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martedì 11 agosto 2020

Ricominciamo a scrivere

Non scrivi da gennaio, e anche negli ultimi mesi precedenti non è che eri un fulmine di guerra...

I motivi sono principalmente due: il meno tempo e la meno voglia. Meno tempo perchè il tuo lavoro ha avuto un'importante modifica, meno voglia perchè semplicemente stai invecchiando...

Però ti sei accorto che ti manca scrivere. Sei pigro ad iniziare, ma quando parti poi ti lasci trascinare dal flusso, ed alla fine ti fa star bene.

Mettiamola così: complice il periodo di ferie, ti sei preso l'impegno di scrivere ancora, e alla sera prima di andare a dormire troverai qualche ora da dedicare a questa cosa. Anche perchè in un futuro prossimo ci sarà mooolto da scrivere riguardo al motivo principale per cui esiste questo blog: la tua passione per lo sport e il triathlon.

Questo è un piccolo restarting point (racchiuso in un lungo post che ne contiene molti) in cui vuoi recuperare un po' le fila del discorso e riassumere brevemente alcune delle cose importanti che sono successe in questa prima parte dell'anno più infame nella storia degli anni infami.

Keep Calm e ricominciamo a scrivere... finchè non ti stufi di nuovo.



10 anni di blog

Il 3 luglio scorso megliointre compiva dieci anni. Partito come blog famigliare per celebrare la nascita di tuo figlio (e del te padre) è diventato negli anni cosa altra. E in questo post qui spiegavi pressappoco cosa è successo in questo tempo. E' il caso di celebrarlo e di onorarlo ripartendo da qui.



Lo studio di ingegneria

Come hai accennato con un post carico di amarezza, dalla fine del 2019 non sei più dipendente, ma sei un ingegnere libero professionista. Cambiamento molto importante, e carico di aspettative. Dal punto di vista economico sei quasi certo che sarà un passo indietro, almeno nel breve periodo di un paio d'anni circa. Saprai essere più preciso alla fine dell'anno, quando tirerai la riga dei conti (quella virtuale di excel) e capirai quanto ti rimane del fatturato. Ci sono comunque anche degli innegabili vantaggi tra cui riporti il miglioramento netto dei rapporti con quello che era il tuo datore di lavoro e che ora è il tuo committente principale, e la flessibilità del tuo orario di lavoro.

Ma principalmente l'inizio di una nuova collaborazione con l'associazione ANEPLA in cui credi molto e che speri possa evolversi in qualcosa di più strutturato. AD MAIORA!!



Non ce n'è Coviddi!

Non puoi non parlare di questo tsunami che, per la tua generazione, potrà e in parte già ha avuto un impatto devastante pari ad una crisi post bellica.

La tua famiglia finora non ha avuto lutti diretti, pur abitando a ridosso della prima zona rossa. Conosci persone che invece la malattia e la morte l'hanno toccata con mano (a partire da Mattia, il paziente uno).

Che altro dire... potresti fare un elenco lungo (e triste) come una quaresima di brutte cose che il coronavirus ti ha messo sulle spalle: il lock-down, la crisi economica e sociale, l'annullamento della tua già misera vita sociale, tutte le gare sportive cancellate (quasi), l'odiata mascherina...

Ma tra tutte le conseguenze, una di quelle che pesa di più alla tua famiglia e alla biondina in particolare è che da sei mesi non può assistere come si deve sua mamma ricoverata in casa di riposo.

Le prospettive nel breve periodo non sono molto buone. Continuerà ad andare ancora un po' male, prima che, finalmente, andrà tutto bene!



La crapata

Un fatto che ti è successo in questo periodo di emergenza sanitaria devi riportarlo bene, perchè è stato molto importante e significativo.

E' il 03 marzo, Codogno è già zona rossa e qualche giorno dopo partirà il lock-down per tutta l'Italia. In questa pesante situazione di emergenza sanitaria, ti alzi dal letto come tutte le mattine poco prima delle 7 per andare in ufficio, ma dopo aver fatto tre passi verso il bagno ti si spegne un interruttore nel cervello e cadi come un fico maturo. All'indietro. Sbattendo la testa contro il pavimento. La botta ti procura un taglio in testa, perdi i sensi e in pochi secondi inondi le piastrelle del tuo preziosissimo sangue.

