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martedì 11 agosto 2020

Ricominciamo a scrivere

Non scrivi da gennaio, e anche negli ultimi mesi precedenti non è che eri un fulmine di guerra...

I motivi sono principalmente due: il meno tempo e la meno voglia. Meno tempo perchè il tuo lavoro ha avuto un'importante modifica, meno voglia perchè semplicemente stai invecchiando...

Però ti sei accorto che ti manca scrivere. Sei pigro ad iniziare, ma quando parti poi ti lasci trascinare dal flusso, ed alla fine ti fa star bene.

Mettiamola così: complice il periodo di ferie, ti sei preso l'impegno di scrivere ancora, e alla sera prima di andare a dormire troverai qualche ora da dedicare a questa cosa. Anche perchè in un futuro prossimo ci sarà mooolto da scrivere riguardo al motivo principale per cui esiste questo blog: la tua passione per lo sport e il triathlon.

Questo è un piccolo restarting point (racchiuso in un lungo post che ne contiene molti) in cui vuoi recuperare un po' le fila del discorso e riassumere brevemente alcune delle cose importanti che sono successe in questa prima parte dell'anno più infame nella storia degli anni infami.

Keep Calm e ricominciamo a scrivere... finchè non ti stufi di nuovo.



10 anni di blog

Il 3 luglio scorso megliointre compiva dieci anni. Partito come blog famigliare per celebrare la nascita di tuo figlio (e del te padre) è diventato negli anni cosa altra. E in questo post qui spiegavi pressappoco cosa è successo in questo tempo. E' il caso di celebrarlo e di onorarlo ripartendo da qui.



Lo studio di ingegneria

Come hai accennato con un post carico di amarezza, dalla fine del 2019 non sei più dipendente, ma sei un ingegnere libero professionista. Cambiamento molto importante, e carico di aspettative. Dal punto di vista economico sei quasi certo che sarà un passo indietro, almeno nel breve periodo di un paio d'anni circa. Saprai essere più preciso alla fine dell'anno, quando tirerai la riga dei conti (quella virtuale di excel) e capirai quanto ti rimane del fatturato. Ci sono comunque anche degli innegabili vantaggi tra cui riporti il miglioramento netto dei rapporti con quello che era il tuo datore di lavoro e che ora è il tuo committente principale, e la flessibilità del tuo orario di lavoro.

Ma principalmente l'inizio di una nuova collaborazione con l'associazione ANEPLA in cui credi molto e che speri possa evolversi in qualcosa di più strutturato. AD MAIORA!!



Non ce n'è Coviddi!

Non puoi non parlare di questo tsunami che, per la tua generazione, potrà e in parte già ha avuto un impatto devastante pari ad una crisi post bellica.

La tua famiglia finora non ha avuto lutti diretti, pur abitando a ridosso della prima zona rossa. Conosci persone che invece la malattia e la morte l'hanno toccata con mano (a partire da Mattia, il paziente uno).

Che altro dire... potresti fare un elenco lungo (e triste) come una quaresima di brutte cose che il coronavirus ti ha messo sulle spalle: il lock-down, la crisi economica e sociale, l'annullamento della tua già misera vita sociale, tutte le gare sportive cancellate (quasi), l'odiata mascherina...

Ma tra tutte le conseguenze, una di quelle che pesa di più alla tua famiglia e alla biondina in particolare è che da sei mesi non può assistere come si deve sua mamma ricoverata in casa di riposo.

Le prospettive nel breve periodo non sono molto buone. Continuerà ad andare ancora un po' male, prima che, finalmente, andrà tutto bene!



La crapata

Un fatto che ti è successo in questo periodo di emergenza sanitaria devi riportarlo bene, perchè è stato molto importante e significativo.

E' il 03 marzo, Codogno è già zona rossa e qualche giorno dopo partirà il lock-down per tutta l'Italia. In questa pesante situazione di emergenza sanitaria, ti alzi dal letto come tutte le mattine poco prima delle 7 per andare in ufficio, ma dopo aver fatto tre passi verso il bagno ti si spegne un interruttore nel cervello e cadi come un fico maturo. All'indietro. Sbattendo la testa contro il pavimento. La botta ti procura un taglio in testa, perdi i sensi e in pochi secondi inondi le piastrelle del tuo preziosissimo sangue.

E qui le cose si fanno fosche, perchè te non ricordi nulla di quei secondi (hai solo un'immagine distinta di te qualche minuto dopo seduto a terra nel tuo sangue, per avere la memoria totalmente recuperata dovrai aspettare qualche ora dopo al pronto soccorso) e tua moglie e tuo figlio, svegliati dalla botta, hanno dovuto affrontare lo shock di vederti a terra svenuto in un lago di sangue (e di urina, che lo svenimento provoca anche questo). Chiamare l'ambulanza per farti portare in ospedale in quei giorni di crisi è stato complicato. Sei finito al Pronto Soccorso di Pavia in cui nelle 36 ore prima di dimetterti ti hanno ricucito, ti hanno fatto due tac al cervello e una ecografia a cuore e carotidi.

Questo alla fine è tutto quello che hai da raccontare, perchè anche agli esami che hai fatto successivamente non è emerso niente di anomalo. Tutti i medici che hai incontrato (compreso cardiologo e neurologo) propendono per un fatto sporadico di abbassamento repentino di pressione, magari dovuto a problemi legati alla digestione.

Fatto sta che te lo saresti tranquillamente evitato, soprattutto in un momento di emergenza sanitaria come quello. E la povera biondina ha perso qualche anno di vita dallo spavento.



Scuola on line

Se per voi adulti il periodo di quarantena è stato duro, per un bambino di 11 anni (compiuti tra l'altro chiuso in casa) è qualcosa di devastante. Cancellati gli incontri con gli amici, la partita all'oratorio, la squadra di calcio, le gare di atletica, le feste di compleanno, gli incontri di catechismo, tutto.

E' rimasta solo la scuola, da seguire on-line.

Di questo secondo quadrimestre si tramanderanno i video su youtube delle maestre, le dispense da stampare, le mail da inviare il venerdì con le scansioni dei compiti, le verifiche con l'autovalutazione. E poi le urla tue e di sua madre nel tentativo di vederlo impegnato e concentrato.

A lui probabilmente rimarrà il grande rammarico di aver perso tutte le emozioni legate alla fine di un ciclo importante come quello delle scuole elementari. Perchè nulla lo ripagherà della grave perdita emotiva della fine della quinta, dell'abbracciare i suoi compagni e del ringraziare le sue splendide maestre.


lunedì 22 luglio 2019

STOP

Ci sono volute più di due settimane prima che trovassi la voglia di parlarne, e anche adesso ti da un fastidio scriverne che non avete idea, ma fa parte del percorso per far passare almeno in parte l'incazzatura.

