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martedì 11 luglio 2017

Dolomiti SuperBike - 08/07/2017 Villabassa (BZ) - Il racconto della biondina

Almeno una volta l'anno lasci la tastiera volentierissimo all'altro pezzo della famiglia per raccontare risultati sportivi importanti.
Quest'anno tocca addirittura alla MTB, perchè l'appuntamento clou per lei è una delle più importati gare a livello internazionale in uno degli scenari più spettacolari al mondo. Se ne parlava qui.
Brava biondina!




Un'emozione indescrivibile, dal primo all'ultimo chilometro.
La pelle d'oca, anche con un caldo insolito per la montagna, non mi ha mai abbandonata.
Le tante paure di non essere all'altezza spazzate via dai paesaggi mozzafiato.
La gestione in solitaria che mi spaventava vissuta invece come un viaggio interiore dove si dimenticano le cose brutte.
Il crederci quando nei falsi piani spingi alla grande ed in salita superi un bel po' di griglie rosa con la consapevolezza che poi nelle discese tecniche ti riprendono.
Termino questa esperienza con un tempo di tutto rispetto (4h 04' considerando un ingorgo che mi rubato quasi dieci minuti giù dalla bici) con il sorriso sulle labbra.
Ho esplorato la leggenda.
Un particolare grazie alla mia famiglia (Billy compreso) che mi ha accompagnato ed incoraggiato
.. e che dire, il mio sogno più grande: rifarlo con mio marito.
Grazie anche a Jacopo e alla sua famiglia per la compagnia in questi due giorni, alla mia amica Monia sempre presente alle mie avventure ed agli Speedy Bike che mi hanno convinta a partecipare.



domenica 2 ottobre 2016

Duathlon a coppie e kids Sportfrog - 24/09/2016 Senna Lodigiana (LO)

E mentre tu eri a Peschiera a buttare il sangue ...
... il resto della famiglia non rimaneva certo con le mani in mano, e si sono dati al duathlon!



C'eravate già stati due anni fa e allora avevi corso tu in compagnia di un tuo amico che aveva fatto la frazione in bici.
Stavolta la coppia era mooolto più interessante: ecco a voi le Speedy Girls, la biondina e la zia stordita, con la loro mascotte.


Le ragazze si sono ben comportate e non hanno di certo sfigurato nella categoria femminile.
La zia stordita quando c'è da correre per brevi distanze è discretamente veloce, e anche la biondina ha fatto bella figura.




E poi ha corso il bimbo.
Questa volta ha aspettato il momento con entusiasmo, che era da tempo che vi diceva che voleva fare una gara come quella volta che ho corso e pedalato, e poi mi hanno dato la medaglia!
Stavolta la medaglia non gliel'hanno data, ma il numero sulla maglietta e sulla bici, il pacco gara alla fine con il cappellino e la borraccia nuova, sono stati per lui una vittoria molto gradita.







E, visto che il triathleta non mente, esagera, si è già calato perfettamente nella parte, e a chi glielo chiede dice di essere arrivato tra i primi, anche se non è assolutamente vero.

giovedì 16 giugno 2016

Ha avuto la bicicletta e ora non smette di pedalare

Con la scusa che tu sei temporaneamente in stand-by (ma stai tornando alla carica), la biondina ne sta approfittando e, come i bambini quando hanno un giocattolo nuovo, sta macinando chilometri su chilometri di strada sterrata sulla sua MTB.
Dopo l'exploit chilometrico della Lodi-Lecco-Lodi, ha partecipato in meno di un mese a tre manifestazioni fuoristrada molto diverse tra loro, che a cambiare sempre tipologia, obbiettivo, fondo e altimetria ci si diverte molto di più.

Ma prima di tutto foto:

Perché alla fine i prodi e simpatici amici della speedybike tanto hanno fatto e tanto hanno detto che la biondina si è definitivamente accasata e adesso ha una nuova divisa e una nuova compagnia di gente simpatica con cui condividere le pedalate. Infatti adesso, oltre ai giretti in collina a San Colombano, partecipa alle uscite di allenamento anche extra provincia. Tipo il sabato mattina a scorrazzare tra amici nelle campagne e nei vigneti della Val Tidone tra Pavia e Piacenza.



E arriviamo alle "gare" della biondina di cui avevi detto all'inizio, cominciando da una che gara non era:


1° Raduno MTB Barasino - 22/05/2016 Sant'Angelo Lodigiano
Pedalata in amicizia con obbiettivo di raccolta fondi per l'associazione dei disabili del vostro paesello e per far conoscere il gruppo e il territorio sia a quelli che in MTB ci vanno regolarmente, sia alle famigliole con poca dimestichezza.
Unico requisito richiesto avere una bici adatta ed un casco, perché poi c'erano due percorsi segnalati, presidiati e accompagnati che hanno potuto fare tutti (tanto per dire: c'era anche la zia stordita che inforcava la vecchia rockrider della biondina e qualche bambino al di sotto dei 10 anni).
Te e il bimbo avere sfiorato la manifestazione perché avete fatto anche voi un piccolo giretto in bici autogestito e siete arrivati al punto di ritrovo della manifestazione giusto in tempo per fotografare l'arrivo del gruppo e per gustarvi il panino con la salamella e i dolci del pasta-party.
I giorni successivi si sono letti sui social e sui giornali locali tanti attestati di stima e ringraziamento sia dalla gente che ha partecipato per la bellezza e l'organizzazione della manifestazione, sia da parte della società civile per l'importanza della raccolta fondi in beneficenza.
Niente di meglio per battezzare la giovane società e per far avvicinare altra gente.