E qui le cose si fanno fosche, perchè te non ricordi nulla di quei secondi (hai solo un'immagine distinta di te qualche minuto dopo seduto a terra nel tuo sangue, per avere la memoria totalmente recuperata dovrai aspettare qualche ora dopo al pronto soccorso) e tua moglie e tuo figlio, svegliati dalla botta, hanno dovuto affrontare lo shock di vederti a terra svenuto in un lago di sangue (e di urina, che lo svenimento provoca anche questo). Chiamare l'ambulanza per farti portare in ospedale in quei giorni di crisi è stato complicato. Sei finito al Pronto Soccorso di Pavia in cui nelle 36 ore prima di dimetterti ti hanno ricucito, ti hanno fatto due tac al cervello e una ecografia a cuore e carotidi.

Questo alla fine è tutto quello che hai da raccontare, perchè anche agli esami che hai fatto successivamente non è emerso niente di anomalo. Tutti i medici che hai incontrato (compreso cardiologo e neurologo) propendono per un fatto sporadico di abbassamento repentino di pressione, magari dovuto a problemi legati alla digestione.

Fatto sta che te lo saresti tranquillamente evitato, soprattutto in un momento di emergenza sanitaria come quello. E la povera biondina ha perso qualche anno di vita dallo spavento.



Scuola on line

Se per voi adulti il periodo di quarantena è stato duro, per un bambino di 11 anni (compiuti tra l'altro chiuso in casa) è qualcosa di devastante. Cancellati gli incontri con gli amici, la partita all'oratorio, la squadra di calcio, le gare di atletica, le feste di compleanno, gli incontri di catechismo, tutto.

E' rimasta solo la scuola, da seguire on-line.

Di questo secondo quadrimestre si tramanderanno i video su youtube delle maestre, le dispense da stampare, le mail da inviare il venerdì con le scansioni dei compiti, le verifiche con l'autovalutazione. E poi le urla tue e di sua madre nel tentativo di vederlo impegnato e concentrato.

A lui probabilmente rimarrà il grande rammarico di aver perso tutte le emozioni legate alla fine di un ciclo importante come quello delle scuole elementari. Perchè nulla lo ripagherà della grave perdita emotiva della fine della quinta, dell'abbracciare i suoi compagni e del ringraziare le sue splendide maestre.


sabato 5 ottobre 2019

Lavoro presso: me stesso!

Oggi è il tuo compleanno, e il destino ti ha regalato le dimissioni dal tuo posto di lavoro.
Chiariamo: non è che l'hai scelto, ti ci sei ritrovato costretto.

E quindi, dopo molti mesi in cui sapevi che stavi andando in quella direzione, alla fine è arrivato il momento e, per cause di forza maggiore, ieri hai firmato le dimissioni e da settimana prossima sarai un ingegnere libero professionista.
Dovrai abbandonare tredicesima, quattordicesima, contributi e bonifico sicuro al dieci del mese per addentrarti nella selva oscura della partita iva, dei versamenti contributivi e delle fatture pagate random.

E questo ti ha fatto vacillare.
Non l'età, che pure 45 anni sono un traguardo piuttosto importante, ma il cambio di paradigma lavorativo.
Oggi ti senti non più vecchio, ma più fragile, più insicuro.

Certo, non è una tragedia.
Non sei con il culo a terra: hai una laurea piuttosto prestigiosa e un quasi ventennio si esperienza lavorativa (anche se specifica in un settore piuttosto in crisi).
Hai già una base minima di lavoro garantita e un po' di prospettive che aspettano di maturare.
Ma per raggiungere il tenore di vita che eri riuscito a garantire finora alla tua famiglia dovrai sbatterti molto, sperando di poterlo mantenere.

Cerchi di ripeterti che magari questa situazione ti porterà buone cose.
Ricevere guai è ricevere fortuna, diceva il saggio.
E tu fino a ieri ne eri convinto.
Da domani ne sarai convinto.
... ma non oggi.
Oggi ti è rimasto in bocca il gusto amaro dei 45 anni.

martedì 21 maggio 2013

Tu come stai?



