sabato 29 settembre 2012

La ghiaia di Marte

A che serve mandare un rover su Marte?
A fare foto come queste:

Gli scienziati che studiano le immagini che provengono da Curiosity sono in fibrillazione perché confrontando la foto a sinistra di Marte con quella a destra presa in un letto secco di un torrente, sono convinti di avere le prove che il pianeta presentava, non so quanti millenni fa, acqua liquida che scorreva sulla superficie.

Ok, tutto perfetto!

Ma io di lavoro mi occupo di cave di sabbia e ghiaia.
Se il mio capo vede queste foto la prossima volta, invece che il corso sulla sicurezza antincendio, mi fa fare il corso accelerato per astronauta!

... dovremmo provare a usare l'inerte marziano, tanto per dare un senso al nome della nostra azienda: Cosmocal, il calcestruzzo cosmico!

giovedì 27 settembre 2012

Primo bilancio certamente prematuro


Sono sempre stato convinto che l'inizio della scuola materna avrebbe fatto un gran bene al bimbo, principalmente per due motivi: avrebbe passato del tempo con i bambini della sua età (cosa che, non avendo fratelli o amici vicini, finora aveva fatto raramente) e avrebbe imparato a stare in società e a conoscere le regole della convivenza.
Sono solo poco meno di tre settimane da quando il bimbo va all'asilo, e se devo fare un primo bilancio a caldo posso dire che l'asilo gli piace, fa tutto quello che gli dicono e la sua insegnate annalisaportapazienza è soddisfatta di come si comporta.
E di questo siamo tutti contenti.
Ma a dire la verità, questo bambino bravo bravissimo sembra che lo tengono all'asilo e a noi ci riconsegnano la versione che si è data al alto oscuro della forza.
A casa abbiamo notato una serie di cambiamenti nel carattere. Finora tutti negativi.
E' spesso scontroso, apatico e ancora più testardo del solito. Di quelle scene perché non vuole mangiare quello che la mamma gli prepara, che prima mangiava con entusiasmo. Non vuole giocare con niente di quello che gli proponi e passerebbe tutto il tempo sul divano davanti alla televisione con ciuccio e orso. Se non vuole fare una cosa prima riuscivi a convincerlo con le buone, ora sono solo lacrime e capricci fino a quando o la mamma cede o io mi arrabbio e lo costringo tra urla e strepiti.

E' colpa dell'asilo?
Penso di si.

Ma non nel senso che stà disimparando l'educazione, ma molto più semplicemente per lui è un momento un po particolare: quando torna a casa è stanco (giocare tutto il giorno sfinisce) e forse questi suoi capricci sono il modo che ha per chiedere attenzione. Prima era il centro del suo piccolo mondo che cominciava a casa sua e finiva al massimo a casa dei nonni. Ora invece stà prendendo coscienza che non è così: che deve dividersi le attenzioni della maestra con altri 27 bambini, che non può fare sempre e solo quello che gli piace senza chiedere il permesso.
E questo in effetti può destabilizzare.
Sia i suoi equilibri comportamentali che gli equilibri emozionali della sua famiglia.

Quanta pazienza ci vuole!

martedì 25 settembre 2012

La gallinella

Al campo dai nonni, ci sono un po' tutti gli animali che ci si può aspettare in una fattoria: i cani, i gatti, le mucche, il maiale, le capre, il cavallo, i conigli, ...
E tanti, tantissimi uccelli da cortile: anatre, oche, faraone e un sacco di galline, tra cui una nuova specie: una splendida gallina da regalo.

La storia è cominciata, com'è giusto, sotto pasqua, quando la nonna, per far felice il bimbo golosissimo di cioccolato, aveva messo una gallinella di peluche in un cestino all'ingresso di casa con un paio di ovetti di quelli piccoli sotto. Così, come un ghiotto regalino. E lui fu felice.

Ma quando passa la pasqua, che fai? Riponi la gallinella in un angolo in attesa dell'anno successivo deludendo così il bimbo? Ma certo che no!
La gallinella è rimasta al suo posto appena dentro la porta di casa, solo che ha cambiato il prodotto delle proprie fatiche. Se prima produceva un piccolo ovetto di cioccolato, ora a seconda del suo estro produce caramelle, liquerizie, cioccolatini, bottigliette di thè e in generale tutto quello che può piacere ad un bimbo di tre anni e mezzo.
Prima cosa che fa appena sceso dalla macchina, ancora prima di salutare i nonni, è andare a vedere quello che ha prodotto, dire stupito: hhhooo!!!, infilarsi in bocca il dolcetto e ringraziare il pennuto abbracciandolo o addirittura baciandolo.