2 Ore per la LILT sportivi nel cuore - 02/06/2016 Castiraga Vidardo (LO)
Anche qui l'obbiettivo principale era la raccolta fondi (stavolta per la LILT) e in un paesino vicino al vostro hanno organizzato una giornata intera tra sport, musica, gastronomia ed altro.
Nello specifico nel pomeriggio la biondina ha partecipato alla staffetta a copie in MTB dove in un percorso tra i campi in fregio al Lambro (percorso di 9 km praticamente piattone, ma con alcuni punti di media difficoltà tecnica) si sono sfidati a chi faceva più giri in due ore ben 52 coppie.
La biondina ha fatto copia con un vero campione, il famigerato "caciavide" (non stai esagerando, vince molte gare nella sua categoria age group), e ha fatto bella figura tanto che sono arrivati terzi nelle copie miste.
Bella manifestazione con una formula di gara originale e stimolante.
E nel pacco gara la biondina si è portata a casa anche un salame e una bottiglia di vino rosso.






BECYCLE Race - 12/06/2016 Carobbio degli Angeli (BG)
Grande interrogativo e grandi dubbi per questa gara. Perchè si, questa è stata proprio una gara con tanto di classifica e cronometraggio ufficiale. E qui vengono fuori i soliti discorsi: ma il grado di difficoltà tecnica è alla mia portata? ma farò brutta figura? ma con l'acqua che è venuta nei giorni precedenti, non sarà troppo pericolosa?
In effetti nei giorni precedenti (ma soprattutto il sabato) c'è stato un nubifragio che ha fatto temere modifiche al tracciato e ha comunque reso pesanti e molto fangosi alcuni tratti del percorso.
Alla fine l'acqua non l'ha presa (se non una leggera pioggerella all'inizio della gara), ma ha dovuto scendere dalla bici ed affrontare a piedi molti tratti in cui non era sicura per via del troppo fango.
Questo l'ha portata purtroppo a percorrere quasi tutto il percorso in coda al gruppo, ed a tagliare il traguardo assieme ai due ragazzi del servizio scopa, dopo più di due ore dall'arrivo del vincitore.
Lei ora si lamenta e dice che non ha fatto una bella figura e non doveva andarci.
Te pensi che si sbaglia, e chi anche solo partecipa a queste competizioni vince di base. Quaranta chilometri in fuoristrada con 1000 metri di dislivello sono una bella sfida, e chi fa brutta figura sono quelli che restano a casa sul divano.

venerdì 13 maggio 2016

La biondina tatuata

Con questa storia del logo (o simbolo, o pittogramma, o disegnino, o wathever) del triathon che campeggia sul blog, l'hai fatto a fette a buona parte dei tuoi conoscenti circa un paio di anni fa.
Hai spiegato la sua genesi.
Poi è diventato il simbolo di questo blog.
E infine te lo sei tatuato.

Ma non è ancora finita.
Perchè anche la biondina ha perso la sua verginità in fatto di pelle inchiostrata, ed ora avete un'altra cosa in comune.


Ma il disegno che si è fatta tatuare sulla caviglia destra dal buon Aldo non è proprio identico al tuo, perché lei non va molto d'accordo con l'acqua. E quindi gli omini sono solo due: quello che pedala e quello che corre.

Forse è poco modesto dirlo, ma è bellissimo e risalterà durante le pedalate in MTB,

si farà notare durante le uscite in bici da corsa,

attirerà l'attenzione mentre correrà sull'asfalto,

e farà bella mostra di se durante le corse su sterrato (anche se bisognerà litigare con le calze a compressione).


Ma soprattutto questo tatuaggio è talmente figo e rappresentativo delle passioni della biondina che illuminerà anche le serate eleganti.


Anche se a pensarci bene: serate eleganti? ... ma quando mai!!

giovedì 3 dicembre 2015

Firenze Marathon 29/11/2015 - La gara del Max

Oggi l'etichetta "ospiti" data al post ha una valenza particolare.
Dopo averla usata poche volte in tutti questi anni e solo esclusivamente per racconti della biondina, adesso usciamo dalla famiglia. Ma neanche poi tanto.
Perchè quel gruppo di matti che corrono del tuo paese, che si trovano le domeniche mattina alle 7 nei campi o alle sere d'inverno alla pista, hanno molto in comune. Molto più di una passione, una cosa che rende quasi una famiglia.
E tra questi uno di quelli più vicini a voi è il Max, podista con l'anima rock, con cui tu prima e la biondina ora avete condiviso la vostra prima maratona.
Mentre tornavate in treno da Firenze gli hai chiesto se gli andava di scrivere le sensazioni di questa sua ennesima maratona. E questo di seguito è il suo racconto.
Praticamente sei diventato un editore!