Te non fai il commerciante di mestiere, quindi non sei a contatto diretto e continuo con clienti e non devi per forza essere una di quelle persone sempre ciarliere, affabili, che incantano con la parola. E questo è un bene perché la tua indole è un po' quella dell'orso solitario. La biondina di questa cosa ti ha sempre rimproverato ed è solita descriverti come uno per cui "meglio una parola in meno che una in più".
Nonostante questo incontri per lavoro molta gente con cui ti devi interfacciare: funzionari pubblici, amministratori locali, professionisti e imprenditori. Tutta gente con la quale la predisposizione iniziale è importante per poi instaurare un dialogo franco e costruttivo.

Tutto questo preambolo per raccontare che il momento dell'approccio (che sia telefonico o diretto) è spesso fonte di spaesamento per il tuo interlocutore. Spaesamento perché alla più banale e formale delle domande di rito, tu di solito rispondi in un modo poco banale e informale.

Buongiorno ingegnere, come va?
Ottimamente, grazie, e lei?

Quando uno rivolge la domanda generica, di solito non ascolta neanche la risposta. E' una domanda retorica. Serve a ridurre le distanze sociali, non a informarsi veramente sullo stato psicofisico dell'interlocutore. Per questo le risposte che solitamente si danno sono anch'esse stereotipate: sia va dalle classiche, alle simpatiche, alle pessimistiche, eccetera.

bene, grazie
non mi posso lamentare ...
fino a quando ci vediamo ...
potrebbe andare meglio ...

Ecco perché quando sentono la tua risposta di solito si nota sorpresa nei loro occhi. Come si permette questo di stare ottimamente? e come si permette di dirmelo così, semplicemente, senza vergognarsi?
C'è una specie di pudore nel dimostrare i propri stati d'animo, una sensazione quasi di scaramanzia per la quale se anche si sta bene, bisogna sempre dichiararsi insoddisfatti. E questo è sbagliato. Non si devono dare per scontati i momenti buoni. Cerchiamo di gioire delle sensazioni buone e dei momenti di felicità della vita, eventualmente condividendoli anche con gli altri.

E' impossibile che in ogni momento della tua vita risponderai che va tutto bene. Ci sarà il giorno in cui risponderai: è un brutto momento, grazie comunque di avermelo chiesto.
Ed è esattamente perché arriveranno quei giorni che hai il dovere di non sottovalutare la tua felicità odierna.

sabato 29 settembre 2012

La ghiaia di Marte

A che serve mandare un rover su Marte?
A fare foto come queste:

Gli scienziati che studiano le immagini che provengono da Curiosity sono in fibrillazione perché confrontando la foto a sinistra di Marte con quella a destra presa in un letto secco di un torrente, sono convinti di avere le prove che il pianeta presentava, non so quanti millenni fa, acqua liquida che scorreva sulla superficie.

Ok, tutto perfetto!

Ma io di lavoro mi occupo di cave di sabbia e ghiaia.
Se il mio capo vede queste foto la prossima volta, invece che il corso sulla sicurezza antincendio, mi fa fare il corso accelerato per astronauta!

... dovremmo provare a usare l'inerte marziano, tanto per dare un senso al nome della nostra azienda: Cosmocal, il calcestruzzo cosmico!

sabato 18 febbraio 2012

Venerdì 17

Me ne sono accorto solo a sera, ma ieri era venerdì 17.
E quindi ho rivisto la giornata appena trascorsa sotto un'ottica nuova e illuminante.

Ero bello tranquillo in un'aula a seguire il corso per addetto antincendio (quindi una mattinata tranquilla e di tutto riposo da imboscato), quando verso le dieci di mattina mi chiamano dalla cava per avvisarmi che c'è stato un infortunio e che sono presenti sul posto ambulanza, vigili del fuoco, polizia e carabinieri.
Imprecando lascio la mia aula calda e rilassante e corro in macchina per affrontare quella che si profila come una palata di problemi.
Mentre stò infrangendo qualche decina di articoli del codice della strada, chiamo al cellulare un operaio sul posto e mi spiega che si è fatto male un fabbro di una ditta esterna che stava facendo delle manutenzioni straordinarie sulla draga, a circa venti metri dal suolo. E' rimasto incastrato in un ingranaggio con una gamba.
"Si, ma lui come sta?"
"Eh, ... non è messo tanto bene! Non so molto ..."