Visto che comunque può essere utile per ottenere ubbidienza, questa storia è diventata specie di ricompensa:

Hei, mamma, il bimbo ha fatto il bravo oggi mentre io non c'ero?
Bhè, papà, mica tanto, ha fatto un pò di capricci!
Bimbo, è vero quello che mi ha detto la mamma? guarda che telefono alla nonna al campo e gli dico di avvisare la gallinella, così la prossima volta che vai non ti regala niente!!
No papà, no! Ti prometto che faccio il bravo, non dirgli niente alla gallinella!

... Finchè dura ...

venerdì 21 settembre 2012

Emozioni - The dark knight rises

Batman: Facciamo gara a chi ha la voce più ridicola?
Bane: Per fare peggio di così devo parlare in alfabeto farfallino!

Nel titolo del post ho riportato il titolo originale del film in inglese, perché la versione italiana, specialmente a chi, come me, ha letto anche qualche (ehm ...) fumetto, riporta alla mente un'altra opera, a cui Nolan è, giustamente, debitore per molti aspetti.
Se mi nomini Il ritorno del cavaliere oscuro, a me viene in mente questo:


La mia edizione non sarà nè originale, nè extra lusso,
ma l'ho riletta molte volte!

Ora che ho fatto per l'ennesima volta quello che fa il figo quando c'è da parlare di fumetti, cominciamo con le cose serie.
Di solito parlo di film o cose comunque vecchie, perché stavolta sono qui a parlare di un film appena uscito al cinema?
La risposta potrebbe essere perché, dal mio punto di vista, TDKR è uno dei migliori film in assoluto (facciamo in top ten), anche se forse un gradino sotto la secondo capitolo della saga Batman.
Ma il motivo principale perché ne parlo è che dopo un sacco di tempo (almeno dieci anni, non riesco ad essere più preciso) sono tornato al cinema.
C'è voluto mio cognato che, assieme ai suoi amici, mi ha dato la possibilità di ritornare in sala, dato che la biondina non ama il cinema (preferisce l'home theatre). E non potevo scegliere occasione migliore.

Un mercoledì sera (perché si paga meno) in una saletta di un piccolo cinema di quelli che ancora resistono al di fuori dei multisala dei centri commerciali, mi sono goduto insieme ad un massimo di dieci persone in tutto la magia del cinema.
Scene action eccezionali (anche se pochine per i miei gusti semplici), alcuni passaggi di regia da mascella caduca, una Catwoman quasi ai livelli di Michelle Pfeiffer, un finale perfetto e quel gusto (che Nolan ha già dimostrato alre volte) per la sceneggiatura intricata ma rigorosa, mi hanno fatto volare due ore e quaranta come poche altre volte.
Il difetto che posso trovarci in questo film, se di difetto si può parlare, è che con pochissime variazioni allo script sarebbe potuto diventare Squadra speciale SWAT e funzionare comunque benissimo anche senza gente che indossa un mantello nero e una maschera.
Perché ecco, questo è un bellissimo film ma non un film di supereroi.
Un film di supereroi potrebbe essere, ad esempio, un film in cui un dio nordico, un supersoldato, un genio della cibernetica con l'armatura e un mostro verde fronteggiano un'invasione aliena.

Ma quella è un'altra storia.
E un altro editore.

martedì 18 settembre 2012

Il gelato più buono del mondo

E considerate il fatto che noi per il gelato abbiamo una specie di fissa.
Siamo dei grandi consumatori di gelato. D'estate il nostro freezer è ben fornito di biscotti, cornetti, coppette, di cui ho il vizio di mangiarne almeno uno al giorno, di solito dopo pranzo o dopo cena. Ma questa penso sia una cosa abbastanza comune.
Quello che a qualcuno può sembrare esagerato è che spesso la mia cena consiste in una porzione gigante di gelato. Di solito compriamo delle vaschette da 1 kg, perché quelle da mezzo chilo, a volte è capitato di finirla in dieci minuti io e la biondina.
Di solito gelato fiordilatte, o stracciatella o variegato cioccolato, con poche alternative.
Il fiordilatte a volte si mangia con la macedonia, o con una generosa porzione di frutti di bosco (surgelati, che magari se devi presentarli da soli non fanno grandissima figura, ma da mangiare con il gelato sono ottimi). Mentre altri gusti vengono rinforzati con il muesli, i cereali o le cialde al cioccolato.
Questo a casa.

