lunedì 27 giugno 2011

Distratto

Qualche tempo fa avevo detto che non ho ancora deciso se lodare o maledire rai yoyo.
L'esempio più eclatante è l'ora della pappa.
Praticamente il bimbo mangia solo davanti ai cartoni animati e se a volte è molto utile perchè ti permette di imboccarlo senza diventar matti, a volte ti viene voglia di lanciare la televisione fuori dalla finestra.
Perché si incanta e sembra non esserci nient'altro.
video

... si, lo so, stò cominciando a diventare pesante e a fare le osservazioni che mi faceva mia madre trent'anni fa.
Con il senno di poi mi tocca darle ragione.

giovedì 23 giugno 2011

Festa d'estate

Non comincia l'estate se non si fa una grigliata in collina il sabato sera.

Sono ormai molti anni che, tra amici, almeno due-tre sabati sera d'estate ci si trova in collina per una serata a base di costate, costine, salamelle e spiedini alla griglia. Il tutto innaffiato da vino e risate.
Le prime volte, quasi vent'anni fa, la festa era veramente selvaggia e si andava in mezzo ad una vigna (letteralmente) ed era come essere in campeggio: griglia portatile, tavolini da pic-nic, seduti per terra e se volevamo la luce dovevamo accendere i fari delle macchine.
Poi con gli anni abbiamo avuto la fortuna di avere in disponibilità una vera casa per le vacanze. Una piccola casetta con però tutto l'occorrente: servizi, cucina, un bel portico con tavolone e panche, un prato davanti, un grosso barbeque in muratura e l'isolamento ideale per fare i scemi.
Ancora adesso nelle fredde serate d'inverno ci raccontiamo di quando, ubriachi, io e altri amici abbiamo cominciato a rotolare lungo la discesa davanti a casa.
Così ... perché ci andava.

Quest'anno la prima grigliata l'abbiamo fatta sabato scorso, e bene o male c'erano tutti gli amici che c'erano anche negli anni '90. Per la precisione 12 persone.
La differenza è che quest'anno, oltre a questi, c'erano anche 9 (nove!!) bambini di età compresa tra i 10 anni e i 4 mesi. Sembrava di stare in una colonia estiva.

Sabato sera probabilmente ho bevuto meno vino di anni fa, ma mi sono rotolato lo stesso nel prato davanti a casa.
Con tutti i bambini che mi saltavano addosso urlando.

Gli anni passano, le cose cambiano, ma forse adesso mi diverto anche più di prima.

martedì 21 giugno 2011

La salita del Selvino

Domenica speciale quella appena percorsa, per una serie di motivi.
Finalmente una bella giornata di sole, che non se ne vedevano da tempo immemorabile; ne abbiamo approfittato per andare a trovare degli amici in val Seriana.
Giornata nella loro baita in montagna (circa 1.000 metri, siamo nelle prealpi orobiche) a mangiare polenta e formaggio, passeggiare tra i boschi e riposare al sole sdraiati nell'erba.
Ma non siamo andati solo noi tre, perchè questa famiglia di amici la conoscono bene anche i miei suoceri, quindi siamo saliti in montagna in cinque.
Con la scusa che c'erano i nonni che potevano curare il bimbo per un paio d'ore, ne abbiamo approfittato per portare le bici da corsa nel bagagliaio e andare ad affrontare una vera salita alpina, non quelle salitelle collinari che facciamo di solito la domenica mattina nell'oltrepò pavese.

Partenza da Nembro e arrivo a Selvino, con discesa a Gazzaniga per chiudere il percorso circolare (circa 35 km) per un totale di circa 700 metri di dislivello.
Qualche amatore evoluto che leggesse queste righe riderebbe di questi numeri, ma per noi sono stati una buona prova: abbiamo preso bene la salita con un ritmo costante che ci ha permesso di arrivare senza affanno. La parte che ci ha provato di più è stata la discesa e per i due giorni successivi abbiamo patito una certa rigidità del collo e delle spalle dovuta alla tensione muscolare.

Comunque bei posti: a poco meno di 100 km da casa trovi di quei paesaggi paragonabili a località alpine più blasonate.

Ho scoperto la ricetta della domenica estiva ideale: sport, poi mangiata, poi riposo.

venerdì 17 giugno 2011

Emozioni - Star Wars parte I

Adesso caliamo il carico pesante.
Talmente pesante che sarà necessario dividere questo puro momento emozione in alcune parti (ora non so quante saranno necessarie, intanto che scrivo me ne farò un'idea). Cominciamo a parlare della prima trilogia (come dire, l'antico testamento, ... he he): Una nuova speranza, L'Impero colpisce ancora, Il ritorno dello Jedi.

