lunedì 28 febbraio 2011

Chiamami ancora amore

Ma come ... un post su sanremo?
Dopo una settimana che è finito?
... ragazzo, sei sul pezzo!!

Per la kermesse (che nome stupido ... lo senti nominare continuamente alla televisione per una settimana all'anno poi lo rimettono in soffitta) della riviera ho sentimenti contrastanti.
La musica che si sente è per circa il 60-70% fuffa, mentre in alcuni casi esplodono delle autentiche bombe: Negramaro 2005 Mentre tutto scorre, Subsonica 2000 Tutti i miei sbagli, Carmen Consoli 1996 Amore di plastica, Daniele Silvestri 1995 L'uomo col megafono, ecc.
Tutto il circo equestre che ci gira intorno è semplicemente imbarazzante. E parlo sia di quello che effettivamente il festival contiene (ospiti stranieri che non sanno neanche dove sono finiti, superospiti musicali che passavano di lì per caso, vallette inutili) sia quello che gira intorno a quella settimana (interviste alla radio tutte identiche e fintissime, il gossip selvaggio, i programmi televisivi che non parlano d'altro).

Ma io al festival di San Remo ci voglio comunque bene. Per un motivo ben preciso.

Sabato 29 febbraio 1992, ben 19 anni fa.
Da un annetto circa conoscevo una piccola biondina che studiava ragioneria nel mio stesso istituto. C'era già stato un avvicinamento qualche mese prima culminato però in un nulla di fatto. Però si sentiva nell'aria che stava succedendo qualcosa tra di noi.
Allora si aveva 17 anni e quindi mi facevo accompagnare il sabato sera al paesello della bionda dal mio babbo, che poi mi veniva anche a prendere (poveraccio, ed aveva anche la delicatezza di non chiedere particolari di quello che facevo).
Quella sera, dopo essere stati in giro a piedi per il paese, mentre aspettavo il babbo che mi veniva a prendere eravamo da soli nella "taverna" della sua vecchia casa con la radio che trasmetteva la serata finale del festival.
Sulle note di Non amarmi (Baldi - Alotta), noi invece abbiamo cominciato ad amarci.

E nel 2011, come dice il professor Vecchioni, Chiamami ancora amore.

giovedì 24 febbraio 2011

Il bastone e la carota

Premesso che il bastone mai e poi mai nella vita e che le carote gli fanno schifo, cosa giova di più all'educazione di un bimbo quasi duenne nella piena fase di scoperta del mondo e dell'interazione con le altre persone?
Per farsi ubbidire, meglio le buone maniere, le coccole e le paroline dolci o è meglio la fermezza e al limite la durezza?
Meglio un bacio o una sculacciata sul pannolone?

La risposta è banalmente un equilibrio tra le due cose.
Il difficile è trovarlo questo equilibrio.

Ma dopotutto questa è la differenza che passa tra un padre e un buon padre.
Una cosina da niente ...

martedì 22 febbraio 2011

Romeo e Giulietta Half Marathon - Verona 20/02/2011

Esiste qualcuno che prende la scusa di "andare a correre" per scappare la domenica mattina dalla famiglia. Conosco gente che, più semplicemente, sacrifica parte del proprio tempo libero alla corsa, togliendolo alla moglie che rimane a casa probabilmente incazzata perchè lei adesso deve andare a fare la spesa da sola.
Io e la biondina, invece, abbiamo ribaltato il ragionamento e prendiamo la corsa come scusa per restare da soli qualche ora. Senza il bimbo.
Fuga programmata già dallo scorso dicembre: domenica mattina abbiamo lasciato il bimbo alle amorevoli cure della nonna (tradotto: giornata di coccole selvagge e vizi senza freno) ed alle 6 e mezza siamo partiti verso Verona.