Il tuo appuntamento top della stagione, e probabilmente l'apice della tua vita sportiva, l'Iron Man di Cervia a cui eri iscritto per settembre, ti è sfuggito di mano per un incidente.
Domenica 07 luglio, di ritorno da un giretto in bici, quasi arrivato a casa sei caduto rovinosamente sull'asfalto e ti sei fratturato un po' di ossa.


E' andata più o meno così:
Dopo qualche giorno di riposo forzato per colpa di un impedimento famigliare  di cui parlerai presto (speri) domenica mattina sei uscito per fare un centinaio di km in bici. Parti presto e giri in oltrepò bello tranquillo. Quasi arrivato a casa, però, ti accorgi che non arrivi a vedere le tre cifre sul garmin e decidi di fare l'ultimo giretto in collina a Miradolo. Scollinata l'ultima salita, rallenti per bere ma, mentre sei distratto e con una mano sola sul manubrio, una buca nell'asfalto di sbilancia e cadi malamente sul lato sinistro.

Il casco, ragazzi. IL CASCO SEMPRE!!

Trafila di Pronto Soccorso, ecografia, radiografia, esami, e torni a casa con una importante dotazione di antidolorifici e una diagnosi di frattura estremo distale clavicola sx e quattro costole fratturate a vario livello di scomposizione.


In questo momento stai affrontando un oceano di menate che per colpa dell'incidente stanno minando la tua vita normale: lavoro, famiglia, vacanze, casa.
Magari si possono immaginare le difficoltà (spoiler: no, non potete immaginarlo, siamo a livelli di sfiga tale da richiedere un esorcismo per la famiglia) ma adesso la cosa che ti da più fastidio in assoluto è il dover rinunciare allo sport.

Eri in un buon momento di forma, stavi facendo un ottimo periodo di carico ed eri soddisfatto delle sensazioni che ti davano gli allenamenti combinati e lunghi. E invece è arrivato questo stop nel momento peggiore.
Quaranta giorni di riposo assoluto vuol dire ricominciare a fare sport a fine agosto, ad un mese da Cervia.
Impensabile affrontare un IronMan in queste condizioni e con l'incognita di come potrà rispondere la spalla nel nuoto.

E quindi è arrivato lo stop come da titolo del post.
Inevitabile e dolorosissimo.
Il 2019 doveva essere l'anno dell'IronMan.
Sarà l'anno del BrokenMan

MNNGLPTTN

martedì 18 dicembre 2018

Pettìneo

Hai chiuso il post precedente sui tuoi allenamenti di Crossfit, inneggiando alla tua fikaggine, lodando la tua forma fisica e convincendoti che questa tua trovata ti porterà solo vantaggi e miglioramenti.
Ma neanche per il cazzo!

Una decina di giorni fa, verso la fine dell'allenamento (quindi a muscolatura bella calda, non è stato quello il problema), durante l'esecuzione di un affondo frontale con la gamba sinistra in avanti, hai sentito chiaramente una fitta lancinante alla parte alta della gamba destra in estensione.
Sciorinando improperi e massaggiandoti la parte offesa, hai terminato l'allenamento e sei tornato a casa con foschi presagi nel cuore. La tua autodiagnosi di quanto accaduto, vista la sintomatologia e dopo il classico consulto con il dott. Google (si, lo sai, non si fa, ma da qualche parte bisogna pur cominciare), ti portava a pensare ad uno strappo al quadricipite. A seconda della gravità della lesione si prospettavano fino a 30 giorni di riposo assoluto, percorsi di riabilitazione e opportuni interventi fisioterapici. L'ipotesi di lesione di terzo grado, con necessità di intervento chirurgico, era francamente fuori discussione, anche con un grado di apprensione più elevato del tuo.

Visto che da qualche tempo conoscete un buon fisioterapista che ha già messo le mani addosso sia a tua moglie che a tuo figlio (si, anche un bambino di 9 anni può aver bisogno di una sistematina, per una brutta storia di colpi di frusta da caduta nei corridoi di scuola durante l'intervallo), l'hai contattato e sei andato nel suo studio a farti vedere.
La sua diagnosi autorevole (e non campata in aria come la tua) è stata invero più clemente: stiramento del muscolo pettìneo.
Che è sta cosina qui.


Si tratta di un muscolo grosso e di forma quadrilatera, la cui origine è al di sopra del forame otturatorio in corrispondenza della cresta pettinea. Le sue fibre proseguono latero-inferiormente fino a raggiungere la linea pettinea posta inferiormente alla base del piccolo trocantere.
Qualunque cosa intenda Wikipedia con questa definizione che sa tanto di supercazzola.

Comunque.
Quattro giorni di riposo assoluto, poi ricominciamo con lo stretching e il nuoto, e dopo una settimana aggiungiamo anche palestra con esercizi in isometria per i muscoli interessati.
Oggi che stai chiudendo e pubblicando questo post la situazione è ancora fluida, e non sai bene la fine della storia. Fino un paio di giorni fa, eri molto ottimista: ti eri quasi scordato dell'infortunio e mordevi il freno dalla voglia di ricominciare a correre. Oggi (dopo un'altra visita e massaggio dal fisioterapista) non hai dolore, ma un fastidio che ti insegue, anche quando stai a riposo.

E quindi prosegui la road-map che hai studiato con il fisioterapista, che ti impone ancora qualche giorno di stop, tanto da arrivare a tre settimane senza correre.
Ti stai muovendo con circospezione, quasi camminando sulle uova, ma è necessario, per evitare di indebolire un muscolo che potrebbe avere un infortunio in un momento molto meno opportuno di adesso che sei lontanissimo dalla stagione delle gare.
Metti di stirarti ancora tipo a luglio, quando sarai lì a ammucchiare chilometri su chilometri nel tuo picco di carico.
Non osi pensarci.

Il problema più grave adesso è che per un paio di settimane non hai fatto allenamenti intensivi ne di corsa ne di bici, in un periodo prenatalizio in cui solo a respirare ingrassi.

domenica 5 febbraio 2017

L'uragano azzoppato

Ti eri dimenticato di quanto fosse vivace un cagnolino di cinque mesi di una razza esuberante come il Pinscher nano. E il vostro Billy deve essere un esemplare particolarmente puro per quanto riguarda questa caratteristica.
Un vero uragano per casa!
Calzini che spariscono, cerniere delle felpe e dei giubbotti tutte masticate e rotte, giochini e palline sparse per la stanza, fazzoletti sbrindellati, qualche cagatina fuori dal suo posto dedicato.