... ma prima SIGLA!



Eccomi qui a commentare un week end diverso passato in bellissima compagnia.
Firenze marathon. Sono passati più di 5 mesi dal giorno che si decise di partecipare alla maratona di firenze. Il mio un ritorno dopo qualche anno, ma per Francesca la prima volta.
Domenica ore 8.15 si esce dall'albergo dopo una notte insonne direzione Lungoarno per la partenza. Camminando si parla del più e del meno per cercare di stemperare la tensione.
Ore 9.20 si parte ... gli altoparlanti sparano a tutto volume born to run del boss e i brividi corrono per tutto il corpo. Si passa in mezzo a due ali di folla con il cuore in gola dall'emozione.
km 7 si comincia con i primi problemi fisici. Cerco di reagire perché la strada è ancora lunga e non sono venuto fin qui per ritirarmi. Più scorrono i chilometri più i dolori sembrano passare, sarà merito di questa prima parte in mezzo al parco.
km 15 siamo ritornati in città e i miei dolori sono lì pronti a dirmi che non si sono dimenticati di me, ma la corsa continua ed io e la mia socia cerchiamo di trovare il passo giusto per continuare.
km 19 si cerca di capire a quanto passeremo alla mezza maratona quando da dietro le transenne sento la voce dei miei figli (famiglia) che mi chiamano e mi incitano, io passo e li saluto. Giuro mi è venuto il magone dall'emozione, e da li ho capito che sarei arrivato fino alla fine. Non potevo deluderli.
km 35  i dolori addominali aumentano ogni volta che appoggio i piedi per terra, ma oramai non si torna più indietro.
km 40 ci siamo oramai è solo passerella. Rettilineo lungo l'Arno ed alla sinistra gli atleti che con la medaglia al collo che incitano e ti dicono di non mollare che è quasi finita.
km 42 passerella in  mezzo ad ali di folla che applaude. E' lì che la mia famiglia mi aspetta e mio figlio salta le transenne per venirmi incontro e andiamo insieme mano nella mano fino al traguardo.
4h 14' 50" è il mio tempo "peggiore", ma non importa. Queste emozioni per me sono come una vittoria ... adesso lo posso dire... si, dopo qualche anno di pausa dalla distanza, sono tornato ad essere un maratoneta!!!!!


mercoledì 2 dicembre 2015

Firenze Marathon 29/11/2015 - La gara della biondina

E' vero che a te è andata male e ricorderai questa gita a Firenze con fastidio negli anni a venire (qui la tua cronaca), però l'obbiettivo principale della trasferta era la partecipazione di tua moglie alla sua prima maratona completa, dopo anni di mezze. E questo obbiettivo è stato centrato!
Certo, con fatica, difficoltà, con migliaia di ostacoli, ma la biondina è una capatosta e quello che leggete di seguito è la sua cronaca in 42 punti e un pezzettino della maratona, ma anche di tutte le emozioni che ci stanno prima.


01 La mia prima maratona.
02 Firenze la città più bella d'Italia.
03 La preparazione con i lunghi.
04 In progressione un 30, un 32 ed un ottimo 35 con sensazioni ottime.
05 Sempre in compagnia dell'amico Max.
06 Zero tabelle d'allenamento.
07 Sto attraversando un brutto momento per motivi famigliari.
08 La corsa mi è servita e mi serve per evadere da tutto.
09 Un'iscrizione moto sofferta.
10 Un'iscrizione rimandata troppe volte.
11 Il sempre meno tempo a disposizione per la preparazione ... ovviamente una volta fatta l'iscrizione.
12 Avrò fatto la cosa giusta ??!?!!??
13 La mia altra passione, la bici, usata come scarico ... risultato attimo!!
14 Però mi mancano le tre / quattro ore di bici sui colli dell'oltrepò pavese.
15 I giorni prima della partenza ... un incubo.
16 Il bimbo ammalato da mercoledì sera.
17 Il venerdì lui va meglio ... io raffreddore e raspino in gola.
18 Incominciamo con l'OKI.
19 Sabato mattina si parte.
20 Mio marito in treno mi dice che ha 38 di febbre e si cala la seconda Tachipirina ... Wow.
21 Io invece stò da schifo.
22 Meno male che siamo in ottima compagnia: la Max's family.
23 Arrivati a Firenze i due atleti vanno al ritiro dei pettorali.
24 Io e il Max stile "ragazzi di campagna" con 'sti autobus da cambiare.
25 L'emozione di vedere il mio nome e cognome sul pettorale.
26 L'emozione di vederlo inserito su di una megabacheca ondulata con altri 10.000 nomi.
27 Il villaggio super incasinato ma molto bello.
28 Avrei comperato tutto.
29 Finalmente rivedo il cuore della città: il duomo, il battistero, il campanile di Giotto, la cupola ... che emozione.
30 Turisti per un'oretta e via verso l'albergo Lorenzo II dè Medici ... sti 'azzi!
31 Mio marito 39,5 di febbre quindi abbandona l'idea della cena.
32 Cena in una trattoria carina dietro S. Maria Novella in compagnia di un altro runner (e famiglia) del nostro paese.
33 Ritorno in albergo abbastanza presto anche per vedere le condizioni di mio marito ed inizio una nottata difficile.
34 Io zero sonno, l'altro febbre alta e il bimbo dalle due di notte pianto da farsi sentire fino a fiesole e vomito finale.
35 Suona la sveglia alle 6,45. Dormito zero. Della mia famiglia nessuno che mi incoraggia perchè o dormono o stanno male.
36 La canotta sulla sedia che mi guarda con il pettorale già spillato (unica preparazione alla gara della sera prima).
37 Colazione in compagnia del Max. Menomale altrimenti sarei stata da sola.
38 Selezione dei vestiti in base alla giornata non freddissima. Sacco di cellophane ASICS griffato Firenze Marathon e giù per le scale.
39 Direzione Lungoarno. Deposito borse. Gabbia rosa io, Max quella verde.
40 Un po' di malinconia per tutta la situazione pre gara per il fatto di trovarmi tutta sola alla griglia di partenza.
41 Mi distraggo guardando i poveri ragazzi di colore strapparsi l'uno con l'altro i vestiti che noi runners buttavamo prima dello start, dopo che ci avevano tenuto caldo.
42 Ore 9,20 con un mega magone si parte!!