Oggi sono felice proprietario del cofanetto DVD con le versioni speciali del 2004 (secondo la LucasFilm la versione canonica della trilogia), ma vidi il primo film al suo primo passaggio televisivo nel dicembre '83 su retequattro (quando non era ancora quel canale da pensionati e da pidiellisti che è oggi), e non posso ricordare esattamente le emozioni che scatenò dentro di me.
Parliamo piuttosto di quello che oggi significano quei film per me e per quelli come me: sano maschio etero tra i trenta e quarant'anni, mediamente nerd e abbondantemente fantascienzo.

E' una favola che a cui non ci si vergogna di credere ancora.
E' un'estetica che, anche se un po vecchiotta, ha comunque il suo fascino.
E' un'epica quasi fantasy di maghi, cavalieri e farabutti che, sporcata di fantasicenza, ha un sapore irripetibile.
E' una space opera che gonfia a dismisura il sense of wonder del bambino che è in me.

E' inutile che mi ripeta qui sulla potenza evocativa delle colonne sonore dei film (ne ho già parlato per Rocky), aggiungo soltanto che parte di questo tema mi è anche capitato di suonarlo con la banda. Avere quattro o cinque trombe a due metri dietro di te che sparano il PAAA-PAA-PARAPAPAAAAA-PAA mi ha fatto accapponare la pelle.
Ecco un bel video che riporta il tema tra i tanti in rete, ma questo non riporta immagini del film ma nientepopodimenochè che la Wiener Philharmoniker. Il tema di guerre stellari è diventato musica classica in senso lato.



E per entrare più in profondità nella soria ecco il momento più importante e emozionante di tutta la trilogia piazzato più o meno alla fine del secondo capitolo.



Come chicca finale sappiate che il bimbo ha lo stesso taglio di capelli di Anakin da piccolo e si chiama come suo figlio.
Sono un nerd senza speranza!!

E che la forza sia con voi!

martedì 14 giugno 2011

57%

Ci hanno sempre raccontato che il referendum è l'unica forma di democrazia diretta presente nella nostra normativa nazionale (ad essere precisi ci sarebbero degli altri strumenti, ma non vengono utilizzati quasi mai) e che quindi non andare a votare è una grave mancanza di senso dello stato.

E' vero.
Anzi, sono convinto che non partecipare a qualsiasi espressione di democrazia che ci è disponibile è come arrendersi e dire: ... ok, fate di me quello che volete!
Non votare perché tanto non cambia niente è sbagliato.
Non votare perché tanto non è importante è inopportuno.
Non votare perché che vada su quello o quell'altro a me non cambia niente è controproducente.

E quindi anche questa domenica sono andato a votare.
E ho votato quattro si.

Chiarito questo, c'è da dire che questa volta più di altre ho avuto la tentazione di non andare a votare (o addirittura votare qualche no) perché, oggettivamente, il referendum abrogativo ha delle lacune strutturali pazzesche.

I due quesiti sull'acqua hanno il vantaggio sul fronte del si di essere facilmente estremizzabili e nell'opinione pubblica due quesiti molto tecnici sul modo di gestire la rete degli acquedotti (così li ho intesi spulciando un po la rete) sono diventati una battaglia per impedire che l'acqua diventi un lusso.
La verità sta giustamente nel mezzo, quindi se in una società ideale con risorse economiche infinite per gli enti pubblici la gestione di un bene così importante deve rimanere vincolata al capitale pubblico, è pur vero che l'intervento di capitali privati può far partire quegli investimenti che sono indispensabili al mantenimento della struttura distributiva.
Ma negli altri casi in cui ultimamente la gestione di un servizio pubblico è passata al privato, ci sono stati dei miglioramenti nel servizio?
Mi sono fatto questa domanda e, dopo aver pensato alle autostrade, ho votato si.

