martedì 30 agosto 2016

Il mare a rate

Nel 2016 si prova una nuova tipologia di ferie: il mare a rate.
Questo mese di agosto tu e la tua famiglia siete stati al mare per un totale di circa 16 giorni, divisi in comode rate da tre/quattro giorni non consecutivi.
Da qualche tempo e indefinitivamente, la tua famiglia non si può allontanare da casa per più di tre notti, e a costo di uno sforzo organizzativo di un certo livello. Come era già successo a luglio (qui), le vacanze te le devi sudare e organizzare con dedizione e precisione.

Natura morta con bagnati

Qualche mese fa (era pressappoco pasqua) vi eravate messi di buzzo buono su internet per trovare una soluzione abbastanza flessibile e poco dispendiosa per passare agosto in un posto che avesse una serie di caratteristiche precise tra cui: non troppo lontano, mare bello, possibilità di girare in bici da corsa, località interessanti nelle vicinanze, ecc.
La biondina (che è bravissima a scrivere il soggetto, poi la sceneggiatura è affar tuo), aiutata da una discreta dose di culo, ha scovato su un sito di annunci un monolocale in affitto per quattro settimane a Finale Ligure, posto che conoscete da tempo, essendo stato il primo approccio al mare di un bimbo di due mesi e per esserci poi ritornati più volte nel corso degli anni. Voi o il bimbo con i nonni (qui, qui e qui).
E quindi dal 28 luglio e per quattro settimane avete avuto a disposizione un monolocale quattro posti (matrimoniale più letto a castello) nella frazione di Finalpia, a duecento metri da una spiaggia libera con bandiera blu.

Il lato fashion della capèla de paja

Per ben cinque volte in questo periodo hai percorso i 207 km che dividono casa tua dall'appartamento (due ore e dieci minuti circa, perchè hai fatto delle partenze veramente intelligenti e non hai mai incontrato tanto traffico) e tutte le volte la macchina (quella della biondina, perchè la tua è stata inutilizzabile per tutto il periodo a causa uno stron [sciocchino] e delle ferie di quei simpatici di CarGlass) era sempre piena all'inverosimile, visto che tutte le volte avevi nel baule le due bici da corsa.
Dell'aspetto sportivo delle vacanze parlerai successivamente in un post dedicato. Vi basti sapere che non vedevi l'ora di ricominciare a lavorare, per riposarti un po' (naturalmente non è vero).

E quindi in queste vacanze cosa avete fatto?

Siete andati, un giorno che il tempo era bruttino, a fare una gita alle grotte di Toirano. E avete visto, oltre a stalattiti e stalagmiti, gli ossi degli orsi delle caverne e le orme degli uomini primitivi. Il paradiso per un bimbo aspirante paleontologo.



Siete andati il giorno prima di ferragosto al parco acquatico le Caravelle a scendere da scivoli fantastici, ad assistere a spettacoli degni di palchi migliori (e di un pubblico più attento), a nuotare controcorrente e a saltare nella piscina a onde.




Avete giocato tre volte a minigolf (e tutte e tre le volte hai vinto tu).



Avete ospitato per due notti anche la zia stordita che ha dormito nel letto a castello con il bimbo (che sembrava di essere in una camerata delle colonie estive delle vostra gioventù). Con lei un giorno vi siete spostati in macchina e avete percorso andata e ritorno (24+24 km) la pista ciclabile del ponente ligure che da San Lorenzo a Mare arriva a Ospedaletti, con tappa d'obbligo a Sanremo. Così anche quest'anno, pur non essendo in montagna, il bimbo si è divertito a farsi il viaggio nel carrellino.






Avete cenato non tante volte fuori, ma quelle volte con gran gusto. Ma soprattutto vi siete mangiati tutte le sere un gelatone gigante.





Vi siete divertiti un mondo in spiaggia a giocare con le bocce, le biglie, la sabbia (più tendente alla ghiaia). E a nuotare.