0,195
Partiti ...
Quattro minuti per passare sotto l'arco e via subito un bello sprint per raggiungere il Max partito nella gabbia prima della mia. I primi km passano bene anche se il Max si accorge subito che la sua infiammazione non gli darà tregua per tutti i 42 km.
Usciamo quasi subito dal centro e facciamo ben 10 km nel parco delle cascine, ottimo anche per me per fare pipì (queste deviazioni per trovare un posto appartato, e i km totali sono 42,800).
Al 19 km incontriamo la famiglia del Max davanti a Palazzo Pitti che ci dà una bella botta di adrenalina. La mezza la passiamo in due ore esatte, come da tabella di marcia. Dal 25 in poi comincio ad accusare dolore ai quadricipiti come non mi accadeva più da tanto tempo (colpa del mega raffreddore e delle tachipirine) e mentre nella prima parte mi ritrovavo a dover rallentare, adesso a dar retta al mio corpo avrei dovuto camminare ... col cavolo!!
Stringo i denti e si continua fermandosi ogni 5 km ai ristori, camminando giusto il tempo di bere e ripartendo ogni volta con sempre più fatica. Il fondo c'era, ma la giornata non è girata proprio come avrei desiderato e tutto diventa più difficile e faticoso. Io e il Max ci siamo spalleggiati fino alla fine pur rendendoci conto che non stavamo facendo un tempone.
Io personalmente non penso di poter migliorare molto in termini di cronometro, ma sicuramente l'ho vissuta come una bellissima esperienza da rifare al più presto.
Ad addolcire il finale, fortunatamente sono riusciti a venire anche i miei uomini, e il bimbo ha tagliato con me il traguardo mano nella mano. L'emozione più bella di tutta la corsa.



lunedì 9 giugno 2014

2° Duathlon Classico Val Tidone - Nibbiano (PC) 08/06/2014

Finalmente anche su questo blog per il 2014 ricominciano i reportage delle gare di multidisciplina.
Ma a cominciare è la biondina, che sulle ali dell'entusiasmo dello sprint dell'anno scorso, quest'anno ha voluto provare a partecipare ad un duathlon con distanza maggiore. Solo che non c'è molta scelta per la duplice: poche gare nell'anno, e distribuite nel calendario in modo un po' sfortunato da incastrare con gli impegni della famiglia. Una delle poche alternative prevede il duathlon olimpico della Val Tidone. La biondina si è iscritta alcuni mesi fa con molti dubbi in fatto soprattutto di percorso altimetrico: sapevate che la frazione ciclistica era molto impegnativa (e l'avete provata qualche settimana fa), ma non avete approfondito la frazione running. Errore fatale.
Se poi si aggiunge nel conto il fatto che si è corso all'una del pomeriggio del primo giorno di estate piena, capirete che la gara ha alla fine assunto i tratti dell'impresa epica.
Ecco il racconto della gara della biondina dalla viva voce della protagonista.

Appena arrivati a Nibbiano, bellissimo paesino della Val Tidone, io e la zia Monia (che poi mi supporterà e sopporterà per tutta la giornata) andiamo alla scoperta del posto. Attraversiamo un ponticello in legno che ci porta all'inizio di un bel sentiero chiamato Sentiero delle Streghe.