Ma la più bella di tutte è che ha imparato a fare il parkour, e dieci giorni fa ha saltato gli ultimi quattro gradini della scala con un balzo solo.
Fratturandosi una zampa.


Era lunedì mattina ed era in cortile con la biondina quando è successo il fattaccio. Ha cominciato a piangere, tremare, farsi la pipì addosso dallo spavento, e anche la biondina, in casa da sola, ti ha chiamato allarmata e spaventata. Purtroppo tu eri abbastanza lontano da casa e non sei potuto tornare subito, quindi è andata la biondina stessa di corsa dal veterinario, e la lastra ha evidenziato fortunatamente solo una piccola frattura composta al radio della zampa destra. E' stato necessario mettere una fasciatura, ma più come placebo per evitare di fargli usare la zampa, perchè tanto c'è l'ulna a fare da "stecca" per tenere l'osso in posizione.

L'unica raccomandazione che vi ha fatto il veterinario è che il cane per queste tre settimane di convalescenza dovrebbe stare a riposo il più possibile.
Si, già ...
Giuri, ci avete provato a tenerlo calmo il più possibile, ma la giornata media di Billy è fatta di cose come questa:



Altro esempio: questo è quello che succede tutte le mattine mentre cercate di rifare il letto:


Ancora una decina di giorni di fasciatura, poi finalmente potrà abbandonare tutte le cautele che lo hanno frenato finora e si esprimerà al cento per cento.

... aiuto ...



sabato 31 dicembre 2016

Christmas Run barasina


(NdT: Barasino è l'abitante di Sant'Angelo Lodigiano)

Tutto è iniziato dieci giorni prima di Natale, con il Max che manda un WhatsApp sul gruppo dei podisti:
Si vorrebbe organizzare per la mattina della vigilia verso le 9 una corsetta di 8/10 km a ritmo blando giusto per stare in compagnia indossando un cappello di babbo natale o qualcosa di rosso tipo maglietta, pantaloni, ecc. Più siamo meglio è, chi fosse interessato mi dia conferma qui. Grazie.
La tua risposta immediata ha battuto tutti gli altri sul tempo:
Sono d'accordo, ma secondo me dobbiamo fare un passaggio in centro paese, un po' per farci vedere, un po' per fare gli auguri a tutti.
Sorprendentemente le adesioni virtuali sono state più di quelle che vi sareste aspettati, allora la cosa si è ingigantita e bisognava farla per bene.
Ha cominciato Ironbatta che ha creato l'evento su FaceBook, e sapete che se c'è da buttarsi in qualche vaccata social, te sei il primo.
Subito hai scritto un paio di post con le regole della manifestazione e il programma.
Li riporti qui.

Allora, cari babbi barasini runner, doveva essere una solita corsetta tra la ristretta cerchia di amici sfigati, ma sta diventando uno degli appuntamenti TOP di queste feste natalizie, quindi facciamo le cose per bene.
Questi, per adesso, i punti fondamentali dell'evento:
- Non è una gara!
- L'idea è di fare un cinque chilometri di corsetta sul miolungo per scaldarsi, poi vestirsi natalizi e finire la corsetta per le vie del paese.
- Lo spirito è quello di divertirci, divertire e far vedere ai nostri concittadini che noi runner siamo gente un po' matta.
- Non è una gara!
- Un cappello da babbo natale è il minimo obbligatorio, poi ci si può sbizzarrire. Stima imperitura a chi si presenterà vestito completamente da babbo, compresa barba e gerla in spalla con i regali. In mezzo ai due estremi ci sono cinquanta sfumature di Natale. Scegliete la vostra.
- Le ragazze hanno l'obbligo di vestirsi da babba natala sexy.
- Scherzo (ma anche no) ...
- Alla fine della corsa, non c'è miglior recupero di un bel bicchiere di spumante!
- Faremo qualche bella foto. Sul sagrato della chiesa, davanti al castello, vediamo ...
- Non è una gara!
- Se c'è qualche partecipante che può portare una cassa da collegare al cellulare, o qualcosa di simile, sarebbe bello farci accompagnare dalle musiche natalizie. L'importante che sia leggera e potente.
Per adesso mi sembra di aver detto tutto.
Tenete d'occhio questa pagina per le news e per i dettagli dell'evento.
Se avete suggerimenti, scrivete qua sotto.
Forza ragazzi, che ci divertiamo!
... ah, l'hai detto che non è una gara, vero?


Programma quasi definitivo:
- Ritrovo alle ore 9 nel parcheggio della pista di atletica (che è un po' la nostra seconda casa).
- Partenza verso il miolungo e andata e ritorno fino alla Fornace Gallotta, circa cinque chilometri. Il passo medio per adesso viene stimato non inferiore a 5'30" / 5'40" al km, ma sarà adeguato al livello dei partecipanti.
- Ritornati alle macchine, ci fermiamo a vestirci natalizi.
- Eventualmente chi crede può saltare la prima parte e trovarsi direttamente alle 9,30 alla pista per la seconda parte della corsa.
- Appena pronti partiamo per il paese, cercando di toccare tutti i punti più importanti e quelli dove è prevista maggiore presenza di persone. Lo scopo è quelle di farci vedere da tutti.
- Qui andremo ancora più piano, anche perchè c'è traffico e dovremo stare attenti.
- Rientro previsto alla pista dopo 40, 45 minuti. Circa. Non so, dipende da come ci gira.
- E qui un bel brindisi, poi ci scambiamo gli auguri.
Per ora il tempo previsto non è male, quindi non dovrebbero esserci problemi da quel punto di vista.
Siateci!


Da questo punto è partito un ballarò che ha travolto tutti.
C'è quello che ha invitato l'amico che non è iscritto al gruppo. Quello che voleva presentarsi con la bottiglia di spumante per dopo la corsa. Quello che ha comperato il vestito intero da Babbo Natale per l'occasione. Quello che ha preparato il the caldo per gli astemi. Quello che: passiamo anche da quel negozio, che ci offrono il panettone. Quello che: io porto anche una mia amica che non corre mai.

Alla mattina alle nove vi siete trovati in una ventina e siete andati a correre una mezz'oretta sul lungomare dei barasini. L'atmosfera, anche se ghiacciata, era quella giusta: si rideva e si scherzava amabilmente (almeno chi aveva fiato). Poi ritornati al parcheggio vi hanno raggiunto anche gli altri amici e vestiti di tutto punto siete partiti per il centro città.