Vi siete goduti il mare.
Vi siete divertiti e riposati.
Viste le premesse e le difficoltà, non era una cosa scontata, ma a parte un po' di sfighe assortite (che quelle sono la specialità della casa ultimamente) e qualche preoccupazione ed ansia per chi rimaneva a casa, siete proprio contenti di queste ferie.
Incasinate ma apprezzatissime.

mercoledì 10 agosto 2016

Il mondo è pieno di [sciocchini]

Tra un mesetto circa (arriveranno anteprime a breve) farai il tuo esordio nel triathlon per il 2016. E' un po' tardi fare la prima gara dell'anno a settembre, lo sai. Ma tant'è ... quest'anno va così.
Sei allenato? Sei pronto fisicamente?
Mah, forse si, ma quest'anno non è che ci pensi molto. Venga quello che venga, va bene così.
Ma su una cosa sei prontissimo e non intendi scendere a compromessi: lo stile.
O almeno, lo eri fino a ieri.

Perchè è da qualche mese, da quando la biondina te lo ha regalato, che non vedevi l'ora di indossare nella zona cambio il tuo fichissimo zaino della TYR con i colori sociali della tua squadra Pianeta Acqua. Che fa tanto nuotatore master e/o triatleta vero (cose che non sei in entrambi i casi).

Foto natalizia con gli addobbi e la tuta pesante

Eri prontissimo a sfoggiarlo con orgoglio e un pizzico di spocchia, ma c'è stato un imprevisto.
Ieri un grandissimo stron [sciocchino] ti ha rotto il vetro posteriore della macchina per rubarti lo zaino che c'era sul sedile dietro.

Storia classica: esci in macchina e parcheggi davanti alla piscina (zona comunque molto trafficata, e hai parcheggiato proprio di fronte a delle nuove palazzine in una zona residenziale mediamente tranquilla. Per dire, non hai lasciato la macchina in una malfamata zona industriale). L'idea era di correre 8 km e poi, tornato alla macchina, prendere lo zaino e andare a fare un allenamento / defaticamento leggero in vasca.
E invece arrivato alla meta hai trovato questa bella sorpresa.


Quel simpatico [sciocchino] di cui parlavi prima probabilmente ha fatto il giro delle (poche) macchine parcheggiate e vedendo un borsone nel sedile posteriore, credendo di arraffare chissà quale bottino ti ha rotto il vetro.
Dalla macchina mancava solo il borsone, perchè il cellulare e il portafogli li avevi nascosti in un'altra parte all'interno dell'auto.
Quindi: un danno della madonna del vetro (sei assicurato, ma ad adesso non sai ancora quando la carglass riuscirà e sostituirti il finestrino, dato il periodo feriale e la difficoltà a reperire il pezzo), impossibilità ad utilizzare la macchina per i prossimi x giorni (dovrete andare al mare con la macchina della biondina), tempo perso dai carabinieri per la denuncia, allenamento rovinato, ma soprattutto la perdita dello zaino con quello che c'era dentro.

Ecco ... parliamone, caro il mio [sciocchino]:
- C'era dentro un accappatoio. E spero che quello ti serva come vestaglia da camera per tutti i giorni di ospedale che ti dovrai fare in futuro.
- C'era dentro una cuffia fichissima con un logo del triathlon. Che sicuramente ti sarà utile come copricapo per coprire la tua immane testa ca**o.
- C'erano dentro un paio di occhialini nuovi di pacca: li avevi comperati alla mattina e non li avevi ancora usati neanche una volta. Il cui elastico ti sarà utilissimo per strangolartici.
- C'erano delle ciabatte infradito. Che, poverino, però non potrai utilizzare visto che da domani non riuscirai mai più a camminare.
- C'erano un costume, un paio di mutande, un pantaloncino corto e una t-shirt (bellissima, in materiale tecnico con una spettacolare scritta KONA sul davanti). Che tanto non potrai mai indossare visto che tu probabilmente pesi due quintali e mezzo.
- C'erano shampoo, docciaschiuma e deodorante. Ecco, questi penso ti potranno essere utili, visto quanto puzzi di carogna.
- C'erano due (o forse tre, non ricordi) euro. Quelli puoi metterteli nel ... beep

Con affetto, caro il mio [sciocchino].
Te possino ...
#limortaccituaedichinuntelodicecoamanoarzata

Sei nervoso ed incazzato, si era capito?