Pagelle.
Meteo: 5,5 Fortunati nella sfiga.
Nel senso che eravamo già rassegnati alla giornata di pioggia, ma almeno ha avuto il buon gusto di aspettare che noi finissimo di correre. Poi il pomeriggio è stato freddo e acqua.
Percorso: 7 Bello e impegnativo.
Molti piccoli saliscendi che tagliano le gambe, ma la cornice (al di lai dei primi 5 km nella zona industriale) era molto bella con arrivo all'interno dell'arena. Che si può volere di più?
Organizzazione: 6,5 Buona nonostante tutto.
Vista la scelta di partire ed arrivare nel centro storico era inevitabile che si facesse sentire la mancanza delle attrezzature specifiche che possono esserci in un centro sportivo. Infatti il parcheggio non era vicinissimo, il ritiro della sacca coi vestiti si è trasformato in un assalto alla diligenza, lo spogliatoio all'arrivo era intasato (mai visti tanti uomini nudi tutti insieme), la doccia era fredda (quelli prima di me hanno detto che era calda, ma si vede che il mio era l'orario di punta). Detto questo non avrei fatto cambio con il percorso dell'anno scorso, che partiva ed arrivava in periferia nella zona della fiera.
Performance: 6 Un buon allenamento.
Due ore secche. Dal mio punto di vista niente da dire: sono andato a correre con la biondina, non per fare il tempo, ma lei era incavolata perchè è peggiorata di circa un minuto rispetto all'ultima mezza.
Dopo gara: 7,5 Una bella giornata.
Dopo esserci cambiati abbiamo mangiato un ottimo piatto di pasta offerto dal signor Giovanni (ma si, l'anfibio) e abbiamo fatto per due ore circa i turisti mano nella mano come non capitava da secoli. Servizio completo: passeggiata nell'arena, visita al balcone di Giulietta e anche palpata della di lei tetta sulla statua di bronzo. Atto culminante: un bel bicchierone di cioccolata calda con la panna montata.

Tocco di colore e di simpatia: prima, durate e dopo la corsa erano presenti iniziative collaterali per la città che allegrano e divertono. Molto apprezzate da queste parti la banda con le majoret, la fanfara dei bersaglieri, un coro di canzoni popolari e una orchestra di fiati all'arrivo.

video

lunedì 21 febbraio 2011

Piccoli artisti crescono


Altro giro all'Ikea.
Abbiamo deciso che la lavagna con i gessetti no, che poi quello va in giro a sporcare dappertutto ed è un casino.
Allora, illuminati da grande spirito di coerenza e incrollabile fermezza, abbiamo comprato tavolino e seggiolina per disegnare si, ma con pastelli e pennarelli (come se questi non potessero far danni!).
Io e il bimbo ci siamo divertiti un casino a montarlo: lui mi aiutava con i suoi cacciavite e martello di plastica.
Inutile dire che ora ha le mani sempre e costantemente sporche di pennarelli, il tavolino è già arcobalenato (che disegnare sui quaderni non è molto divertente) e il caos si è impossessato di un altro angolo della cameretta.

La creatività va aiutata ad esprimersi, sia mai che tra qualche anno avremo in casa il nuovo Caravaggio.
Anzi no, facciamo il nuovo Jack Kirby.

NB: se qualcuno si è chiesto .. e chi azz è questo? vergogna, disonore e che il Doctor Doom venga a portarselo via.

mercoledì 16 febbraio 2011

Workout music

Partiamo col dire che quando corro da solo io ascolto il lettore mp3, mentre se corro in compagnia non ne sento il bisogno.
Quelli professionisti ti diranno che quando si allenano preferiscono sentire il rumore dei loro pensieri, o i segnali del proprio corpo.
A me i miei pensieri mi urlano cose brutte e il mio corpo, dopo qualche chilometro, mi bestemmia dietro, quindi preferisco ignorarli e farli stare zitti con della buona musica.
Si, ma quale musica?
Ho un i-pod nano seconda generazione da 4 GB a cui tante volte ho cambiato il contenuto e le playlist, ma attualmente ho caricato una serie di album sufficentemente disomogenei tra di loro in una scala da zero a caos assoluto.