La tentazione di fare le turiste è tanta, ma non posso stancarmi tanto quindi, scattate due foto ci dirigiamo al ritiro dei pettorali, addocchiando qua e la i vari partecipanti uomini, ma soprattutto le donne.
Da alcuni particolari come i fisici, le attrezzature e altro, mi assale la sensazione di inadeguatezza e il dubbio che farò una "grama figura" ... vabbè ...
Il resto della mattinata la passiamo a preparare la bici e tutto l'occorrente per la gara in generale e i cambi in particolare. Cose di cui di solito si occupa Massimo, ma oggi purtroppo la banda me lo ha rubato. Attacco il numero, indosso il body e porto la bici in zona cambio. E la tensione sale.

Il problema principale per ora è capire bene gli ingressi e le uscite a piedi e in bicicletta dalle varie frazioni di questa benedettissima zona cambio. Dico per ora, perchè non mi ero ben resa conto di quello che mi aspettava nel percorso a piedi. Scambio ancora due chiacchiere con la Monia e alle 13 del pomeriggio, con 33°C si parte.
Pronti via prima salita, poi la seconda salita, poi la terza salita ... al primo giro ero già cotta e la testa non reggeva già più l'idea di fare altri tre giri dello stesso percorso per i totali 10 km. Tutti andavano ad un ritmo troppo alto per i saliscendi che c'erano ed io ero già demoralizzata al primo giro. Il garmin indica 5,35 / 5,40 ... avevo previsto di fare molto meglio.
Finita la prima frazione di corsa mi faccio fin cazziare dalla Monia in T1 perchè secondo lei me la stavo prendendo troppo comoda a cambiare le scarpe e prendere la bici.
Finalmente parto in bici, la mia frazione migliore, e con gran soddisfazione comincio a recuperare 4 o 5 persone, ma poi non appena comincio a prendere un po di coraggio sento un male assurdo al polpaccio destro: un crampo malefico che mi costringe ad arrestarmi al ciglio della strada. Mi faccio un po di massaggi e la contrattura sembra rientrare, ma resta il male. Uff ...
Ok, inizia la salita vera e le gambe vanno benino: riesco a superare qualcuno ma quella corsa orrenda ormai mi ha fatto perdere troppe posizioni. Finita la lunghissima salita di 650 m D+ e l'altrettanto lunghissima discesa, dopo 41 km riprendo le mie mizuno da running ma è più la testa che il corpo che comanda e i due giri finali ormai sono uno strazio. Mi consola solo veder camminare anche tantissima altra gente, ovviamente tutti quelli di bassa categoria come me.
All'arrivo, dopo tre ore e ventitrè, non c'è quasi più nessuno ma la zia Monia è li che mi aspetta e mi fa pure la foto.

Questa del duathlon olimpico è stata un'esperienza molto molto dura, vorrei riprovarci con condizioni migliori, sia meteorologiche che di tracciato. Nulla da dire sull'organizzazione ottima, ma qualche salita, soprattutto sul percorso running, potevano risparmiarcela.

Per concludere, dopo l'esperienza del duathlon sprint dell'anno scorso, pensavo di disputare una gara diversa. Forse sono arrivata impreparata anche perchè non conoscevo il percorso running che ho sofferto molto. Ma soprattutto me la prendo con me stessa perchè pensavo di saper stringere di più i denti.

A questo punto però, invece di lasciare, stò pensando di raddoppiare, e l'idea di disputare la mia prima maratona il prossimo inverno si fa sempre più allettante.

Un grazie di cuore alla mia amica Monia che con la caldazza che c'era ha trascorso praticamente tutta la domenica con me ad annoiarsi, senza mai farmi pesare niente.


martedì 8 ottobre 2013

Corripavia 06/10/2013: una mezza maratona impressionante

Squallido gioco di parole (e qualsiasi gioco di parole è squallido se lo si deve spiegare) che mette insieme la mezza maratona corsa dalla biondina e la mostra sul maestro degli impressionisti Claude Monet.

Quest'anno la biondina è in forma. Più precisamente ha pedalato tanto come non mai.
Ma non è che ha dimenticato l'altra sua passione sportiva, anche se potrebbe sembrare visto che nel 2013 ha corso solamente la mezza maratona di Piacenza (e stiamo parlando dell'inizio di marzo). E' che a voi piace piace cimentarvi nelle mezze maratone e delle corse campestri FIASP nel periodo che va da ottobre fino a marzo.
E quindi, come già nel 2010 e 2011, ha deciso di correre la Corripavia, che, oltre ad essere una bella gara organizzata bene in una bella cittadina, ha il vantaggio di corrersi a 20 minuti di macchina da casa vostra.
Visto che era in forma, ha deciso l'assalto al Personal Best, aiutata anche dalla zia stordita che, partecipando alla gara dei 10 km, avrebbe fatto da lepre.