Questo è il video dell'evento:




L'unico problema che avete avuto è stato un inconveniente tecnico; il tuo cavetto per collegare il cellulare alla cassa vi ha abbandonato quasi subito, e quindi siete stati senza la playlist natalizia che avevi preparato la sera prima.
Per il resto tutto perfetto.
Il momento più divertente è stato quando siete entrati nell'ipermercato del paese: nonostante le tue preoccupazioni (in questo momento vedersi entrare una ventina di persone di corsa e mascherate in un centro con così tanta gente, avrebbe potuto creare il panico tra la sicurezza) si sono fermati tutti a guardarvi e a salutare mentre corravate tra i corridoi.

Questo è stato l'anno zero, l'anno prossimo si replica e si rilancia.
Hai in mente almeno un paio di idee per divertirvi ancora di più e farvi ammirare dai vostri concittadini.

lunedì 7 novembre 2016

#maiunagioia

Negli ultimi, diciamo, quattro mesi ti è passato sopra uno tsunami di sfiga che ti ha travolto e fiaccato.
Parliamo di vita vera, e non solo di vicende sportive come al solito.



E queste sfighe si possono dividere in due: le cose veramente importanti (contro cui sei quasi impotente) e quelle risolvibili.
Le sfighe grosse le accenni solo, e comprendono due decessi (la nonna della biondina di 101 anni e la suocera di tua sorella) e il perdurare dei problemi di salute di tua suocera. Li hai nominati e basta, che su questi non riesci a riderne e quindi non ti interessa scriverne.
In questo post riporterai (e ti lamenterai di) solo le sfighe che si possono risolvere con un esborso economico, una perdita di tempo e con al limite un piccolo strascico emozionale.


Spaccata del finestrino della macchina e relativo furto.
Di quello stron [sciocchino] hai già parlato qui. E manca solo da sottolineare tutto il disagio di non aver avuto a disposizione la macchina per quasi tutto agosto. Peste lo colga e andiamo avanti.


Due multe di autovelox per eccesso di velocità.
In entrambi i casi si è trattato di pochi km/h sopra il limite e senza perdita di punti della patente, e quindi niente che non capiti in tutte le buone famiglie. La cosa fastidiosa è che tutte e due le volte eravate in macchina per sport. Una l'ha presa la biondina una mattina che alle nove andava con il suo amico Mario nel paese vicino per correre in collina. L'altra multa l'hai presa tu una domenica pomeriggio mentre assieme alla biondina stavate andando in macchina con le bdc nel baule in val Tidone. Quando si dice che corsa e bici sono sport economici, bisognerebbe contemplare anche queste spese impreviste.


Perdita del tablet.
Amico preziosissimo non tanto per te ma per l'intrattenimento del bimbo al mare, dove in appartamento non c'era la televisione. Infatti proprio nel trambusto dei continui traslochi tra casa e Finale Ligure, probabilmente è stato appoggiato da qualche parte mentre si caricava la macchina (operazione non banale, visto che c'era sempre da inventarsi un parcheggio fantasioso e veloce) ed è stato ritrovato da qualcuno che se l'è tenuto. Vabbè, per resistere senza tablet, faremo come fanno a Piacenza: fanno senza (battuta che ti ha sempre fatto ridere un botto). *


Perdita della fede.
Non è che stai attraversando un periodo di agnosticismo, ma semplicemente hai perso l'anello nuziale. O forse le due cose coincidono, perché la perdita ti ha portato ad proferire una serie di improperi alle alte sfere che lèvati. Colpa tua naturalmente, che quando vai in piscina ti ricordi sempre di lasciare a casa l'anello, ma non ti è venuto in mente di tolgliertelo per andare a nuotare in mare, e ti si è sfilato. Fortunatamente non è l'originale (che quello è in casa nel tuo comodino), ma la sua copia anch'essa consacrata e benedetta. Che adesso giace sul fondo sabbioso a qualche decina di metri al largo della spiaggia di Finale Ligure.


Furto del borsellino della biondina.
Recentissima. Durante il recente soggiorno della nonna in ospedale (e già, c'è anche questo) un parente di quello sciocchino del finestrino ha approfittato di un momento di distrazione della biondina e gli ha alleggerito lo zaino dal borsellino. E in un attimo se ne vanno soldi, patente, bancomat, carta di identità, tempo e serenità.


Sei uno sempre stato uno molto positivo, e che il bicchiere lo vede mezzo pieno, ma qui ci sta tanto bene la moda dell'hastag: #maiunagioia




* EDIT: #finalmenteunagioia: nei giorni in cui stavi scrivendo il post il tablet è stato ritrovato!!!
Ha dormito per tre mesi incastrato sotto il sedile della macchina della biondina. Ma resta il mistero di come abbia fatto ad incastrarsi così in profondità, seppur con l'attenuante della macchina stracarica di valige e biciclette.

martedì 30 agosto 2016

Il mare a rate

Nel 2016 si prova una nuova tipologia di ferie: il mare a rate.
Questo mese di agosto tu e la tua famiglia siete stati al mare per un totale di circa 16 giorni, divisi in comode rate da tre/quattro giorni non consecutivi.
Da qualche tempo e indefinitivamente, la tua famiglia non si può allontanare da casa per più di tre notti, e a costo di uno sforzo organizzativo di un certo livello. Come era già successo a luglio (qui), le vacanze te le devi sudare e organizzare con dedizione e precisione.

Natura morta con bagnati

Qualche mese fa (era pressappoco pasqua) vi eravate messi di buzzo buono su internet per trovare una soluzione abbastanza flessibile e poco dispendiosa per passare agosto in un posto che avesse una serie di caratteristiche precise tra cui: non troppo lontano, mare bello, possibilità di girare in bici da corsa, località interessanti nelle vicinanze, ecc.
La biondina (che è bravissima a scrivere il soggetto, poi la sceneggiatura è affar tuo), aiutata da una discreta dose di culo, ha scovato su un sito di annunci un monolocale in affitto per quattro settimane a Finale Ligure, posto che conoscete da tempo, essendo stato il primo approccio al mare di un bimbo di due mesi e per esserci poi ritornati più volte nel corso degli anni. Voi o il bimbo con i nonni (qui, qui e qui).
E quindi dal 28 luglio e per quattro settimane avete avuto a disposizione un monolocale quattro posti (matrimoniale più letto a castello) nella frazione di Finalpia, a duecento metri da una spiaggia libera con bandiera blu.