C'è il revival glam rock di David Bowie (riscoperto di recente e subito amato).
C'è il potente ed evocativo blues di Eddie Vedder (il cinematografico OST Into the wild).
C'è la poesia rimica in metrica dell'ultimo Jovanotti (sia le cose lente che il rap tirato).
C'è l'epica dell'emo-rock dei 30 Seconds to Mars (mi sento un pischello, ma adoro un certo immaginario dark, figlio incestuoso di papà Cure e mamma Iron Maiden).
C'è il blues tecnico e istintivo di Ben Harper (surf + cultura hippy + slide guitar = musica per star bene).
C'è il rock tosco-brasialiano dei penultimi Negrita (album che mi ha fatto riavvicinare al gruppo dopo 11 anni dall'album d'esordio, di cui vidi il live per ben due volte).
C'è il brit-pop-rock ricercato e incisivo dei Coldplay (sarano anche un po fighetti, però che atmosfera).
Ci sono le mazzate sul coppino di certe cose dei Foo Fighter (The Pretender, il singolo rock del decennio).
Ci sono i pianoforti di Allevi ed Einaudi (musica classica in senso stretto).
C'è il metal del Black Album dei Metallica (musica classica in senso lato).

Nella musica da correre non cerco il bit.
Non mi interessano i bpm.

Che la scarica di adrenalina non è legata alla potenza in termini di decibel, ma al brivido che ti parte dalla base della nuca. Come il senso di ragno di Spiderman.

lunedì 14 febbraio 2011

Milito vs Josè

Il lunedì mattina al lavoro si parla di???
... si parla di ???
dai che è facile ... si parla di??

.... calcio!!!

bravi.
Ora, io non ne capisco molto e non guardo mai le partite dell'Inter (per dire, non ho neanche visto la finale di champion del giugno scorso), ma tra i colleghi geometri ci sono dei veri professionisti della critica calcistica.
Il racconto più divertente che ho sentito stamattina è quello di un mio collega padre con un figlio di tre anni che guardano insieme tutte le partite dell'Inter e, con un entusiasmo invidiabile, partecipa con urla e incitamenti alla telecronaca di mediaset premium.

Volete sapere invece cosa ha fatto ieri sera il bimbo?
Ha visto con sua madre un pezzo di Amici di Maria de Filippi e l'entusiasmo che altri dimostrano per un maschio contrasto a centrocampo o per una rude rissa in area, lui l'ha dimostrato per una variazione classica di un ballerino professionista di amici, cercando in tutti i modi (e con risultati esilaranti) di imitarlo.

Diciamo che non è una cosa comune, ecco.

Gir dele madùnine de Umbrià 13/02/2011

Per i non padani (linguisticamente parlando, sia chiaro) significa giro delle madonnine di Ombriano (CR).
Sono ritornato a correre le campestri la domenica mattina, come allenamento alla maratona e poi perché correre sempre negli stessi luoghi rompe un po'.
Giro lungo da 28 km, che però poi erano 27 al conteggio del Garmin, più una deviazione di 3 km per un totale di una trentina di asfalto e pochissimo sterrato.
Tempo infame. Esco di casa alle 6,45 e mi accorgo che sta piovendo. Sai che allegria!!
Allenamento più che soddisfaciente: forse perché ho preso subito il ritmo giusto e mi sono fermato a tutti i ristori, fosse anche solo per camminare qualche metro e bere un bicchiere di the caldo. Ma alla fine sentivo di averne ancora da spendere, sia come passo medio che come chilometraggio.
Non mi sono risparmiato però una figura barbina: a duecento metri dall'arrivo, praticamente in centro al paesello davanti alle nonnine che uscivano da chiesa, mi fermo bruscamente perché mi sembrava di aver visto delle persone che conoscevo in una via laterale. Solo che l'asfalto era viscido per la pioggia e sono franato come un sacco di patate in una pozzanghera.
Mi sono rimesso in piedi con una velocità che sembravo una molla e con una nonscialans da signori, ma mi sa che prima di sera mi verrà un bel bozzo nero sull'anca destra.