Cazzo!
Cazzo, cazzo, cazzo, cazzo!!

Sono quasi attivato quando vedo un elicottero che si abbassa e va a posarsi esattamente in cava.
Porca troia, questo s'è fatto male sul serio.

Arrivo tutto trafelato e dopo essermi presentato ai carabinieri come il direttore responsabile della cava mi spiegano che tutta la gente presente è perché ci sono stati dei problemi a portarlo giù da dove si trova. Hanno dovuto calarlo i vigili del fuoco con le corde.

Io sono quello di spalle con gli stivali gialli
Dopo i primi attimi concitati mi rendo conto che fortunatamente il peggio è stato scongiurato. Il ragazzo ha un femore rotto e qualche costola incrinata. Se n'è andato con l'autoambulanza, non è in pericolo di vita, se la caverà con un operazione e sessanta giorni di prognosi.

Ma la giostra per noi non è ancora finita. Due comandi dei carabinieri di due paesi diversi che erano presenti perché non si capiva bene la giurisdizione. Due camionette dei vigili del fuoco. Una volante della polizia. Ambulanza e automedica. Elicottero dei carabinieri (non era l'elisoccorso, avrei potuto capirlo anche da chilometri di distanza, ma non ho fatto caso al colore). Polizia mineraria e ASL. E per finire il sindaco del paese che, allarmato dall'elicottero, mi chiama per chiedermi notizie e viene anche lui a fare un sopralluogo.

Alla fine si è concluso tutto (tranne sorprese dell'ultimo minuto) senza conseguenze penali per noi o per la sua ditta.
E' stato un incidente dovuto alla disattenzione.
E il ragazzo è giovane, hanno detto che non avrà conseguenze permanenti.

E io mi chiedo, ma quanti cazzo di occhi bisogna avere per poter lavorare. Era un lavoro semplice, che hanno fatto migliaia di volte negli ultimi anni, eppure un giubbotto slacciato, lui che si avvicina troppo alla macchina e un ingranaggio che si impiglia nel vestito lo butta a terra violentemente.

E' stata disattenzione.
Oppure è stato venerdì 17.

lunedì 16 maggio 2011

Qundo a parlare non è la testa ma la pancia ...

Stamattina sono andato a Milano a Confcommercio per assistere al Roadshow di SISTRI.
Tradotto, c'era un convegno organizzato dalle Camere di Commercio lombarde per presentare il nuovo sistema di controllo della rintracciabilità dei rifiuti. Una cosa che fino ad ora viene fatto cartacea, e invece dal primo giugno dovrà essere fatto elettronicamente mediante un applicativo su internet.

L'idea era: mi passo una mattina da imboscato, in un posto fico da imprenditori, vedendomi una presentazione tecnica ed ascoltando gli interventi di alcuni tra tecnici del ministero dell'ambiente, rappresentanti di categorie di trasportatori e funzionari della camera di commercio.

In effetti il posto era un bellissimo palazzo in Corso Venezia (forse art-nouveau) come me lo posso aspettare io che arrivo dalla provincia: ingresso hi-tec molto ben armonizzato con la grandiosità del palazzo, personale elegante e gentile, hostess giovani e carine e sala convegni comoda e molto grande.

Ho visto sale di cinema mooolto più piccole

Tantissima gente che riempie tutti i posti a sedere e tanti in piedi in fondo alla sala. Si comincia con quasi mezz'ora di ritardo. Già si capisce che butta male.

Dopo la prima oretta di presentazione il chairman fa l'errore che gli costa la mattinata: qualcuno ha qualche domanda da fare?
Un lento degradare fino all'ingestibilità.
Comincia il primo imprenditore che accusa non troppo velatamente il ministero di aver inventato una nuova tassa che non serve a nulla se non a complicare le cose.
Il secondo dichiara che questa norma lo ha definitivamente convinto a gettare la spugna e infatti sta vendendo la sua aziendina.
Il presidente di una piccola associazione di settore accusa di non aver ricevuto risposte alle sue continue interpellanze a Roma e preannuncia azioni legali.
E via cianciando.
Il tutto sottolineato da applausi, da risatine quando i relatori cercavano di dire qualcosa, da fischi e buu quando sottolineavano qualche passaggio non di gradimento alla platea.

