giovedì 22 gennaio 2015

L'attimo perfetto del ciclista

Qualche volta l'hai vissuto.
L'attimo perfetto del ciclista.

E' estate, fa molto caldo, sicuramente sopra i trenta gradi. Il sole è quasi verticale sulla tua testa, è quasi mezzogiorno. La salita è cominciata tranquilla, ma dalla tua posizione vedi alla destra che la strada, dopo un tornante, cambia decisamente pendenza e diventa impegnativa. Prima di affrontare la salita hai mangiato una barretta e hai bevuto un po' di sali, e ora ti senti bene. Naturalmente stai sudando copiosamente (lo fai in inverno quando fa freddo, figurarsi ora) ma non ti da fastidio, perchè l'estate è fatta per sudare. Con te c'è la biondina. E' qualche metro dietro di te, come sempre in salita (ma quando siete in piano non riesci a staccarla, neanche cambiando passo).
Sei ben allenato, e il tuo limite è ancora piuttosto lontano. Quindi le ultime centinaia di metri ti alzi sui pedali. Le gambe girano bene, e il fiato, anche se appesantito, regge. La strada sale, e la tua frequenza cardiaca si adegua. Hai lanciato il cuore oltre il manubrio, e ora so stai inseguendo, testa bassa e sguardo vacuo ipnotizzato dal dondolio della ruota anteriore.
L'ultimo strappo. Siamo tranquillamente oltre il 15% di pendenza e alcune gocce di sudore si incastrano sugli occhiali da sole. I quadricipiti cominciano a bruciare, ma stringi i denti che è quasi finita.
E' fatta. Scollini.
E nell'attimo prima di cambiare rapporto, ancora in piedi sui pedali, esci dalla trance sportiva e alzi lo sguardo.
Ed eccolo lì, l'attimo perfetto ...
Quello in cui la natura attorno ti colpisce violentemente con la sua bellezza.
Possono essere le dolci colline che ospitano i filari di pinot dell'oltrepò pavese.
Possono essere i monti del triangolo lariano che si affacciano sul lago.
Possono essere le alpi marittime sul versante ligure.

E' raro ma è, per te, l'essenza del ciclismo.
E vale ogni sacrificio che la bici ti chiede.




Questo post è stato ispirato dall'opera d'arte che si vede nella foto precedente. E' una tavola di legno scolpita e dipinta che fa bella mostra di sé nella mensola più in vista del tuo soggiorno.
E' di una bellezza mozzafiato ed è un regalo che la zia stordita ha fatto alla biondina (e, ti piace pensare, un po' anche a te).
Non è opera sua, ma questo non cambia minimamente il fatto che sia uno degli oggetti più preziosi che avete in casa.

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