martedì 26 luglio 2011

Piccoli allevatori crescono 2

Quando andiamo dai nonni è sempre festa.
Il bimbo vuole andare nell'orto a raccogliere i pomodori, vuole andare a portare il panino alle caprette, vuole cambiare l'acqua da bere ai coniglietti, vuole andare a toccare i pulcini, vuole andare a dare il fieno alle mucche, ecc.
L'altro giorno il nonno è andato nel campo a tagliare l'erba fresca da portare alle capre, e lui naturalmente ha voluto aiutare.
Quando torniamo a casa non si può guardare tanto è sporco.

domenica 24 luglio 2011

Se potesse parlare ... mi spiegherebbe un paio di cose sull'affetto!

Ma tu, vuoi più bene alla mamma o al papà?
Più di tutti voglio bene a Orso.
Bravo, risposta giusta! Così imparo a farti queste domande stupide!
No, dai, scherzavo.
Voglio taaaanto bene al papà e voglio taaaanto bene alla mamma.
Io te l'ho chiesto perché a volte sembra che vuoi bene solo a uno e l'altro lo schifi. Così, alternativamente.
Oppure quando la mamma ti chiede: tu mi vuoi bene? tu gli rispondi: No, vai via!
Uhhh ... che pesanti che siete, tutti e due. Non si può neanche scherzare in questa casa!
Certo che se la domanda la mamma me la fa appena dopo che ho finito di piangere, per qualunque motivo, sicuro che gli rispondo che non gli voglio bene.
Ma dai, vi devo spiegare tutto come ai bambini?
No, ... cioè ... è che ...
E poi, siete ancora così infantili da non sentirvi amati se uno non lo esprime compiutamente a parole?
Guarda che l'affetto lo si dimostra in altri modi, soprattutto alla mia età!
Guardami: cresco bene e in fretta, sono sano e allegro, sono intelligente e curioso. E questo lo devo principalmente a voi due. Voi mi volete bene e io vi ringrazio e ricambio crescendo sereno e felice.
E' vero ... sniff ... scusami, non avevo capito ... sniff ... grazie per le belle parole ...
Vabbè, vabbè, non fare scenate ... tanto io voglio più bene a Orso.

NB: é già il terzo post che scrivo con questo espediente narrativo del discorso immaginario, ma ho deciso che se ne scriverò altri è necessario che cambi il titolo. Infatti non è corretto dire "se potesse parlare" perché parla, caspita se parla. Potrei chiamarli "chiacchiere plausibili", oppure "discorsi inventati ma non troppo".
Mah, vedremo ...

sabato 23 luglio 2011

Corsa campestre di Monteleone 22/07/2011

Dopo un anno dal mio primo post con l'etichetta sport, ieri sera altra bella passeggiata nelle colline assieme alla biondina e in compagnia di altre centinaia di persone.
Percorso identico a quello dell'anno scorso per undici km quasi totalmente sterrati con alcuni passaggi in boschi molto fitti, dove si doveva correre in fila su un sentiero stretto e abbassando la testa sotto i rami (questo solo io, che la biondina non ne ha bisogno). Alberi tanto fitti che sembrava di correre al chiuso e il garmin perdeva il segnale del satellite.
Con un po di fantasia, visto l'orario di arrivo (venerdì sera alla sette e mezza), al ristoro finale sembrava di essere in un locale figo a fare l'aperitivo.
Solo che al posto del negroni c'era the freddo, al posto delle tartine biscotti secchi e fette di melone, al posto delle scarpe tacco dodici le ragazze avevano le mizuno.

giovedì 21 luglio 2011

Nativo digitale


Io sono un immigrato digitale.
Non nel senso che ho bisogno del permesso di soggiorno, ma nel senso che sono nato quando la vita era analogica, mentre, negli ultimi anni, tutto si stà riversando in digitale.
Quando la musica si ascoltava mediante il vinile e la cassetta.
Quando le fotografie passavano dal rullino.
Quando i libri erano stampati su carta.

Il bimbo invece è un nativo digitale.
La musica che ascolterà lui, dai CD in avanti, viene riprodotta su dispositivi digitali. Anzi, il più delle volte è nata direttamente dal computer.
Le fotografie che scatterà saranno soltanto in digitale, e riderà quando gli spiegherò cos'erano le polaroid.
Leggerà i quotidiani solamente dal suo tablet.

Per adesso cerca di interagire col notebook del papà imitandomi: sà accenderlo, pasticcia continuamente con il mouse, schiaccia su tasti a caso con la grazia di un fabbro e rompe continuamente perchè vuole vedere da youtube i suoi filmati preferiti che sono, dopo i cartoni animati di raiyoyo, video con trattori, camion ed aerei.

