dovuto perdere dieci secondi del suo preziosissimo tempo, eviti di rispondergli urlandogli dietro, come invece fanno molti tuoi colleghi più sanguigni.

Riassumendo: chiedi scusa anche quando hai ragione.
Ti sei sempre trovato bene, e finora hai disinnescato quelle che potevano essere situazioni dove da una banale discussione si arriva a chissachè.

Che tanto hai una mascolinità risolta, e non senti il bisogno di fare il maschio alfa quando sei in strada.

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