Il lato fashion della capèla de paja

Per ben cinque volte in questo periodo hai percorso i 207 km che dividono casa tua dall'appartamento (due ore e dieci minuti circa, perchè hai fatto delle partenze veramente intelligenti e non hai mai incontrato tanto traffico) e tutte le volte la macchina (quella della biondina, perchè la tua è stata inutilizzabile per tutto il periodo a causa uno stron [sciocchino] e delle ferie di quei simpatici di CarGlass) era sempre piena all'inverosimile, visto che tutte le volte avevi nel baule le due bici da corsa.
Dell'aspetto sportivo delle vacanze parlerai successivamente in un post dedicato. Vi basti sapere che non vedevi l'ora di ricominciare a lavorare, per riposarti un po' (naturalmente non è vero).

E quindi in queste vacanze cosa avete fatto?

Siete andati, un giorno che il tempo era bruttino, a fare una gita alle grotte di Toirano. E avete visto, oltre a stalattiti e stalagmiti, gli ossi degli orsi delle caverne e le orme degli uomini primitivi. Il paradiso per un bimbo aspirante paleontologo.



Siete andati il giorno prima di ferragosto al parco acquatico le Caravelle a scendere da scivoli fantastici, ad assistere a spettacoli degni di palchi migliori (e di un pubblico più attento), a nuotare controcorrente e a saltare nella piscina a onde.




Avete giocato tre volte a minigolf (e tutte e tre le volte hai vinto tu).



Avete ospitato per due notti anche la zia stordita che ha dormito nel letto a castello con il bimbo (che sembrava di essere in una camerata delle colonie estive delle vostra gioventù). Con lei un giorno vi siete spostati in macchina e avete percorso andata e ritorno (24+24 km) la pista ciclabile del ponente ligure che da San Lorenzo a Mare arriva a Ospedaletti, con tappa d'obbligo a Sanremo. Così anche quest'anno, pur non essendo in montagna, il bimbo si è divertito a farsi il viaggio nel carrellino.






Avete cenato non tante volte fuori, ma quelle volte con gran gusto. Ma soprattutto vi siete mangiati tutte le sere un gelatone gigante.





Vi siete divertiti un mondo in spiaggia a giocare con le bocce, le biglie, la sabbia (più tendente alla ghiaia). E a nuotare.




Vi siete goduti il mare.
Vi siete divertiti e riposati.
Viste le premesse e le difficoltà, non era una cosa scontata, ma a parte un po' di sfighe assortite (che quelle sono la specialità della casa ultimamente) e qualche preoccupazione ed ansia per chi rimaneva a casa, siete proprio contenti di queste ferie.
Incasinate ma apprezzatissime.

mercoledì 10 agosto 2016

Il mondo è pieno di [sciocchini]

Tra un mesetto circa (arriveranno anteprime a breve) farai il tuo esordio nel triathlon per il 2016. E' un po' tardi fare la prima gara dell'anno a settembre, lo sai. Ma tant'è ... quest'anno va così.
Sei allenato? Sei pronto fisicamente?
Mah, forse si, ma quest'anno non è che ci pensi molto. Venga quello che venga, va bene così.
Ma su una cosa sei prontissimo e non intendi scendere a compromessi: lo stile.
O almeno, lo eri fino a ieri.

Perchè è da qualche mese, da quando la biondina te lo ha regalato, che non vedevi l'ora di indossare nella zona cambio il tuo fichissimo zaino della TYR con i colori sociali della tua squadra Pianeta Acqua. Che fa tanto nuotatore master e/o triatleta vero (cose che non sei in entrambi i casi).

Foto natalizia con gli addobbi e la tuta pesante

Eri prontissimo a sfoggiarlo con orgoglio e un pizzico di spocchia, ma c'è stato un imprevisto.
Ieri un grandissimo stron [sciocchino] ti ha rotto il vetro posteriore della macchina per rubarti lo zaino che c'era sul sedile dietro.

Storia classica: esci in macchina e parcheggi davanti alla piscina (zona comunque molto trafficata, e hai parcheggiato proprio di fronte a delle nuove palazzine in una zona residenziale mediamente tranquilla. Per dire, non hai lasciato la macchina in una malfamata zona industriale). L'idea era di correre 8 km e poi, tornato alla macchina, prendere lo zaino e andare a fare un allenamento / defaticamento leggero in vasca.
E invece arrivato alla meta hai trovato questa bella sorpresa.


Quel simpatico [sciocchino] di cui parlavi prima probabilmente ha fatto il giro delle (poche) macchine parcheggiate e vedendo un borsone nel sedile posteriore, credendo di arraffare chissà quale bottino ti ha rotto il vetro.
Dalla macchina mancava solo il borsone, perchè il cellulare e il portafogli li avevi nascosti in un'altra parte all'interno dell'auto.
Quindi: un danno della madonna del vetro (sei assicurato, ma ad adesso non sai ancora quando la carglass riuscirà e sostituirti il finestrino, dato il periodo feriale e la difficoltà a reperire il pezzo), impossibilità ad utilizzare la macchina per i prossimi x giorni (dovrete andare al mare con la macchina della biondina), tempo perso dai carabinieri per la denuncia, allenamento rovinato, ma soprattutto la perdita dello zaino con quello che c'era dentro.

Ecco ... parliamone, caro il mio [sciocchino]:
- C'era dentro un accappatoio. E spero che quello ti serva come vestaglia da camera per tutti i giorni di ospedale che ti dovrai fare in futuro.
- C'era dentro una cuffia fichissima con un logo del triathlon. Che sicuramente ti sarà utile come copricapo per coprire la tua immane testa ca**o.
- C'erano dentro un paio di occhialini nuovi di pacca: li avevi comperati alla mattina e non li avevi ancora usati neanche una volta. Il cui elastico ti sarà utilissimo per strangolartici.
- C'erano delle ciabatte infradito. Che, poverino, però non potrai utilizzare visto che da domani non riuscirai mai più a camminare.
- C'erano un costume, un paio di mutande, un pantaloncino corto e una t-shirt (bellissima, in materiale tecnico con una spettacolare scritta KONA sul davanti). Che tanto non potrai mai indossare visto che tu probabilmente pesi due quintali e mezzo.
- C'erano shampoo, docciaschiuma e deodorante. Ecco, questi penso ti potranno essere utili, visto quanto puzzi di carogna.
- C'erano due (o forse tre, non ricordi) euro. Quelli puoi metterteli nel ... beep

Con affetto, caro il mio [sciocchino].
Te possino ...
#limortaccituaedichinuntelodicecoamanoarzata

Sei nervoso ed incazzato, si era capito?

venerdì 8 luglio 2016

Gruppo Estivo

D'estate, quando eri piccolo, te andavi in colonia.
O almeno, tu per qualche anno l'hai chiamato così. Poi ti hanno insegnato che si diceva Grest, che è la contrazione di GRuppo ESTivo.
Hai cominciato nell'estate tra la terza e la quarta elementare e non hai più smesso. I primi anni a giocare spensierato nei cortili e nelle sale del castello di San Colombano (quando l'oratorio della parrocchia era in quelle aree degne di altri utilizzi più dignitosi), poi come animatore nelle nuove strutture parrocchiali, quando hai finito le scuole medie.
Hai dei bei ricordi di quei primi anni tra cui in ordine sparso: l'uscita settimanale in piscina, il ghiacciolo della merenda, i tornei di squadra in cui eri sempre l'ultimo ad essere scelto, il foulard/bandana con il colore della tua squadra di appartenenza, l'anno in cui la tua squadra ha vinto e ti sei portato a casa un bellissimo pallone Tango, le gite in bicicletta, la volta che ti hanno rubato la bicicletta seminuova, la festa di chiusura.