Ma da oggi anche lui ha quello che chiama il mio pomputer.


martedì 19 luglio 2011

La rilassante passeggiata dopocena

Qual'è l'allenamento perfetto per il potenziamento delle gambe se non hai tempo di andare a correre e non vuoi rinunciare comunque a stare un'oretta con la tua famiglia?
Niente di meglio che un giretto in collina con quasi una ventina di chili sulle spalle!!
Sempre nella terra di mezzo, come l'altra volta, ma stavolta abbiamo lasciato a casa il giubbotto a favore dei pantaloncini corti.
Le zanzare ringraziano.

venerdì 15 luglio 2011

Emozioni - Star Wars parte II

La prima parte è qui.
Ora parliamo dell'estetica dei film.
Anzi, facciamo parlare le immagini:

il servodroide R2-D2 (C1-P8 in italiano)
e il droide protocollare C-3PO (D-3BO)
L'AT-AT (All-Terrain Armored Trasport)
protagonista della battaglia sul pianeta giacciato di Hoth
Leia Organa versione slave to Jabba the Hutt
Che, chiariamo, Carrie Fisher non è mai stato quel gran pezzo
 ma quella situazione ha scatenato la perversione di tutti i fan della saga.
E vediamo di evitare le facili battute ...
Il Millenium Falcon.
L'astronave più bella di tutta la storia della fantascienza.
Uno dei cattivoni più carismatici di tutta la storia del cinema.
Il design delle truppe imperiali è sublime ...
... tanto che ci sono dei pazzi che si sono riuniti nella
501° legione dell'impero (c'è un gruppo anche di italiani) e si ritrovano per feste e sfilate ...

... e si sono inventati delle cose semplicemente geniali ...
... a cavallo tra il prendersi sul serio e l'ironia.
Queste ultime foto mi hanno posto questa domanda: c'è un altro film (o ciclo di film) che s'è portato dietro una serie così ampia di strascichi anche al di fuori della cinematografia?
No, sono certo di no.
E, per come è diventato complesso il mondo dell'entertainment, penso che non potrà mai più succedere.

mercoledì 13 luglio 2011

Piccole chicche linguistiche sparse

Il pronome possessivo
Il bimbo stà giocando da solo con la ghiaia e i trattori, nel frattempo borbotta cose che non capisco:
- ... eehhhehhe ... sassi .... eeehehheee ... tatto'e ... eeheeehe ...
- Che belli quei sassi, bimbo. cosa fai adesso con quei sassi?
- non lo so, però mii !!

Il plurale
Sembra che nel linguaggio hobbit il plurale si usi solo per gruppi uguali a 2, mentre già il tre torna ad essere singolare:
- ... un tatto'e, ... due tatto'i, ... tre tatto'e, ... quatto tatto'e, ...

I numeri
Merito degli Zumbers, o forse è solo geneticamente portato per la matematica, ma conta perfettamente fino a dieci. Poi vorrebbe arrivare fino a venti ma si incarta:
- Uno, due, tee, tatto, cince, sei, tette, otto, nove, DIECI !!! ... cincici, ... ta'tette, ... VENTI!!!

L'ora
- Bimbo, che ore sono?
- (guardandosi il polso come se avesse l'orologio) ... ehheheehe e mezza!

lunedì 11 luglio 2011

Leggeri come l'aria

A consuntivo, com'è stata questa settimana senza bimbo?
Chiariamo che non è stata una settimana ma, ad essere precisi, solo quattro giorni: da domenica sera a giovedì sera. Infatti io e la biondina siamo partiti dal mare per le nostre "ferie a casa" il lunedì mattina presto e siamo ritornati in riviera di ponente giovedì alle nove di sera.

Il bimbo ha fatto il bravo.
Questa è la cosa più importante: ha fatto solo quello che si può classificare come normale routine di capricci e noiosità. Ha fatto pappa con i nonni, ha fatto nanna, doccia, e ha giocato con loro senza esasperare.
Purtroppo non ha fatto il bagno in mare: c'era sempre un po di vento e quando vedeva le onde ne aveva paura, lui che invece in piscina e a formentera dovevi legarlo.
Alla fine è tornato contento, abbronzato, con un carico di giochini nuovi (camion, trattori ed aerei) e sempre più chiacchierone.

Papi e mami sono sopravvissuti a casa da soli?
Ci siamo abbandonati alla dolce sensazione di non avere orari e incombenze.
Tipo andare a mangiarci due gelatoni giganti e tornare a mezzanotte, entrare in una libreria, uscire in bicicletta da corsa dopo il lavoro alle sei e mezza e tornare alle otto e mezza, uscire a cena per una enorme grigliata di pesce dopo essere andati a correre.
Ci si sente leggeri.