Che questo sistema abbia dei problemi è fuori dubbio. Il primo giugno ne vedremo delle belle e anch'io sono convinto che sia necessaria una proroga, almeno per il regime sanzionatorio.
Ma quello che stonava e che ha trasformato un consesso di imprenditori in una curva da stadio era il fatto che si ragionava non con il cervello ma solo con la pancia.
Anzi, si è ragionato esclusivamente con il portafoglio!
E' stata una mattinata alla fine inutile sotto il profilo tecnico, ma molto istruttiva dal punto di vista sociologico. Ho imparato che non c'è differena tra, ad esempio, il corteo di un sindacato che chiede la luna quando la luna non è più a disposizione, e un convegno di imprenditori quando gli imponi più lavoro senza aumentare il quadagno.

giovedì 5 maggio 2011

Professore per caso

Nel 1999 seguii in università un corso che si chiamava Tecnologia degli elementi costruttivi e organizzazione del cantiere (voto finale 26/30).
Ricordo veramente poco di quel corso, così come in realtà ricordo poco di quello che ho studiato in tutti quegli anni. Posso soltanto dire che lo scopo generale del corso era dare una veste pratica a quanto studiato negli esami di scienza delle costruzioni.
Quello che ricordo è che allora intuii comunque che quelle poche nozioni passate dal corso erano anch'esse teoriche e molto carenti rispetto a quello che mi avrebbe richiesto il mondo del lavoro.

Ora, a distanza di 12 anni e (mi sembra) 3 riforme dell'università, quel corso si chiama laboratorio progettuale di tecnologie edilizie.
Assistente a questo corso è lo ste, un caro amico che ho conosciuto in università e che ha condiviso con me quei giorni e quelle sensazioni.

Bene, qualche giorno fa lo ste ha portato i suoi studenti in azienda da me a mostrare cos'è un impianto di betonaggio e come è fatta una cava. Con l'aggravante che si trattava di un corso internazionale con degli studenti cinesi, quindi c'era un ragazzo che si è impegnato a fare la traduzione in inglese.
Mi sono dunque ritrovato a fare il "professore" e a spiegare ad una ventina di ragazzi che cos'è e come si fa il calcestruzzo.
Penso sia stato molto utile per loro. E comunque è stato molto gratificante per me.

La sintesi totale della giornata l'ha fatta ste quando mi ha detto: chi l'avrebbe mai detto quindici anni fa quando passavamo le notti a disegnare per un esame (facendo gli scemi) che ora saremmo stati noi quelli da ascoltare e rispettare?

lunedì 8 novembre 2010

Codice di Procedura Penale II

Negli ultimi due mesi ho incontrato:

- Polizia Locale
- Polizia Provinciale
- Polizia Mineraria
- Guardia di Finanza
- Polizia Forestale
- Carabinieri
- Carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico)
- DIA (Direzione Investigativa Antimafia)

E anche oggi ho saltato il pranzo.

AAArrggggghhh !!!!...

venerdì 17 settembre 2010

Codice di Procedura Penale

Undici ore in un cantiere polveroso in compagnia di funzionari provinciali, funzionari Arpa e agenti di polizia Provinciale, sequestro dell'area, notifica di reato per due reati ambientali e nomina a custode dell'area sequestrata.

E ho anche saltato il pranzo.

Giornata di merda.

mercoledì 8 settembre 2010

Signor Sindaco, ha cinque minuti? Avrei un problema da esporle.

Ho sempre pensato che chi ricopre cariche in un'amministrazione pubblica di livello medio basso (parliamo, ad esempio di sindaco di un piccolo paese, di assessore provinciale, ecc), sia un pazzo furiuso o, quantomeno, un masochista.
Nel senso che se uno fa il raffronto costi - benefici (economici, tempo libero, ringraziamenti, ecc) il bilancio è largamente ed inesorabilmente negativo.
Poi, passati un certo livello di importanza, ho la sensazione che sa bilancia passi dalla parte del positivo, soprattutto spinta dalla componente economica.