sabato 12 febbraio 2011

Il campo dei santi (post crepuscolare)

Da un blog molto ma molto figo:
Non credo nell’aspetto emotivo dei cimiteri.
Non sono mai andato a trovare i miei morti se non per compiacere i vivi, credendo fermamente che chiunque non sia più con me possa essere ricordato soltanto nella mia testa.
Che nessun luogo possa contenere una persona.
Che tutto quello che siamo stati non risiede nell’involucro appassito del nostro corpo ma nelle cose che ci riportano alla mente una presenza.
Nei libri che abbiamo letto insieme.
Nei posti visitati.
In una frase detta, in una risata specifica.
Nell’attesa e nella voglia di rivedersi.


Questo pensiero l'ho letto alcune settimane fa e me l'ero appuntato, perché ne ho amato la profondità e il messaggio di serenità.

Poi questi giorni è successo un fatto di cronaca nera (nerissima) che me lo ha ricordato: hanno rubato il cadavere di Mike Buongiorno (buonanima).
Ora, supponiamo che in effetti si tratti di furto a scopo di estorsione, cioè di alcuni ladri che hanno rubato una cosa preziosa e che chiedono denaro in cambio della restituzione del maltolto.
Subito ho pensato: beh, che si tengano pure la bara.
Perché quel pezzo di legno con dei resti organici dentro non ha alcun valore.

Si, ok, è una cosa orrenda.
D'accordo, è un crimine odioso che in un paese civile non dovrebbe neanche essere ipotizzabile (ma ultimamente non siamo più autorizzati a scandalizzarci di nulla).
Ma è necessario avere una foto su una lastra di marmo in un posto con altre foto di gente che non conosci su altre lastre di marmo una vicina all'altra per ricordarti che hai amato una persona?
Davvero ci si sente più vicini ad una persona che non c'è più portando un fiore su una tomba piuttosto che, ad esempio, sedersi a pensarlo in un luogo che vi ha visto insieme e in cui si può sentire l'eco dei suoi pensieri?

Se mi amate (e se è possibile) crematemi e spargete le mie ceneri in un luogo che amo, che mi rappresenta e che dia pace alla mia anima. Non chiudetemi in una prigione di marmo.

giovedì 10 febbraio 2011

Yo-yo

Per me la RAI potrebbe pure non esserci.
Al di la del fatto di pagare il canone (una tassa che ai tempi di internet e della pay tv non ha più ragion d'essere), dei tre canali canonici già da anni vedo pochissimo: ogni tanto il tg regionale, qualche telefilm (ora neanche, però Lost e ER erano appuntamento fisso), Fazio la domenica sera, la Bignardi quando era sul tre, e poco altro.
Le fiction mi procurano l'orchite, i tg sono imbarazzanti, i reality e i talent non mi piacciono come genere, ecc.
Si, ma ora c'è il digitale terrestre, è cambiato qualcosa?
Per i tre canali generalisti non è cambiato nulla (se non il fatto che prima con la televisione in camera li vedevo discretamente, ma ora il segnale è un disastro), ma si è aperto il mondo dei canali tematici.
RAI sport è una certezza di trovare sempre qualcosa di interessante a qualsiasi ora (tranne quando parlano di calcio), RAI storia è, ad averci il tempo, molto interessante, su RAI movie ho rivisto chicche come i film di Pozzetto e di Fantozzi, RAI cinque mi ha permessi di vedere la domenica mattina l'opera (io e il bimbo a vedere Pagliacci di Leoncavallo), i telefilm di RAI quattro, ecc.