giovedì 4 agosto 2016

La capèla de paja

Il bimbo è un contadino nell'animo.
Nipote e pronipote di contadini (il papà no, che queste sono cose che saltano una generazione, anche se pure tu hai avuto in gioventù i tuoi momenti bucolici in cui passavi l'estate a rastrellare il fieno con il trattore) e quando va al campo dai nonni, è sempre festa.
Con gli anni aveva già dato prova di spirito agreste, come in questi cinque post pescati nell'anima vintage del blog. Però mancava sempre qualcosa: in quelle foto era un bambino che giocava a fare come il nonno. Mancava quel particolare che lo facesse diventare un vero campagnolo.
Eccola qua: la capèla de paja (ndt: il cappello di paglia).


Però questa va spiegata. Dalle tue parti una must dell'outfit contadino è sempre stato il cappello di paglia della Raggio di Sole, nota ditta di mangimi per animali da cortile che (già dagli anni '70) regalava il suo gadget in tutte le fiere locali e contadine in cui presentava i suoi prodotti. Nella tua infanzia (e anche dopo fino ad arrivare a sacche di resistenza ancora in questi anni '10) il contadino indossava il cappello di paglia giallo con la scritta rossa.



O magari non era quello con il logo di questa marca, ma chiunque viaggiasse su un trattore, lavorasse in una stalla, allevasse degli animali, aveva in testa in estate il suo bel cappello di paglia. E tuo padre, baldanzoso settantaduenne pensionato e contadino, è un grande estimatore e fruitore di questo accessorio.
E quindi eccolo qui, ad aiutare il nonno a portare da mangiare l'erba appena tagliata ai conigli e alle capre.


Oppure eccolo ad aiutare lo zio nell'orto a piantare zucchine ed insalata (qui il cappello non c'è perchè se l'era appena tolto, ma ci siamo capiti).


Bravo bimbo, continua così!

E ora ... sigla finale!

mercoledì 27 luglio 2016

Corse campestri per nani

Tanto per ricordarsi cosa si intende per corse campestri (qui) che poi qualcuno potrebbe pensare a gare vere e proprie su sterrato, e non è questo il caso.

Di corse campestri non ne hai corse tante in questa prima parte dell'anno.
Anzi, tuo figlio ne ha corse più di te.

Era già da un po' che lui diceva di voler venire con te o la biondina a correre alla mattina, che gli sono piaciute tanto le due esperienze che aveva fatto con le Family Run (a Riva del Garda ed a Brescia). L'occasione giusta è arrivata d'estate, con le campestri nel pomeriggio tardi.
Settimana scorsa è andato per la prima volta a Valera Fratta (LO) con la sua mamma, e correndo (poco) e camminando (tanto) si è portato a casa sette chilometri.


Ed era entusiasta: ha chiacchierato con tutti, ha salutato tutti quelli che lo incitavano, e si è buttato con entusiasmo sul ristoro finale.

Allora abbiamo provato anche la mattina presto e domenica stavolta l'hai portato tu a camminare a Castiraga Vidardo (LO), mentre la biondina correva i 18 km con il Max.


Stavolta non sei stato molto fortunato, e forse perchè avete cominciato a correre che non erano ancora le otto ed era ancora assonnato, per percorrere quei sei chilometri ci avete messo una vita. Non ha quasi mai corso, ed era un continuo lamentarsi, sbadigliare, chiedere quanto mancava all'arrivo o se c'era un altro ristoro durante il tragitto (e quanti ristori vuoi che ci siano in sei chilometri? tanta grazia che ce n'è uno a metà più quello finale).

Però la voglia non gli era passata del tutto, infatti stasera è andato ancora con la biondina a Roncaro (PV) e ha fatto il bravo. Ha corso tanto tempo e ha passato buona parte del tragitto con un vostro amico, mentre più indietro la biondina chiacchierava passeggiando con sua moglie.
E all'arrivo si è scofanato un piatto di pasta con i capperi (che se li trova nel piatto a casa è una tragedia) tanto era affamato.
E dopo: premiazione!

 
Il buon Salvatore, presidente della nostra associazione podistica, ha avuto la brillante idea di premiarlo (con una coppa che l'associazione aveva ricevuto qualche tempo fa a Voghera per la partecipazione a una campestre, tanto la sede è piena di questi riconoscimenti) come atleta più giovane.
Un'altra cianfrusaglia nella sua cameretta!!