Il quesito sul nucleare, così come è stato scritto, non è sul nucleare.
Tecnicamente abbiamo abolito due commi di un decreto legge che, tra le altre cose, prevedeva l'adozione del piano energetico nazionale che individua le priorita' e le misure necessarie al fine di garantire la sicurezza nella produzione di energia, la diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geografiche di approvvigionamento, il miglioramento della competitivita' del sistema energetico nazionale e lo sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo, l'incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e la partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica, la sostenibilita' ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, la valorizzazione e lo sviluppo di filiere industriali nazionali. Nella definizione della Strategia, il Consiglio dei Ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione europea e a livello internazionale sulla sicurezza delle tecnologie disponibili, degli obiettivi fissati a livello di Unione europea e a livello internazionale in materia di cambiamenti climatici, delle indicazioni dell'Unione europea e degli organismi internazionali in materia di scenari energetici e ambientali.
Scritta così sembrerebbe che noi abbiamo impedito al governo di fare il suo lavoro, cioè di prevedere, valutare, pianificare, migliorare, sviluppare.
Capite che forse era meglio abolire questo referendum dopo la moratoria del mese scorso, piuttosto che proporre questo accrocchio senza senso.
Però ho votato lo stesso si perché la realizzazione di centrali nucleari a fissione non è e non sarà mai la soluzione al problema energetico italiano o globale. Per come la vedo io, tanto vale continuare con le fonti energetiche fossili, incrementare il più possibile le rinnovabili, ma puntare decisamente sulla fusione nucleare che, anche se non tecnicamente pronta per la produzione di energia su vasta scala, sarà la vera soluzione.
Quindi non buttiamo soldi nelle centrali attuali (che ormai è un treno che abbiamo perso), ma investiamo pesantemente in ricerca per essere pronti e in prima linea per quello che verrà.

Come si vede per tutti i distinguo che ho fatto, è difficile e spesso controproducente ridurre un argomento importante per la vita di un paese ad un si o no.
La politica è l'arte del compromesso, e il compromesso vive di sfumature.
Se lo si imprigiona tra il bianco o nero, tra il si o no, scomparirà.
Per questo non mi piacciono i referendum abrogativi.

... oddio, quasi tutti ...
... ci sono le eccezioni in cui un referendum è essenziale per trasmettere un messaggio forte e chiaro al governo su una porcata che può aver fatto.
Era questo il caso del quarto quesito sul legittimo impedimento.

Ma tanto so già che darà la colpa ai magistrati comunisti ...

sabato 11 giugno 2011

Medita, riflette, pondera, rimugina, specula ed arguisce. E alfin stupisce!

Cosa si muove in quella testolina?
Conoscerà si e no una cinquantina di parole, la sua conoscenza del mondo esterno è limitata e l'esperienza è sensazione al di là da venire.
Eppure basta osservarlo in un momento di gioco tranquillo che non puoi fare altro che chiederti: "ma a cosa sta pensando?".
Perché pensa, su questo non c'è dubbio.
In alcuni momenti sembra che le sue capacità intellettive siano totalmente impegnate ad amministrare le funzioni motorie e che non ci sia molto spazio per i collegamenti logici, e invece mi sorprende sempre con un'uscita che lascia intendere un ragionamento profondo dietro a quello che sta facendo.

L'altra sera eravamo in cortile e, per gioco, stavamo raccogliendo tutte le lumache che uscivano dalle aiuole (aveva appena smesso di piovere) e le mettavamo in un secchiello per poi portarle nel boschetto dietro casa (così non mi devastano più i tageti!!).
Ne avevamo già raccolte una dozzina e sembrava molto impegnato a cercarle quando ad un certo punto ne indica con il suo dito cicciottello una che stava salendo sul guscio di un'altra e, guardandomi stupito mi dice, LOTTA!!
Nella sua testolina quelle due lumache stavano facendo la lotta come di solito fa con me.

E quella sopra stava vincendo!!

giovedì 9 giugno 2011

A cosa serve questo blog?

Il mio blog serve principalmente a due scopi.
Due obbiettivi che possono sembrare in contrasto tra di loro, ma che convivono allegramente nella mia personalità incasinata.

1 - SERVE A ME
Poche balle ... un blog come questo, cioè un diario personale, ho lo scopo di ingrossare il mio ego già ipertrofico.
E' un esercizio di stile.
Serve a dire: hai visto come sono bravo, come scrivo bene e che idee fighissime che ho?
Questo è quello che si prefigge, ma ha raggiunto il suo scopo?
Da un punto di vista soggettivo si, perché sono mediamente soddisfatto di quello che scrivo, se facciamo la somma delle cagate e dei post più ispirati (pur con le limitazioni del poco tempo a disposizione).
Da un punto di vista oggettivo invece posso dire che è un disastro annunciato. Disastro perché il blog, al di la dei pochi lettori fissi nella mia più ristretta cerchia di parenti, ha pochi contatti, e per lo più legati al caso o a errori (non posso giudicare diversamente i 178 contatti dagli USA, i 13 dalla federazione russa, i 19 dal giappone, ecc). E poi stiamo parlando di 3 commenti su 150 post.
Ma come ho detto è un disastro annunciato, perché se vuoi visibilità devi sbatterti. Devi farti pubblicità, banalmente anche con il passaparola tra amici, o mediante commenti ad altri blog che ti facciano conoscere su internet, mentre io sono sempre stato molto riservato su questo fronte. Per una precisa scelta di basso profilo.
Quindi fin quando non cambierò atteggiamento non sono autorizzato a lamentarmi.