Quest'anno, per la prima volta, è toccato al bimbo.


Naturalmente quando gli hai detto che alla fine della scuola non poteva starsene tutto il giorno in casa sul divano a guardare la televisione, lui che è pigro in maniera patologica al grest non ci voleva andare. Avete dovuto convincerlo nominando i suoi amici che ci andavano, condendo il tutto con una buona dose di minacce.
E come volevasi dimostrare, gli è piaciuto moltissimo.
Soprattutto i primi giorni era entusiasta e tornava a casa sì stanco, ma con un carico di adrenalina che non si esauriva fino a sera tarda.
Ha giocato, ha cantato, ha pregato, ha ballato e si è divertito. Tu lo hai portato una volta sola alla mattina, ma l'atmosfera appena varcata la soglia dell'oratorio era fenomenale: le ultime hits radiofoniche a tutto volume e bambini contenti dappertutto, sembrava di essere ad un villaggio vacanze!
Dopo la prima settimana in cui tutto andava bene, ha avuto una crisi, e un paio di giorni ha inscenato una crisi di mammite/papite: pianto dirotto al momento del distacco. Questo aspetto del suo carattere, questa sua sensibilità accentuata che gli crea a volte dei problemi a stare senza la sua famiglia, limita lui e lascia perplesso te.
Comunque, a parte questi piccoli intoppi, il grest è durato tre settimane, ma avrebbero dovuto essere molte di più, sia per lui che per voi.

Segnalazione speciale per la serata di chiusura. e' stata una bella festa con un casino di gente ed una atmosfera gioiosa. Il clou è stata la rappresentazione teatrale dei ragazzi in cui hanno inscenato la storia di Ulisse (il viaggio, l'avventura, il "si misero in cammino", ...) in una versione scanzonata e divertente, intervallata anche dai balletti delle bambine. Peccato per il pessimo apparato tecnico audio, che ha impedito di apprezzare buona parte della recitazione. Ma oh, siamo in un oratorio, non si può pretendere troppo ...


Il bimbo ha partecipato impersonando uno dei marinai della ciurma di Ulisse, ed il suo amico Ale era uno dei ciclopi amici di Polifemo. Eccoli prima del debutto nei loro vestiti e trucchi di scena.


Anche se più che un marinaio, può essere scambiato per un credibilissimo cavaliere Jedi.


Ciliegina sulla torta: la sua squadra, i blu, è arrivata prima nella classifica dei giochi a squadre del grest. Niente coppe, medaglie o altro, ma la proclamazione di don Mario e la gioia seguente, resteranno nella memoria del bimbo come uno dei momenti più felici di quest'estate.

A te invece resterà impressa la bella atmosfera che aleggiava sia durante il grest, ma soprattutto la sera della festa. I ragazzi più grandi e soprattutto gli animatori sono fantastici: giovani, belli, simpatici e allegri.
I tipici bravi ragazzi dell'oratorio. Ma non di quelli noiosi, bensì i ragazzi che sanno divertirsi stando insieme in modo costruttivo.
Quello che forse eri anche tu in gioventù e quello che vorresti diventasse tuo figlio.

sabato 7 maggio 2016

Stampellato

Ad una settimana dall'operazione al ginocchio, procede tutto bene.
Sul foglio di dimissione c'era scritto 25 giorni di prognosi, ma lunedì al tuo medico ne hai chiesto solo due di malattia, che dopo quattro giorni di riposo assoluto mercoledì mattina sei andato al lavoro. Sorvoliamo sullo sguardo di disapprovazione della dottoressa, ma tanto per arrivare in ufficio hai soltanto duecento metri di camminata e per ora hai passato tutto il tempo alla scrivania con la gamba sul tower del PC per tenerla sollevata.
Stai usando le stampelle, ma a dire la verità non è che ti servano molto.
Hai ancora i punti (che toglierai giovedì prossimo) e indossi ancora il calzettone antitrombotico, ma se non ci fossero queste due cose non ti ricorderesti dell'operazione. Il gonfiore del ginocchio è praticamente scomparso e la mobilità dell'articolazione è ottima, quasi senza fastidi fino a 90°.

E quindi oggi che è sabato sei qui sul divano, con il pensiero ai tuoi compagni di squadra che sono a Rimini alla vigilia del 70.3 (e che ti fanno invidia con le loro foto su WhatsApp) e a guardare il Giro d'Italia alla tv.
Ma non sei triste.
Sei fiducioso che questo stop sarà molto breve.
E adesso che la stagione volge al bello, non vedi l'ora di farti un bell'allenamento combinato!

Il calzettone bianco però ti fa schifo.
L'autoreggente DEVE essere nero!

sabato 30 aprile 2016

Ti sei tolto uno spillo dal ginocchio

Visto che il tuo ginocchio destro era invidioso del suo fratello sinistro che un paio d'anni fa si era preso tutte le attenzioni per un periodo di tempo bello lungo, quest'anno ha urlato: ehi, ci sono anch'io!!
Qualche mese fa ha cominciato a fare i capricci e il dolore arrivava quando superavi l'ora di corsa.
Non ti dava altri problemi nella vita normale e quindi qualcuno potrà ragionevolmente pensare: e allora? tienitelo così, no?
Certo che no!
Ieri sei stato sottoposto a meniscectomia mediale selettiva endoscopica.
Praticamente ti sei tolto uno spillo dal ginocchio (cit.)