E così è stato, con la prima parte della gara corsa a ritmi molto elevati per i suoi standard (passo sui primi 10 km di 5'05"), per poi calare nella seconda parte.
Il che ci potrebbe anche stare.
Il problema è che il motivo del calo delle prestazioni sono stati i crampi ai quadricipiti che l'hanno addirittura costretta a camminare attorno al 18° km. Cosa mai successa e di cui non si riesce a fare una ragione. Ancora oggi, a distanza di due giorni dalla gara, ha serie difficoltà a scendere dalle scale.
Alla fine il personal best l'ha raggiunto (1h52'18", ben due minuti meno della gara di marzo), ma non può dirsi soddisfatta del risultato perché l'approccio è stato palesemente sbagliato.
E quindi stà valutando di rifarsi con un altro paio di gare tra ottobre e novembre.
E se impara a gestirsi meglio le energia, il muro dei 110 minuti facile che lo rompe nel 2013.

Questa la parte legata allo sport e alla biondina, perché inevitabilmente in questo periodo la tua attività podistica giace nel limbo del vorrei ma non posso.
Te hai accompagnato le ragazze alla gara per fare il cavaliere gentile, ma una volta arrivato sul posto ha cominciato a salirti il nervoso. Incontri amici che si preparano per correre, le ragazze cominciano il riscaldamento, lo speaker fa un piccolo breafing della gara ... e a te cominciano a girarti.
Quanto avresti voluto essere lì a riscaldarti con loro! Quanto ti manca la sensazione di euforia che ti investe nei pochi minuti prima della partenza in cui sei stipato nelle griglie di partenza con altre centinaia di persone!
Ti sei goduto la partenza da fuori, e ti è comunque servito per vivere di rimbalzo quelle bellissime sensazioni.

 

Quando sono passati tutti i corridori, e anche il rumore dei loro passi si allontanava per Corso di Strada Nuova verso il ponte coperto, tu hai fatto una cosa che non facevi da almeno una decina di anni: hai visitato una mostra di pittura!


Te di arte non sei certo un esperto. Sei un poco più ferrato in storia dell'architettura, ma la pittura non è sicuramente il tuo forte.
Ma andare per musei è sempre una sensazione appagante, e così è stato anche questa volta.
Per il motivo che hai appena detto (la poca esperienza) non ti avventuri in recensioni della mostra, ma puoi solo dire che ti è sembrata un poco povera di materiale, ma non di informazioni ed emozioni.

Certo che così è stata una giornata buona solo a metà: alla biondina lo sport e a te l'arte.
La perfezione sarebbe stata prima correre la mezza, poi rilassarsi nelle stanze della mostra.
Ma si sà che la perfezione in questo mondo è rara e bisogna avere tanta pazienza!

mercoledì 10 luglio 2013

16° Duathlon Francigeno - Parma 07/07/2013

Dopo averla annunciata in chiusura del post precedente sui tuoi mirabolanti risultati nella triplice, ecco la fantastica sorpresa: in trasferta non eravate solo tu e il Bako, ma c'era anche la biondina!
Dice: a fare il tifo?
Ma neanche per sogno!
Come certamente saprete lei corre e pedala, ma a nuoto è poco più che una schiappa. Quindi quale occasione migliore di un duathlon in contemporanea con una tua gara di triathlon (in un giorno in cui il bimbo non era a casa e quindi con un "problema" da gestire in meno) per esordire nella specialità?
Chi ti segue su facebook ha avuto il privilegio di assistere in diretta alla gara della biondina passo passo (che quando sei lì ad aspettare e non hai niente da fare diventi molto social).
Per tutti gli altri ecco dalla viva voce della protagonista, la cronaca della prima volta di tua moglie.


Questa volta sono stata praticamente obbligata a raccontare la mia avventura in prima persona, non so scrivere bene come il mio ometto, cercherò di fare del mio meglio…
Come già detto questa gara non era in programma ed io mi sono iscritta praticamente sul posto domenica mattina. Primo attimo di panico perché il mio certificato medico non riportava la dicitura triathlon e l'addetta alle iscrizioni mi dice che i giudici di gara potrebbero non accettarlo. Che poi io ho fatto il duathlon ed avevo i due certificati con ciclismo ed atletica ... meglio di così! quindi quante menate per niente anzi per farmi aumentare ancora di più l’ansia.
I due ometti che mi hanno accompagnato, Max e Bako sono riusciti a distrarmi fini alla spunta dei numeri di pettorale e quando finalmente mi hanno chiamato … uff sospirone e via in griglia di partenza. Un’occhiata veloce alle donne, una decina, molte più giovani di me.