2 - SERVIRA' AL BIMBO
Questo è il motivo principale. Questo blog è un prezioso regalo che sto' confezionando a mio figlio ventenne.
Gli servirà se vorrà capire chi è suo padre.
L'uomo, lo sportivo, il marito, l'appassionato di cazzate, ...
Ma soprattutto il padre innamorato perso di suo figlio.

Perchè anche sapendo da dove viene, conoscendo la parte più intima delle proprie radici, un uomo cresce con la consapevolezza necessaria a dominare il suo destino.

martedì 7 giugno 2011

Sempre più grandi

Sarà che non sono abituato a seguirlo 24 ore al giorno, sarà che l'ambiente era pieno di stimoli nuovi ed entusiasmanti (il viaggio in aereo, il mare, la baby dance, il ristorante, ecc), ma a me sembra che in una settimana di ferie il bimbo sia cresciuto quanto un mese a casa.

Alcune chicche linguistico - comportamentali nuove di zecca:
- E' diventato un chiacchierone da top ten in una scala da zero a Paolo Bonolis.
- Al suo ritorno ha spiegato a tutti (nonni, zii, amici) che ha visto dei cormorani (che lui chiama co-co, come le galline) che dagli scogli si tuffavano in acqua per scappare, per poi risalire sugli scogli un po più lontano da dove eravamo noi. Nel suo linguaggio viene pressappoco così: co-co ... eeh ... ciufff (mimando il tuffo in acqua) ... eeh ... infondo infondo.
- Ha imparato che al mare non si saluta dicendo ciao, ma dicendo hola. Temo che questa associazione la porterà avanti e che tra un mese saluterà in spagnolo anche i liguri.
- Abbiamo scoperto il canto. Per adesso le hit sono le due sigle (iniziali e finali) del Postino Pat e la sigla del Fantastico mondo di Bo (devo ancora decidere se lodare o maledire rai yoyo).
- Ha cominciato con le domande pertinenti. Per ora siamo al che cos'è? A breve il temutissimo perchè?
- Folle di gioia ha scoperto l'ebrezza di ballare (spesso da solo, ma meglio se in compagnia di altri nani) sul palchetto di legno all'interno del bar che veniva utilizzato alla sera per gli spettacoli dell'animazione.
- E' più alto. Per la crescita fisica possiamo dare la colpa all'acqua che ha preso (per far crescere una pianta gli devi bagnare le radici).

Aveva ragione il bimbo, andare al mare gli fa solo che bene!

domenica 5 giugno 2011

Vacanza nella scozia spagnola

Sono sparito per più di una settimana dal blog perchè mi sono fatto una bella settimanina di ferie.
Quasi tutti gli anni cerco, attorno alla metà di giugno, di staccare una settimana dal lavoro. Perché di solito preferisco dividere le mie ferie in due parti, piuttosto che fare la vacanza lunga in agosto.
Quest'anno però sono partito prima del solito, infatti stiamo parlando della settimana tra il 28 maggio e il 6 giugno. Qualcuno potrebbe pensare che è un po' presto nella stagione.
Però, tanto sono andato in un posto caldo e assolato, giusto?
In un'isola con il mare calmo e cristallino e il cielo di un azzurro intenso, giusto?
Ero già stato a Formentera nell'agosto 1999 (forse ... sono passati talmente tanti anni che non ne sono del tutto sicuro) e me ne ero innamorato, quindi ho voluto tornarci ora con il bimbo e per festeggiare il suo primo viaggio in aereo. Ed è ancora magica, se non ancora più bella di come me la ricordavo.
Lui è stato fantastico. Entusiasta di tutto, dal viaggio in aereo, alla macchina a noleggio, alle passeggiate in bici, alla piscina coperta, al mare (naturalmente), al mini club, alle passeggiate serali lungo il mare, ecc.
Il tempo invece è stata una schifezza.
Di sei giorni effettivi (tolti i viaggi) ha fatto bello solamente un giorno nella sua totalità, mentre gli altri giorni abbiamo dovuto accontentarci di qualche ora di sole al giorno tra un temporale e l'altro.
In albergo l'argomento era solo quello: tutti a lamentarsi e a fare battute sulla temperatura, che tanto valeva andare in montagna.
Però qualche scorcio d'estate siamo riusciti a regalarcelo.