Da recidivo qual'eri, l'operazione di per se non ti ha dato problemi o paure particolari. Sei arrivato la mattina presto bello rilassato e sei andato sotto i ferri verso le dieci, dopo tutta la preparazione dell'anestesia locale. Stavolta l'anestesia alla gamba ti ha preso meglio, e non hai avuto quella sensibilità residua che ti ha messo in difficoltà con la sinistra. Tanto che l'anestesista non ha ritenuto necessario sedarti e ti sei goduto la visione dell'interno del tuo ginocchio (dallo schermo dell'endoscopio) bello lucido e non stordito come l'altra volta.
Operazione riuscita e il dottore ha detto: Il ginocchio ora è in ordine. La lesione non era molto importante, ma si vedono diversi segni di usura.
Purtroppo non ti sei scelto gli scacchi come sport preferito.

Il resto della giornata in ospedale l'hai passata annoiandoti e ritemprandoti con letture interessanti (questa te l'ha messa nello zaino la biondina):


alternate con letture d'evasione (questa te l'ha messa nello zaino il bimbo):


Ora cercherai di farti qualche giorno di riposo assoluto stando seduto il più possibile (a discapito della tua schiena che prenderà la forma del divano), poi comincerai la riabilitazione con il fisioterapista.
Però, pur nel limite del buon senso, cercherai di tornare a fare attività sportiva il prima possibile perchè a differenza dell'altra volta (in cui l'operazione l'hai fatta ad inizio dicembre, in un momento di scarico in cui non ti ha dato problemi per la tua vita sportiva) stavolta per una serie di problemi legati alla tua vita famigliare (e anche al fatto che l'ospedale ha continuato a rimandarti l'operazione di mesi), sei stato operato in un periodo dell'anno decisamente poco indicato. Hai controllato: l'anno scorso in questi giorni avevi fatto un combinato da 80+14 km in previsione di Rimini. Oggi hai passato quasi tutto il giorno sul divano.
Ad oggi la tua stagione di triathlon è decisamente ridimensionata, e questo 2016 (a meno di sorprese clamorose) ti può riservare solo qualche gara corta a fine estate.

Pensa positivo: ora hai entrambe le gambe bioniche e quindi da adesso nulla ti potrà più fermare.

giovedì 21 aprile 2016

Il cuginetto

La biondina è figlia unica e quindi da quella parte la famiglia non è molto grande. Ma almeno tu hai una sorella che ha sempre sostenuto, a differenza tua, che è meglio in quattro.
Quindi il bimbo ha già sperimentato quattro anni fa la sensazione di avere una cuginetta.
Qui la cronaca, e qui altre considerazioni ottime per far salire la glicemia.
Ed ora è arrivato il cuginetto maschio.

Ci ha messo un po' a convincersi (tua sorella era in ospedale da quattro giorni) ma, come l'altra volta, arrivati al punto è schizzato fuori. Poco più di mezz'ora di tempo da quando si sono rotte le acque al taglio del cordone.
E anche questo, come sua sorella, ha stregato tutto il reparto con la sua prestanza fisica. Quattro chili e quattro di peso per cinquantasei centimetri di lunghezza.
La mamma sta bene, lui è bello come il sole e voi gli volete già bene.

Benvenuto Nik, diventeremo grandi amici.

venerdì 29 gennaio 2016

Elogio alla banda - Ultima parte


Nascosti nelle pieghe di questo blog ci sono alcune pagine (non molte in verità) in cui parli di una delle tue passioni più vecchie.
Una passione che è nata quando avevi otto anni e che hai portato avanti tra alti e bassi fino ad oggi che ne hai quarantuno.
Se volete, rileggete i post con etichetta banda e soprattutto quelli con il titolo Elogio alla banda - Parte ...
Di questi ultimi ne hai pubblicato tre, ma nelle bozze di blogger ne hai almeno altri quattro che non sei mai riuscito a finire. Ora però li salti tutti e pubblichi direttamente l'ultima parte.

Si, perchè come si è capito questo è un addio. O almeno un lungo arrivederci.
Cercherai ora di spiegare i tuoi sentimenti.

Ultimamente molte cose hanno girato zoppe e ti sei ritrovato per un lungo periodo di tempo in un limbo di sospensione spaziotemporale in cui te e la tua famiglia siete finiti in un loop alienante. Ora le cose sembrano andare meglio, ma i miracoli non esistono.
Alcune cose sono fuori dalla tua giurisdizione, e non puoi farci molto.
Stai cercando di combattere per quello che riesci a migliorare, per tutto il resto hai molta pazienza, e questo dovrà bastarti.
Tra le cose che stati cercando di fare adesso, c'è quello che si potrebbe definire come "alleggerirsi", operazione necessaria perchè tu di carattere sei un accumulatore seriale. Questo atteggiamento lo hai sia con le cose più stupide e materiali, che con alcuni aspetti importanti della tua vita.
E quindi in questa fase della tua vita stai cercando di capire quali tra le cose che fai, puoi continuare a farle con soddisfazione, piacere e senza pesare troppo su chi ti sta intorno.
Tra le cose che stai lasciando andare ci sono cose solo economicamente impegnative come una serie a fumetti che segui da vent'anni, e cose che ti impegnano troppo tempo e che usi ormai poco, come la gestione della casetta in collina.

Ed ora è arrivato il momento di rinunciare alla banda.
E' già dallo scorso settembre che non partecipi più alla vita del gruppo, e ti sei perso la festa dell'uva, il concerto di Santa Cecilia, la festa annuale con la mangiata tutti insieme, il concerto di Natale e la piva la vigilia per le vie del paese.

Ad essere onesti, il tempo lo si potrebbe anche trovare, perchè si tratta di un paio d'ore il mercoledì sera e qualche servizio il sabato o la domenica, ma poi ci sarebbero i sabato pomeriggio a preparare il palco, gli impegni che comportano la funzione di capobanda, quelli legati al consiglio direttivo, l'incarico di tesoriere, ecc. Purtroppo ultimamente hai disertato sempre più spesso questi appuntamenti, che sono l'anima di un volontariato come questo. E non è giusto, soprattutto nei confronti degli altri componenti della banda.
Lo dici subito te, prima che arrivi qualche simpatico: eh però, il tempo per andare a correre e tutte quelle altre cose le trovi, vero? Si, è vero, sempre meno di quanto vorresti o sarebbe necessario, ma il tempo da dedicare allo sport lo trovi e non ci vuoi rinunciare.
Purtroppo o per fortuna ti sei scelto uno sport che necessita di tempo, impegno e dedizione.
A ben guardare è quello che richiede anche il far parte di una banda.
Sono in conflitto, non puoi fare bene tutti e due e devi scegliere.
In questo momento della tua vita hai scelto di rinunciare alla banda.