La prima frazione prevede circa 5 km di corsa, ed allo sparo il primo gruppetto viaggiava sotto i 4 min al km, il secondo con le donne più ‘umane’ sui 4.30 min al km che ho tentato di tenere per circa 2 km ma poi mi sono rimessa sul mio passettino con due ragazze alla mia portata. Finiti i due giri del percorso da 2,5 km ero praticamente ultima. Alla prima zona cambio, boh ... non saprei come definirla: veloce, lenta … tutto nuovo, dalle sensazioni alle movenze.
Parto finalmente in bici e mi sento più a mio agio: supero subito una ragazza, superato un piccolo cavalcavia ne raggiungo un’altra e questa mi sembrava un po’ più vicina al mio passo ma per poco tempo, infatti non riesce a darmi il cambio e a tirare. Fiato e gambe ci sono e, anche se con un bel vento contro, passo davanti e le dico di starmi attaccata; la tiro fino al giro di boa superandone altre due e vedendo dall'altra corsia già le Uome come le chiamo io (tipo la mia compagna di squadra edilferramenta Simona) che tornano.
Ci supera un uomo finalmente ... la mia compagna si attacca ed io mi infilo in mezzo lui: questo è forte e accelera, tanto che il percorso del ritorno lo facciamo tra i 38 e i 40 km orari. La mia diretta avversaria si stacca, probabilmente perché poco esperta di bici, ma io grazie alla preparazione della granfondo tengo fino alla fine. Arrivati presso la zona cambio lo ringrazio ... peccato però che mi accorgo che non era della gara, ma un ciclista qualsiasi che si stava facendo il giretto della domenica mattina. Arrivata in zona cambio quasi scivolo come da previsioni con i tacchetti sull'asfalto e prima di entrare in zona cambio il mio ometto mi incoraggia “dai che ne hai superate un bel po’!". Bene.
Scarpe da running e via un altro giro ma questa volta il garmin non mi prende il satellite e non capisco bene a che velocità vado, anche perché le gambe giravano per inerzia e la stanchezza si faceva sentire. Dopo anche tre piccoli saliscendi che ti segano le gambe vedo l’arrivo ... non so ancora il risultato ma mi sento bene e strafelice. Nuova e bellissima esperienza da rifare ovviamente!


Dopo circa mezzora le premiazioni, anche se il mio ometto da buon ing. aveva già fatto i calcoli, e mi premiano come prima degli amatori ma sinceramente non me la sono goduta tantissimo la premiazione perché non sapevamo a che punto erano le batterie del triathlon e Max doveva ancora partire, ma la sua tranquillità l’ha usata anche in quel momento ed è stato lì con me per le foto ed un bel bacio finale …
Poi tutti di corsa verso la piscina, che comincia un'altra gara!!

giovedì 31 maggio 2012

La nostra storia d'amore OST Vol II

Nove anni fa io e la biondina ci si sposava.
E allora si era pensato di preparare due ricordini per le persone che avrebbero partecipato alla cerimonia: uno era la classica bomboniera con i confetti (nella fattispecie una carina ma poco originale candela) e poi, per gli amici e parenti che comunque sapevamo che avrebbero apprezzato, avevamo preparato un CD di musica scelta da noi.
A ben vedere neanche questa era un'idea originalissima, ma era fatta con entusiasmo e ho avuto anche molti riscontri positivi di gente che ha ringraziato per aver scoperto musica nuova, perché abbiamo creato comunque una compilation piacevole, o semplicemente per il bel ricordo donato.

La copertina era semplicemente i nostri due nomi con la data del matrimonio con lo sfondo di una nostra foto di parecchi anni prima (doveva essere il 1995) in una delle nostre prime vacanze insieme: eravamo giovani, belli e spensierati.
Sul retro della copertina era riportata questa dedica-spiegazione:

Questo è un piccolo “ricordo” di un giorno memorabile.


Per noi la musica è una parte molto importante della nostra vita (e delle nostre spese superflue) e  quindi regalare musica ci sembra un modo carino per ringraziare tutte le persone che in questi anni ci sono state vicine con la loro amicizia, con il loro affetto ed anche con il buon esempio, e ci hanno portato ad essere quello che siamo.


Questa compilation rappresenta entrambi con i diversi gusti musicali, infatti si trovano canzoni molto differenti tra loro ed alcune potranno anche non piacere a tutti, ma hanno accompagnato momenti importanti della nostra vita.


E l'elenco dei pezzi era questo:

Carino il disclaimer, vero?
In linea di principio sono ancora adesso soddisfatto delle scelte musicali fatte nove anni fa, e si potrebbe addirittura spendere alcune parole per ogni singolo pezzo: perché questa scelta, cosa rappresenta per noi, i concerti che abbiamo visto insieme, ecc.

E per festeggiare questa ricorrenza ci siamo inventati anche un giochino divertente. Se questa compilation dovessimo scriverla oggi, che canzoni sceglieremmo?
Regole semplici (solo due): dieci canzoni a testa uscite tra il 2003 e oggi.

Praticamente compiliamo il Vol II della colonna sonora della nostra storia insieme.
Appuntamento qui tra altri 9-10 anni per il Vol III.