Ma quello per cui dovrei ringraziare è RAI yoyo, sintonizzata 24/7 sul televisore in sala.
Chi non ha un nano di quasi due anni non può capire che figata.
Ci sono riproposti alcuni classici delgi anni 70/80 (come la Pimpa e i Barbapapà) e alcune serie nuove di livello tenico altissimo: computergrafica, plastilina a passo uno, cartoni tradizionali e anche live.
Ecco quelli che il bimbo (e il papà) preferisce (al di la dei Teletubbies di cui ho già parlato):

POSTINO PAT
al bimbo piace da impazzire il gatto
Il postino Pat e il suo inseparabile gatto bianco e nero Jess vivono nel tranquillo villaggio di Greendale. Amato e rispettato dagli abitanti della cittadina, Pat è sempre gentile e premuro con tutti ed è sempre pronto ad aiutare chiunque si trovi in difficoltà o abbia bisogno di un consiglio.
Gli abitanti di Greendale aspettano di vederlo arrivare con il suo furgoncino rosso per dargli un caloroso benvenuto, offrirgli una buona tazza di tè e chiedergli qualche consiglio.

WAYBULOO
la new age entra nel palinsesto prescolare
Nella magica terra di Nara abita i quattro Piplings (Lau Lau, Yojojo, De Li e Nok Tok), che ogni puntata ricevono la visita di alcuni bambini, da loro chiamati CBeebies. Insieme praticano una forma di Yoga per bimbi: lo Yogo, a cui anche i nani da casa possono partecipare. Lo Yogo e l'aiuto dei CBeebies contribuiscono a far raggiungere ai Pipling la felicità di star bene con se stessi e con gli altri; il raggiungimento di questo stato è rappresentato dall'esclamazione "buloo" e dall'elevazione dei Pipling nel cielo di Nara, eventi concui finisce ogni episodio. Il titolo della serie "Waybuloo" significa dunque "Essere felici".

PINGU
io a volte non lo capisco, ma forse il bimbo sì
Pinguino di plastilina che vive al Polo Sud tra i ghiacci in un igloo con la sorella Pinga e l'amica foca Robby. In questa serie non c'è dialogo, ma si parla il pinguinese: un grammelot incomprensibile che assomiglia a quello di Paperino.

POCOYO
delicato e coloratissimo


Pocoyo è un bambino di 4 anni vestito con una tutina blu. È sempre intento a scoprire quello che il mondo gli mette a disposizione. Insieme a Pocoyo ci sono gli amici Pato, Elly, Ronfotto e Loula.

ZUMBERS
deliziosamente surreale e folle, inoltre la musichetta
mi si è appiccicata al cervello e non va più via
Ci sono 5 personaggi improbabili, ognuno con il suo inseparabile mezzo di trasporto, a turno devono scoprire le figure che si formano dall'itinerario che percorrono mangiando 20 ciambelle, insegnando ai bimbi a contare e a riconoscere oggetti e animali.
Ogni episodio si apre con la presentazione dei 5 personaggi, tutti animali di grossa stazza, ne viene scelto uno il quale si mette in posizione ed è "sparato" su una specie di montagna russa per darsi la spinta, quindi inizia il percorso come fosse una pista cifrata, analoga a quella che si trova sulle riviste di enigmistica. Ogni numero ha un palloncino che viene liberato quando il personaggio mangia la ciambella che vi è attaccata, al termine del percorso l'ultimo palloncino esplode e rivela l'oggetto o l'animale che si è formato. Soddisfatto del risultato, il personaggio torna al suo posto.
I personaggi sono 5, e precisamente:
Cocodrula: è un coccodrillo femmina che mangia le ciambelle grazie all'aiuto dei suoi Principi-rana che guidano, senza fermarsi, la Carriola Reale.
Mr Seamus: è un tricheco con una camicia hawaiana e un windsurf che guida una slitta trainata da quattro pinguini.
Fantimus: è un elefante indiano che percorre la pista cifrata su una biga romana trainata da una lucertola.
Lady Hippo: è un ippopotamo femmina che percorre il percorso delle ciambelle sul suo monopattino: è l'unica che non ha animaletti che la accompagnino.
Mr. Rhino: è un rinoceronte che, assieme al suo ranocchio, percorre la pista cifrata esibendosi in un gioco circense di equilibrio di piatti e bicchieri.