Ti piange il cuore, perchè alla banda ci vuoi bene. Fa intimamente parte della tua vita e sei la persona che sei anche grazie agli insegnamenti ed agli amici che ne fanno e ne facevano parte.
Te ne esci in polemica con nessuno, se non con te stesso.

Dopo trentatré anni di onorata carriera, l'altra sera, dopo l'assemblea annuale dei soci, hai rassegnato le dimissioni dal consiglio ed hai annunciato che abbandoni il gruppo per un tempo indefinito.
Però la divisa te la tieni. Che non si sa mai ...

Lunga vita alla banda!!

martedì 1 dicembre 2015

A Firenze a "vedere" la maratona

Sabato e domenica appena passati siete stati (te la biondina e il bimbo) a Firenze due giorni e una notte.
Però non sei andato per correre la maratona.
Che da qualche anno la regina delle lunghe distanza l'hai accantonata un attimo. Non perchè non ti affascini più, anzi, ma ultimamente i tuoi obbiettivi sportivi sono di altro tipo.
La novità assoluta della famiglia è che
la biondina ha corso la sua prima maratona!!!!

Bene. Dopo questo pacato annuncio, se cercate il sudore, la fatica, la sofferenza e la gioia che solitamente condiscono la cronaca di una maratona di noi amatori, dispiace deludere ma si dovrà aspettare ancora un po'. Un post dedicato alla gara ci sarà, anzi, saranno più di uno e ci saranno delle sorprese, ma adesso si parlerà di quello che hai vissuto te in questo week end (vi basti sapere che la biondina la sua gara l'ha terminata in un tempo onesto e in linea con le sue aspettative).

Un week end che doveva essere per voi un momento di svago e di relax per ricaricarsi in un periodo molto complicato dal punto di vista famigliare (che i problemi di salute della suocera non sono finiti, anzi c'è sempre più incertezza), si è trasformato in una di quelle cose che "quasi quasi, guarda, a saperlo me ne restavo a casa".

Si comincia mercoledì pomeriggio con il bimbo malato. Tornato da scuola eccolo preda di uno di quei suoi broncospasmi cattivi e insistenti, con in più febbre e mal di pancia. Evvabè, passerà per sabato no? saremo mica così sfigati da dover rinunciare alla gita tutta la famiglia? No, in effetti non siamo così sfigati. Di più.
Il giorno prima di partire il bimbo stà abbastanza bene, ma mentre restava due giorni a casa da scuola per guarire, attaccava un bel raffreddore con mal di gola alla mamma e un fastidioso malessere generale con spossatezza e brividi a te, tanto che venerdì sera hai dovuto mollare a metà il solito allenamento di nuoto.
Infatti dopo una notte agitata ti svegli la mattina del sabato con quasi 38 di febbre. Ti accolli la responsabilità di minimizzare con la moglie (che tanto è lei che deve correre, mica te, due linee di febbre che saranno mai), ti imbottisci di paracetamolo e allegramente in tarda mattinata la comitiva parte per la stazione di Milano Rogoredo per prendere Italo.
La comitiva, non l'avevi ancora detto, oltre a voi comprendeva anche la famiglia del Max, altro podista del paesello con cui avete condiviso migliaia di chilometri in anni di marce campestri nelle nebbie padane (e te personalmente tra le altre cose la tua prima maratona), munito di moglie, figlia dell'età del bimbo e figlio da scuola media.

Il capostazione

Il viaggio in treno è una pacchia, con i bambini contenti e voi belli rilassati a chiacchierare. Solo che la febbre che in un primo momento era scesa, comincia e risalire e via di nuovo di tachipirina.
Arrivati a Firenze, passate circa quattro ore a passeggiare per questa splendida città che tu non avevi ancora mai visitato in vita tua (una vergogna!) restando incantato dall'enorme quantità di bellezza, di storia, di fierezza, così incredibilmente concentrata in pochissimo spazio da togliere il fiato.

L'artista ispirato dalla bellezza

Solo che tu eri letteralmente uno straccio, e quando si torna in albergo alle 6 di sera, devi alzare bandiera bianca e annunciare che anche se sei uno che la febbre la regge discretamente, 39 gradi e mezzo sono troppi anche per te.
Eri di sabato sera con la tua famiglia e degli ottimi amici in una città bellissima e per una cosa così bella come la maratona, e l'hai dovuta passare semisvenuto in una camera d'albergo. Potete solo avere una vaga idea di che merda tu ti sia sentito quando invece di passare la serata a  rassicurare la biondina per la corsa del giorno dopo, hai dovuto lasciarla da sola e preoccupata per te.
Ma ancora ha da passa' 'a nuttata e quando verso l'una a te comincia a scendere la febbre sotto il 39 (dopo aver raggiunto il limite massimo consentito di paracetamolo per il giorno) il bimbo si sveglia e passa un quarto d'ora buono urlando per il mal di stomaco fino a vomitare tutto quello che aveva mangiato la cena.
La biondina la mattina si sveglia distrutta, dopo aver dormito pochissimo e male, si dopa di antinfluenzali e va alla partenza da sola con il max, lasciando noi due cadaveri a letto a smaltire.
Cioè, neanche l'emozione della partenza hai potuto vivere.

C'è di buono che in tarda mattinata il bimbo si sveglia che sta bene e la tua febbre ha raggiunto livelli sopportabili. Uscite dall'albergo alle 11 e finalmente riuscite a vedere qualche altro scorcio di città e a raggiungere l'arrivo della maratona in piazza Santa Croce.
E finalmente la bella giornata di sole, la festa delle persone che hanno terminato l'impresa e l'arrivo della biondina sotto l'arco che corre gli ultimi metri mano nella mano con suo figlio, riescono a metterti di buon umore e a farti emozionare e rosicare per non essere anche te a correre con tutta quella gente felice.

Gli ultimi cento metri della gente felice
E questo è quanto.
Poi avanzano qualche ora di pomeriggio assolato prima del treno per il ritorno che si impegnano tra doccia, pranzo, passeggiata verso la stazione e souvenir per il bimbo.

Le tue considerazioni finali non possono che essere di delusione.
Delusione non per Firenze, che è una città sorprendente.
Delusione non per la maratona, che è certamente fantastica di per se ma questa è la più bella a cui hai mai assistito.
Delusione non per la biondina, che lei in condizioni non ottimali il suo esordio l'ha portato a casa con onore (anche se nei due giorni successivi era devastata).
Delusione per te stesso, che sei talmente sfigato che la foto che più ti rappresenta in questa gita non è un selfie davanti alle statue di Piazza della Signoria (per dire), ma il tuo selfie in camera d'albergo mezzo rincoglionito dalla febbre.

Natura morta con tachipirina