Io:
Ben Harper - Diamonds on the inside
Coldplay - Fix you
Niccolò Fabi - Costruire
Linkin Park - Faint
Jovanotti - Come musica
Madonna - Jump
Depeche Mode  - Home
Foo Fighters - The Pretender
Adele - Lovesong
Rihanna - Rehab

Biondina:
Elisa e Giuliano Sangiorgi - Ti vorrei sollevare
Alessandra Amoroso - Niente
Emma Marrone - Tra passione e lacrime
Mika - Relax
Laura Pausini - Le cose che non mi aspetto
Nina Zilli - Per sempre
Lady Gaga - Monster
Madonna - Girl gone wild
Anna Tatangelo - Amo la vita
Giusy Ferreri - Piccoli dettagli

lunedì 7 maggio 2012

1° Chia Laguna Half Marathon - Domus de Maria (CA) 29/04/2012

Come mi era stato promesso (o dovrei dire come avevo obbligato) e come vi avevo anticipato qui, ecco il resoconto della vacanza / fuga / gara / gita / avventura che le thelma&louise de noartri si sono regalate. Racconto scritto in soggettiva dalla biondina con il supporto della zia stordita.Sono contentissimo del fatto di ospitare in questi lidi anche interventi dell'altra parte scrivente della famiglia, e spero tanto che questa occasione si possa ripetere in futuro.
Comunque, leggete anche voi e insieme a me vivete  le emozioni di una gita fuori stagione.

Corri respira sogna è il titolo della nostra mini vacanza, tre giorni da favola io e la zia stordita proiettate in un paradiso terrestre. Venerdì 27 aprile siamo partite da Bergamo x Cagliari ma ... al controllo bagaglio a mano cominciamo bene ... liquido x le lenti a contatto buttato nel cestino prima dell’imbarco, meno male che mi ricordavo che vicino al nostro Resort (che figata di posto) c’era un Conad x poterlo riacquistare altrimenti l’alternativa era di non toglierle x due giorni, la zia stordita è talmente fuori che l’avrebbe anche fattooo!

Appena arrivate ci rendiamo subito che conto che il posto è veramente figo, quasi da sentirci a disagio ... ci consegnano le chiavi, visitiamo la camera e cosa facciamo ... usciamo senza prendere le chiavi … dopo dieci minuti che ce le avevano consegnate ... che mega figura!!! camera con vista su una delle piscine, arredamento tutto nuovo, profumato e tremendamente in tinta!

Dopo aver pranzato in compagnia di una coppia di Treviso anche loro li x la corsa, si parte x cala cipolla e capo spartivento, senza tanta fatica mi sono ricordata la strada …trekking selvaggio con rischio rapimento (c’eravamo solo noi due in mezzo alla montagna) e arrivate in cima ... paesaggio mozzafiato, ne valeva la pena, tante foto e poi un’oretta di sole senza crema a cala cipolla ,braccio e gamba ustionata io, la zia nera marocco dopo dieci minuti ... che amarezza.

Sabato sveglia alle 7 corsetta sciogli gambe (e già mi accorgevo che non ero in forma x niente) poi in giro tutto il giorno, rientro alle 18 al chia laguna x la conferenza sulla corsa con pizzolato pertile e la straneo, grandi campioni di ieri e di oggi della corsa, mega cena a base di carboidrati ... insomma tutto perfetto come delle vere atlete fino al momento di addormentarsi … nessuna delle due ha chiuso occhio tutta la notte … aiutooo stiamo invecchiando e uno dei primi sintomi che stiamo accusando è proprio l’insonnia, solo che il giorno dopo ci aspettavano 21 km e 10 km x la zia con 250 mt di dislivello.

Domenica mattina tempo nuvoloso e anche freddino, considerando che siamo in sardegna, colazione alle 7.30 e, visto che la partenza è davanti all’ingresso del chia laguna, ce la prendiamo con comodo fino alle 9,15 quando ci schieriamo x la partenza, rimandata alle 09,45 xche’ il forte vento ha fatto cadere tutti i cartelli lungo il percorso. Inno d’italia e si parte, primi 3km tutto ok 5 min e 35 sec ca al km, poi però dove in tutte le mezze che ho fatto incominciavo ad aumentare un pochino il passo qua … mega salitona che mi ha cotto le gambe e stroncato il fiato, discesa giro di boa e di nuovo salita, discesa e dopo pochi km la zia stordita (che nonostante il suo poco allenamento ha tenuto bene ... meglio di me) conclude i suoi 10km in 1 ora 01 min io continuo ma chissà xche’ pensavo di essere nella mia pianura padana, pensavo ... salite finite adesso tiro ... invece no, voltato l’angolo altra salita morale a terra e gambe che non vanno più, nonostante il panorama fosse un vero spettacolo; come se non bastasse ho corso anche gli ultimi 5 km sotto una fitta pioggia ... non vedevo l’ora di arrivare, cosa che fino ad ora non mi era mai successa durante una mezza maratona, concludo con un deludente tempo di 2 ore 08 min…che vergogna!

Comunque ho corso in un posto fantastico, ho respirato e ho sognato, così come doveva essere fatto, un grazie mega al mio amore che è stato un papi perfetto e mi ha permesso tutto questo, senza farmi pesare il fatto di essere mamma e di lasciare a casa la famiglia partendo con un’amica, un altro grazie alla zia stordita che è stata (anche se non avevo dubbi) una grande compagna d’avventura, ha sopportato i miei ritmi e si è adattata come al solito ad ogni situazione, mi sono veramente divertita come non facevo da tempo!!!!!