Questa mia considerazione deriva da conoscenza personale.
Infatti per lavoro incontro e frequento molti di questi amministratori.

Oggi pomeriggio appuntamento con il sindaco di un paese vicino per esporre un progetto della mia ditta. Questo ragazzo ha poco meno della mia età e un lavoro gratificante di un certo livello. Il suo hobby necessariamente è la politica e il comune che amministra.
Finito l'incontro ufficiale, mentre chiacchieravamo prima di andarmene gli espongo questa mia teoria (naturalmente usando altre parole che non pazzo furioso) e lui mi da pienamente ragione: la parte economica, tolte le spese vive, è esigua; il tempo da togliere al tempo libero è enorme; le gratificazioni morali sono poche e sempre parziali.
Lui lo chiama "il mio volontariato laico".
Come battuta butto la' un "chissà poi cosa ti dice la donna di tutto questo".
Lui: "l'anno scorso dopo quattro anni di fidanzamento e la casa pronta per la convivenza mi ha lasciato. Diceva che non c'ero mai e quando c'ero parlavo solo di delibere e giunte."
Appunto.

Qualcuno ha detto: comandare è meglio che scopare.
Ho dei grossi dubbi.
A meno che ti chiami Berlusconi, allora riesci a fare entrambe le cose a livelli galattici.

giovedì 2 settembre 2010

Desperate housewives

La biondina alla fine è diventata una casalinga 24/7.

Speriamo non sia per sempre, speriamo di trovare un'altra sistemazione, ma da quando la ditta ha chiuso, siamo ufficialmente una famiglia monoreddito.

Siamo stati fortunati nella sfortuna, nel senso che non si è trattato di un vero e proprio fallimento, di quelli che la ditta non ha più soldi per nessuno e magari ci rimetti pure la liquidazione, ma una ristrutturazione di una ditta internazionale complessivamente sana. Questo si è tradotto con una buonuscita tutto sommato soddisfacente, che permette al dipendente un briciolo di serenità anche nella ricerca di una nuova sistemazione.

C'è da dire che la ricerca di un nuovo lavoro per la biondina non è nelle mie priorità; principalmente perché un po' di tempo a casa con il bimbo farà solo bene ad entrambi, e poi il momento non è dei migliori, se uno cerca un lavoro part-time.
Però, a pensarci bene, forse è un ragionamento sbagliato, perché durante l'anno di liquidazione è in effetti più probabile trovare impiego per via delle agevolazioni fiscali all'ipotetico datore di lavoro.

Detto questo, una considerazione: potremmo vivere tranquillamente solo con il mio stipendio, ma sarebbe giusto?
Anche la biondina in effetti mi ha detto che non ha intenzione di rimanere senza lavoro per il resto della vita.
Sono d'accordo con lei, principalmente per un fattore di autostima: una persona è completa quando ha anche altri interessi al di fuori della famiglia e degli svaghi (sport, hobby, ecc) e il lavoro, oltre a nobilitare, gratifica.

Per adesso mi godo la mia famiglia completamente a mia disposizione.
Un lusso a cui ho fatto presto ad abituarmi.

giovedì 22 luglio 2010

Panico!!!

Ecco ... a continuare a parlarne alla fine è successo.

Erano già due post che parlavo di lavoro, di come ero fortunato e di come è difficile rimanere disoccupato.
Ieri sera un collega della biondina le invia un sms. Testuale: hai saputo la novità? il 31 la ditta chiude!

In effetti anche il quotidiano locale stamattina ne parla: domani pomeriggio la ditta e i sindacati avranno un incontro chiarificatore, ma mi sembra che ormai il futuro sarà segnato: liquidazione e un anno di mobilità.
Proprio ora che aveva ottenuto il part-time e tutto andava a gonfie vele!
Speriamo in qualche santo che ci trovi un altro lavoro a mezza giornata.

Cazzo!

venerdì 16 luglio 2010

Il bicchiere è mezzo pieno

Per contrappasso al post precedente.