martedì 8 febbraio 2011

Trekking nella terra di mezzo

Sabato era una bellissima giornata, dopo una settimana buona di nebbia da tagliare con il coRtello.
Allora assieme al nostro hobbit, dopo la pappa siamo partiti dalla Contea e abbiamo fatto un giro fino a Mordor, passando per Rohan, Isengard, Gondor e facendo una capatina a salutare gli elfi silvani di Bosco Atro e i nani negli Ered Luin.
Finalmente un po' di sole.
I giorni della merla ce li siamo lasciati alle spalle e da qui in poi è tutta discesa.

lunedì 7 febbraio 2011

Dov'è il bimbo? - Terza parte

Oggi ho l'onore di presentare il numero con il quale il bimbo ha stravinto la champions league della FIN (Federazione Interanzionale di Nascondino), specialità centro commerciale.
Ormai è diventata una sfida tra di noi: io gli dico di andare a nascondersi e lui si mette nei guai.

venerdì 4 febbraio 2011

Il giro del mondo in otto scaffali

La biondina colleziona tazze.
Quelle alte, da caffè americano, che vengono chiamate mug.
E' cominciato per caso anni fa nei nostri primi piccoli viaggi quando, come souvenir, io compravo una di quelle bocce di vetro con dentro la neve, e lei una tazza. Oltre al fatto che in effetti le palle di vetro sono decisamente troppo brutte e kitsch, trovare le mug è molto più semplice e quindi ci siamo concentrati su questi oggettini ogni volta che visitiamo qualche posto degno di nota. Ed anche i nostri amici sanno cosa regalarci per farci felici di ritorno da un loro viaggio.
Abbiamo comprato un mobile all'Ikea anni fa e lo abbiamo posizionato in una parete altrimenti non sfruttabile in cucina.
Siamo molto orgogliosi della nostra collezione che, oltre a comprende tazze geografiche da tutto il mondo, comprende anche qualche pezzo unico non legato ad un luogo e ve la presentiamo qui.

Iniziando dal primo scaffale in alto a sinistra e poi scendendo:
Islanda, Isole Cayman, Praga, Moena, Corsica, Sud Tirolo, Sardegna.
Yosemite National Park (California), Egitto, Maldive, Roma, Hollywood, Parigi.
Death Valley (Nevada), Arizona, Grand Canyon, Mongolia, Islanda, Bolzano, Olanda.
Bryce Canyon National Park (Utah), Beverly Hills (L.A.), S. Francisco, Irlanda, Barcellona, Mosca, Australia.
Las Vegas, Scozia, Inghilterra, Costa Rica, Lapponia (Finlandia), Cambridge, Barcellona.
Tossa de Mar (Spagna), Miami, Biondina e Bimbo, il nostro cagnolino Lulù, Jamaica, Barcellona, Pisa.
Portogallo, Olanda, Ibiza, Portogallo, Normandia (Francia), Bretagna (Francia), Alcatraz (S. Francisco).
Cancun (Messico), Sardegna, la cappella sistina secondo i Simpson, Palma de Mallorca, S. Valentino 1996, un fraticello.

NB: gli ultimi quattro scaffali in basso sono ad altezza bimbo, quindi, già dai tempi del girello, sono stati protetti con una lastra di plexiglass.

mercoledì 2 febbraio 2011

La nanna del pomeriggio (che invidia)


Spesso lo trovi con il culone in aria. Si vede che è comodo così.
E' la sua posizione preferita, meglio ancora se, come in questo caso, sotto c'è orso.