Ma se devo uscire a mangiare il gelatone come cena noi non abbiamo dubbi: si va a Crema da Bandirali.
Prima quando eravamo fidanzati o sposati senza prole, era la tappa fissa del venerdì o la domenica sera. Ma sempre sempre. Anche e soprattutto d'inverno.
E il motivo è presto detto: il gelato artigianale più buono del mondo servito con eleganza e competenza. E ad essere più precisi, il gelato al caffè più saporito e profumato. La mia passione.
Dopo anni di prove, esperimenti, ripensamenti e dubbi, la mia top ten è questa:
3° Coppa after eight
Che già a me il cioccolatino fondente con dentro la crema di menta fa impazzire, provate invece a immaginarvi un gelato alla menta profumatissimo con una colata di cioccolato fuso che diventa, solidificandosi, un pezzo di delizia leggermente amara, con sopra panna montata e salsa alla menta. Gelato tipicamente estivo, anche perché il gusto menta lo fanno solo quando è stagione.
2° Affogato al caffè
E' una delizia, anche il caffè è ottimo. Ma questa coppa ha un solo difetto: è un po' piccola. Come direbbe il mio buon zio bat: g'na vureva 'na sidela (traduzione: questo cibo è ottimo, ma per permettermi di saziarmi questa porzione è insoddisfacente, sarebbe auspicabile averne a disposizione un quantità sufficiente a riempirne un contenitore di quelli utilizzati dai muratori).
1° Coppa gigante quattro gusti.
Visto che il difetto della coppa precedente è comune a quasi tutte quelle proposte, alla fine la coppa me la costruisco io, scegliendo di volta in volta due gusti speciali che vengono proposti quella sera, assieme ai miei must: caffè e tartufo. Da completare con panna montata, cioccolato fuso e granella di nocciole.

Il cibo degli dei

domenica 16 settembre 2012

Palio di Codogno - 14/09/2012

Era un bel po di tempo che non facevo gare di corsa, sia cronometrate che amatoriali.
Più precisamente dalla campestre di Marudo, dell'inizio di luglio. E, visto che fin quando dura alla domenica mattina preferisco andare in bici, c'è voluta una gara di venerdì sera per farmi indossare il numero sulla maglietta.
Il palio di Codogno è pubblicizzato come Staffetta podistica non competitiva a squadre ma alla fine per molti dei partecipanti si è trasformata in una gara tirata alla morte.

La partenza alle 9 e un quarto, quarantatre squadre di cinque persone che percorrono per quattro volte un anello di poco più di 500 metri in centro del paese, per un totale di 2km e 300 metri a testa. Praticamente la gara più corta che ho mai fatto in vita mia.
Risulta sportivo di tutto rispetto: con i quattro soci (di cui tre non conoscevo, ma il quarto è uno dei miei colleghi fissi di allenamento) ci siamo posizionati al 7° posto su 43 squadre. Tempo totale 40' 47" per la squadra e 8'18" per me. Velocità che non avrei pensato possibile, ma il numero sulla maglia anche stavolta ha fatto il miracolo.
Ottimo risultato anche per la biondina e la zia stordita.

Ma lo spettacolo della serata è stato il bimbo.
Erano già alcuni giorni che continuava a dire che voleva fare la gara di corsa, e non abbiamo potuto far altro che portarcelo dietro, anche se eravamo consapevoli dei problemi logistici. Infatti ho dovuto faticare non poco a convincerlo a non mettersi a correre insieme a me sul circuito. Ma alla fine della mia frazione ha voluto indossare a tutti i costi il mio pettorale (d'altronde era destino: il numero 43 è nel suo cuore) e ho dovuto passare il resto della serata nella piazza ad alternare corse e stretching, mentre la gente attorno ci guardava e rideva.

Bimbo, fai i muscoli!
Fine serata con pasta party (ottimamente organizzato) dove il bimbo ha avuto il coraggio di mettersi a mangiare un paio di fette di salame alle undici di sera. Una vera fogna!

giovedì 13 settembre 2012

L'asilo è un segreto


Il bimbo ha cominciato lunedì ad andare all'asilo dalle suore.
Per ora solo due ore e mezzo alla mattina, in attesa poi di aumentare l'orario.
Ebbene: gli piace.
Proprio non vede l'ora alla mattina di entrare nella sua classe.
La mamma dice che quando arriva nel piazzale dell'asilo e magari c'è ancora il portone chiuso, si arrabbia e chiede: ma quando aprono? Per poi correre nella sua classe e fiondarsi sui quintali di giochi (mediamente sembra attratto dai camion). Quasi non saluta neanche.