L’altro giorno ho incontrato un operaio di una ditta del mio gruppo, e mi ha chiesto un po’ di informazioni sulla situazione lavorativa della sua ditta. Questo ragazzo ha 34 anni e lavora con noi da circa 6. Prima con una società, successivamente è stato licenziato per essere assunto ad un nuovo lavoro con contratto a tempo determinato.
Ora i capi gli hanno detto di cercarsi un nuovo lavoro perché la ditta di cui è dipendente alla fine del mese chiude.

Quello che più dispiace è che è un gran lavoratore: ha sempre svolto qualunque incarico gli hanno detto di fare, ha fatto tutti gli straordinari che gli hanno proposto (anche quando si trattava di lavorare due mesi dodici ore al giorno sabato e domenica compresi).
In più si è sposato l’anno scorso e immagino avrebbe voglia di pensare al futuro della sua famiglia con tranquillità.

Si dice in giro che c’è crisi, ecco per me la crisi ha gli occhi di un ragazzo (che poi tanto ragazzo non è più) che guarda il futuro con incertezza.

Mi ricorderò di questa riflessione il giorno in cui mi lamenterò del mio lavoro.

giovedì 15 luglio 2010

Riunioni di un certo livello

Economicamente, penso di far parte della classe media: ho un buon lavoro, una bella macchina, una casa di proprietà (in realtà è proprietà della biondina), un buon livello di istruzione e cultura, ecc.
Abito in un tipico paese di provincia, né troppo ricco né troppo povero, né troppo grande né troppo piccolo, insomma … medio.
Lavoro in una media impresa come quadro, quindi una posizione gerarchica media, sopra l’impiegato e sotto il dirigente.
Questo per dare un’idea della vita che conduco e degli ambienti e persone che frequento.

Però la mia mansione all’interno dell’azienda, a stretto contatto con l’amministratore unico (che, giustamente, è milionario), a volte mi mette in contatto con ambienti e persone che mi inducono soggezione.
Ieri sera il mio capo mi porta ad una riunione per trattare un pezzo di terreno agricolo da acquistare, però i proprietari non sono dei comuni contadini, ma una famiglia di industriali della bassa lodigiana talmente ricchi da far impressione.
Presenti: il proprietario e un suo figlio (architetto e ingegnere), un avvocato ed un notaio, conoscenti di entrambe le parti a far da garanti, io e il mio capo.
Ci troviamo all’azienda dei proprietari alle 18,30 (perché prima naturalmente si lavora, e gli incontri di affari si fanno nei ritagli di tempo), e nel parcheggio alla fine c’è un Porche Cayenne Turbo, un BMW serie 5M, una Mercedes classe E nuova di concessionario e una Bentley (!!!!). Io con la mia Jeep impolverata di cava, che in altri contesti fa sempre la sua porca figura, mi sentivo un poverino.
Dentro: 35.000 mq di zona uffici con giardino zen al centro (piante alte dieci metri all’interno della struttura fatte arrivare direttamente dall’Olanda), marmo e alluminio ovunque e porte della zona dirigenti che si aprono dopo la scansione dell’impronta digitale (azz, neanche nei migliori film di fantascienza).
Comunque ambiente disteso e gente simpatica, tranne forse l’avvocato (ma in effetti l’ho incontrato solo due volte per dirlo), e in un attimo tutti si mettono a parlare di case a S. Margherita Ligure, di barche di lusso, di ristoranti di pesce, di marche di champagne, di riunioni del Rotary e dei Lions Club.
La riunione alla fine penso sia stata positiva: era soltanto la prima di presentazione, ma sembravano interessati all’affare e probabilmente si rincontreranno ancora, anche se senza di me in quanto la parte tecnica sembra sia chiara.

Alla fine una riflessione: sono combattuto se invidiare la loro vita al top, o essere orgoglioso del mio “essere medio”. Faccio un confronto con il figlio del proprietario (probabilmente 40enne) che torna tutte le sere a casa alle 20, che spesso è in giro nelle filiali dell’azienda in Polonia, Slovacchia e India e penso che la ricchezza più grande (per me che sono medio) sia il tempo libero.
Ho deciso: tenetevi le vostre camice di sartoria con le cifre sul cuore, preferisco le mie magliette della Decathlon!