Scherzi a parte, sta cosa del portarselo alle corse campestri per voi è più un impiccio che altro, e lui è naturalmente più interessato a tante piccole cose (la maglietta dei podisti, il ristoro, la visiera che ha rubato al papà [2XU, mica pizza e fichi!], il riconoscimento finale, il polsino per asciugarsi il sudore, ecc), più che alla corsa vera e propria.
Però è piacevole questa cosa.
Si sa mai che si appassioni veramente all'atletica.

venerdì 15 luglio 2016

Le vacanze part-time

Che ti aspettasse un periodo complicato per la gestione famigliare, l'avevi già capito tempo fa (tipo qui e qui).
D'altronde da questo 2016, figlio disagiato di quello stronzo del 2015, non potevi aspettarti molto di meglio.
E anche quella che fino a qualche tempo fa era una cosa normale, come andare una settimana al mare a luglio, è diventata una cosa complicatissima, che ti obbliga a incastri faticosi.

Domenica scorsa voi tre e i nonni materni siete andati al mare.
Bellaria, in un albergo all-inclusive a dieci metri dalla spiaggia.
Bello eh, per carità, ma se avreste potuto scegliere, voi tre sareste andati in Toscana in un camping sul mare immerso nel verde, o in Sardegna a cercar spiaggette riparate, o addirittura qualche giorno in val Pusteria o val Badia con scarpe da trekking e bici al seguito.
Evvabbè, accontentiamoci, uno dice.
Solo che lunedì mattina li hai dovuti lasciar lì e tornartene a casina da solo, perchè dovevi comunque lavorare e poi perchè qualcuno a guardia del forte deve rimanere.

Come era successo anche l'anno scorso, hai passato tre giorni con quello spleen decadente di baudelairiana memoria tra lavoro, cibo pronto in confezione monodose e solitudine serale a cui non sei abituato. Ad addolcire, tanta bici, corsa e nuoto nel tempo libero (che strano, neh?).
Ma il vero eroe della situazione non sei certo tu (che per certi aspetti qualche giorno senza nessuno che gira per casa, qualche lato positivo ce l'hanno), ma la biondina che ha dovuto gestire senza aiuto il bimbo (e quello non sarebbe certo un problema, che comunque adesso è un omino), ma soprattutto i due nonni, con le loro piccole e grandi problematiche e difficoltà.

Giovedì mattina sei partito all'alba e ti sei fatto tutto d'un fiato i 300 km che ti separano dalla riviera per poter arrivare il prima possibile dalla tua famiglia e goderti qualche ora con loro.
Poche purtroppo, perchè venerdì mattina (accompagnati da un temporale come non se ne vedevano dai tempi di Noè) si riparte per la pianura padana, che alle due devi essere di nuovo in ufficio.

Arrivato più o meno alla fine della cronaca e rileggendo il tutto, ti sei accorto che il tono che hai usato è forse un po' troppo negativo.
Vabbè lo sbattimento, i chilometri, le limitazioni e il resto, però sono state pur sempre delle vacanze.
Dovresti imparare a lamentarti di meno e a goderti di più tutte le immagini belle che ti sono rimaste.
Tipo queste.
La gita in risciò
I castelli di sabbia
L'alba
Il tramonto
I selfie con la biondina

venerdì 8 luglio 2016

Gruppo Estivo

D'estate, quando eri piccolo, te andavi in colonia.
O almeno, tu per qualche anno l'hai chiamato così. Poi ti hanno insegnato che si diceva Grest, che è la contrazione di GRuppo ESTivo.
Hai cominciato nell'estate tra la terza e la quarta elementare e non hai più smesso. I primi anni a giocare spensierato nei cortili e nelle sale del castello di San Colombano (quando l'oratorio della parrocchia era in quelle aree degne di altri utilizzi più dignitosi), poi come animatore nelle nuove strutture parrocchiali, quando hai finito le scuole medie.
Hai dei bei ricordi di quei primi anni tra cui in ordine sparso: l'uscita settimanale in piscina, il ghiacciolo della merenda, i tornei di squadra in cui eri sempre l'ultimo ad essere scelto, il foulard/bandana con il colore della tua squadra di appartenenza, l'anno in cui la tua squadra ha vinto e ti sei portato a casa un bellissimo pallone Tango, le gite in bicicletta, la volta che ti hanno rubato la bicicletta seminuova, la festa di chiusura.