Per dovere di cronaca bisogna però ricordare che erano i giorni sbagliati del mese.
Porca paletta.

venerdì 8 luglio 2011

Emozioni - Grunge

Nel 1991 avevo 17 anni e andavo in quarta superiore.
Mi piaceva il rock duro e mi atteggiavo da rocker.
Ascoltavo i GnR e gente come Poison, Van Hallen e Bon Jovi, ma in quel rock fine anni '80 mancava quel tocco di punk che mi sarebbe piaciuto ascoltare.
Ascoltavo gli Iron Maiden e gente come Metallica, AC-DC e Pantera, ma l'heavy metal si prendeva troppo sul serio e io non riuscivo ad averne l'adorazione che avevano alcuni miei amici.
Queste cose le ho scoperte adesso, con una coscenza critica più ampia, ma allora il rock era rock e io ero di bocca buona.

Poi quell'anno esplose il grunge.

Se nel 1991 eri un adolescente con tutta la carica di rabbia e ribellione che il semplice dato anagrafico ti impone, una canzone come Even Flow (e il suo video, che alla fine altro non è che rabbia e stage diving) poteva diventare il tuo inno.


Poi, sempre da Seattle (con qualche eccezione) sono arrivati i Nirvana, gli Stone Temple Pilot, i Soundgarden, gli Alice in Chains.
E nei tre anni successivi sono uscite anche canzoni come Smells Like Teen Spirit, Black Hole Sun, Plush e tutti gli altri singoli di album epocali come appunto Ten e Nevermind.

Cos'è rimasto di quel fermento vent'anni dopo?
Tantissima gente che ancora adesso fa bella musica: i Pearl Jam, le cose da solista di Eddie Vedder, i Foo Fighters, ...

... ma Chris Cornell che era una delle voci migliori del rock, ed ora fa il figo di hollywood e si fa produrre da Timbaland, proprio non si può vedere ...
EPIC WIN

EPIC FAIL

mercoledì 6 luglio 2011

Meccanico

Di solito i giochi preferiti dai bambini non sono propriamente dei giochi.
La cassetta degli attrezzi di papà ha un fascino magnetico irresistibile per un bimbo maschio di due anni, e il mio non fa certo eccezione.
Eccolo, chiave inglese e brugola alla mano, alla prese con i lavori di manutenzione della macchina di papà.

Un incrocio tra Engie Benjy Re dei Motori,
Manny Tuttofare e Bob Aggiustatutto

Anch'io da piccolo avevo la mania di smontare le cose. Ho alcuni confusi ricordi e me l'ha confermato anche il nonno.
Nello specifico mi ricordo di un paio di orologi da taschino a movimento meccanico vecchi che non andavano più e che io ho smontato (avrò avuto sei anni) con cacciavite e pinzetta, con la convinzione di poterli aggiustare.
Naturalmente poi abbiamo dovuto buttarli.

Il rischio è che se fossi riuscito ad aggiustati, adesso mi sarei infilato in un test nucleare e sarei un dio blu.

Questa l'ha capita solo chi ha letto (letto, non visto) Watchmen.

lunedì 4 luglio 2011

Ora nulla sarà più come prima

La vita è come un gioco elettronico.
Mi vengono in mente certi giochini degli anni '80 come le corse delle macchine, in cui avevi un certo tempo prima di raggiungere un ceck-point: superato questo punto si poteva ripartire di slancio con nuovi poteri e un altro obbiettivo più difficile e più lontano.
Fuor di metafora, ci sono dei momenti nella vita di un uomo che segnano il passaggio ad una consapevolezza superiore, ad una capacità più ampia a cui si associa una crescita interiore ed esteriore.
Momenti come il primo giorno di scuola, il primo bacio, gli esami di maturità ...
O (quando ancora c'era) la visita dei tre giorni.

Questa premessa per annunciare a tutto il mondo che ieri il bimbo ha avuto uno di quei momenti.
Ieri sera, per la prima volta nella sua vita il bimbo ha ...
...
...
il bimbo ha ...
...
...
...
... (rullo di tamburi) ...
...
...
... preso il codino alle giostre!!!!!

OH  YEEAAAA !!!!

domenica 3 luglio 2011

Buon compleanno

E' piccolo ma da tante soddisfazioni.
Da da pensare: spesso senza neanche accorgertene ti ritrovi a rifletterci durante la giornata mentre stai facendo le cose più disparate.
Richiede tempo: si è mangiato buona parte del mio tempo libero, soprattutto la sera prima di andare a dormire.
Richiede impegno ed attenzione: un minimo di competenza, che poi l'esperienza arriva da sola accudendolo.
Richiede affetto: se non gli vuoi bene, allora crescerà male, e frequenterà cattive compagnie.