E anche quando vanno a prenderlo è contento. Canta. E saltella invece di camminare.
Così, con naturalezza, come se l'avesse sempre fatto quando invece è la prima volta in vita sua che resta senza qualcuno accanto che non siano i suoi genitori o i parenti più stretti (nonni o zii).

E anche annalisa portapazienza, la sua maestra, per le poche volte che la biondina ha potuto parlargli, riporta di un bimbo bravo, che chiede sempre il permesso per poter giocare, che quando fa pipì non ha bisogno di nessuno e fa da solo, che non sembra mai a disagio, che adora giocare nel cortile all'aperto.
Tanto che ha deciso che da domani comincerà anche a pranzare all'asilo.

Quindi l'inserimento all'asilo non è stato un problema.
Anche se ci aspettiamo che tra qualche tempo arrivi comunque una crisi, in cui si stuferà e non vorrà più andare, così come ci dicono tutti quelli che ci sono passati prima.

E dovrei essere contento.
E lo sono. Ma in parte sono anche deluso.
Perché non riesco ad entrare in empatia con quello che sta vivendo.
Questa è la prima cosa che sta vivendo lui da solo, senza che io sia lì presente per poterla condividere con lui. E mi lascia spiazzato, mi disturba.
... e poi se chiedi a lui fa il misterioso, l'omertoso.

Bimbo, ti piace andare all'asilo?
Si papà
E oggi cosa hai fatto di bello?
Non mi ricordo.
Come si chiamano i tuoi amici dell'asilo?
Si chiama Gabriele.
... e basta? Solo Gabriele?
Si.
Ma raccontami qualcosa dell'asilo, dai!
Non posso papà, è un segreto.

Neanche la 'drangheta.
E io, che vorrei essere una mosca e restargli vicino tutto il tempo, rosico tantissimo.

lunedì 10 settembre 2012

giovedì 6 settembre 2012

Farsi belli

Il bimbo ha un tale livello di autostima da andare fuori scala.
Forse il motivo è che tutti, ma proprio tutti, a partire dai suoi genitori, ai suoi nonni, ai suoi conoscenti, fino ai semplici passanti, non possono notare quanto è figo.
Ma d'altronde non c'è niente da fare: è bello bello in modo assurdo (cit).
Lui lo sa, e ci gioca.

L'ultima trovata è che adesso va in bagno, apre l'armadietto e dice: devo farmi bello!
E quindi si mette il burrocacao, il deodorante sotto le ascelle e finge di farsi la barba con il pennello e il manico delle lamette usa e getta.


Le cose strane sono però due: la prima è che di solito lo fa prima di fare la doccia, una cosa veramente utilissima!
L'altra cosa strana è che non capisco da chi può aver preso questa cosa del farsi bello, perché ne io ne la biondina siano gente da creme, trucchi o cose simili.
Noi siamo belli al naturale!!

lunedì 3 settembre 2012

Uno sgabello in prima fila

Quando la tua famiglia si allarga, la presa di coscienza del fatto non è immediata.
O meglio, ci sono tanti momenti piccoli, insignificanti ma importanti, che segnano la crescita di tuo figlio e il sempre maggiore peso della sua presenza nell'equilibrio famigliare.
Il suo impossessarsi di spazi e momenti che prima erano tuoi o che, semplicemente, prima d'ora non c'erano.

Quando la sera te lo trovi sul divano tra te e tua moglie a vedere la televisione.
Quando andando in giro in macchina, lui dal sedile posteriore chiede la tua attenzione con miliardi di domande.
Quando la sera per addormentarsi vuole venire nel lettone tra di noi.

Stasera è capitato uno di questi momenti.
Finora ha sempre mangiato sul seggiolone, di solito poco prima di noi, e comunque con uno tra papà e mamma che lo devevano aiutare a mangiare. Quindi non abbiamo mai mangiato effettivamente tutti e tre insieme. Fino ad oggi.

Saetta McQueen mangia con noi.

L'altro giorno abbiamo comperato all'Ikea lo sgabello per nani, perché ormai è grande, e solo i bambini piccoli siedono sul seggiolone. E, oltre all'indiscutibile vantaggio di avere molto più spazio libero in cucina, la sensazione che abbiamo avuto ad avercelo al tavolo è stata veramente forte.
Il bimbo si è impossessato di un'altro pezzo di casa.
Si è seduto tutto contento sul suo sgabello di fianco a sua madre e con questo semplice gesto ci ha detto: eccomi, sono qua, ora più di prima faccio parte della vostra vita.

Perché forse è il tavolo della cucina, più ancora che il lettone dei genitori, il centro dell'intimità famigliare.