Quest'anno, per la prima volta, è toccato al bimbo.


Naturalmente quando gli hai detto che alla fine della scuola non poteva starsene tutto il giorno in casa sul divano a guardare la televisione, lui che è pigro in maniera patologica al grest non ci voleva andare. Avete dovuto convincerlo nominando i suoi amici che ci andavano, condendo il tutto con una buona dose di minacce.
E come volevasi dimostrare, gli è piaciuto moltissimo.
Soprattutto i primi giorni era entusiasta e tornava a casa sì stanco, ma con un carico di adrenalina che non si esauriva fino a sera tarda.
Ha giocato, ha cantato, ha pregato, ha ballato e si è divertito. Tu lo hai portato una volta sola alla mattina, ma l'atmosfera appena varcata la soglia dell'oratorio era fenomenale: le ultime hits radiofoniche a tutto volume e bambini contenti dappertutto, sembrava di essere ad un villaggio vacanze!
Dopo la prima settimana in cui tutto andava bene, ha avuto una crisi, e un paio di giorni ha inscenato una crisi di mammite/papite: pianto dirotto al momento del distacco. Questo aspetto del suo carattere, questa sua sensibilità accentuata che gli crea a volte dei problemi a stare senza la sua famiglia, limita lui e lascia perplesso te.
Comunque, a parte questi piccoli intoppi, il grest è durato tre settimane, ma avrebbero dovuto essere molte di più, sia per lui che per voi.

Segnalazione speciale per la serata di chiusura. e' stata una bella festa con un casino di gente ed una atmosfera gioiosa. Il clou è stata la rappresentazione teatrale dei ragazzi in cui hanno inscenato la storia di Ulisse (il viaggio, l'avventura, il "si misero in cammino", ...) in una versione scanzonata e divertente, intervallata anche dai balletti delle bambine. Peccato per il pessimo apparato tecnico audio, che ha impedito di apprezzare buona parte della recitazione. Ma oh, siamo in un oratorio, non si può pretendere troppo ...


Il bimbo ha partecipato impersonando uno dei marinai della ciurma di Ulisse, ed il suo amico Ale era uno dei ciclopi amici di Polifemo. Eccoli prima del debutto nei loro vestiti e trucchi di scena.


Anche se più che un marinaio, può essere scambiato per un credibilissimo cavaliere Jedi.


Ciliegina sulla torta: la sua squadra, i blu, è arrivata prima nella classifica dei giochi a squadre del grest. Niente coppe, medaglie o altro, ma la proclamazione di don Mario e la gioia seguente, resteranno nella memoria del bimbo come uno dei momenti più felici di quest'estate.

A te invece resterà impressa la bella atmosfera che aleggiava sia durante il grest, ma soprattutto la sera della festa. I ragazzi più grandi e soprattutto gli animatori sono fantastici: giovani, belli, simpatici e allegri.
I tipici bravi ragazzi dell'oratorio. Ma non di quelli noiosi, bensì i ragazzi che sanno divertirsi stando insieme in modo costruttivo.
Quello che forse eri anche tu in gioventù e quello che vorresti diventasse tuo figlio.

giovedì 30 giugno 2016

Periodo di transizione

A due mesi esatti dall'operazione al ginocchio, come vanno gli allenamenti?
Dopo un mese di maggio naturalmente desolante (tanto che Garmin Connect era seriamente preoccupato ed ha chiamato "Chi l'ha visto?") il mese di giugno presenta una tabella di allenamento discreta, di quelle che fanno ben sperare.


Giugno è sempre stato uno dei tuoi mesi più soddisfacenti, e questo 2016 anomalo non fa eccezione.
Il fatto che hai cominciato a pedalare molto presto ti ha portato a recuperare il tono muscolare in un attimo ed i risultati si sono visti. Visto che la corsa è sottotono, ti sei buttato sui pedali e in questa parte stai decisamente bene. Stai facendo tanti chilometri per i tuoi standard abituali e la forma si vede: la velocità in bici è buona e anche l'agilità in salita sta migliorando.