Oggi questo blog compie un anno.
Cento di questi post.

sabato 2 luglio 2011

Meglio in due ( ... ogni tanto!)

Oggi il bimbo va al mare una settimana con i nonni in un appartamentino a Finale Ligure.
L'appartamento l'abbiamo preso con due stanze, in modo che sia all'andata che al ritorno, anche mamma e papà riescono a farsi il fine settimana coi piedi a mollo.
Quindi da lunedì a giovedì prossimi il bimbo sarà in spiaggia a giocare con la sabbia e a far diventare matti i nonni che dovranno rincorrerlo, mentre papà e mamma saranno a casa da soli.

Non capita quasi mai. Anzi, l'ultima volta che noi abbiamo dormito senza nostro figlio nella stanza accanto è stato più o meno un anno fa per lo stesso motivo. Ma da allora non siamo mai riusciti a prenderci tempo per noi, se non per poche ore consecutive. Casi sporadici sono stati la gita a Verona, lo shopping dei saldi, e pochi altri esempi, come una sera per un concerto, ma il bimbo era ancora molto piccolo (e poi comunque finita la serata siamo scappati a casa per riprendercelo dai nonni).

Sento spesso di amici o conoscenti che parcheggiano spensieratamente bimbi a nonni o sorelle e fratelli, per un giorno intero o per una notte. Noi (a parte questo caso delle ferie) non l'abbiamo mai fatto.
Per una serie di motivi che sono: non è capitata ancora l'occasione, ci dispiace dare responsabilità così grosse ad altri, la paura che il bimbo possa non gradire e sentirsi abbandonato, ecc.
Ma ora il bimbo sta crescendo, e penso che in futuro cominceremo a chiedere qualche piccolo favore in più in questa direzione.
Perché in parte so già che mi dispiacerà non vedere il mio bimbo per così tanto tempo di fila, ma onestamente non vedo l'ora.
Perché in tre è meglio, ... ma ogni tanto in due non si sta male.

venerdì 1 luglio 2011

Emozioni - Isaac Asimov

Mi sono diplomato nel 1993, e al tema della maturità ho scelto questo titolo:
La sorprendente rapidità con cui evolvono le macchine che elaborano dati e risolvono problemi può essere intesa come uno dei modi più tangibili in cui si celebra il trionfo della società tecnologica. La crescente complessità strutturale di tali meccanismi e l'impiego di tecniche sempre più raffinate nella realizzazione delle attività affidate alle macchine delle nuove generazioni inducono alcuni a parlare dell'esistenza di «macchine pensanti». Quali le impressioni del candidato sulla questione? Può mai paventarsi un futuro in cui siano i prodotti dello stesso pensiero ad emarginare e a soppiantare la mente umana? Quali mutamenti nei comportamenti umani può comunque ingenerare la sempre più rapida diffusione dell'automazione elettronica e della telematica?
Il risultato fu ottimo: sono sempre stato abbastanza bravo nei temi, ma quella volta superai me stesso (o forse la commissione era di manica abbondante) e portai a casa un inaspettato 8-. (Il meno era dato dal fatto che feci un errore grammaticale: un'altro scritto proprio così, con l'apostrofo; con l'aggravante che era la prima parola del tema.)
Ma qual'è il collegamento tra il mio tema di maturità e lo scrittore del titolo del post?
Ebbene, nel tema parlai di cervelli positronici e citai le tre leggi della robotica.
Le riporto qui per chi non le conoscesse:
1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Praticamente chi scrisse la traccia del tema si aspettava considerazioni scientifiche e rigorose, io invece ragionai prendendo come spunto un'opera di fantasia.
E di solito la letteratura d'evasione fa a botte con il rigore scientifico.
Ma non in questo caso.
Dove per questo caso intendo un certo tipo di fantascienza (chiamata hard science fiction) caratterizzata dall'enfasi per il dettaglio scientifico o tecnico, o per l'accuratezza scientifica, o da entrambi.
E Asimov era un maestro in tutte le sfaccettature della fantascienza: quella più scientifica e rigorosa (era professore di biochimica all'università e ha scritto molti saggi di divulgazione scientifica) e quella sociologica.



sono tanti ... ma sono quasi tutti in edizione economica
 

In questo post l'ho presa alla lontana, ma avrete ormai capito che sono molto affezionato all'autore perché ai libri che vedete in questa foto devo ore e ore di evasioni, ma anche nozioni scientifiche e mente aperta.

... e un 8- !!