Il nuoto ha risentito pesantemente dello stop di un mese, ed ai primi allenamenti con il gruppo dei minimaster sembravi un ciocco di legno. Solo adesso cominci a non avere quel peso sulle spalle e nelle braccia il mercoledì o il sabato mattina.

Il punto più dolente è naturalmente la corsa. Finora poche uscite, e quando corri senti ancora un leggero fastidio al ginocchio destro che ti fa optare per velocità basse.
Finora uscite di massimo dieci chilometri, ma la strada è quella giusta.

Inevitabilmente però di gare per adesso non se ne parla.
Hai adocchiato un paio di olimpici da fare a settembre, e qualche altra gara minore, tanto per avere qualche obbiettivo da inseguire, ma con la consapevolezza che questo sarà un po' un anno di transizione.
E si sa, te nelle transizioni sei sempre stato lento.

martedì 21 giugno 2016

L'ora del giudizio

Pagella della prima elementare.


Pensi sia il primo momento di giudizio vero nella vita di una persona (dove per vero si intende: dato da persone e/o strutture al di fuori della cerchia famigliare).
La società comincia a darti dei voti e si pronuncia su due cose molto importanti: il tuo patrimonio cromosomico (carattere, predisposizione, attitudine) e il tuo impegno.
La somma di questi due fattori dà un risultato che, nelle intenzioni dell'ordinamento scolastico, rappresenta il valore di una persona in rapporto alla società. La pagella di fine anno è contemporaneamente il risultato e la rappresentazione di questo sistema.

... vabbè dai, basta cazzate.
La pagella è buona, voi siete contenti e le maestre anche.
Bravo bimbo, continua così!!

giovedì 16 giugno 2016

Ha avuto la bicicletta e ora non smette di pedalare

Con la scusa che tu sei temporaneamente in stand-by (ma stai tornando alla carica), la biondina ne sta approfittando e, come i bambini quando hanno un giocattolo nuovo, sta macinando chilometri su chilometri di strada sterrata sulla sua MTB.
Dopo l'exploit chilometrico della Lodi-Lecco-Lodi, ha partecipato in meno di un mese a tre manifestazioni fuoristrada molto diverse tra loro, che a cambiare sempre tipologia, obbiettivo, fondo e altimetria ci si diverte molto di più.

Ma prima di tutto foto:

Perché alla fine i prodi e simpatici amici della speedybike tanto hanno fatto e tanto hanno detto che la biondina si è definitivamente accasata e adesso ha una nuova divisa e una nuova compagnia di gente simpatica con cui condividere le pedalate. Infatti adesso, oltre ai giretti in collina a San Colombano, partecipa alle uscite di allenamento anche extra provincia. Tipo il sabato mattina a scorrazzare tra amici nelle campagne e nei vigneti della Val Tidone tra Pavia e Piacenza.



E arriviamo alle "gare" della biondina di cui avevi detto all'inizio, cominciando da una che gara non era:


1° Raduno MTB Barasino - 22/05/2016 Sant'Angelo Lodigiano
Pedalata in amicizia con obbiettivo di raccolta fondi per l'associazione dei disabili del vostro paesello e per far conoscere il gruppo e il territorio sia a quelli che in MTB ci vanno regolarmente, sia alle famigliole con poca dimestichezza.
Unico requisito richiesto avere una bici adatta ed un casco, perché poi c'erano due percorsi segnalati, presidiati e accompagnati che hanno potuto fare tutti (tanto per dire: c'era anche la zia stordita che inforcava la vecchia rockrider della biondina e qualche bambino al di sotto dei 10 anni).
Te e il bimbo avere sfiorato la manifestazione perché avete fatto anche voi un piccolo giretto in bici autogestito e siete arrivati al punto di ritrovo della manifestazione giusto in tempo per fotografare l'arrivo del gruppo e per gustarvi il panino con la salamella e i dolci del pasta-party.
I giorni successivi si sono letti sui social e sui giornali locali tanti attestati di stima e ringraziamento sia dalla gente che ha partecipato per la bellezza e l'organizzazione della manifestazione, sia da parte della società civile per l'importanza della raccolta fondi in beneficenza.
Niente di meglio per battezzare la giovane società e per far avvicinare altra gente.



2 Ore per la LILT sportivi nel cuore - 02/06/2016 Castiraga Vidardo (LO)
Anche qui l'obbiettivo principale era la raccolta fondi (stavolta per la LILT) e in un paesino vicino al vostro hanno organizzato una giornata intera tra sport, musica, gastronomia ed altro.
Nello specifico nel pomeriggio la biondina ha partecipato alla staffetta a copie in MTB dove in un percorso tra i campi in fregio al Lambro (percorso di 9 km praticamente piattone, ma con alcuni punti di media difficoltà tecnica) si sono sfidati a chi faceva più giri in due ore ben 52 coppie.
La biondina ha fatto copia con un vero campione, il famigerato "caciavide" (non stai esagerando, vince molte gare nella sua categoria age group), e ha fatto bella figura tanto che sono arrivati terzi nelle copie miste.
Bella manifestazione con una formula di gara originale e stimolante.
E nel pacco gara la biondina si è portata a casa anche un salame e una bottiglia di vino rosso.






BECYCLE Race - 12/06/2016 Carobbio degli Angeli (BG)
Grande interrogativo e grandi dubbi per questa gara. Perchè si, questa è stata proprio una gara con tanto di classifica e cronometraggio ufficiale. E qui vengono fuori i soliti discorsi: ma il grado di difficoltà tecnica è alla mia portata? ma farò brutta figura? ma con l'acqua che è venuta nei giorni precedenti, non sarà troppo pericolosa?
In effetti nei giorni precedenti (ma soprattutto il sabato) c'è stato un nubifragio che ha fatto temere modifiche al tracciato e ha comunque reso pesanti e molto fangosi alcuni tratti del percorso.
Alla fine l'acqua non l'ha presa (se non una leggera pioggerella all'inizio della gara), ma ha dovuto scendere dalla bici ed affrontare a piedi molti tratti in cui non era sicura per via del troppo fango.
Questo l'ha portata purtroppo a percorrere quasi tutto il percorso in coda al gruppo, ed a tagliare il traguardo assieme ai due ragazzi del servizio scopa, dopo più di due ore dall'arrivo del vincitore.
Lei ora si lamenta e dice che non ha fatto una bella figura e non doveva andarci.
Te pensi che si sbaglia, e chi anche solo partecipa a queste competizioni vince di base. Quaranta chilometri in fuoristrada con 1000 metri di dislivello sono una bella sfida, e chi fa brutta figura sono quelli che restano a casa sul divano.

mercoledì 8 giugno 2016

Uno scemo con la medaglia al collo

Lo scemo con la medaglia al collo sei tu.
O per lo meno tu sei uno di quelli.
Nelle tue letture nell'internet in quegli angolini dove si parla di triathlon, distrattamente avevi già sentito parlare di Cleto la Triplice, ma non avevi mai approfondito.
Poi fortunatamente ci ha pensato il buon Ironbatta a colmare questa tua lacuna e ti ha prestato da leggere questi due agili libercoli che in poche pagine tratteggiano in maniera lapidaria il triatleta amatore.
Perculandolo.
Il mio ex faceva l'Ironman e il suo seguito Uno scemo con la medaglia al collo.


La lettura ti è piaciuta molto perchè riconosci a Cleto di saper sfruttare al meglio una delle virtù che ti piacciono di più nell'uomo e che cerchi di coltivare anche tu: l'autoironia.
Il non prendersi sul serio pensi sia uno dei segreti per godersi il lato migliore della vita.


Cercateli, ne vale la pena. Troverete chicche come queste:

Sei un vero triathleta quando:
- Consideri andare al lavoro il tempo di recupero tra un allenamento e l'altro.
- Il tuo primo pensiero appena sveglio è qual'è la tua frequenza cardiaca a riposo.
- Ti serve la foto per un curriculum e hai solo foto di gare. (Questo ti è appena successo).
- Quella deliziosa colonia che porti al lavoro è cloro.
- Qualcuno ti porge un bicchiere d'acqua e devi trattenerti dal versartelo in testa.